Mario Paint

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Mario Paint
videogioco
Titolo originaleマリオペイント
PiattaformaSNES
Data di pubblicazioneGiappone 14 luglio 1992
Flags of Canada and the United States.svg 1º agosto 1992
Zona PAL 10 dicembre 1992
SviluppoNintendo R&D1, Intelligent Systems
PubblicazioneNintendo
SerieMario
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputSNES Mouse
SupportoCartuccia

Mario Paint (マリオペイント Mario Peinto?) è un videogioco pubblicato nel 1992 dalla Nintendo per la console Super Nintendo Entertainment System. Il gioco è confezionato con lo SNES Mouse ed il mouse pad.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad essere un basico programma di disegno, Mario Paint permette al giocatore di creare dei timbri personalizzati pixel per pixel e delle semplici animazioni. Le animazioni create dal giocatore possono essere visualizzate solamente sullo schermo di un televisore.

In aggiunta, il gioco include 60 texture e pattern differenti, 75 tipi di timbri, 15 timbri personalizzabili e 9 effetti speciali di transizione diversi tra le scene durante la cancellazione.

Mario Paint contiene un minigioco d'azione frenetico il cui obiettivo è schiacciare delle mosche, Gnat Attack, il quale trae grandi vantaggi dallo SNES Mouse. Il giocatore controlla una mano guantata (simile a quella vista nello schermo del titolo), che deve schiacciare gli insetti volanti con uno schiacciamosche, prima di essere punto. Sono presenti tre livelli, ognuno con 100 insetti ed un boss. Dopo aver sconfitto il boss finale, il minigioco reinizia dal primo livello ed aggiunge una piccola icona in alto a sinistra dello schermo.

Un easter egg è presente nello schermo del titolo di Mario Paint. Il giocatore può cliccare ogni lettera del titolo per causare effetti. Alcune lettere cambiano la musica, fanno correre uno Yoshi sullo schermo, fanno crescere e restringere Mario, eccetera.

Successori[modifica | modifica wikitesto]

Una ripubblicazione del 1997 intitolata BS Mario Paint: Yuu Shou Naizou Ban fu distribuita al mercato giapponese attraverso Satellaview. Questa versione di Mario Paint venne solo modificata in modo da usare il gamepad anziché lo SNES Mouse.

Un sequel non ufficiale di Mario Paint venne chiamato Mario Paint 64 durante il suo sviluppo,[1] e venne pubblicato nel 1999 come l'esclusiva giapponese Mario Artist: Paint Studio, titolo di lancio per il Nintendo 64DD. Nintendo incaricò la casa sviluppatrice Software Creations, che descrisse l'idea originale del gioco come "un seguito a Mario Paint in 3D per il Nintendo 64".[2] Paint Studio è stato descritto da IGN e da Nintendo World Report come il "diretto seguito" di Mario Paint[3] ed il suo "successore spirituale".[4] Infatti, oltre ad essere confezionato con il mouse del suo sistema, Paint Studio include lo stesso minigioco presente in Mario Paint, il cui obiettivo è schiacciare delle mosche.[3]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

AllGame valutò Mario Paint con cinque stelle su cinque, chiamandolo "forse l'idea più ingegnosa ed ispirata che Nintendo abbia mai avuto per un prodotto".[5] Nel 2006, venne valutato il centosessantaduesimo miglior gioco creato per una console Nintendo nella lista dei migliori 200 giochi di Nintendo Power.[6] Nel 2014, IGN lo classificò come il centocinquesimo miglior gioco Nintendo nella sua lista dei migliori 125 giochi Nintendo di sempre.[7]

US Gamer considera Mario Paint "una soluzione ai programmi grafici su PC costosi" che è "almeno leggermente responsabile per i giochi indie vecchio stampo in 2D attuali". Dice, "Ogni singolo elemento... è costruito per rendere l'atto della creazione divertente, anche se stai semplicemente scarabocchiando".[8]

Lascito[modifica | modifica wikitesto]

Il Mouse ed il pad confezionati con il gioco.

