Giacomo Cantelmo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giacomo Cantelmo
cardinale di Santa Romana Chiesa
Giacomo Cantelmo.jpg
Ritratto del cardinale Cantelmo
Template-Cardinal (Metropolitan Archbishop).svg
Incarichi ricoperti
Nato 13 giugno 1640, Napoli
Ordinato presbitero in data sconosciuta
Nominato arcivescovo 27 settembre 1683 da papa Innocenzo XI
Consacrato arcivescovo 3 ottobre 1683 dal cardinale Carlo Pio di Savoia
Creato cardinale 13 febbraio 1690 da papa Alessandro VIII
Deceduto 11 dicembre 1702, Napoli

Giacomo Cantelmo, o Cantelmi, (Napoli, 13 giugno 1640[1]Napoli, 11 dicembre 1702), è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Fabrizio Cantelmo, duca di Popoli e principe di Pettorano, e Beatrice Brancia, duchessa di Belvedere, Innocenzo XI nel 1678 lo mandò legato in Urbino e inquisitore di Malta e di Venezia; Clemente X nel 1685 lo delegò nunzio in Svizzera poi nel 1688 lo mandò pure in Polonia, e nel 1689 Alessandro VIII lo incaricò di compiere importanti missioni a Vienna e in Russia; al ritorno, il 13 febbraio 1690 fu creato cardinale e il 27 settembre dello stesso anno successe al cardinale Gasparo Cavalieri sulla cattedra dell'arcidiocesi di Capua. Mantenne questa carica però solo per un anno. Infatti, il 23 luglio dell'anno seguente, il cardinal Pignatelli, eletto pontefice con il nome di Innocenzo XII, lo trasferì a Napoli nominandolo arcivescovo di Napoli. Mantenne tale carica fino alla morte.

Fu un uomo di non ordinaria cultura, uno dei più illustri porporati del suo tempo, dotto di latino, di greco e di ebraico. Per promuovere lo studio delle antichità, formò a Popoli nel giardino di famiglia, un ricco museo in cui raccolse lapidi di Corfinio, statue, e monete antiche.[2]

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questa è la data riportata dal Dizionario Biografico degli Italiani, mentre sul sito di Miranda si riporta l'anno 1645
  2. ^ Alfonso Colarossi-Mancini, Memorie storiche di Popoli fino all'abolizione dei feudi - Seconda edizione, pg 161 e seg. Popoli 2007

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN36909048 · ISNI (EN0000 0000 6131 993X · SBN IT\ICCU\UM1V\013176 · GND (DE1068561599 · BNF (FRcb10639435r (data)