Innico Caracciolo (1642-1730)

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Innico Caracciolo di Martina
cardinale di Santa Romana Chiesa
Innico Caracciolo (1642-1730).jpg
Ritratto del cardinale Caracciolo
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Incarichi ricoperti
 
Nato9 luglio 1642 a Martina Franca
Nominato vescovo25 febbraio 1697 da papa Innocenzo XII
Consacrato vescovo24 marzo 1697 dal cardinale Galeazzo Marescotti
Creato cardinale29 maggio 1715 da papa Clemente XI
Pubblicato cardinale16 dicembre 1715 da papa Clemente XI
Deceduto6 settembre 1730 (88 anni) a Roma
 

Innico Caracciolo di Martina (Martina Franca, 9 luglio 1642Roma, 6 settembre 1730) è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Martina Franca, figlio di Francesco, duca di Martina e conte di Buccino, ed era nipote di Innico Caracciolo senior. Fu inquisitore a Malta (30 aprile 1683) e referendario dei tribunali della Segnatura Apostolica di Giustizia e di Grazia. Dal 1689 fu primicerio della chiesa di Santo Spirito in Sassia, a Roma. Fu segretario della Sacra Congregazione per la disciplina dei Regolari e della Visita Apostolica (10 febbraio 1690). Rifiutò l'elezione alla sede metropolitana di Capua proposta da papa Innocenzo XI.[senza fonte]

Eletto vescovo di Aversa il 25 febbraio 1697 e consacrato il 24 marzo nella la chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma, dal cardinale Galeazzo Marescotti, assistito da Francesco Pannocchieschi, arcivescovo di Pisa, e da Carlo Lofredi, arcivescovo di Bari. Venne nominato chierico della Camera Apostolica nel pontificato di papa Clemente XI e nunzio straordinario in Svizzera nel 1712. Devolvette le rendite ecclesiastiche e il suo patrimonio per assistere i poveri della sua diocesi. Celebrò un sinodo diocesano, restaurò la cattedrale di San Paolo ad Aversa e fondò un seminario con relativo liceo classico.

Venne creato cardinale in pectore nel concistoro del 29 maggio 1715, pubblicato nel concistoro del 16 dicembre 1715; il 30 marzo 1716 ricevette il titolo di San Tommaso in Parione. Partecipò al conclave del 1721, che elesse papa Innocenzo XIII, al conclave del 1724, che elesse papa Benedetto XIII e al conclave del 1730, che elesse papa Clemente XII.

Morì il 6 settembre 1730, nel monastero di Sant'Agata ai Monti, a Roma. Venne sepolto nella cappella del Santissimo Sacramento, che aveva fatto costruire ad Aversa.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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