L'arte della commedia

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L'arte della commedia
Commedia in due tempi e un prologo
AutoreEduardo De Filippo
Lingua originaleItaliano
GenereTeatro
Composto nel1964
Personaggi
  • Oreste Campese, capocomico
  • Il prefetto De Caro
  • Giacomo Franci, segretario del prefetto
  • Quinto Bassetti, medico condotto
  • Padre Salvati, parroco
  • Lucia Petrella, maestra elementare
  • Cav. Girolamo Pica, farmacista
  • Veronesi, piantone
  • Padrona dell'osteria
  • Un montanaro
  • La moglie del montanaro
  • Il sagrestano
  • Il maresciallo dei carabinieri
Riduzioni cinematograficheCinema:

TV: Una trasposizione televisiva del 1976 con regia dello stesso autore e musiche di Roberto De Simone. Tra gli interpreti, oltre Eduardo, Ferruccio De Ceresa, Paolo Graziosi, Luca De Filippo, Mario Scaccia, Angelica Ippolito, Giulio Farnese, Linda Moretti, Arnaldo Ninchi, Marina Confalone, Gennarino Palumbo.

 

L'arte della commedia è una commedia teatrale in due tempi e un prologo, scritta da Eduardo De Filippo nel 1964. L'opera fa parte della raccolta Cantata dei giorni dispari, la quale contiene le commedie che sono state scritte a partire dall'immediato dopoguerra. I "giorni dispari" (in un detto napoletano) sono quelli difficili in cui si scoprono le violenze della guerra (Napoli milionaria), gli inganni della miseria (Questi fantasmi!), le cause della prostituzione (Filumena Marturano). Questi temi si arricchiscono via via di molte inquietudini del vivere quotidiano e del vivere nella società: dall'incomprensione tra parenti (Le voci di dentro, Bene mio e core mio, Mia famiglia e Sabato, domenica e lunedì) alle storture della giustizia (De Pretore Vincenzo), sino alla censura della cultura denunciata ne L'arte della commedia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1964. Oreste Campese è capocomico di una compagnia itinerante di guitti - formata dalla sua famiglia - che si trova in pieno inverno in un non meglio specificato paese dell'Italia centrale. Durante il prologo, Campese ricostruisce l'antefatto: la compagnia ha subito la disgrazia della perdita del "capannone", una struttura teatrale mobile finita in cenere a causa di un incendio accidentale. Le fiamme hanno risparmiato solo le casse dei trucchi e dei costumi

Critica della commedia[modifica | modifica wikitesto]

L'arte della commedia, la più pirandelliana fra le opere di Eduardo, è un vero e proprio "manifesto" politico della poetica teatrale del drammaturgo partenopeo. È una commedia di denuncia da parte degli attori verso la borghesia, che censura ideologicamente e materialmente i contenuti di verità che gli artisti vorrebbero esprimere, mettendo in secondo piano il loro ruolo produttivo nella società. Una censura di carattere materiale imposta, che evita di far nascere e pubblicizzare lavori di denuncia sociale, per impedire una sensibilizzazione delle coscienze verso i reali problemi della società. Eduardo infatti denuncia in quest'opera la coercizione che il teatro e gli artisti sono costretti a subire dai vari governi, che per distrarre le masse dall'avere un'opinione indirizzano la cultura di massa in una direzione tanto edonista quanto deleteria per le sorti dell'intera umanità, generando confusione, che risulta essere strumentale agli interessi dei potenti. Un testo politico sulla questione teatrale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eduardo De Filippo, Teatro (Volume terzo) - Cantata dei giorni dispari (Tomo secondo) - Mondadori, Milano 2007, pagg. 1163-1298 (con una Nota storico-teatrale di Paola Quarenghi e una Nota filologico-linguistica di Nicola De Blasi); Eduardo De Filippo, Cantata dei giorni dispari, vol. III, Einaudi (Tascabili), Torino 1995, a cura di Anna Barsotti, con Nota storico-teatrale di Anna Barsotti.


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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