Lucio Stanca

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Lucio Stanca
Lucio Stanca senato.jpg

Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore carica istituita
Successore Paola Pisano

Amministratore delegato di
Expo 2015
Durata mandato 11 maggio 2008 –
24 giugno 2010
Predecessore non istituito
Successore Giuseppe Sala

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
PDL
Circoscrizione Piemonte 2
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Circoscrizione Piemonte
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (1994-2009)
PdL (2009-2013)
Titolo di studio Laurea in economia e commercio
Università Università commerciale Luigi Bocconi
Professione Dirigente di industria

Lucio Stanca (Lucera, 20 ottobre 1941) è un politico italiano. È stato ministro per l'Innovazione e le Tecnologie nel secondo e terzo Governo Berlusconi, e in seguito amministratore delegato della Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A.. Attualmente è vicepresidente e tesoriere dell'Aspen Institute.[1]

Studi e vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi. Dirigente industriale.

Coniugato, con due figlie. Risiede a San Fermo della Battaglia (Como).

Carriera industriale in IBM[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver prestato il servizio militare come ufficiale nei Granatieri di Sardegna, ha operato nel gruppo IBM sino al marzo 2001, ricoprendo incarichi in Italia, in Europa e negli Stati Uniti tra cui: presidente e amministratore delegato della IBM Italia, componente del comitato mondiale di gestione della società, vicepresidente del gruppo e, dal 1994 fino al ritiro dalla società (2001), è stato presidente e direttore generale della società con sede a Parigi, responsabile delle operazioni nei paesi dell'Europa, Medio Oriente ed Africa, un'organizzazione di più di 100.000 persone e con operazioni in oltre 100 paesi.

Ruoli societari[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1991 è vicepresidente dell'Aspen Institute Italia e dal 2001 è anche presidente degli Aspen Junior Fellows. Ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell'Università Bocconi di Milano dal 1994 al 2006 e di diverse società italiane (Fila, Sorin, Italtel) e straniere (PartnerRe). È membro della Fondazione Italia USA. È stato membro del board of directors della Fondazione Gateway promossa dalla Banca Mondiale per lo sviluppo delle tecnologie digitali nei paesi in via di sviluppo. È vice presidente del Collegio di Milano, che è un collegio di merito che ospita studenti universitari italiani e stranieri. Nel 1991 è stato eletto "Bocconiano dell'anno" e nel 2004 gli è stata conferita la laurea honoris causa in Informatica.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lucio Stanca, "L'Italia vista da fuori e da dentro. Wrong or right, it's my Country", ed. Il Sole 24 Ore, Milano, 2013, prefazione di Piero Ostellino.

Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie (2001-06)[modifica | modifica wikitesto]

Nella XIV legislatura (2001-2006) è stato Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie nei Governi Berlusconi II e Berlusconi III, esercitando per delega del Presidente del Consiglio dei ministri il coordinamento e indirizzo della politica del Governo in materia di sviluppo e di impiego delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (ICT) da parte delle famiglie, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, centrali e locali. A tal fine ha inoltre presieduto il Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione.

Il Codice dell'Amministrazione Digitale[modifica | modifica wikitesto]

Lucio Stanca ha promosso il “Codice dell’Amministrazione Digitale”, in vigore dal 1º gennaio 2006. Si tratta di una nuova Costituzione Digitale, una vera e propria riforma per la Pubblica Amministrazione che definisce nuovi diritti per cittadini e imprese, principi, obblighi, facoltà e prospettive per le amministrazioni. Il Codice rappresenta il primo testo unico in Europa sull'innovazione digitale nella Pubblica Amministrazione ed ha promosso una rivoluzione copernicana, invertendo il rapporto con le amministrazioni: partendo dalle loro esigenze, cittadini e imprese hanno finalmente il diritto a essere serviti sempre e dovunque, anche da casa o dall’ufficio, grazie alle tecnologie digitali. Il Codice promuove la semplificazione e l’efficienza della P.A., attraverso l’integrazione telematica delle amministrazioni. Uno degli obiettivi è quello di eliminare la grande mole di certificazioni che viene richiesta a cittadini e imprese.

