Giovanni I di Brandeburgo

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Giovanni I di Brandeburgo
Johann Cicero 300f.jpg
Giovanni I di Brandeburgo.
Principe Elettore di Brandeburgo
In carica 1486-1499
Predecessore Alberto III
Successore Gioacchino I
Nascita Ansbach, 2 agosto 1455
Morte Arneburg, 9 gennaio 1499
Sepoltura Cattedrale di Berlino
Casa reale Casa di Hohenzollern
Padre Alberto III di Brandeburgo
Madre Margherita di Baden
Consorte Margherita di Sassonia

Giovanni I di Hohenzollern detto il Cicerone, (Ansbach, 2 agosto 1455Arneburg, 9 gennaio 1499) fu Principe elettore di Brandeburgo (1486-1499). Alla propria morte ricevette l'appellativo di Cicerone, derivante dall'oratore romano Cicerone, ma l'eloquenza dell'elettore e il suo interesse per le arti è stato oggi messo in discussione da recenti studi[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni era il figlio di Alberto III, e della sua prima moglie, Margherita di Baden. Nel 1466 succedette allo zio, il principe elettore Federico II.

Egli si unì a lui nella Guerra di successione di Stettino con i duchi di Pomerania, fino a quando Federico si è dimesso nel 1470 e gli succedette il padre di Giovanni, che nel 1473 lo nominò reggente delle terre nel Brandeburgo.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Sposò, il 25 agosto 1476 a Berlino, Margherita di Sassonia, figlia del duca Guglielmo III di Sassonia e di Anna d'Asburgo.

Ebbero sei figli:

  1. Volfango (nato e morto nel 1482);
  2. Gioacchino I di Brandeburgo (21 febbraio 1484–11 luglio 1535);
  3. Elisabetta (nata e morta nel 1486);
  4. Anna (27 agosto 1487–3 maggio 1514), sposò Federico I di Danimarca, ebbero due figli;
  5. Ursula (17 ottobre 1488–18 settembre 1510), sposò Enrico V di Meclemburgo-Schwerin, ebbero tre figli;
  6. Alberto (1490–24 settembre 1545), arcivescovo di Magdeburgo e arcivescovo di Magonza.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì nel 1499 da un attacco pleurico al Castello di Arneburg e gli succedette il figlio maggiore. Giovanni è stato il primo degli elettori Hohenzollern ad essere sepolto nel Brandeburgo, poi fu trasferito alla Cattedrale di Berlino per ordine di suo nipote Gioacchino II.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Herbert Eulenberg. The Hohenzollerns. Translated by M.M. Bozman. The Century Co. New York, 1929.

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