Il gatto con gli stivali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Il gatto con gli stivali (disambigua).
Il gatto con gli stivali in un'incisione ottocentesca di Gustave Doré.
Il gatto con gli stivali in un'illustrazione ottocentesca di Carl Offterdinger

Il gatto con gli stivali è una fiaba popolare europea. La più antica attestazione scritta della storia risale a Giovanni Francesco Straparola, che la incluse nelle sue Piacevoli notti (pubblicate a partire dal 1550) con il titolo di Costantino Fortunato; è incerto se Straparola abbia inventato la fiaba o abbia semplicemente trascritto un racconto della tradizione orale.[1] Un secolo più tardi, vide la luce la versione di Giambattista Basile. Nel Romanticismo tedesco fu Ludwig Tieck a scrivere questa fiaba con linguaggio tipicamente romantico, prendendosi gioco della letteratura del tempo. Apparve in "Fiabe popolari" dello stesso Tieck, insieme ad altre celebri fiabe come Barbablù; la loro caratteristica era quella di nascondere l'orrore attraverso la comicità, o l'ironia. Celebri divennero anche le versioni create da Charles Perrault e dai Fratelli Grimm.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

C'era una volta un vecchio mugnaio che lasciò in eredità ai figli, un mulino, un asino e al più piccolo un gatto. Quest'ultimo era triste non sapendo che farsene del gatto per il fatto di essere molto povero, ma il gatto gli disse: "Fidati di me, portami un cappello, un paio di stivali e un sacco e farò di te un uomo ricco". Il giovane, che tanto non aveva nulla da perdere, si procurò il necessario. Il gatto, indossati stivali e cappello, andò nel bosco, catturò della selvaggina e la portò al re, dicendo che fosse un dono del suo padrone, il marchese di Carabas. Il gatto continuò a portare doni al re finché un giorno udì di una passeggiata del re con la figlia, così corse dal suo padrone e gli disse di spogliarsi e buttarsi nel lago. Quando la carrozza del re passò di lì, il gatto iniziò a gridare dicendo che il marchese di Carabas era stato derubato e aveva bisogno d'aiuto. Il re ricordandosi di tutti i doni ricevuti, fece fermare la carrozza per aiutare il marchese, nel frattempo il gatto con gli stivali corse nel palazzo di un famoso orco, che si diceva fosse in grado di trasformarsi in qualsiasi animale. Traendolo in inganno il gatto lo convinse a trasformarsi in topo e lo divorò, e così si impossessò delle sue ricchezze che donò al suo padrone che così sposò la figlia del re e divenne ricco.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Adattamenti teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il gatto con gli stivali, 2006, opera in musica di Enrico Miaroma, prima esecuzione Riva del Garda. È stata poi eseguita in numerosi concerti in Italia a Malcesine, Adria (Teatro Comunale) , Corbola, nella Repubblica Cinese di Taiwan e presso la Westminster School of Music di Londra.

Adattamenti musicali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il gatto con gli stivali. L'opera pop, libretto di Mario Menicagli, musiche di Oliviero Lacagnina, Gian Paolo Mazzoli, Mario Menicagli, Illustrazioni di Fabio Leonardi, libro con cd, Livorno 2015

E-book[modifica | modifica wikitesto]

  • Perrault Il gatto con gli stivali Editore Mursia collana Beccogiallo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ W. G. Waters, The Mysterious Giovan Francesco Straparola, in Jack Zipes, a c. di, The Great Fairy Tale Tradition: From Straparola and Basile to the Brothers Grimm, p 877, ISBN 0-393-97636-X

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN182779798 · GND: (DE4113741-3 · BNF: (FRcb121406990 (data)