Galeopsis speciosa

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Canapetta screziata
Galeopsis speciosa - Keila.jpg
Galeopsis speciosa
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Galeopsis
Specie G. speciosa
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Lamioideae]
Nomenclatura binomiale
Galeopsis speciosa
Mill., 1768
Nomi comuni

Galeopside bella

La canapetta screziata (nome scientifico Galeopsis speciosa Mill., 1768) è una piccola pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia Lamiaceae.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Linneo nel 1753 nel creare il nome generico di queste piante ha pensato indubbiamente alla forma di “elmo” del labbro superiore della corolla.[2] Galeopsis è un antico nome greco/latino (derivato da "galea" = casco) già usato da Gaio Plinio Secondo (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79]), scrittore, ammiraglio e naturalista romano, per qualche pianta simile alle ortiche.[3][4] Il nome specifico (speciosa) significa "appariscente, di bell'aspetto" e fa riferimento ai colori della corolla.[5][6]

Il nome scientifico della specie è stato definito per la pima volta dal botanico austriaco Wilibald Swibert Joseph Gottlieb von Besser (1784-1842) nella pubblicazione "Primitiae Florae Galiciae Austriacae Utriusque - ii. 27. 1809" del 1809. [7]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
L'infiorescenza
Le foglie
Il fiore

Questa specie di piante può raggiungere i 20 - 40 cm di altezza (massimo 1 metro). La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.[8][9][10][11][12][2][13]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

La radice è del tipo a fittone.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Il fusto ha un portamento eretto-ginocchiato, ascendente a volte ramoso nella parte alta con nodi ingrossati (rigonfiamenti di tipo acquoso). La superficie è provvista di peli rigidi appressati e setole patenti. La sezione è tetragona a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie lungo il fusto sono disposte 2 a 2 in modo opposto e con verticilli alternati. La lamina picciolata a forma da ovata a lanceolata ha la base arrotondata o cuneata e apice acuminato. La superficie è sparsamente pubescente. I bordi sono provvisti di 7 - 9 denti per lato. Il colore della foglia è verde simile alle ortiche. Dimensione delle foglie: lunghezza del picciolo 1 - 3 cm; larghezza della lamina 2 – 3 cm; lunghezza della lamina 5 – 7 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è composta da 6 – 10 fiori raggruppati in verticillastri posti all'ascella di brattee simili a foglie ma più piccole (verticilli fogliari). L'asse dell'infiorescenza è ricoperto da peli ghiandolari neri. Sono presenti delle brattee da lineari a lanceolate simili alle foglie con base più o meno membranosa, margini ispidi e apice spinescente. Le brattee del verticillo superiore sono disposte in modo opposto.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (il calice è più o meno attinomorfo), tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla sono formati da cinque elementi).

X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, drupa (4 nucole)
  • Calice: il calice gamosepalo e sub-attinomorfo è strettamente campanulato a 10 nervi con 5 denti subspinosi. Dimensione del tubo calicino: 7 – 8 mm; lunghezza dei denti 4 – 5 mm.
  • Corolla: la corolla zigomorfa e gamopetala è a forma tubolare; i 4[12]/5 petali sono completamente fusi nella tipica forma bilabiata di questa famiglia. All'apice la corolla si allarga per dare spazio a due labbra. I labbro superiore ha il margine intero (o denticolato), è villoso e la forma ricorda quella di un elmo. Il labbro inferiore è trilobo: quello centrale è retuso, bilobo o bifido fin dalla base; i due lobi laterali sono più piccoli. Il colore della corolla è giallo o giallastro (quasi biancastro) con macchie viola sul labbro inferiore. Le fauci della corolla sono prive dell'anello di peli presente invece in altri generi della famiglia delle Lamiaceae. Lunghezza della corolla: 20 - 35 mm.
  • Fioritura: da luglio a settembre.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è uno schizocarpo (tetrachenio) formato da quattro nucule obovoidi, arrotondate all'apice e glabre. Il colore è marrone.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[14] – Distribuzione alpina[15])
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i boschi, le radure, i cespuglieti, i coltivi, i margini dei sentieri e gli arbusteti meso-termofili. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.[15]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1600 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte quello subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[15]

  • Formazione: comunità terofitiche pioniere nitrofile.
  • Classe: Stellarietea mediae
  • Ordine: Centaureetalia cyani
  • Alleanza: Panico-Setarion
  • Associazione: Eu-Polygono-Chenopodienion

