Luigi Nicolais
| Luigi Nicolais | |
|---|---|
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| Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche | |
| Durata mandato | 18 febbraio 2012 – 18 febbraio 2016 |
| Predecessore | Francesco Profumo |
| Successore | Massimo Inguscio |
| Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione | |
| Durata mandato | 17 maggio 2006 – 8 maggio 2008 |
| Capo del governo | Romano Prodi |
| Predecessore | Mario Baccini[1] Lucio Stanca[2] |
| Successore | Renato Brunetta |
| Assessore all'Università e Ricerca Scientifica della Regione Campania | |
| Durata mandato | 18 maggio 2000 – 4 maggio 2005 |
| Presidente | Antonio Bassolino |
| Predecessore | Nino Daniele |
| Successore | Teresa Armato |
| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 29 aprile 2008 – 23 febbraio 2012 |
| Legislatura | XVI |
| Gruppo parlamentare | Partito Democratico |
| Coalizione | Centro-sinistra 2008 |
| Circoscrizione | Campania 1 |
| Incarichi parlamentari | |
| |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | DS (fino al 2007) PD (2007-2026) |
| Titolo di studio |
|
| Università | Università di Napoli Federico II |
| Professione | Ingegnere; Docente universitario |
Luigi Nicolais (Sant'Anastasia, 9 febbraio 1942 – Napoli, 12 gennaio 2026[3]) è stato un ingegnere chimico e politico italiano, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 18 febbraio 2012 al 18 febbraio 2016.
È stato ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione nel governo Prodi II, nonché assessore della giunta regionale della Campania di Antonio Bassolino dal 2000 al 2005 e deputato alla Camera dal 2008 al 2012.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Ingegnere chimico, si è laureato presso la facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II[4]. Professore ordinario di "Tecnologie dei Polimeri" alla stessa Università di Napoli "Federico II" in cui si è laureato, nonché autore di oltre 350 pubblicazioni scientifiche, è stato Direttore dell'Istituto per la Tecnologia dei materiali compositi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).[4]
È un componente del Gruppo 2003, consesso di ricercatori italiani che, lavorando in Italia, sono inseriti nella classifica, compilata dall'ISI (Institute for Scientific Information) di Filadelfia, che raccoglie gli scienziati più citati nel mondo. È stato professore anche presso l'University of Washington e all'University of Connecticut di Storrs.
Dal 2004 è presidente e fondatore dell'IMAST (distretto tecnologico sull'ingegneria dei materiali polimerici e strutture), mentre tra il maggio e l'agosto del 2005 diviene presidente della "Città della Scienza" e dell'ARTI (agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione della Puglia).
È stato presidente della Reale tenuta di Carditello e del Campania Digital Innovation Hub[5].
A maggio 2025 ottiene la cittadinanza benemerita dal sindaco di Ercolano.
Attività politica
[modifica | modifica wikitesto]Dal 2000 al 2005 è stato assessore con deleghe all'Università, ricerca scientifica e innovazione tecnologica alla regione Campania.
Il 17 maggio 2006 è entrato a far parte del secondo governo Prodi come ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, succedendo, rispettivamente, a Mario Baccini e a Lucio Stanca; rimane in carica fino all'8 maggio 2008. In questo ruolo, a maggio 2006 sigla un accordo con Microsoft che riceve critiche da esponenti della ricerca e del software libero.[6][7][8][9]
A giugno 2007 costituisce la "commissione open source"[10] per identificare strumenti e procedure pratiche per promuovere lo sviluppo del software libero in Italia; il rapporto prodotto dalla commissione viene abbandonato con la caduta del governo e l'arrivo del nuovo ministro[11][12].
Candidatosi alle elezioni politiche del 2008, nella circoscrizione Campania 1 tra le liste del Partito Democratico, viene eletto Camera dei Deputati. Nel corso della XVI Legislatura è stato membro e vicepresidente della 7ª Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera.[4]
Esponente del PD, considerato in principio vicino alle posizioni dei "bassoliniani". Nel corso del tempo ha preferito assumere una posizione decisamente più distante da Bassolino.
Segretario provinciale del PD a Napoli, Nicolais si dimette da questa carica il 5 gennaio del 2009 perché non soddisfatto del rimpasto della giunta comunale operato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.[13]
Viene candidato in rappresentanza di una coalizione di centro-sinistra alla presidenza della provincia di Napoli, ma alle elezioni del 2009 viene battuto da Luigi Cesaro, candidato del centro-destra.
Nel 2012 viene nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), sostituendo il neo-ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca del governo Monti Francesco Profumo, il quale era stato nominato presidente del CNR pochi mesi prima dal ministro PdL, predecessore di Profumo Maria Stella Gelmini. Il 23 febbraio 2012 la Camera accetta le sue dimissioni da parlamentare con 371 sì e 87 no. A lui succede a Montecitorio il repubblicano Giuseppe Ossorio.[14] Resta in carica come presidente del CNR fino al 2016 quando viene nominato Massimo Inguscio[15]; tra le numerose attività di promozione della ricerca realizzate durante il suo mandato, Luigi Nicolais firma appena incaricato nel 2012 il sostegno all'open access del CNR con l'adesione alla Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica[16].
