Galeopsis angustifolia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Canapetta a foglie strette
Galeopsis angustifolia ENBLA01.jpg
Galeopsis angustifolia
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Galeopsis
Specie G. angustifolia
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Lamioideae
Nomenclatura binomiale
Galeopsis angustifolia
Ehrh. ex Hoffm., 1795
Nomi comuni

Galeopside a foglie strette

La canapetta a foglie strette (nome scientifico Galeopsis angustifolia Ehrh. ex Hoffm.) è una piccola pianta erbacea dai fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Linneo nel 1753 nel creare il nome generico di queste piante ha pensato indubbiamente alla forma di “elmo” del labbro superiore della corolla.[2] Galeopsis è un antico nome greco/latino (derivato da "galea" = casco) già usato da Gaio Plinio Secondo (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79]), scrittore, ammiraglio e naturalista romano, per qualche pianta simile alle ortiche.[3][4] Il nome specifico (angustifolia) deriva dalla forma delle foglie: strette e lanceolate.[5][6]

Il nome scientifico della specie stato definito per la pima volta dal botanico svizzero Jakob Friedrich Ehrhart (Holderbank, 4 novembre 1742 – Herrenhäuser, 26 giugno 1795) perfezionato in seguito dal botanico germanico Georg Franz Hoffmann (1760 - 1826) nella pubblicazione "Deutschlands Flora oder Botanisches Taschenbuch - Ed. II. 8. (1795)" del 1795.[7]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
Il fiore

Questa specie di piante può raggiungere i 30 - 40 cm di altezza. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.[8][9][10][11][12][2][13]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono del tipo a fittone.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La parte aerea del fusto è ascendente e a sezione tetragona a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. In alto è ramoso e ai nodi è privo di ingrossamenti. La superficie presenta dei peli crespi appressati non ghiandolosi e neppure rigidi. Non è pruinoso.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono strettamente lanceolate (5 – 10 volte più lunghe che larghe) e a disposizione opposta; il margine fogliare può essere intero o poco dentato (2 – 4 denti per lato). Entrambe le pagine fogliari presentano dei peli sparsi. Sono brevemente picciolate o sub – sessili. Dimensione delle foglie: larghezza 2 – 5 mm; lunghezza 20 – 30 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è formata da fiori (6 – 10 fiori) disposti in verticillastri all'ascella delle foglie superiori, ed è sorretta da brattee acuminato – spinose (quasi lesiniformi) molto simili alle foglie vere e proprie. Le brattee del verticillo superiore sono disposte in modo opposto.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (il calice è più o meno attinomorfo), tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla sono formati da cinque elementi). Lunghezza del fiore: 14 - 20 mm.

X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, drupa (4 nucole)
  • Calice: il calice gamosepalo e sub-attinomorfo è strettamente campanulato a 10 nervi con 5 denti acuti lunghi tutti uguali. Il calice è lievemente pubescente (peli opachi) oppure è subglabro. Dimensione del tubo calicino: 4 – 6 mm; lunghezza dei denti 3 – 4 mm.
  • Corolla: la corolla zigomorfa e gamopetala è a forma tubolare; i 4[12]/5 petali sono completamente fusi nella tipica forma bilabiata di questa famiglia. All'apice la corolla si allarga per dare spazio a due labbra. I labbro superiore ha il margine intero e la forma ricorda quella di un elmo. Il labbro inferiore è trilobo: quello centrale è bifido fin dalla base con una sporgenza centrale più chiara (a forma di dente cavo sui due lati); i due lobi laterali più piccoli sporgono penduli all'esterno. Il colore della corolla è rosa intenso quasi rosso - purpureo con macchie bianche (posizionate nella parte interna delle fauci). Le fauci della corolla sono prive dell'anello di peli presente invece in altri generi della famiglia delle Lamiaceae. Il tubo corollino è lungo 1 – 2 cm. Dimensione delle labbra: 4 - 5 mm.
  • Fioritura: da giugno a ottobre.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è uno schizocarpo (tetrachenio) formato da quattro nucule arrotondate all'apice e glabre.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[14] – Distribuzione alpina[15])
  • Distribuzione: è una specie comune e quindi distribuita in tutta Europa. In Italia si trova al nord e al centro. Alcune ricerche fatte in Inghilterra hanno comunque rilevato un certo declino della presenza di questa pianta in varie zone d'Europa. Questo a causa di un diffuso uso di diserbanti e fertilizzanti e di uno sviluppo altamente produttivo di varietà coltivate. Nelle Alpi è ovunque comune, mentre sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi.[15]
  • Habitat: la pianta può vegetare in vari habitat quali coltivi pietrosi, cave di ghiaia, ma anche in terreni detritici e lungo le massicciate ferroviarie o argini dei fiumi. La specie è basifila, per questo di preferenza si trova in zone petrose. La sua distribuzione è correlata con vegetazione aperta e suoli ben drenati posti in località soleggiate. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[15]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1700 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Areale alpino[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[15]

  • Formazione: delle comunità delle fessure delle rupi e dei ghiaioni
  • Classe: Thalaspietea rotundifolii
  • Ordine: Stipetalia calamagrostis
  • Alleanza: Stipion calamagrostis

Areale italiano[modifica | modifica wikitesto]

Per l'areale completo italiano la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[16]

  • Classe: Thlaspietea rotundifolii
  • Ordine: Stipetalia calamagrostis
  • Alleanza: Stipion calamagrostis

L'alleanza Stipion calamagrostis è relativa alle comunità di ghiaioni mobili calcarei, che si sviluppano nelle aree da collinari a montane, o altri substrati ricchi di basi. In genere costituisce stadi dinamici bloccati. Questa alleanza si trova sulle Alpi, sui Carpazi e nelle zone submediterranee dell'Europa. [17]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della specie (Lamiaceae), molto numerosa con circa 250 generi e quasi 7000 specie, ha il principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo e sono piante per lo più xerofile (in Brasile sono presenti anche specie arboree). Per la presenza di sostanze aromatiche, molte specie di questa famiglia sono usate in cucina come condimento, in profumeria, liquoreria e farmacia. Il genere Galeopsis si compone di qualche decina di specie, otto delle quali vivono in Italia. Nelle classificazioni più vecchie la famiglia è chiamata Labiatae.

