I racconti di Mamma Oca

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Frontespizio de Il gatto con gli stivali per un'edizione de I racconti di Mamma Oca del XVIII secolo

I racconti di Mamma Oca è una celebre raccolta di fiabe pubblicata da Charles Perrault. L'opera originale, pubblicata a Parigi nel 1697 presso Claude Barbin, si intitolava Histoires ou contes du temps passé, avec des moralités [1], ma in seguito divenne più nota col titolo Contes de ma mère l'Oye. Il titolo è stato variamente tradotto in italiano I racconti di Mamma Oca, I racconti di mamma l'Oca, I racconti di mia madre l'oca e con altre formule simili. Oltre a contenere molte fra le favole più note di Perrault, il libro contribuì anche alla nascita della tradizione letteraria del personaggio di Mamma Oca.

Attribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Riguardo alla paternità della raccolta c'è una discussione: la prima edizione del 1696 uscì anonima, la seconda del 1697 uscì firmata dal figlio di Perrault, Pierre Perrault Damancour, di diciannove anni. Lo studioso Marc Soriano, in uno studio del 1968, cita un documento che dovrebbe spiegarne il motivo: il giovane in duello aveva ucciso un coetaneo ed era sotto processo, perciò il padre gli attribuì la paternità dell'opera per ottenere la protezione della Corte Reale.[2]

Fonti delle fiabe[modifica | modifica wikitesto]

Alcune fiabe (Pelle d'Asino, Cenerentola, La Bella Addormentata, Pollicino, le Fate, il Gatto con gli stivali) in varianti simili si trovano nel Pentamerone di Giambattista Basile, pubblicato postumo fra il 1634-1636 e prima ancora erano presenti ne Le piacevoli notti di Giovanni Francesco Straparola pubblicate fra il 1550 e il 1556 e poco dopo tradotte in francese. Tutti gli autori hanno attinto a loro volta dalla preesistente tradizione orale.[3]

Stile narrativo[modifica | modifica wikitesto]

Le fiabe della raccolta

"...si presentano ad una libera lettura ricche di finezze d'immaginazione e d'espressione pur nella loro estrema semplicità"

e la prosa di Perrault

"... pur senza fermarsi quasi mai a descrivere s'apre ogni tanto in quadri molto vivi": ad esempio la scena del sonno che prende gli abitanti del castello ne La bella addormentata, la festa da ballo in Cenerentola o ancora il paesaggio attraverso cui viaggiano padrone e gatto ne Il gatto con gli stivali.

La tecnica narrativa punta soprattutto "...sulle progressioni di tensione paurosa" come ad esempio in Barbablù.

All'orrore, che molte fiabe contengono, Perrault applica la "...sua vena grottesca di umorismo nero" e manifesta il suo distacco dal mondo fiabesco con l'ironia.[3][4]

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il libro ebbe una vasta fortuna.[5]

Fiabe presenti nella raccolta[modifica | modifica wikitesto]

Per i testi presenti nella raccolta si tiene presente l'edizione francese "Classici Garnier" curata da Gilbert Rouger (1967) [6] Le fiabe in origine erano otto:

ma tradizionalmente s'aggiungono i tre testi dei Contes en vers, pubblicati precedentemente:

  • Pelle d'asino (Peau d'âne) che Perrault aveva scritto in versi e pubblicato nel 1694 (la versione in prosa, più tarda, non è sua e variamente attribuita, ad esempio alla nipote Mademoiselle Lhéritier);
  • La pazienza di Griselda (Griselidis)
  • I desideri inutili (Les souhaites ridicules)

Una traduzione celebre di questi testi è quella pubblicata da Carlo Collodi ne I racconti delle fate. Voltati in italiano, Firenze, Paggi, 1876 [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La scheda bibliografica
  2. ^ Marc Soriano, Les Contes de Perrault. Culture savante et traditions populaires, Première parution en 1968, Édition revue et corrigée en 1977
  3. ^ a b Italo Calvino, Nota Introduttiva a Charles Perrault, I racconti di Mamma l'Oca. Einaudi, Torino, Seconda Edizione ottobre 1980, pp. V-VIII. - prima edizione febbraio 1974.
  4. ^ Italo Calvino, in AA. VV.Sulla fiaba, a cura di Mario Lavagetto, Einaudi 1988
  5. ^ Emanuele Trevi, Introduzione a I Racconti delle Fate, Newton Compton Editore, 2012
  6. ^ Testi originali stabiliti da Gilbert Rouger per i Classici Garnier
  7. ^ Testi de I racconti di Mamma Oca in Wikisource

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Storie e racconti del tempo passato. Racconti di mia madre l'Oca, in Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi, ad vocem
  • Marc Soriano, Les Contes de Perrault. Culture savante et traditions populaires, Première parution en 1968, Édition revue et corrigée en 1977
  • Italo Calvino, Nota Introduttiva in Charles Perrault, I racconti di Mamma l'Oca. Einaudi, Torino, Seconda Edizione ottobre 1980, pp. V-VIII. - prima edizione febbraio 1974.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]