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Funzione pubblica
- ↑ Tecnologie e Innovazioni
- ↑ Morto Luigi Nicolais, ex ministro ed ex presidente del Cnr, su ansa.it. URL consultato il 12 gennaio 2026.
- 1 2 3 Biografia di Luigi Nicolais (PDF), su ssip.it.
- ↑ Luigi Nicolais nominato consigliere per le politiche della ricerca del Ministero dell’Università, su campaniadih.it. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- ↑ Microsoft ha firmato un accordo con il Ministero dell’Università e il Ministero della Funzione pubblica, su Università degli Studi di Cagliari, 8 maggio 2007. URL consultato il 12 gennaio 2026.«E’ stato firmato dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi; dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais e dall’Amministratore Delegato della Microsoft, Marco Comastri, un protocollo con il quale si intende stabilire un rapporto di collaborazione per la diffusione delle tecnologie e delle competenze informatiche in tre Regioni a supporto dell’innovazione e della competitività delle imprese.»
- ↑ Intese con Microsoft, insorge l’Open Source italiano, su Università degli Studi di Cagliari, 14 maggio 2007. URL consultato il 12 gennaio 2026.«Sono molti i milioni di euro che ogni anno lo Stato Italiano spende per le sole licenze d’uso Microsoft, cioè per utilizzare programmi proprietari spesso facilmente sostituibili con applicativi del tutto omologhi. [...] Tra i pareri contrari all’operazione spicca quello del presidente della commissione Cultura della Camera - on. Pietro Folena - che ha criticato la scelta di puntare su Microsoft mentre la maggioranza del mondo accademico è orientata all’Open Source. Altre critiche si levano con interventi nei siti di discussioni on line e non mancano articolate proposte alternative. L’Associazione per il software libero, Tuxad esempio, si impegnerebbe per cinque anni a mettere a disposizione del Governo attività formative, materiale didattico, soluzioni tecnologiche e software, direttamente o tramite aziende italiane nell’ambito del software libero. L’offerta avrebbe un valore complessivo di circa dieci milioni di euro all’anno, ricadute sull’occupazione e molteplici altri aspetti positivi.»
- ↑ Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento), su Camera dei deputati, 29 maggio 2007. URL consultato il 12 gennaio 2026.«Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'università e della ricerca, il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, per sapere - premesso che: da quanto si evince dall'articolo pubblicato sul quotidiano L'indipendente, sembrerebbe che i ministri Fabio Mussi e Luigi Nicolais, nel corso di una conferenza stampa abbiano annunciato un accordo tra il Governo italiano e la casa di produzione Software Microsoft [..] grazie alla migrazione da Software Microsoft a Open Source, per oltre 4.500 computer dell'amministrazione provinciale, si risparmi più di un milione di euro all'anno»
- ↑ Per il bene dell'Italia: il Governo ha convinto Microsoft a passare al Software Libero?, in Associazione per il software libero, 7 maggio 2007.
- ↑ Marianna Di Iorio, Dal Ministro Nicolais una Commissione Open Source, su PMI.it, 22 giugno 2007. URL consultato il 12 gennaio 2026.
- ↑ Agosti, Maristella and Cantoni, Virginio (2025) Storia dell’informatica italiana. Prima parte. Ricerca, formazione e impatto sociale (3 voll.)., Cnr Edizioni, Roma, pp. 1261-1262. ISBN (ed. digitale) 978 88 8080 680 6. DOI https://doi.org/10.36173/SII-parteprima
- ↑ (EN) FUSS Lab, Le opportunità dell'informatica libera, su FUSS. URL consultato il 12 gennaio 2026.
- ↑ Dal sito de La Repubblica Nicolais: "Serviva un azzeramento, invece ecco le riconferme"
- ↑ Ricerca, Nicolais nuovo presidente del Cnr ''Assumo l'incarico con piacere e orgoglio'' - Adnkronos Economia, su adnkronos.com.
- ↑ Anna Lisa Bonfranceschi, Chi è Massimo Inguscio, il nuovo presidente del Cnr, su Wired Italia, 16 febbraio 2016. URL consultato il 12 gennaio 2026.
- ↑ Open access alla ricerca Cnr | Consiglio Nazionale delle Ricerche, su www.cnr.it. URL consultato il 12 gennaio 2026.
- ↑ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.
- ↑ In precedenza era stato nominato Grande ufficiale il 27 dicembre 2005.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Luigi Nicolais
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Opere di Luigi Nicolais, su MLOL, Horizons Unlimited.
- Luigi Nicolais, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
- Sito ufficiale, su luiginicolais.it. URL consultato il 14 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2012).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 85502542 · ISNI (EN) 0000 0001 0995 9996 · SBN AQ1V005360 · LCCN (EN) n80062025 · GND (DE) 1180745396 · J9U (EN, HE) 987007330039505171 |
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