Lavochkin La-250

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lavochkin La-250
Il La-250 esposto al Museo centrale della Federazione Russa delle aeronautiche militari di Monino, Mosca.
Descrizione
Tipo URSS caccia intercettore
Equipaggio 2
Progettista URSS OKB 301 Lavochkin
Costruttore aziende di stato URSS
Data ordine Novembre 1952
Data primo volo 16 giugno 1956
Data entrata in servizio mai
Utilizzatore principale URSS VVS
Esemplari 5
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 26,80 m
Apertura alare 13,90 m
Altezza 6,50 m
Superficie alare 80,0
Carico alare 306 kg/m²
Peso a vuoto 18 988 kg
Peso carico 24 500 kg
Peso max al decollo 27 500 kg
Propulsione
Motore 2 turbogetti Ljul'ka AL-7F
Spinta 87,77 kN (8 950 kg) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 1 800 km/h
1 600 km/h (con missili)
Autonomia 2 000 km
Tangenza 17 000 m
Armamento
Missili 2 aria-aria

i dati sono estratti da Уголок неба[1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Lavochkin La-250 Anakonda (in cirillico Лавочкин Ла-250 Анаконда)[N 1] era un caccia intercettore bimotore a getto dotato di ala a delta, progettato dall'OKB 301 diretto da Semën Alekseevič Lavočkin e sviluppato in Unione Sovietica negli anni cinquanta.

Rimasto allo stadio di prototipo, il suo sviluppo venne interrotto a seguito di alcuni incidenti dopo soli 5 esemplari realizzati.

Fu l'ultimo progetto prima che l'OKB 301 venisse chiuso a causa della sopraggiunta morte di Lavočkin. Il progetto non fu in grado di imporsi sulla concorrenza dei rivali Yakovlev Yak-28 e Tupolev Tu-28 e quindi non si arrivò alla produzione in serie.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nella metà degli anni cinquanta, apparve evidente che i caccia subsonici armati di cannoncini come lo Yakovlev Yak-25 sarebbero stati incapaci di affrontare la nuova generazione di bombardieri strategici. Quindi, nel 1953 l'OKB Lavochkin propose l'aggiunta di missili aria-aria al sistema di difesa aerea Berkut. Avendo come obiettivo la difesa di Mosca, il sistema Berkut consisteva in una serie di radar e missili terra-aria come anche intercettori basati su strutture di controllo al suolo. Il missile proposto da Lavochkin, il G-300 utilizzava un sistema di guida basato su valvole termoioniche ed era così pesante (intorno ai 1 000 kg) che nessun caccia sovietico sarebbe stato in grado di trasportarlo. Invece, un bombardiere Tupolev Tu-4 (versione Sovietica del Boeing B-29 Superfortress) fu modificato per trasportare 4 G-300 sotto le ali, e l'intero sistema fu denominato G-310. Con tutti questi accorgimenti, il G-300 avrebbe avuto un raggio d'azione di 15 km e una altezza operativa massima di 20 000 m. Dopo che il G-310 fece 10 voli nel 1952, il sistema venne abbandonato perché poco pratico.

Nel novembre 1952, il governo sovietico ordinò lo sviluppo del Kompleks K-15 (Complesso K-15,un termine analogo al concetto di "sistema d'arma" dell'United States Air Force). Il K-15 consisteva nell'"intercettore 250" (più tardi designato La-250) in grado di portare missili guidati "Type 275". Il La-250 avrebbe dovuto essere capace di intercettare aerei che volavano a 1 250 km/h, (Mach 1,18) a una quota di 20 000 m e una distanza di 500 km dall'aeroporto. Il missile "275", secondo i dati progettuali, doveva pesare 870 kg e, spinto da un motore a propellente liquido, avrebbe superato la velocità di 3 900 km/h con una testata convenzionale pesante 125 kg, avente un raggio di letalità di 50 m. Il La-250 avrebbe dovuto caricare due missili "275" semi-racchiusi nella parte interna della fusoliera, disposti in tandem.

Il primo volo ebbe luogo il 16 luglio 1956 e il prototipo era pilotato da Andrei G. Kochetkov. Problemi con il radar K-15U e il motore Klimov VK-9 portarono ad un radicale cambiamento del progetto iniziale, portando all'utilizzo del radar K-15M e, più importante, la sostituzione del motore con un assai meno potente Lyulka AL-7F. Questo determinò la necessità di sostituire il missile "275" con il più leggero "275A" (curiosamente, nonostante il peso totale fosse diminuito a soli 800 kg, il peso della testata salì a 140 kg). Il nuovo modello, con fusoliera dalle dimensioni ridotte ed ala a delta invece dell'ala a freccia, fu chiamato La-250A.

I missili "275" sarebbero ora stati trasportati su piloni subalari. La carlinga più leggera non permetteva comunque l'utilizzo dei motori meno potenti e le prestazioni prospettate erano inferiori a quelle del La-250 originale. Mentre era occupato a riprogettare l'aereo, l'OKB Lavochkin doveva anche sviluppare varianti del missile "275" - la variante con radar semi attivo "277", la variante ad armamento nucleare "279" e la variante spinta da propellente solido "280". Il primo prototipo del La-250A fu finalmente completato il 16 giugno 1956.

I test di volo furono ricchi di incidenti causati da problemi nel sistema di boost idraulico, dal carrello d'atterraggio, così come dalla scarsa visibilità frontale (problema che venne corretto con l'adozione di un nuovo muso che garantiva un abitacolo più ampio). Il La-250A fece un singolo volo di prova nel 1956, solo 6 nel 1957 e appena 14 voli nel 1958. Frustrata dalla mancanza di progressi, l'aeronautica sovietica fermò i lavori sul sistema K-15 nel 1959. L'esperienza accumulata con il K-15 fu utilizzata per lo sviluppo di nuovi requisiti di sistema per gli intercettori che portarono al Tupolev Tu-28.

Il difficile e complesso sviluppo del La-250 fu contrapposto in occidente dagli altrettanto complicati progetti della Convair riguardo ai caccia intercettori con ala a delta F-102 Delta Dagger e F-106 Delta Dart, che comunque riuscirono a diventare dei sistemi d'arma operativi.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

URSS URSS

Esemplari sopravvissuti[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei prototipi Lavochkin La-250A è visibile al Museo centrale della Federazione Russa delle aeronautiche militari a Monino, vicino Mosca, Russia.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Анаконда era una designazione non ufficiale

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ла-250 in Уголок неба.
  2. ^ [1] Monino home page

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Wilfried Kopenhagen e Rolf Neustädt, Das große Flugzeugtypenbuch, Berlino, Transpress, 1987, ISBN 978-3-344-00162-9.
  • (EN) Tony Buttler e Yefim Gordon, Heavyweights in Soviet Secret Projects - Fighters Since 1945, Hinckley, Midland Publishing, 2005, pp. 81-83, ISBN 1-85780-221-7.

Aeroplani comparabili[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]