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della specie (Lamiaceae), molto numerosa con circa 250 generi e quasi 7000 specie, ha il principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo e sono piante per lo più xerofile (in Brasile sono presenti anche specie arboree). Per la presenza di sostanze aromatiche, molte specie di questa famiglia sono usate in cucina come condimento, in profumeria, liquoreria e farmacia. Il genere Galeopsis si compone di qualche decina di specie, otto delle quali vivono in Italia e nell'ambito della famiglia sono descritte all'interno della sottofamiglia Lamioideae caratterizzata dallo stilo di tipo ginobasico e dal polline 3-colpato con 2 celle.[12] Nelle classificazioni più vecchie la famiglia è chiamata Labiatae.

Il numero cromosomico di Galeopsis speciosa è: 2n = 16.[12][17].

Variabilità e ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio italiano si possono trovare individui con variazioni di colore nella corolla: probabilmente si tratta di fenomeni di ibridazione con altre specie). Una variante riconosciuta da alcuni Autori come sottospecie in Italia è la subsp. sulphurea con corolla decisamente gialla che si trova sulle Alpi Marittime (in alcune classificazioni alternativamente viene considerata come sinonimo di Galeopsis pubescens).[8]

Spesso questa specie si ibrida con la specie Galeopsis pubescens Besser per formare le specie allopoliploidi Galeopsis tetrahit L. e Galeopsis bifida Boenn..[8]

La tabella seguente evidenzia alcune differenze morfologiche tra le varie specie:[8]

Specie Tipo di pubescenza nell'infiorescenza Lunghezza della corolla Morfologia del labbro inferiore
G. tetrahit setole patenti o riflesse 15 - 20 mm intero e più o meno quadrato
G. bifida peli ghiandolari gialli 10 - 15 mm con chiazze gialle alle fauci retuso, bilobo o bifido
G. speciosa setole patenti e pubescenza appressata (in alto) 20 - 35 mm intero
G. pubescens densa 20 - 25 mm intero o appena bilobo

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[1]

  • Galeopsis cannabina Roth
  • Galeopsis crenifrons Borbás
  • Galeopsis flavescens Borbás
  • Galeopsis hispida Borbás
  • Galeopsis leiotricha Borbás
  • Galeopsis prostrata Vill.
  • Galeopsis pubescens Griseb.
  • Galeopsis speciosa subsp. sulphurea (Jord.) Briq.
  • Galeopsis subalpina Schur
  • Galeopsis sulphurea Jord.
  • Galeopsis unicolor Fr.
  • Galeopsis versicolor Curtis
  • Galeopsis versicolor var. sulphurea (Jord.) Rchb.f.
  • Tetrahit sulphureum (Jord.) Fourr.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

In certe zone è utilizzata come erba medicinale.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Dalla pianta si può ricavare dell'olio.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La galeopside bella in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Bunter Hohlzahn, Bunte Hanfnessel
  • (FR) Galéopsis splendide
  • (EN) Large-flowered Hemp-nettle

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Galeopsis speciosasito=The Plant List, theplantlist.org. URL consultato il 28 agosto 2016.
  2. ^ a b Motta 1960, Vol. 2 - pag. 275
  3. ^ Botanical names, calflora.net. URL consultato il 21 luglio 2016.
  4. ^ David Gledhill 2008, pag. 174
  5. ^ Botanical names, calflora.net. URL consultato il 28 agosto 2016.
  6. ^ David Gledhill 2008, pag. 357
  7. ^ The International Plant Names Index, ipni.org. URL consultato il 22 agosto 2016.
  8. ^ a b c d e Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 455
  9. ^ a b Judd, pag. 504
  10. ^ Strasburger, pag. 850
  11. ^ a b 7 settembre 2015, dipbot.unict.it.
  12. ^ a b c d Kadereit 2004, pag. 221
  13. ^ Catalogazione floristica - Università di Udine, mitel.dimi.uniud.it. URL consultato il 28 agosto 2016.
  14. ^ Conti et al. 2005, pag. 98
  15. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 114
  16. ^ EURO MED - PlantBase, ww2.bgbm.org. URL consultato il 28 agosto 2016.
  17. ^ Tropicos Database, tropicos.org. URL consultato il 28 agosto 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, p. 761.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 454, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 112.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 98, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales., Berlin, Heidelberg, 2004, p. 221.
  • David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008.
  • Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales, 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]