La finta giardiniera (Mozart)

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La finta giardiniera
Martini bologna mozart 1777.jpg
Mozart ritratto nel 1777
Lingua originale italiano
Genere Opera buffa
Musica Wolfgang Amadeus Mozart (partitura online)
Libretto Giuseppe Petrosellini? [1]
Fonti letterarie testo di Ranieri de' Calzabigi
Atti tre
Epoca di composizione settembre 1774 - gennaio 1775 (19 anni)
Prima rappr. 13 gennaio, 1775
Teatro Salvatortheater, di Monaco di Baviera
Versioni successive

maggio 1780, Komödienstadl, Augusta: in lingua tedesca e in forma di Singspiel

Personaggi
  • Don Anchise, Podestà di Lagonero, amante di Sandrina (tenore)
  • La Marchesa Violante, amante del Contino Belfiore, creduta morta, sotto nome di Sandrina, in abito di giardiniera (soprano)
  • Il Contino Belfiore, primo amante di Violante, ed ora di Arminda (tenore)
  • Arminda, gentildonna Milanese, prima amante del Cavaliere Ramiro, ed ora promessa sposa al Contino Belfiore (soprano)
  • Il Cavalier Ramiro, amante di Arminda, dalla stessa abbandonato (soprano)
  • Serpetta, cameriera del Podestà, innamorata del medesimo (soprano)
  • Roberto, servo di Violante, che si finge suo cugino sotto il nome di Nardo, in abito da giardiniero, amante di Serpetta, da lei non corrisposto (basso)
Autografo I atto: sconosciuto. II e III atto: Biblioteca Jagiellońska, Cracovia

La finta giardiniera (K 196) è un'opera lirica di Wolfgang Amadeus Mozart, composta all'età di 19 anni.

L'opera fu commissionata a Mozart probabilmente dal principe elettore bavarese Massimiliano III e venne rappresentata a Monaco di Baviera nella stagione di carnevale del 1775.

Il libretto, denominato "Dramma giocoso in tre atti", il cui autore si presume sia Giuseppe Petrosellini, è basato su un testo di Ranieri de' Calzabigi, che era stato messo in musica già dal compositore napoletano Pasquale Anfossi. Sembra che Mozart non fosse particolarmente entusiasta di questo libretto, ma lo accettò senza apportarvi particolari modifiche.

Alla prima rappresentazione dell'opera seguirono, a causa di una malattia della prima donna, soltanto due repliche. Secondo una lettera di Mozart al padre Leopold, l'opera ebbe un grande successo.

Nel maggio 1780 (forse il 1°) andò in scena ad Augusta un adattamento in lingua tedesca in forma di Singspiel. La traduzione venne fornita da Johann Franz Joseph Stierle.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Atto primo[modifica | modifica sorgente]

Lo scenario si apre con i preparativi per le nozze tra il Contino di Belfiore e Arminda, nipote del podestà di Lagonegro, Don Anchise. Belfiore era fuggito da Milano, credendo di aver ucciso l'amata marchesa Violante, ma questa è ancora viva e, travestita da giardiniera con il nome di Sandrina, è entrata al servizio del podestà, insieme con il servo Roberto, anch'egli sotto le spoglie di un giardiniere con il nome di Nardo. Il podestà è innamorato della "finta giardiniera" (Violante, sotto il falso nome di Sandrina); Ramiro ama invece invano Arminda. Violante sta cercando in incognito, insieme al servitore Nardo, il contino Belfiore che un anno prima l’aveva pugnalata e abbandonata, credendola morta. Nardo è innamorato di Serpetta, che però mira alla mano del podestà. Completa il quadro l’amante di Arminda, che si rivela essere proprio il contino Belfiore. Sconvolta dalla notizia, Violante sviene: Belfiore, che pure l’ha riconosciuta, nega di averla mai incontrata e l’atto finisce nella confusione totale.

Atto secondo[modifica | modifica sorgente]

Nella casa del podestà, Arminda esprime il suo amore per Belfiore, mentre Nardo corteggia Serpetta. Sandrina e Belfiore si incontrano, e la ragazza racconta al contino la sua finta morte. Giunge allora Ramiro, con un ordine d’arresto a carico di Belfiore per l’assassinio di Violante: il cavaliere spera infatti di rendere disponibile Arminda eliminando il rivale. Sandrina lo difende, svelando la sua vera identità nello stupore generale. Poco dopo la ragazza viene però abbandonata dalla gelosa Arminda in un bosco oscuro: appena appresa la notizia, gli uomini si precipitano al soccorso. Solo grazie alla lampada portata da Ramiro sarà possibile rintracciarla, mentre la presenza di un gran numero di personaggi in una buia caverna genera equivoci a non finire.