Nei videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Importanti sviluppatori hanno citato Mario Paint come un'ispirazione. Masahito Hatakeyama, uno dei designer di WarioWare D.I.Y. per Nintendo DS, cita gli strumenti di disegno e di creazione musicale di ' Mario Paint come ispirazione per gli strumenti di disegno e creazione musicale di D.I.Y., mentre diversi membri del team di sviluppo lo hanno citato come il gioco che insegnò loro la gioia di sviluppare videogiochi. WarioWare D.I.Y. permette ai giocatori di registrare note vocali attraverso il microfono del DS e di applicare su di essi suoni e versi di animali, similmente alla creazione di musica di Mario Paint. WarioWare D.I.Y. usa un programma di disegno basato sull'idea di Mario Paint dove il giocatore crea un fumetto o una grafica per il suo microgioco personalizzato. Quando "Mario Paint" è selezionato come nome del microgioco o del fumetto, verrà suonato il tema di Mario Paint. Alcuni degi effetti sonori e degli strumenti musicali di Mario Paint appaiono in questo gioco.[9]

Un'altra controparte del gioco appare in WarioWare: Touched!, con il nome Wario Paint. Essa permette al giocatore di utilizzare lo stilo del Nintendo DS per colorare vari personaggi del gioco. Il minigioco di Mario Paint appare nuovamente nel gioco precedente, WarioWare, Inc.: Mega Microgame$. Il Canale Fotodella Wii presenta delle funzionalità di montaggio simili a quelle di Mario Paint, ed include gran parte delle gomme da cancellare del gioco.

Takashi Tezuka, game director di Super Mario Maker per Wii U, affermò che "fu ispirato a portare il divertimento di Mario Paint nell'editor di percorsi per creare qualcosa di divertente e creativo da far gradire alle persone".[10] Infatti, il gioco include gli easter egg della schermata del titolo ed il minigioco. US Gamer chiamò Mario Paint una parte essenziale della "strada verso Super Mario Maker".[8]

Uno dei compositori di Mario Paint, Hirokazu Tanaka, lavorò successivamente su EarthBound, dove appaiono alcuni degli effetti sonori di Mario Paint.

Un remix del tema di Mario Paint può essere ascoltato nello scenario Miiverse in Super Smash Bros. per Wii U.

Nei film[modifica | modifica wikitesto]

Il primo episodio di Homestar Runner nel 1996 venne animato utilizzando Mario Paint.[11] Un primitivo video di introduzione creato con Mario Paint può essere trovato sul sito. Un altro corto nella serie, "Strong Bad is a Bad Guy", venne creato utilizzando Mario Paint.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Miyamoto Reveals Secrets: Fire Emblem, Mario Paint 64, in IGN, 29 luglio 1997. URL consultato il 22 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2001).
  2. ^ (EN) Mario Artist: Paint Studio / Sound Studio, Zee-3 Digital Publishing. URL consultato il 22 settembre 2017.
  3. ^ a b "Mario Artist: Paint Studio Review".
  4. ^ (EN) Danny Bivens, Nintendo 64 Disk Drive, su Nintendo World Report, 29 ottobre 2011. URL consultato il 22 settembre 2017.
  5. ^ (EN) Michael L. House, Mario Paint - Review, su AllGame. URL consultato il 22 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2014).
  6. ^ (EN) NP Top 200, in Nintendo Power, nº 200, febbraio 2006, pp. 58-66.
  7. ^ (EN) The Top 125 Nintendo Games of All Time, su IGN, 24 settembre 2014. URL consultato il 22 settembre 2017.
  8. ^ a b (EN) Bob Mackey, The Road to Super Mario Maker, in USgamer, 11 settembre 2015. URL consultato il 22 settembre 2017.
  9. ^ (EN) Iwata Asks, su Nintendo. URL consultato il 22 settembre 2017.
  10. ^ (EN) Tracey Lien, Mario Maker started out as a tool for Nintendo's developers, in Polygon, 13 giugno 2014. URL consultato il 22 settembre 2017.
  11. ^ (EN) "Super NES" (SWF), su Homestar Runner. URL consultato il 22 settembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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