Galeopsis

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Canapetta
Galeopsis segetum 2005.07.11 09.11.11.jpg
Galeopsis segetum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteride
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Galeopsis
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Nomenclatura binomiale
Galeopsis
Carl von Linné, 1753
Specie
(Vedi: Specie di Galeopsis )

Canapetta (nome scientifico Galeopsis L. 1753) è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae, dall'aspetto di piccole erbacee annuali dai tipici fiori a forma labiata.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Galeopsis si compone di qualche decina di specie, otto delle quali vivono in Italia.
La classificazione di questo genere è così organizzata:

Famiglia: Lamiaceae definita dal botanico inglese John Lindley (1799-1865) nel 1836.
Tribù: Galeopsideae Vis. definita nel 1847.
Sottotribù: Galeopsidinae definita dal botanico e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (1797-1878) nel 1822.
Genere: Galeopsis denominata da Carl von Linné (1753)

Nelle classificazioni più vecchie la famiglia del genere Galeopsis è chiamata Labiatae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Linneo, nel 1753 nel creare il nome di queste piante (Galeopsis) ha pensato indubbiamente alla forma di “elmo” del labbro superiore della corolla.
Il termine potrebbe derivare dal greco: galè = donnola e òpsis = aspetto; questo forse per l'aspetto del fiore vagamente somigliante ad una donnola.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

La pubescenza di queste piante è molto variabile: possono essere semplicemente pelose, ma anche glabre, oppure con peli ispidi e anche glandulosi. La forma biologica prevalente di questo genere è la terofita scaposa (T scap): quindi sono piante a ciclo annuale con asse fiorale allungato con poche foglie.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

La radice normalmente è un fittone.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

I fusti possono essere semplici oppure ramosi soprattutto nella parte alta della pianta. Il portamento può essere eretto o patente con altezze variabili da pochi centimetri fino ad un metro e oltre. Alcune specie nei nodi dei fusti si hanno degli ingrossamenti acquiferi.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie in genere sono picciolate ed a disposizione opposta a 2 a 2 in modo alternato; raramente è presenta una rosetta basale e le forme delle lamine sono molto variabili anche se la forma lanceolata è quella più frequente.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza normalmente è composta da fiori riuniti in verticillastri distanziati e posti nelle ascelle delle foglie. I verticilli possono contenere da 6 a 30 fiori (dipende dalla specie).

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi, tetraciclici (calicecorollaandroceogineceo) e pentameri.

  • Calice: il calice è tubolare - campanulato con 5 denti diseguali, spinescenti o lesiniformi.
  • Corolla: le corolle hanno forme variabili, ma sempre riconducibili alla forma tipica delle “labiate” con due labbra principali: quello superiore a guisa di elmo; quello inferiore trilobo. Nel labbro inferiore i due lobi laterali sono più piccoli, sporgenti all'infuori e un po' penduli; quello centrale che è più grande può essere crenato. Il colore della corolla è rosa, porporina, gialla e bianca secondo la specie. Molto spesso la fauce è screziata con macchie più o meno chiare.
  • Androceo: gli stami sono quattro e sono a 2 a 2 sporgenti dalla parte alta della corolla.
  • Gineceo: l'ovario (tetraloculare) è semi – infero formato da 2 carpelli; lo stilo ha lo stimma bifido.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è uno schizocarpo (tetrachenio) formato da quattro nucule.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Sono piante proprie delle zone temperate dell'Europa e dell'Africa settentrionale, ma alcune si sono naturalizzate anche nelle Americhe. Comunque sono diffuse in tutto il Mondo, sempre nelle zone temperate.

Breve descrizioni di alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono descritte alcune specie di maggiore interesse.

