John Bailey

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John Bailey (Moberly, 10 agosto 1942) è un direttore della fotografia statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver studiato alla Loyola University Chicago e per un periodo in Austria, per studiare la lingua tedesca, ispirato dall'influenza della Nouvelle Vague si iscrive alla scuola di cinema della University of Southern California, dove a dispetto delle intenzioni originarie scopre di preferire agli studi di critica e storia la pratica fotografica e di trovare un congeniale strumento di scrittura nella camera da presa.[1][2]

Pur esordendo come direttore della fotografia all'inizio degli anni settanta prosegue per l'intero decennio il proprio apprendistato professionale come assistente operatore e operatore alla macchina nelle troupe di Chuck Rosher, Don Peterman, Vilmos Zsigmond ed in particolare Néstor Almendros, con il quale lavora al film che gli vale l'Oscar alla migliore fotografia, I giorni del cielo (1978) di Terrence Malick, e dal quale eredita «una straordinaria sensibilità per la luce naturale».[1]

Nel 1980 ha modo di dimostrare a pieno le proprie capacità, illuminando con rara naturalezza il pluripremiato esordio registico di Robert Redford, Gente comune, e con estrema raffinatezza American Gigolò, che segna l'inizio della collaborazione con il regista Paul Schrader, che prosegue con l'horror iperrealista Il bacio della pantera (1982), il biopic visionario Mishima - Una vita in quattro capitoli (1985), dalla «messa in scena di una bellezza spesso abbagliante»[3] che vale a Bailey, allo scenografo e costumista Eiko Ishioka e al compositore Philip Glass un premio per il miglior contributo artistico al Festival di Cannes, La luce del giorno (1987) e poi, a distanza di oltre dieci anni, il noir Le due verità (1999).

Nel corso degli anni ottanta Bailey instaura un altro significativo sodalizio professionale, con il regista Lawrence Kasdan, inaugurato dal cult generazionale Il grande freddo (1983), cui seguono il western Silverado (1985) e il sentimentale Turista per caso (1988). Negli stessi anni cura la fotografia delle accurate ricostruzioni d'epoca In gara con la luna (1984) di Richard Benjamin e Ricordi di Brighton Beach (1986) di Gene Saks e del road movie musicale Mississippi Adventure (1986) di Walter Hill. Il beffardo noir I ragazzi duri non ballano (1987), diretto dallo scrittore Norman Mailer a partire da un suo romanzo, gli vale la candidatura all'Independent Spirit Award per la miglior fotografia.

A partire dagli anni novanta, mentre da un lato si cimenta in prima persona nella regia, senza risultati memorabili, dall'altro viene impiegato sempre meno in opere di grande ambizione autoriale e richiesto soprattutto per contribuire con il suo stile personale alla qualità visiva di film appartenenti soprattutto al genere della commedia, anche di alto livello produttivo, tra cui spiccano Ricomincio da capo (1993) di Harold Ramis, La vita a modo mio (1994) di Robert Benton e Qualcosa è cambiato (1997) di James L. Brooks.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Direttore della fotografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, 2007. ISBN 88-8012-387-4 Vol. A-K, p. 72
  2. ^ (EN) John Bailey, Internet Encyclopedia of Cinematographers. URL consultato il 9 agosto 2011.
  3. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008, Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869 p. 1852

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, 2007. ISBN 88-8012-387-4 Vol. A-K, pp. 72–74

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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