Lavastoviglie

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Una lavastoviglie aperta

La lavastoviglie (o lavapiatti) è un apparecchio che serve a lavare (e può spesso anche asciugare) stoviglie, pentole, terraglie e altre suppellettili domestiche usate a tavola.

Negli ultimi decenni la lavastoviglie è diventata un elettrodomestico comune in numerose abitazioni, ma il suo uso rimane comunque insostituibile in molti locali adibiti alla cucina o al consumo di alimenti e bevande (ristoranti, mense, ecc.).

L'invenzione della lavastoviglie viene fatta risalire all'inventrice americana Josephine Cochrane che, nel 1886, fece brevettare un'apparecchiatura in grado di proiettare getti d'acqua sulle stoviglie grazie a un sistema di pompe azionato manualmente.

In Europa le prime lavastoviglie furono introdotte nel 1929 dall'azienda tedesca Miele.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lavastoviglie elettrica del 1917

Il primo sistema affidabile per lavare le stoviglie non a mano è stato inventato nel 1887 da Josephine Cochrane e presentato alla Fiera Colombiana di Chicago nel 1893. Secondo quanto affermato da lei, ha creato questo dispositivo in quanto i suoi servitori, durante il lavaggio manuale scheggiavano le sue porcellane[1].

Nel 1924, William Howard Livens inventò una piccola lavastoviglie adatta all'uso domestico. Può essere considerata la prima lavastoviglie moderna in quanto incorporava la maggior parte degli elementi che compongono le attuali lavastoviglie[2], una porta frontale per il carico delle stoviglie, una rastrelliera per il contenimento delle stoviglie sporche e un irroratore rotante. Nel 1940 fu aggiunto anche un sistema di asciugatura. Fu il primo dispositivo adatto a un uso domestico, e comparve proprio nel momento in cui nelle case cominciavano ad essere comuni gli impianti idraulici ad acqua corrente[3][4].

Nonostante questo, il progetto di Liven non ottenne un successo commerciale fino agli anni cinquanta.

Dal 1970 le lavastoviglie iniziarono a diventare comuni nelle residenze domestiche in Nord America e in Europa occidentale. Al 2012, oltre il 75% delle case negli Stati Uniti e in Germania avevano una lavastoviglie[5].

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Lavastoviglie Domestica[modifica | modifica wikitesto]

Video del funzionamento: un apparecchio dimostrativo con pareti trasparenti

Alla base del funzionamento delle moderne lavastoviglie per uso domestico c'è un motore elettrico che, mediante un sistema di tubi, pompa e spruzza acqua calda sulle stoviglie attraverso una serie di ugelli opportunamente calibrati per forma, dimensioni e direzione, posti su bracci messi in rotazione dalla stessa pressione dell'acqua, mentre un sistema di filtri quasi totalmente autopulenti presente sul fondo della vasca ripulisce continuamente l'acqua utilizzata, che viene continuamente rimessa in circolo, e successivamente, dopo un tempo fisso, scaricata fuori e sostituita da nuova acqua nelle diverse fasi del lavaggio.

Nella prima fase, dopo un eventuale prelavaggio (a freddo o a caldo, con detersivo o senza, a seconda del programma selezionato) viene spruzzata acqua calda, riscaldata a lavaggio in corso tramite una resistenza, a temperatura compresa solitamente fra i 45° e 75° e diversa a seconda del lavaggio scelto, mescolata a detergenti con funzione emulsionante, introdotti prima dell'avviamento in un apposito vano.

Nella seconda fase del lavaggio, le stoviglie vengono risciacquate più volte con acqua fredda dai residui di detersivo, aggiungendo eventualmente nell'ultimo risciacquo, effettuato alla temperatura di circa 65°, una piccola dose (pochissimi ml o frazioni di esso, a seconda della regolazione dell'apposito dosatore) di un liquido detto "brillantante", che diminuisce la tensione superficiale dell'acqua e quindi facilita l'asciugatura del carico e l'eventuale rimozione degli ultimi residui di sporco e detersivo eventualmente presenti.

Spesso è prevista anche un'ultima fase in cui le stoviglie vengono asciugate mediante l'aspirazione del vapore creatosi nella vasca di lavaggio. Tale operazione può venire effettuata naturalmente, attraverso una corrente convettiva che si crea con l'ausilio di un condotto laterale alla vasca, oppure in maniera forzata tramite un apposito ventilatore.

Per facilitare sia l'azione del detergente che l'asciugatura e per evitare la formazione di residui opachi sul carico e di depositi di calcare sulla resistenza di riscaldamento dell'acqua, le lavastoviglie sono dotate di un impianto addolcitore dell'acqua a resine a scambio ionico, che fissano ("scambiano") il calcio in soluzione nell'acqua di lavaggio con sodio. A fine ciclo le resine sono "rigenerate" con acqua salata, realizzando il processo inverso di scambio: il sodio del sale è fissato sulle resine e il calcio è rilasciato nella soluzione salina che viene scaricata. La soluzione rigenerante è ottenuta sciogliendo sale da cucina, che si consuma e deve essere periodicamente rifornito in un apposito serbatoio. Il sale utilizzato è visivamente simile al normale sale grosso da cucina, ma caratterizzato da contenuto di impurità particolarmente ridotto per evitare danni all'addolcitore.