I nuovi diritti per cittadini e imprese sanciti dal Codice dell’Amministrazione Digitale:

1) Diritto all’uso delle tecnologie: cittadini e imprese hanno il diritto di usare le moderne tecnologie informatiche per tutti i rapporti con qualsiasi amministrazione dello Stato.

2) Diritto all’accesso e invio di documenti digitali: cittadini e imprese hanno diritto ad accedere a tutti gli atti che li riguardano e di partecipare a tutti i procedimenti in cui sono coinvolti, tramite le moderne tecnologie telematiche.

3) Diritto a effettuare qualsiasi pagamento in forma elettronica.

4) Diritto a ricevere qualsiasi comunicazione pubblica per e-mail.

5) Diritto alla qualità del servizio e alla misurazione della soddisfazione: cittadini e imprese hanno diritto a servizi pubblici di qualità e che rispondano alle loro reali esigenze.

6) Diritto alla partecipazione: i cittadini hanno diritto di partecipare al processo democratico e di esercitare i diritti politici usufruendo delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

7) Diritto a trovare on-line tutti i moduli e i formulari validi e aggiornati: I cittadini e le imprese hanno diritto a trovare in rete tutti i moduli, i formulari e tutti i documenti rilevanti per qualsiasi pratica verso le Pubbliche Amministrazioni.

Per realizzare la Pubblica Amministrazione digitale, è stata introdotta una molteplicità di strumenti, che sono la leva per una profonda riorganizzazione degli uffici pubblici, volta al miglioramento del servizio e della produttività, fra cui: Firma Digitale, Posta Elettronica Certificata, Protocollo Informatico, Carta Nazionale dei Servizi e la Carta di Identità Elettronica, Archiviazione Ottica, Conferenza dei Servizi on line.

La "Legge Stanca" sulla disabilità e la tecnologia informatica[modifica | modifica wikitesto]

Nell’ambito delle iniziative per favorire l’inclusione sociale e combattere ogni "divario digitale", Lucio Stanca è stato autore e promotore della “Legge sulla disabilità e la tecnologia informatica”, approvata con il voto unanime di entrambi i rami del Parlamento. La norma, poi definita "Legge Stanca", ha introdotto il diritto all’accesso in rete da parte delle persone disabili e ha promosso l’uso delle tecnologie digitali come strumento per una maggiore integrazione. Tale iniziativa ha permesso all’Italia di essere all’avanguardia in questo campo.

Il sito Italia.it[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2004 propone e ottiene l'approvazione da parte del governo allora presieduto da Silvio Berlusconi del progetto del portale del turismo Italia.it. Il progetto mirava a colmare una cronica carenza di promozione del turismo italiano in un settore strategico per la crescita economica. Il sito venne completato e messo online nel febbraio 2007.

Senatore di Forza Italia (2006-08)[modifica | modifica wikitesto]

Nella XV legislatura (2006-2008) è stato eletto al Senato nelle liste di Forza Italia ed è stato componente della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo).

Deputato del PdL (2008)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 è stato eletto (nel 2008) alla Camera dei deputati nelle liste del Popolo della Libertà per la XVI legislatura ed è stato componente della Commissione parlamentare Affari Europei.

Amministratore delegato di Expo 2015 (2008-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 al 2010 Stanca ha ricoperto la carica di amministratore delegato della Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A. sino al 24 giugno 2010. Sotto la sua guida è stato predisposto il progetto del sito espositivo ed è stato sviluppato il piano industriale della manifestazione, che è stato poi approvato nell'autunno del 2010 dal B.I.E. (Bureau International des Espositions).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN88351998 · SBN IT\ICCU\MILV\093961 · LCCN (ENnb2016018670 · WorldCat Identities (ENnb2016-018670