Marchese di Carabas

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Il Marchese di Carabas è un personaggio immaginario, che fa parte della fiaba Il gatto con gli stivali, nella sua versione più conosciuta, cioè quella di Charles Perrault, pubblicata nel 1697, nella raccolta I racconti di Mamma Oca.

Illustrazione di Walter Crane

Storia della favola[modifica | modifica wikitesto]

Il protagonista della fiaba è di umili origini e il suo titolo è inventato dal Gatto con gli stivali. In una versione precedente della storia, quella di Giambattista Basile, lo stesso personaggio si chiama Pippo, ma il Gatto lo ribattezza "Messer Cagliuso".[1] All'inizio della sua storia Perrault ci presenta il Conte di Carabas; poi gli cambia titolo nobiliare, elevandolo a Marchese.

Da Costantino Fortunato al Marquis de Carabas[modifica | modifica wikitesto]

Tante sono le versioni, per una stessa favola. In successione cronologica, gli autori sono: Giovanni Francesco Straparola (nel 1566), poi Giambattista Basile nel Seicento, quindi il francese Charles Perrault e Ludwig Tieck, infine i fratelli Grimm. La storia ci porta sempre al castello dell'Orco-mago: il Gatto giura che appartiene al giovane povero. Secondo Perrault, il maniero è del Marchese di Carabas (o di Carabattole).

Straparola aveva raccontato che il giovane era povero, era figlio di una donna boema e si chiamava Costantino Fortunato. Il Gatto (che era una Gatta) lo presentò al re, ma senza attaccargli addosso un titolo nobiliare. Per Basile, il ragazzo era figlio di un «viecchio, pezzente pezzente», si chiamava Pippo Cagliuso e il re lo accolse come un gran «segnore».

Perrault mise al Gatto gli stivali e inventò il titolo: Marquis de Carabas. Anzi, il furbo Gatto trovò, lì per lì, quel risonante titolo nobiliare, quando offrì i doni al re - prima un coniglio, poi due pernici catturate in un campo di grano, quindi altra varia selvaggina - giurando che provenivano dalle riserve di caccia del ricco Marquis de Carabas. In realtà il padrone del Gatto, per Perrault, era il figlio minore di un povero mugnaio. Il giorno che il Gatto gridò «Aiuto! Aiuto! il Marquis de Carabas sta annegando», il re ordinò ai suoi valletti di lanciarsi nel fiume, di soccorrere il ragazzo e di fornirgli abiti asciutti e nuovi. Da qui, al romantico sposalizio con la figlia del re, il passo fu breve.

Ludwig Tieck scrisse la versione teatrale della fiaba: il giovane figlio del mugnaio si chiamava in realtà Gottlieb e il gatto era Hintz, dotato di stivali e di una lunga barba; il titolo nobiliare eraː Graf von Carabas.

I fratelli Grimm tolsero al gatto la barba, ma gli lasciarono un paio di stivali. Il titolo rimase Graf e si perse il Carabas.

In altri ambiti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Marchese di Carabas è un parente stretto della maschera di Arlecchino della commedia dell'arte, nelle vesti di servo scaltro e truffaldino che fa la felicità e la fortuna del suo padrone e, quindi, anche la sua. Usa come alter-ego durante le truffe il nome Archinello.
  • Karabaš è una città russa.
  • Karabas: così si chiamava un povero pazzo, al quale gli abitanti di Alessandria d'Egitto, per prendere in giro Erode Agrippa I, re di Giudea, loro ospite nel 38 a.C., tributarono gli onori di un vero re.
  • Per Marchese di Carabas s'intende comunemente un uomo felice e ricco, ma di cui non è nota l'origine della nobiltà e della ricchezza.
  • Le carabattole sono arredi o soprammobili di poco gusto, falsi, troppo colorati e chiassosi, cianfrusaglie e minutaglie da rigattiere, di dubbia origine e di scarso o nullo gusto estetico, quindi di poco valore.
  • Il Parco di Carabattole, con un grazioso laghetto, è ad Agliana, in provincia di Pistoia.
  • Il Marchese di Carabas è uno dei protagonisti del romanzo fantasy Nessun dove (Neverwhere), di Neil Gaiman.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sul personaggio di Pippo Cagliuso, vediː Cagliuso, su paroledautore.net. URL consultato il 12 gennaio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jakob e Wilhelm Grimm, Il gatto con gli stivali, traduzione di Piero Schiavi, Milano, Franco Raiteri, 1968.
  • Charles Perrault, Cenerentola; Il gatto con gli stivali, illustrazioni di Roberto Molino; commento alle illustrazioni di Manuela Lazzara Pittoni, Milano, La Sorgente, 1979.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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