Impiccalo più in alto

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Impiccalo più in alto
Impiccalo più in alto.forca.png
Una scena del film
Titolo originale Hang 'Em High
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1968
Durata 114 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere western
Regia Ted Post
Sceneggiatura Leonard Freeman, Mel Goldberg
Produttore Leonard Freeman
Fotografia Richard Kline, Leonard South
Montaggio Antonietta Zita
Effetti speciali Dewey Gene Grigg, George Swartz
Musiche Dominic Frontiere
Scenografia Arthur Krams
Costumi Gene Murray, Glen Wright, Elva Martien
Trucco Keester Sweeney, Irving Pringle
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Impiccalo più in alto (Hang 'Em High) è un film western del 1968 diretto da Ted Post, con Clint Eastwood e Inger Stevens. Il film è stata la prima produzione di The Malpaso Company, società di produzione di proprietà di Clint Eastwood.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Oklahoma, 1889. Jed Cooper, un cowboy con un passato di vicesceriffo, viene ingiustamente accusato di furto di bestiame e di omicidio da parte di un gruppo di uomini che sta cercando giustizia. Cooper sostiene di aver regolarmente acquistato i capi, ma siccome il loro proprietario è morto, viene ritenuto un bugiardo (scopriremo che a vendergli il bestiame è stato l'assassino del legittimo proprietario). Gli uomini lo prendono e lo impiccano ad un albero. Grazie all'intervento provvidenziale di uno sceriffo che stava guidando un convoglio di detenuti, Cooper si salva. Portato a Fort Grant, come prigioniero in attesa di processo, viene rimesso in libertà dopo qualche giorno grazie alla cattura del vero colpevole.

Ristabilitosi (gli resta solo un'evidente cicatrice al collo), Cooper vuole giustizia contro i nove che l'hanno appeso all'albero senza ascoltarne le ragioni. Ma il giudice di Fort Grant, Adam Fenton, gli intima di non farsi giustizia da solo; e gli propone di raggiungere il suo scopo agendo da ufficiale della legge. Lo nomina vice-sceriffo e lo manda sul territorio a catturare e trasportare prigionieri, dicendogli che se dovesse trovare i nove, dovrà portarli da lui vivi.

Dopo un po' di tempo, Cooper incontra effettivamente uno dei nove. Questi però ha la cattiva idea di mettere mano alla pistola e lo sceriffo lo uccide. La notizia si sparge e uno dei partecipanti al linciaggio, il vecchio Jenkins, l'unico che aveva cercato di far ragionare i suoi compagni assetati di vendetta, corre a costituirsi dal giudice. Messo in carcere, egli rivela i nomi degli altri: Cooper si muove personalmente per arrestarli.

Arrivato a Red Creek, dove questi vivono, Cooper ne arresta uno, tale Stone, e lo fa rinchiudere in prigione. Poi chiede aiuto allo sceriffo della cittadina per prendere gli altri. Mentre vanno a prenderli, però, arriva un giovane uomo in lacrime chiedendo il loro aiuto: tre uomini hanno ucciso suo padre e rubato il bestiame. Cooper è riluttante: è andato lì per farsi giustizia e non per seguire altri casi. Ma lo sceriffo del posto, che soffre di mal di schiena, non è in grado di agire e così Cooper, con alcuni uomini del ranch, si getta all'inseguimento dei banditi. Catturati i tre fuggitivi, deve difenderli da un tentativo di linciaggio da parte dei parenti e amici del morto. Uno dei tre banditi è Miller, uno dei suoi ricercati. Cooper decide allora di portare i prigionieri da solo fin dal giudice Fenton, con un viaggio di tre giorni assai pericoloso. Nel tragitto, apprende che solo Miller ha ucciso: gli altri due, pur colpevoli di furto, non volevano.

Al rientro, il giudice sembra aver cambiato umore: è più cupo, nervoso. Non vuole che Cooper vada subito a riprendere il prigioniero che aveva fatto mettere dentro a Red Creek; e invece lo costringe a testimoniare in udienza contro i tre prigionieri. Durante il dibattimento, peraltro, Fenton si comporta in modo irragionevole, impedendo a Cooper di scagionare i due ragazzi dall'accusa di omicidio e di alleggerirne la posizione. Alla fine, con grande sconcerto di Cooper, tutti e tre vengono condannati a morte.

Intanto, lo sceriffo di Red Creek arriva a Fort Grant: informa Cooper che Stone è morto e gli consegna i soldi del morto dicendogli che deve considerarli una riparazione per la prima truffa subita. Ma Cooper capisce che è un tentativo di corromperlo e di sistemare le cose, e che i mandanti sono quelli che Cooper sta cercando. Questi, saputo dallo sceriffo che Cooper ha rifiutato l'accordo, complottano per farlo fuori prima che lui li trovi.

Cooper ha un duro confronto con il giudice per via dell'impiccagione dei due ragazzi. Il giudice si difende dicendo che se non li impicca la legge li impiccherà comunque la folla e questo comprometterà il processo di maturazione civile del paese. Nell'amministrazione della giustizia, insomma, il magistrato rivendica la necessità di tener conto degli umori popolari, pur di non aprire un conflitto insanabile tra princìpi e sentire diffuso. Cooper è esterrefatto: questa per lui non è giustizia.

Proprio mentre avviene l'impiccagione dei condannati, Cooper è vittima dell'agguato dei suoi avversari. Scampato miracolosamente, viene curato amorevolmente da Rachel, una bella donna bionda che abita in paese. Costei è un tipo triste, taciturno, che osserva tutti i prigionieri che arrivano a Fort Grant in cerca di qualcuno. Cooper si fa spiegare: Rachel spera di trovare i due colpevoli che l'hanno violentata e le hanno ucciso il marito. Tra i due nasce dell'attrazione.

Il giudice vuol farsi dire da Cooper chi ha cercato di ucciderlo, ma questa volta Cooper tace: vuole andare lui stesso a prenderli. E parte per Red Creek, salutando Rachel che invece lo invitava a soprassedere e a stabilirsi con lei.

Giunto di notte, Cooper va al ranch dove si nascondono tre dei suoi ricercati, e uno alla volta li fa fuori tutti. Ne restano vivi, a questo punto, solo tre: due sono lontani e uno, il vecchio Jenkins, è ancora in cella a Fort Grant. Cooper, rientrato, lo va a incontrare e gli dice che non lo considera colpevole. Teme però che il giudice, ragionando come ha fatto per i due ragazzi, lo impiccherà comunque.

Anche per questo, egli dà le dimissioni e progetta di andarsene, magari con Rachel. Il giudice però vuole fortemente che egli resti, poiché lo stima enormemente e ne ha bisogno. Cerca allora di difendere il proprio operato, la sua logica di mediazione tra princìpi e necessità di gestione della comunità. Sa di aver fatto molti errori, ma rivendica una buona fede di fondo. Cooper a questo punto mette alla prova questa buona fede: chiede la grazia per il vecchio Jenkins. Il giudice tentenna, fedele alla sua logica; ma Cooper è inamovibile: non riprenderà la stella se il giudice non concederà la grazia. E alla fine la spunta.

Al mattino riparte per andare a catturare gli ultimi due rimasti. Con la stella al petto.

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