Il numero cromosomico di Galeopsis angustifolia è: 2n = 16.[12][18].

Alcuni Autori per questa specie considerano valido il nome scientifico Galeopsis ladanum L..[19]

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

Per la specie Galeopsis angustifolia sono riconosciute le seguenti sottospecie:[20]

  • Galeopsis angustifolia subsp. angustifolia: è la stirpe più diffusa ed è presente in Italia.
  • Galeopsis angustifolia subsp. carpetana (Willk.) Lainz. 1963 - Distribuzione: Francia e Spagna.

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Con altre specie Galeopsis angustifolia forma il seguente ibrido intraspecifico (non presente sul territorio italiano):[21]

  • Galeopsis x wirtgenii F. Ludwig, 1877 – Ibrido fra: Galeopsis angustifolia e Galeopsis segetum

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[20]

  • Dalanum angustifolium (Ehrh. ex Hoffm.) Dostál
  • Galeopsis balatonensis (Borbás) Degen (1894)
  • Galeopsis bertetii Perrier & Songeon
  • Galeopsis calcarea Schonheit (1832)
  • Galeopsis canescens Schultes (1809)
  • Galeopsis carpetana Willk. (1852) (sinonimo = G. angustifolia subsp. carpetana)
  • Galeopsis filholiana Timb.-Lagr. (1854)
  • Galeopsis glabra Des Étangs (1876)
  • Galeopsis ladanum L. subsp. angustifolia (Hoffm.) Gaudin (1834)
  • Galeopsis ladanum L. subsp. calcarea (Schonheit) P. Fourn. (1928)
  • Galeopsis ladanum L. subsp. carpetana (Willk.) O. Bolòs & Vigo (1983) (sinonimo = G. angustifolia subsp. carpetana)
  • Galeopsis ladanum L. subsp. filholiana (Timb.-Lagr.) Nyman (1881)
  • Galeopsis ladanum L. subsp. glabra (Des Etangs) Berher in L. Louis (1887)
  • Galeopsis ladanum L. subsp. ladanum var. angustifolia (Ehrh. ex Hoffm.) Wallr.
  • Galeopsis ladanum L. subsp. angustifolia Gaudin
  • Galeopsis ladanum L. var. calcarea (Schonheit) P. Fourn.(1937)
  • Galeopsis ladanum L. var. kerneri Briq.
  • Galeopsis orophila Timb.-Lagr.
  • Ladanella angustifolia (Ehrh. ex Hoffm.) Pouzar & Slavíková
  • Ladanum angustifolium (Ehrh. ex Hoffm.) Slavíková

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La galeopside a foglie strette in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Schmalblättrige Ackerhohlzahn
  • (FR) Galéopsis à feuilles éntroites
  • (EN) Red Hemp-nettle

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ EURO MED - PlantBase, ww2.bgbm.org. URL consultato il 21 luglio 2016.
  2. ^ a b Motta 1960, Vol. 2 - pag. 275
  3. ^ Botanical names, calflora.net. URL consultato il 21 luglio 2016.
  4. ^ David Gledhill 2008, pag. 174
  5. ^ Botanical names, calflora.net. URL consultato il 21 luglio 2016.
  6. ^ David Gledhill 2008, pag. 49
  7. ^ The International Plant Names Index, ipni.org. URL consultato il 21 luglio 2016.
  8. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 454
  9. ^ a b Judd, pag. 504
  10. ^ Strasburger, pag. 850
  11. ^ a b 7 settembre 2015, dipbot.unict.it.
  12. ^ a b c Kadereit 2004, pag. 221
  13. ^ Catalogazione floristica - Università di Udine, mitel.dimi.uniud.it. URL consultato il 21 luglio 2016.
  14. ^ Conti et al. 2005, pag. 98
  15. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 112
  16. ^ Prodromo della vegetazione italiana, prodromo-vegetazione-italia.org, p. Galeopsis angustifolia. URL consultato il 22 luglio 2016.
  17. ^ Prodromo della vegetazione italiana, prodromo-vegetazione-italia.org, p. 33.1.1 ALL. STIPION CALAMAGROSTIS JENNY-LIPS EX QUANTIN 1932. URL consultato il 22 luglio 2016.
  18. ^ Tropicos Database, tropicos.org. URL consultato il 22 luglio 2016.
  19. ^ The Plant List, http://www.theplantlist.org/tpl1.1/record/kew-85331/ . URL consultato il 22 luglio 2016.
  20. ^ a b EURO MED - PlantBase, ww2.bgbm.org. URL consultato il 22 luglio 2016.
  21. ^ INDEX SYNONYMIQUE DE LA FLORE DE FRANCE, www2.dijon.inra.fr. URL consultato il 22 luglio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, p. 761.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 454, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 112.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 98, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales., Berlin, Heidelberg, 2004, p. 221.
  • David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008.
  • Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales, 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]