L'uomo dell'anno

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L'uomo dell'anno
L'uomo dell'anno.png
Robin Williams in una scena del film
Titolo originale Man of the Year
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2006
Durata 115 min
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, drammatico
Regia Barry Levinson
Soggetto Barry Levinson
Sceneggiatura Barry Levinson
Produttore David Coatsworth, Robert N. Fried, Barry Levinson
Fotografia Dick Pope
Montaggio Blair Daily, Steven Weisberg
Effetti speciali Arthur Langevin
Musiche Graeme Revell
Scenografia Stefania Cella
Costumi Delphine White
Trucco Amber Chase, Paul R.J. Elliot, Cheri Minns, Sondra Treilhard
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'uomo dell'anno (Man of the Year) è un film del 2006 diretto da Barry Levinson, con Robin Williams, Christopher Walken, Laura Linney, Lewis Black e Jeff Goldblum. È uscito negli USA il 13 ottobre 2006 e in Italia l'11 maggio 2007.

Williams interpreta il ruolo di Tom Dobbs, conduttore di un talk show, vagamente ispirato alle figure di Jon Stewart, Bill Maher, e Stephen Colbert, che in seguito a un'inaspettata richiesta del pubblico, decide di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Tom Dobbs è un popolarissimo conduttore comico di un talk show politico-satirico. A seguito di un commento di una spettatrice e di oltre otto milioni di e-mail, spinto anche dal suo manager Jack Menken, decide di candidarsi come indipendente alla presidenza degli Stati Uniti d'America. Dopo una campagna elettorale che non prevede spot televisivi e si conclude con una sua grandiosa partecipazione al dibattito tra i candidati, riesce a prevalere sugli altri due molto più accreditati avversari, il presidente uscente Kellogg e il senatore Mills.

Il voto si è svolto in forma elettronica tramite un innovativo software sviluppato dalla società Delacroy. Eleanor Green, una programmatrice dell'azienda, scopre che la vittoria di Dobbs è dovuta a un bug del programma, che gli ha attribuito voti non suoi, e ne informa i suoi capi. Preoccupati delle ripercussioni sull'azienda, i vertici aziendali decidono di screditarla, facendola passare per una psicotica tossicodipendente, pretesto per il suo licenziamento.

Green riesce comunque a mettersi in contatto con Dobbs, che non nasconde una certa attrazione per la donna, e gli rivela la verità. Dobbs ne parla con il suo manager Menken che, al di là dei dubbi sulla credibilità della programmatrice, lo esorta a non perdere la grande occasione di guidare il Paese.

Quando la Delacroy cerca di uccidere Green, Dobbs svela in diretta televisiva di non essere il presidente designato scelto dal popolo e di avere capito, sedendosi alla scrivania presidenziale nella sala ovale, che la sua vocazione non è il potere, ma sbertucciare i potenti.

I dirigenti della Delacroy sono arrestati per frode e Kellogg è rieletto presidente. Dobbs torna a condurre il suo talk show, più popolare che mai, con al fianco Eleanor Green, produttrice e moglie, e conquista la copertina della rivista TIME come uomo dell'anno.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato a Toronto, ad Hamilton in Ontario e in parte a Washington.[1] Inizialmente il regista Barry Levinson aveva pensato ad Howard Stern per il ruolo di Tom Dobbs. Impossibilitato a conciliare gli impegni già presi con i tempi delle riprese, Stern dovette rinunciare.[2]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Internet Movie Database - List of Films shot in Hamilton, Ontario, imdb.com. URL consultato il 29 gennaio 2008.
  2. ^ Nathan Rabin, Barry Levinson, in The A. V. Club, Onion, 17 ottobre 2008. URL consultato il 17 ottobre 2008.

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