  • Galeopsis ochroleuca Lam. (1788): è una pianta erbacea annuale che trova qualche impiego nella medicina popolare: nella farmacopea è riconosciuta come “Herba Galeopsidis” utilizzata per affezioni polmonari, intestinali e malattie del fegato.
  • Galeopsis ladanum L. (1753) – Canapetta violacea, Ortica rossa: si trova nei terreni secchi e sassosi. La corolla è screziata di purpureo e di giallo con un calice spinosissimo. Presenta un certo interesse per i giardinieri in quanto può raggiungere i due metri di altezza, ma anche per la medicina popolare in quanto possiede una azione antisettica.
  • Galeopsis tetrahit L. (1753) – Canapetta comune, Canapetta selvatica: si trova nei prati umidi, lungo i fossi, nei pascoli del piano e del monte. Il colore dei fiori può essere rosa oppure bianco-giallastro. Questa pianta presenta un certo interesse per la medicina in quanto ha delle proprietà positive per le vie respiratorie.

Specie spontanee della flora italiana[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l’elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche.

  • Gruppo 1A : i fusti non presentano nessun ingrossamento ai nodi fogliari; i peli lungo il fusto sono normalmente molli;
    • Gruppo 2A : la corolla è colorata di giallo, ed è lunga dai 20 ai 30 mm; il calice è ricoperto da peli sericeo – tomentosi;
      Galeopsis segetum Necker – Canapetta campestre: questa specie in Italia è considerata avventizia e la si può trovare nei campi, sui ghiaioni e ruderi. Eventualmente è presente solamente nelle Alpi Orientali fino a 1500 m s.l.m..
    • Gruppo 2B : la corolla è colorata di rosa, ed è lunga dai 10 ai 20 mm; il calice può essere subglabro ma anche pubescente;
      • Gruppo 3A : la sezione del fusto è quadrangolare; il fusto non è pruinoso e comunque è pubescente;
        Galeopsis angustifolia Ehrh. – Canapetta a foglie strette: le foglie sono lineari (poco lanceolate) e molto strette (il rapporto tra lunghezza e larghezza è 1/8); il margine è intero o con 1 – 4 piccoli denti per lato.
        Galeopsis ladanum Necker – Canapetta violacea: le foglie hanno la forma ovato – lanceolata e sono da 2 a 4 volte più lunghe che larghe; il margine delle foglie presentano da 3 a 8 denti grossolani per ciascun lato.
      • Gruppo 3B : la sezione del fusto è subcilindrica; il fusto è pruinoso e glabro (eventualmente è pubescente nella zona alta);
        Galeopsis reuteri Rchb. fil. – Canapetta di Reuter: questa specie è caratterizzata dall'avere una cerosità glauca nei nodi del fusto. Si trova solo nelle Alpi Marittime fino a 1600 m s.l.m., ma raramente.
  • Gruppo 1B : sotto i nodi fogliari del fusto è presente un ingrossamento contenente acqua; i peli del fusto sono rigidi e a disposizione patente;
    • Gruppo 4A : la corolla è lunga dai 25 ai 35 mm;
      Galeopsis speciosa Miller – Canapetta screziata: la corolla è bianco – gialla con una vistosa macchia violacea sul labbro inferiore dalla forma quadrangolare. Si trova al nord e al centro dell'Italia soprattutto nelle radure dei boschi fino a 1600 m s.l.m.. Per l'Italia è considerata specie rara.
    • Gruppo 4B : la corolla è meno lunga (10 – 25 mm);

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Al genere appartengono piante di modesto valore se viste nell'ottica di ricavare qualche utilità economica – commerciale. Per lo più sono considerate, specialmente per l'agricoltura, delle piante infestanti; e non sono bene accette anche in mezzo alla flora pascoliva e quindi da estirpare (i cavalli rifiutano queste piante).

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

Nel campo farmacologico hanno un certo interesse in quanto contengono delle sostanze utilizzate contro alcune malattie respiratorie. Queste sostanze sono: saponine, acido silicico e tannini.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Specie di Galeopsis.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 454.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 275, ISBN 88-506-2449-2.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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