Marillion

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Marillion
Marillion warszawa2007.jpg
I Marillion in concerto nel 2007
Paese d'origineRegno Unito Regno Unito
GenereRock progressivo
Neoprogressive
Periodo di attività musicale1979 – in attività
Album pubblicati48
Studio18
Live20
Raccolte10
Opere audiovisive12
Sito ufficiale
(EN)

« If Pink Floyd and Radiohead had a love child that was in touch with their feminine side they would be us. »

(IT)

« Se i Pink Floyd e i Radiohead avessero avuto un figlio che era in contatto con il proprio lato femminile, quelli saremmo stati noi. »

(Steve Hogarth[1])

I Marillion sono un gruppo musicale rock progressivo britannico fondato ad Aylesbury nel 1979.

Durante la prima metà della loro carriera sono stati considerati tra i gruppi di spicco dell'allora popolare filone neoprogressive ed ancora oggi godono di un vasto seguito a livello internazionale. L'epoca di maggior successo commerciale fu quella con Fish alla voce (fino al 1988), in seguito rimpiazzato da Steve Hogarth. Oltre ad essere apprezzati dalla critica,[2] i Marillion sono stati l'unico gruppo neoprogressive a ottenere buoni (in alcuni casi ottimi) risultati commerciali, piazzando molti singoli nelle prime dieci posizioni della classifica britannica.

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Periodo con Fish[modifica | modifica wikitesto]

I Marillion con Fish nel 1986

Il gruppo nacque ad Aylesbury verso la fine degli anni settanta sotto il nome di Silmarillion (dall'opera omonima di Tolkien). In quel tempo, sino agli inizi degli anni ottanta, del gruppo facevano parte Mick Pointer (batteria), Brian Jelliman (tastiera) e Steve Rothery (chitarra), i quali si ispirarono subito ai grandi gruppi progressive degli anni settanta, in particolar modo Pink Floyd, Jethro Tull, Van der Graaf Generator, Rush, Yes e i Genesis (ai loro primi concerti, proponevano reinterpretazioni di brani quali I Know What I Like (In Your Wardrobe), da Selling England by the Pound). Nel gennaio 1981 all'organico si uniscono il cantante Fish e il bassista Diz Minnitt.

Nel 1982 il gruppo, ora chiamato Marillion, iniziò a suonare regolarmente nella zona di Aylesbury e Londra. In quel periodo la formazione comprendeva, oltre a Fish, Rothery, Pointer, il tastierista Mark Kelly e il bassista Pete Trewavas. Nel giro di pochi mesi il gruppo divenne la maggiore attrazione del Marquee Club di Londra, tempio del nascente movimento neoprogressive, dove iniziarono a registrarsi i tutto esaurito che suscitarono l'interesse della EMI, la quale pose il gruppo sotto contratto nello stesso anno.

Allo stesso anno risale la prima pubblicazione del gruppo: il singolo Market Square Heroes, seguito dal loro primo album Script for a Jester's Tear (1983) i cui risultati commerciali confermarono la straordinaria presa del gruppo sul pubblico. Durante il tour, i profondi contrasti fra Fish e Pointer costrinsero quest'ultimo a lasciare i Marillion, i quali cercarono un sostituto fra diversi batteristi: per un breve periodo puntarono su Andy Ward (ex batterista dei Camel), ma la scelta finale cadde su Ian Mosley. Il secondo album Fugazi (1984), nato da una tribolata produzione, rinforzò ulteriormente la reputazione dei Marillion, che si conquistò inoltre i favori della critica.

Il 17 giugno 1985 uscì il concept album Misplaced Childhood, contenente i singoli di successo Kayleigh e Lavender. L'album raggiunse velocemente la prima posizione della Official Albums Chart, risultando il disco di maggiore successo commerciale dei Marillion. Due anni dopo uscì Clutching at Straws (1987), con tematiche sull'alienazione prodotta dal music business, con la fuga nelle droghe e nell'alcolismo. Durante il tour di Clutching at Straws, Fish abbandonò il gruppo in seguito a lunghi e tumultuosi contrasti interni con gli altri componenti del gruppo.

Periodo con Steve Hogarth[modifica | modifica wikitesto]

Seasons End e gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Steve Hogarth

Nel 1989 arrivò Steve Hogarth (noto anche semplicemente come "h") nel ruolo di cantante e frontman del gruppo, al posto di Fish. L'avvicendamento portò un notevole cambiamento nella direzione musicale dei Marillion verso un approccio che guardava maggiormente all'indie rock e al rock alternativo. Il primo album inciso dalla nuova formazione è stato Seasons End, uscito in quell'anno e promosso dai singoli Hooks in You, Uninvited Guest e Easter.

