Turista per caso

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Turista per caso
Titolo originale The Accidental Tourist
Paese di produzione USA
Anno 1988
Durata 121 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Lawrence Kasdan
Soggetto Anne Tyler
Sceneggiatura Frank Galati e Lawrence Kasdan
Distribuzione (Italia) Warner Bros. (1989)
Fotografia John Bailey
Montaggio Carol Littleton
Musiche John Williams
Scenografia Bo Welch, Tom Duffield e Cricket Rowland
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Turista per caso è un film di Lawrence Kasdan del 1988, tratto dall'omonimo romanzo di Anne Tyler.

Ha ricevuto quattro candidature ai Premi Oscar, compresa quella per il miglior film, vincendo il premio per la miglior attrice non protagonista con Geena Davis.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Macon è uno scrittore che si occupa di guide turistiche rivolte a uomini d'affari che sono costretti a viaggiare per lavoro ma che vogliono sentirsi come a casa. È sposato con Sarah da diversi anni ma il loro matrimonio è stato sconvolto dalla morte del figlio dodicenne, avvenuta un anno prima dell'inizio del racconto in una sparatoria in un fast food. Sarah chiede il divorzio e Macon non riesce a convincerla del contrario. In partenza per l'ennesimo viaggio, Macon affida il proprio cane a una pensione per animali dove conosce Muriel, titolare dell'asilo, che si invaghisce di lui e inizia a corteggiarlo insistentemente.

Un anno dopo, Macon vive con Muriel e suo figlio Alex. L'ex-moglie Sarah ha elaborato il lutto per la perdita del figlio, almeno in parte, e vorrebbe tornare a vivere. Si riavvicina a Macon, il quale non sa resistere al progetto che tutto possa tornare nella routine precedente. Quindi lascia Muriel e ritorna con Sarah, dopo alcune rocambolesche circostanze. Muriel decide di seguire Macon a Parigi, a sua insaputa. Lo scrittore cerca di sottrarsi goffamente al corteggiamento di Muriel ma senza successo. Una mattina, per un movimento brusco, si ritrova con la schiena bloccata: arriva in suo soccorso Sarah, che ha già riassunto il compito di organizzargli la vita, la quale incontra per caso Muriel, scesa nello stesso hotel. Macon la rassicura di aver interrotto la relazione con Muriel e che era stata lei a seguirlo a sua insaputa.

Dalla discussione che ne scaturisce Macon comprende che Sarah ce l'ha fatta: è uscita dalla disperazione in cui la morte del loro bambino li aveva gettati. Ma lui no. Non riesce a dimenticare e ha bisogno di fare qualcosa di quella sofferenza, ormai sua unica compagna. Aver incontrato Muriel e suo figlio gli ha consentito di comprendere che l'unico modo per dare un senso a quella tragedia è offrire la propria vita a qualcuno che sappia fare altrettanto: Muriel; che quando lui ne aveva bisogno gli è stata accanto e gli ha impedito di precipitare nel baratro della disperazione. Ora la stessa Muriel gli offre l'opportunità di continuare a essere padre e marito in una prospettiva di dono reciproco, senza riserve. Inoltre Muriel e suo figlio Alex hanno bisogno di lui, mentre Sarah è più che autosufficiente. Questo bisogno dell'altro crea un vuoto, uno spazio di relazione inedito, nel quale tuffarsi e rigenerarsi. A Sarah lo accomuna solo il ricordo della morte e la possibilità di continuare a essere “figlio”, con Muriel invece si apre una prospettiva autentica di vita nuova. Per questo, lascia Sarah nell'albergo a Parigi, e vede Muriel che sta partendo; Macon la raggiunge per poi iniziare finalmente una vita insieme.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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