Atto terzo[modifica | modifica sorgente]

Il podestà è ormai incredulo davanti all’accaduto, mentre Arminda insiste nei suoi propositi matrimoniali. La scena ritorna nel giardino, dove Belfiore e Sandrina, risvegliatisi dal sonno, giurano di non lasciarsi mai più. A quel punto Ramiro e Arminda rinnovano il loro legame, mentre Serpetta si consolerà con Nardo.

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Mozart prevede l'utilizzo di:

Per i recitativi: clavicembalo e violoncello

Struttura musicale[modifica | modifica sorgente]

Atto primo[modifica | modifica sorgente]

  • N. 1 Introduzione Che lieto giorno, che contentezza (Sandrina, Serpetta, Ramiro, Il Podestà, Nardo)
  • N. 2 Aria Se l'augellin sen fugge (Ramiro)
  • N. 3 Aria Dentro il mio petto io sento (Podestà)
  • N. 4 Aria Noi donne poverine (Sandrina)
  • N. 5 Aria A forza di martelli (Nardo)
  • N. 6 Aria Che beltà, che leggiadria (Il Contino)
  • N. 7 Aria Si promette facilmente (Arminda)
  • N. 8 Aria Da Scirocco a Tramontana (Contino)
  • N. 9a Cavatina Un marito, oh Dio, vorrei (serpetta)
  • N. 9b Cavatina Un marito, oh Dio, vorresti (Nardo)
  • N. 10 Aria Appena mi vedon (Serpetta)
  • N. 11 Cavatina Geme la tortorella (Sandrina)
  • N. 12 Finale Numi! che incanto è questo (tutti)

Atto secondo[modifica | modifica sorgente]

  • N. 13 Aria Vorrei punirti indegno (Arminda)
  • N. 14 Aria Con un vezzo all'italiana (Nardo)
  • N. 15 Aria Care pupille, pupille belle (Contino)
  • N. 16 Aria Una voce sento al core (Sandrina)
  • N. 17 Aria Una damina, una nipote (Podestà)
  • N. 18 Aria Dolce d'amor compagna (Ramiro)
  • N. 19 Recitativo [accompagnato] ed Aria Ah non partir - Già divento freddo (Contino)
  • N. 20 Aria Chi vuol godere il mondo (Serpetta)
  • N. 21 Aria Crudeli, fermate, crudeli (Sandrina)
  • N. 22 Cavatina Ah dal pianto, dal singhiozzo (Sandrina)
  • N. 23 Finale Fra quest'ombre, o questo scuro (tutti)

Atto terzo[modifica | modifica sorgente]

  • N. 24 Aria e Duetto
    • Aria Mirate che contrasto (Nardo)
    • Duetto Da bravi seguitate (Sandrina, Contino)
  • N. 25 Aria Mio padrone, io dir volevo (Podestà)
  • N. 26 Aria Va pure ad altri in braccio (Ramiro)
  • N. 27 Recitativo [accompagnato] e Duetto Dove mai son! - Tu mi lasci? (Sandrina, Contino)
  • N. 28 Finale. Coro Viva pur la giardiniera (tutti)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edward J. Dent, Il teatro di Mozart (ed. originale: Mozart's operas, Oxford University Press, London 1913), a cura di Paolo Isotta, trad. di Luigi Ferrari, Rusconi, Milano 1979, p. 52-53. ISBN 9788818700862
  • Hermann Abert, Mozart - La giovinezza 1756-1782 (ed. originale: W. A. Mozart – Erster Teil 1756.1782, Breitkopf und Härtel, Lipsia 1955), trad. it. di Boris Porena e Ida Cappelli, Il Saggiatore, Milano 1984, pp. 356-359, 445-460. ISBN 9788842807254
  • Mozart, Tutti i libretti d'opera, a cura di Piero Mioli, Newton Compton, Roma 1996, vol. 1 pp. 181-212. ISBN 9788854105904
  • Articolo "La finta giardiniera" di Volker Mattern, in Pipers Enzyklopädie des Musiktheaters, a cura di Carl Dahlhaus, vol.4, Piper, Monaco di Baviera e Zurigo, 1991, p.288-291 ISBN 3-492-02414-9

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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