Il segreto di Esma

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Il segreto di Esma
SegretodiEsma.png
Luna Mijović e Mirjana Karanović in una scena del film
Titolo originaleGrbavica
Paese di produzioneAustria, Bosnia ed Erzegovina, Germania, Croazia
Anno2006
Durata107 min
Generedrammatico
RegiaJasmila Žbanić
SceneggiaturaJasmila Žbanić
ProduttoreBarbara Albert, Damir Ibrahimović, Bruno Wagner, Boris Michalski (co-produttore), Damir Richtarić (co-produttore)
Casa di produzioneCoop 99 Filmproduktion, Deblokada, Noirfilm, Jadran Film, Das Kleine Fernsehspiel, ARTE
Distribuzione (Italia)Istituto Luce
FotografiaChristine A. Maier
MontaggioNiki Mossböck
MusicheEnes Zlatar
ScenografiaKemal Hrustanović
CostumiLejla Hodžić
TruccoHalid Redžebašić
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il segreto di Esma (Grbavica) è un film del 2006 scritto e diretto da Jasmila Žbanić, vincitore dell'Orso d'oro per il miglior film al Festival di Berlino.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bosnia: il dopoguerra è lungo e duro per tutti, tra ferite difficili da rimarginare e una vita che fatica a tornare alla normalità.

Esma ha cresciuto da sola la vivacissima Sara che, privata della figura paterna e vissuta sempre tra enormi ristrettezze, ora che è dodicenne deve aggiungere al resto anche le problematiche tipiche dell'età adolescenziale. Esma trova un lavoro come cameriera in un locale notturno e intanto fa anche la sarta. Sacrifica così anche un po' il rapporto con la figlia che, infatti, odia la sua amica che la tiene a bada tutte le sere, e ancor di più l'uomo che spesso la riporta a casa dopo il lavoro di notte.

La ragazzina aspetta con ansia un appuntamento: la gita scolastica. La madre è cosciente di quanto sia importante questa cosa per la figlia e si spezza la schiena per poter ottenere i soldi necessari perché questo piccolo sogno si possa realizzare. La quota di partecipazione infatti è piuttosto elevata, tanto che Esma è costretta a chiedere un anticipo, prima al servizio assistenziale poi al suo principale. Non ottiene né l'uno né l'altro, ma quando chiede aiuto all'amica, questa, con una raccolta tra le colleghe operaie della fabbrica riesce in quello che sembrava impossibile. Però, a questo punto, Sara desidera soprattutto sapere la verità. Per avere un'esenzione dal pagamento della quota per la gita, sarebbe bastato un certificato comprovante che la ragazzina è figlia di un caduto in guerra. E la scusa che il corpo del papà di Sara non si sia mai trovato non sembra sufficiente per la stessa che, cresciuta con il mito del padre “eroe di guerra”, ora vuole sapere tutto.

In una scena altamente drammatica, Esma svela il suo segreto alla figlia. Sara è figlia di un cetnico che stuprò sua madre durante la guerra. Esma ha ora la forza di raccontare la sua drammatica storia anche alle riunioni nel centro di assistenza, dove sottolinea quanto abbia odiato quell'essere che portava in grembo e come questo sentimento sia repentinamente cambiato, una volta presa in braccio la sua creatura.

Intanto Sara, sconvolta, si rade a zero per cancellare quello che lei sentiva come il particolare fisico che più la legava alla memoria del padre che, all'improvviso, è passato da figura eroica ad essere spregevole da dimenticare.

Esma accompagna Sara alla partenza per la gita. Tra le due c'è il silenzio più assoluto non trovando, la mamma, parole in grado di ricucire un filo spezzato da una verità nascosta troppo a lungo. Il pullman parte, tutti i bambini salutano i propri genitori dal finestrino, Sara seduta in fondo guarda la mamma dal lunotto posteriore e, dopo un gesto di questa, risponde con un saluto che basta ad Esma per ritrovare serenità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Berlinale 2006 Prize Winners, berlinale.de. URL consultato l'8 maggio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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