Nel 1991 è stata la volta di Holidays in Eden, criticato dai fan a causa delle sonorità troppo pop (per esempio il primo singolo Cover My Eyes (Pain and Heaven), in puro stile U2), mentre tre anni dopo il gruppo ha pubblicato il settimo album in studio Brave, primo concept album del gruppo con Hogarth e promosso dai singoli The Great Escape, The Hollow Man e Alone Again in the Lap of Luxury nonché dall'album dal vivo Made Again. Tra il 1997 e il 1998 sono stati pubblicati gli album in studio This Strange Engine e Radiation.

Dal 1997 i Marillion compresero che Internet forniva l'opportunità ideale per alimentare un contatto più ravvicinato con i fan, uno dei quali, stimolato dalla loro mailing-list, raccolse fondi sufficienti per permettere loro di tornare in tour negli Stati Uniti d'America. L'uscita dell'album marillion.com del 1999 fece da manifesto al lancio sia del nuovo sito web che dell'etichetta discografica.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 2000 i Marillion furono tra i primi artisti musicali a chiedere a propri fan di finanziare i costi di registrazione del loro album successivo, preordinandolo con un anno di anticipo. L'operazione conquistò i titoli delle testate giornalistiche più importanti nel 2001. Sorprendentemente, più di 12.000 fan aderirono all'iniziativa e un accordo supplementare fu raggiunto con la EMI per la distribuzione sul mercato mondiale dell'album Anoraknophobia.[3]

Il gruppo nel 2007 in occasione della promozione di Somewhere Else

Per il tredicesimo lavoro del gruppo, Marbles, furono richiesti diversi anni di lavoro senza fretta, oltre che l'aiuto dei fan con il preordine anticipato, che permise una grande campagna di crowdfunding senza il sostegno di alcuna casa discografica; il risultato valse la pena: alcuni fan lo videro come un grande capolavoro atteso da tanto tempo, altri come il più grande disco dell'era di Hogarth, altri ancora addirittura come il loro più grande disco; non mancarono i commenti della critica che continuava a vedere i Marillion come l'ex-band di Fish. Il primo singolo da esso estratto, You're Gone, arrivò in settima posizione nella Official Singles Chart e in ottava nei Paesi Bassi.

Il 9 aprile 2007 la band pubblicò, con il nuovo produttore Michael Hunter, il quattordicesimo album in studio Somewhere Else, preceduto dal singolo See It Like a Baby, uscito il 30 marzo 2007 per il download digitale. Un secondo singolo, Thankyou Whoever You Are/Most Toys, venne realizzato in tre diverse versioni, contenenti tracce dal vivo e inediti da studio arrivando in sesta posizione nei Paesi Bassi. 12 anni dopo Afraid of Sunlight, i Marillion tornarono nella Top 30 inglese piazzandosi ufficialmente al 24º posto con Somewhere Else, mentre i due singoli fecero una veloce comparsa nelle classifiche.

Il quindicesimo album da studio, intitolato Happiness Is the Road, fu annunciato fin dall'estate 2007 e fu pubblicato il 20 ottobre 2008 in seguito a una nuova campagna di preordini per finanziarlo. Il 23 luglio 2008 una versione ridotta del brano Whatever Is Wrong with You venne resa disponibile per il download gratuito dai Marillion e fu oggetto di un'originale trovata promozionale: i fan avrebbero potuto vincere 5000 sterline realizzando uno o più video ispirati al brano e caricandoli su YouTube. Il premio sarebbe stato attribuito al video più visto dagli utenti.[4]

Il 2 ottobre 2009 venne pubblicato il 16º album in studio Less Is More, contenente brani dell'era di Hogarth rivisitati in chiave acustica e con nuovi arrangiamenti.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 settembre 2012 i Marillion hanno pubblicato il diciassettesimo album in studio Sounds That Can't Be Made,[5] anticipato dagli audio di Power e Gaza, entrambi pubblicati esclusivamente su YouTube,[6][7] e promosso l'anno seguente dal relativo tour che ha avuto culmine con i concerti tenuti nei Paesi Bassi e in Canada, immortalati nell'album dal vivo A Sunday Night Above the Rain del 2014. Nel 2013, inoltre, il gruppo entrò nel Guinness dei primati grazie all'album dal vivo Clocks Already Ticking, il quale è stato pubblicato il 14 aprile, appena 63 ore dopo il concerto in cui era stato filmato (il 12 aprile).[8]