Trovano una progressiva diffusione dei detergenti "multifunzione", che nella loro composizione comprendono "coadiuvanti", composti chimici che si vorrebbe sostituissero le funzioni di sale e brillantante. Particolari (e comuni) condizioni di acqua molto calcarea rendono impossibile per tali prodotti adempiere alle funzioni consuete del sale per lavastoviglie e del brillantante. Altro sostituto "casalingo" per l'azione del sale è il comune aceto bianco, che ha un blando effetto sulla precipitazione del calcare, ma non può proteggere la resistenza dall'incrostamento.

È comunque necessaria una corretta regolazione dell'addolcitore e dell'erogatore del brillantante, secondo le caratteristiche dell'acqua del luogo, per evitare il formarsi di aloni sulle stoviglie e l'incrostamento della resistenza per il riscaldamento dell'acqua di lavaggio.

Normalmente le lavastoviglie di tipo domestico dispongono di più programmi che differiscono per durata, numero di risciacqui e temperatura di lavaggio. Modelli evoluti, a controllo elettronico, possono anche variare la velocità della motopompa di lavaggio, variando così anche la pressione dell'acqua che esce dagli ugelli. Un ulteriore sviluppo tecnologico si ha nei modelli "a lavaggio alternato": un deviatore di flusso dell'acqua indirizza l'acqua in uscita dalla pompa di lavaggio alternativamente al cestello superiore e inferiore, permettendo un minore utilizzo di acqua totale presente in fondo alla vasca, non essendo necessaria una quantità maggiore di acqua da dover indirizzare contemporaneamente ad entrambi i cestelli di lavaggio.

Lavastoviglie industriali[modifica | modifica wikitesto]

Le lavastoviglie di tipo industriale hanno invece alcune differenze rispetto a quelle domestiche. Per la fase di lavaggio ricircolano continuamente la stessa soluzione saponata alla temperatura di circa 60°, che viene spruzzata da una motopompa molto potente (necessaria per permettere l'esecuzione di un lavaggio completo nel giro di circa un minuto e mezzo) attraverso degli spruzzatori rotanti sul carico da lavare. La fase di risciacquo viene invece effettuata tramite una vera e propria "doccia" di acqua pulita mista a brillantante a 90° (per permettere un'asciugatura quasi istantanea al prelievo del carico lavato) proveniente da un piccolo boiler presente sotto la vasca di lavaggio, e che viene spruzzata al valore della pressione idrica dell'impianto del locale attraverso un'altra serie di spruzzatori dedicati. L'acqua di risciacquo che finisce così quindi in vasca (circa 3-5 litri a ciclo, a seconda delle dimensioni della lavastoviglie e della pressione dell'impianto idrico) tende a diluire la soluzione di lavaggio, che trabocca della stessa quantità verso lo scarico attraverso un tubo di troppopieno. Bisogna quindi compensare la parte di detergente liquido che viene disperso insieme ad una frazione di acqua sporca. Ciò va effettuato manualmente, oppure ricorrendo ad una pompa peristaltica che preleva automaticamente una parte di detersivo liquido tutte le volte che viene attivata l'elettrovalvola d'ingresso dell'acqua. Alla fine della sessione di lavoro la vasca, piena di acqua sporcatasi per i lavaggi effettuati, deve essere svuotata sfilando il tubo di troppopieno e risciacquata insieme al filtro.

È buona norma in quelle industriali effettuare un rapido prerisciacquo del carico prima di inserirlo in macchina, agevolando l'azione del detergente nella sua opera di sgrassaggio, una volta che la rimozione preliminare dello sporco idrosolubile è stata già effettuata.

Lavastoviglie e ambiente: confronto con lavaggio a mano[modifica | modifica wikitesto]

Comparare l'efficienza del lavastoviglie e del lavaggio a mano è molto difficile perché il lavaggio tradizionale può cambiare drasticamente da persona a persona. Più studi, eseguiti da enti privati, hanno concluso che la lavastoviglie usata a pieno carico, consuma meno acqua del più efficiente lavaggio a mano, mentre il relativo consumo di energia dipende dalla tecnica di lavaggio a mano e dal numero di stoviglie per carico (piccoli carichi favoriscono ancora il lavaggio a mano).[6] Gli studi non tengono conto però dei costi associati alla produzione e allo smaltimento della lavastoviglie o del costo del possibile incremento del grado di usura dei piatti causato dagli aggressivi agenti chimici presenti nei detergenti.

Molti studi affermano che lavare i piatti in bacinella o col lavandino tappato ridurrebbe notevolmente il consumo d'acqua, ma si deve considerare che il consumo dipende molto dal metodo di lavaggio. Per esempio, è semplice da comprendere come un metodo efficiente per lavare i piatti sia quello di insaponarli prima impilandoli a parte per poi successivamente risciacquarli singolarmente partendo dal primo insaponato, in modo che il detersivo abbia tempo di agire su ogni singolo piatto e quindi il risciacquo possa essere più rapido, richiedendo minor consumo d'acqua. Lo stesso sistema può ovviamente essere ripetuto per tutte le stoviglie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) History Of The Dishwasher, ransomspares.co.uk. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  2. ^ (EN) Made in the UK: The life-changing everyday innovations which put British genius on the map, mirror.co.uk. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  3. ^ (EN) Affordable Dishwasher: January 1950, popsci.com. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  4. ^ (EN) Improvements in apparatus for washing household crockery and the like, UK Intellectual Property Office. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  5. ^ (EN) The History of the Dishwasher, Yellow Advertiser. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  6. ^ Dishwashers versus handwashing

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