Sleepers

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Sleepers
Sleepers (1996).png
I quattro amici poco prima dell'ennesimo abuso subito nel riformatorio
Titolo originale Sleepers
Paese di produzione USA
Anno 1996
Durata 145 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Barry Levinson
Soggetto Lorenzo Carcaterra (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Barry Levinson
Fotografia Michael Ballhaus
Montaggio Stu Linder
Musiche John Williams
Scenografia Kristi Zea, Timothy Galvin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Una micidiale macchina ad orologeria! »
(Tagline del film)

Sleepers è un film del 1996 diretto da Barry Levinson, tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Lorenzo Carcaterra[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lorenzo Carcaterra (soprannominato "Shakes"), Michael Sullivan, John Reilly e Tommy Cohen Marcano sono quattro amici adolescenti che vivono ad Hell's Kitchen, un quartiere piuttosto malfamato di Manhattan.

I quattro vivono una realtà sociale con codici di comportamento dettati dalla malavita e sopportano situazioni familiari molto difficili, trovando conforto solo nell'unione della loro amicizia e nell'ambiente che li "protegge", non tollerando sgarri agli abitanti della zona. Le uniche persone ad interagire con il loro gruppo sono Carol Martinez, una ragazza di origini per metà portoricane e per metà irlandesi, e Padre Roberto Carrillo, detto Bobby, un prete con un passato da delinquente e per il quale tre dei giovani servono messa. Il loro punto di riferimento nella zona è, tuttavia, King Benny, un anziano boss della malavita, per il quale i ragazzi, sognando guadagni facili, svolgono piccoli lavori.

In una torrida giornata dell'estate del 1967, i quattro feriscono gravemente un passeggero che stava uscendo dalla stazione della metropolitana con un pesante carrello degli hot dog.

Condannati ad una pena di 18 mesi, vengono rinchiusi nel riformatorio maschile Wilkinson, nel braccio sorvegliato da quattro secondini di cui la guardia Sean Nokes funge da capo gruppo. Dopo una rissa in mensa con un altro detenuto, i ragazzi vengono presi di mira dai quattro sorveglianti e vengono sottoposti, per l'intera durata della loro detenzione, a violenze ed abusi sessuali: una volta usciti dal riformatorio, giurano di non rivelare mai a nessuno quanto accaduto.

Quattordici anni dopo, nel 1981. John e Tommy, nel frattempo divenuti killer e tossicodipendenti, riconoscono Nokes in una tavola calda e lo uccidono. Michael, divenuto sostituto procuratore distrettuale, riesce a fare in modo che gli venga assegnato il caso ed informa Shakes, impiegato alle rubriche in un quotidiano, che ha seguito negli anni i sorveglianti ed ha scoperto che uno, Adam Styler, è diventato un poliziotto corrotto, un altro, Henry Addison, lavora per il sindaco e coltiva ancora la pratica della pedofilia mentre l'ultimo, Ralph Ferguson, è ora un rispettabile cittadino che lavora nei servizi sociali.

L'avvocato d'ufficio assegnato a John e Tommy è Danny Snyder, un uomo ormai finito, drogato ed alcolizzato, che vorrebbe patteggiare la pena ma viene convinto da King Benny a sostenere una tesi di innocenza; verrà informato da Shakes, su istruzioni di Michael, in merito alle domande ed alle obiezioni da fare durante il dibattimento, ma è tuttavia necessario trovare un testimone a favore dei due imputati al fine di garantire loro un verdetto di totale assoluzione.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

La critica espresse seri dubbi sulla natura autobiografica del libro da cui il film è tratto: si è scritto infatti che "l’autore Lorenzo Carcaterra confessa, sotto il velame affabulatorio ma con tutti gli inerenti rischi giudiziari, di aver preso parte come giornalista a una congiura coinvolgente un magistrato fellone e un sacerdote spergiuro per far assolvere una coppia di assassini davanti a un tribunale di New York. Meglio classificare il tutto come opera di fantasia e assegnarla al filone romanzesco della vendetta, che si diparte da Il conte di Montecristo più volte citato sulla pagina e sullo schermo"[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lorenzo Carcaterra, Sleepers, 1996, Rizzoli
  2. ^ Tullio Kezich, Il Corriere della Sera, 29 ottobre 1996

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