Nel settembre 2015 il gruppo ha rivelato di essere al lavoro su un nuovo disco, provvisoriamente intitolato M18 e poi intitolato ufficialmente Fuck Everyone and Run (F E A R). Come per molti dei loro precedenti lavori, la registrazione dell'album è stata finanziata dalla campagna di crowdfunding, con i pre-ordini attraverso il sito PledgeMusic.[9] L'album è stato pubblicato il 23 settembre 2016,[10] debuttando in quarta posizione della Official Albums Chart, segnando il loro miglior piazzamento sin dalla pubblicazione di Clutching at Straws, circa tre decenni prima. Al disco ha fatto seguito una tournée mondiale che ha visto il gruppo impegnato in Europa nel corso del 2017, tenendo una data anche alla Royal Albert Hall di Londra,[11] e negli Stati Uniti d'America durante il 2018.[12] Dai sei brani che compongono l'album è stato estratto come singolo Living in F E A R, che nel corso del 2017 raggiunse la vetta delle classifiche britanniche relative alle vendite fisiche e in vinile.[13][14]

A partire dal 19 gennaio 2018 la earMUSIC ha ripubblicato per il commercio dieci album dal vivo originariamente resi disponibili dal gruppo esclusivamente sul proprio sito ufficiale, partendo da Holidays in Eden Live e Size Matters del 2010.[15] Il 6 aprile dello stesso anno è stato pubblicato All One Tonight - Live at the Royal Albert Hall, contenente la sopracitata esibizione alla Royal Albert Hall.[16]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Doug "Rastus" Irvine – voce, basso (1979-1981)
  • Fish – voce, percussioni (1981-1988)
  • Diz Minnitt – basso (1981-1982)
  • Brian Jelliman – tastiera (1979-1981)
  • Mick Pointer – batteria (1979-1983)
  • Andy Ward – batteria, percussioni (1983)
  • John "Martyr" Marter – batteria (1983)
  • Jonathan Mover – batteria (1983-1984)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Marillion.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Steve Hogarth relativamente alla musica dei Marillion, su marillion.com. URL consultato il 27 marzo 2013.
  2. ^ www.marillion.com/press/index.htm Archiviato il 28 giugno 2006 in Internet Archive.
  3. ^ (EN) Marillion fans to the rescue, BBC, 11 maggio 2001. URL consultato il 22 marzo 2018.
  4. ^ (EN) New Song and Video Contest, Marillion, 23 luglio 2008. URL consultato il 22 marzo 2018.
  5. ^ (EN) STCBM Official Release, Marillion, 17 settembre 2012. URL consultato il 10 febbraio 2018.
  6. ^ (EN) New Song 'Power', Marillion, 17 luglio 2012. URL consultato il 10 febbraio 2018.
  7. ^ Filmato audio Marillion, Gaza, su YouTube, 4 settembre 2012. URL consultato il 10 febbraio 2018.
  8. ^ (EN) Fastest music DVD (film to release), Guinness World Records. URL consultato l'11 marzo 2018.
  9. ^ (EN) MARILLION ALBUM 18 PRE-ORDER CAMPAIGN, Marillion, 1º settembre 2015. URL consultato il 2 ottobre 2016.
  10. ^ (EN) Marillion Album 18 Pre-Order Campaign, Marillion. URL consultato il 7 settembre 2015.
  11. ^ (EN) Paul Davies, MARILLION play a majestic show at the Royal Albert Hall, Express. URL consultato l'11 marzo 2018.
  12. ^ (EN) MARILLION Announce 2018 US Tour Dates, Prog Sphere, 5 ottobre 2017. URL consultato l'11 marzo 2018.
  13. ^ (EN) Official Physical Singles Chart Top 100: 13 October 2017 - 19 October 2017, Official Charts Company. URL consultato il 17 ottobre 2017.
  14. ^ (EN) Official Vinyl Singles Chart Top 40: 13 October 2017 - 19 October 2017, Official Charts Company. URL consultato il 17 ottobre 2017.
  15. ^ (EN) earMUSIC Live Album Re-releases, Marillion, 8 marzo 2018. URL consultato il 22 marzo 2018.
  16. ^ (EN) Scott Munro, Marillion announce new DVD/Blu-ray All One Tonight, Team Rock, 2 marzo 2018. URL consultato il 22 marzo 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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