Finanziamenti alla Chiesa cattolica in Italia

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I finanziamenti alla Chiesa cattolica italiana da parte dello Stato italiano comprendono finanziamenti diretti ed altri tipi di oneri economici e finanziari:

  • l'otto per mille (quote assegnate e ripartizione di quelle non assegnate)
  • finanziamenti a scuole ed università private cattoliche
  • contrattualistica differenziata per gli insegnanti di religione cattolica nella scuola pubblica
  • finanziamenti a mezzi di comunicazione cattolici
  • finanziamenti per infrastrutture di proprietà dello Stato Vaticano
  • finanziamenti per l'assistenza religiosa negli ospedali pubblici
  • esenzioni fiscali

Scuole pubbliche non Statali (erroneamente dette "Private")[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Scuola Pubblica.

Le scuole non statali ricevono oggi denaro pubblico sotto forma di:

  • sussidi diretti, per la gestione di scuole dell'infanzia e primarie;
  • finanziamenti di progetti finalizzati all'elevazione di qualità ed efficacia delle offerte formative di scuole medie e superiori;
  • contributi alle famiglie (i "buoni scuola" per le scuole di ogni ordine e grado).[senza fonte]

L'articolo 33 della Costituzione italiana[modifica | modifica wikitesto]

L'articolo 33 della Costituzione della Repubblica Italiana dà il diritto "ad Enti e privati di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato".

Questo articolo ha fondamentalmente due interpretazioni:

  • da parte di chi sostiene l'applicazione letterale della costituzione: lo stato, pur riconoscendo il diritto di istituzione di scuole private, non può (non deve) accollarsene alcun tipo di onere;
  • da parte di chi, nel valorizzare le istituzioni intermedie nell'educazione, interpreta che l'"assenza di oneri per lo stato" si riferisca al momento dell'istituzione e non riguardi la normale gestione e amministrazione; anche in tale visione le scuole private sono un diritto che lo stato deve riconoscere, ma, in più, lo stato deve sostenere la libertà di scelta dell'istituzione scolastica da parte delle famiglie, finanziando le scuole private allo stesso modo di quelle pubbliche.[senza fonte]

Chi si orienta secondo la prima interpretazione ritiene che alcune leggi siano in contrasto con questo articolo; la Corte costituzionale non si è mai pronunciata sulla costituzionalità di alcun provvedimento, non essendo mai stata sollevata (da Stato o Regioni), alcuna questione di legittimità costituzionale.[senza fonte]

In realtà va superata una scorretta interpretazione dell'articolo 33 (quando dice senza oneri si intende oneri aggiuntivi) e che le scuole paritarie fanno risparmiare secondo le stime del miur 6 miliardi di euro annui allo stato italiano

Sussidi diretti[modifica | modifica wikitesto]

Il DM 261/98 ed il DM 279/99 (Ministro della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer, Democratici di Sinistra), ed il testo unico «concessione di contributi alle scuole secondarie legalmente riconosciute e pareggiate» che li ha convertiti in legge, hanno costituito il presupposto per la regolare concessione di finanziamenti alle scuole private.

Il governo D'Alema bis con la legge 62/2000 ha sancito l'entrata a pieno titolo nel sistema di istruzione nazionale delle scuole private, che pertanto devono essere trattate alla pari anche sul piano economico. La legge prevede anche:

  • l'applicazione anche alle scuole paritarie del trattamento fiscale riservato agli enti senza fini di lucro;
  • l'istituzione di fatto dei buoni scuola statali (stanziamento di 300 miliardi di lire a decorrere dal 2001);
  • l'aumento di 60 miliardi di lire dello stanziamento per i contributi per il mantenimento di scuole elementari parificate;
  • l'aumento di 280 miliardi di lire dello stanziamento per le spese di partecipazione alla realizzazione del sistema prescolastico integrato;
  • lo stanziamento di un fondo di 7 miliardi di lire per le scuole che accolgono disabili (per la scuole pubbliche l'accoglimento dei disabili è da sempre obbligatorio[senza fonte]).

Il governo Berlusconi IV, Ministro Letizia Moratti, con il DM 27/2005 ha apportato le seguenti modifiche:

  • non si parla più di "concessione di contributi", ma di vera e propria "partecipazione alle spese delle scuole secondarie paritarie";
  • è abbassata la soglia di alunni per classe (da 10 a 8) per l'accesso ai contributi;
  • vengono innalzati i livelli massimi dei contributi (12.000 euro per una scuola media, 18.000 per una scuola superiore);
  • sono più che raddoppiati i finanziamenti per i progetti formativi (da circa 6 milioni di euro ad oltre 13 milioni).

Nel 2005 l'ammontare dei contributi alle scuole non statali è stato di circa 527 milioni di euro (si veda la circolare ministeriale 38/2005).

Nel 2006 a fronte dei tagli apportati dalla legge finanziaria[senza fonte], i finanziamenti diretti alla scuola non statale sono stati incrementati[1]. Infatti, dalla comparazione delle somme stanziate dalla precedente c.m. 38/2005 con quelle della c.m. 31/2006 si evidenzia il passaggio dalla somma complessiva revisionale di circa 527,5 milioni a quella di circa 532,3 milioni di euro con un aumento di circa 4,8 milioni di euro, assegnati ai capitoli delle unità previsionali di base “scuole non statali” degli Uffici scolastici regionali, mentre sono rimaste invariate le somme relative ai capitoli 1291 e 1474 delle unità previsionali di base “scuole non statali” dell'Amministrazione centrale.

Buoni scuola[modifica | modifica wikitesto]

I buoni scuola vengono istituiti nel 2000 dal Governo di centro-sinistra con la Legge 62/2000 sulla parità scolastica con un piano straordinario di finanziamento, attuato poi dal governo di centro-destra con la Legge 289/2002 che prevede un tetto di 30 milioni di euro per il triennio 2003-2005.

La Legge finanziaria 2004 del governo Berlusconi (Ministro Moratti), aumenta il tetto per il 2005 a 50 milioni di euro con accesso indiscriminato ai buoni per tutte le famiglie, senza cioè limite di reddito alcuno. La legge sulla parità, inoltre, non prevede alcuna incompatibilità dei buoni statali con eventuali buoni regionali (previsti poi da Veneto, Emilia-Romagna, Friuli, Lombardia, Liguria, Toscana, Sicilia, Piemonte), per cui di fatto buoni statali e regionali risultano cumulabili.

Insegnanti di religione[modifica | modifica wikitesto]

La Legge 186/2003, varata dal governo Berlusconi con l'appoggio di La Margherita e Udeur, definisce lo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica di qualsiasi tipo di scuola.

L'idoneità all'insegnamento della religione cattolica è data dall'Ordinario Diocesano. In precedenza, stante l'attuale normativa che prevede l'obbligatorietà nell'organizzare l'ora di religione da parte dello stato ma la facoltatività di adesione da parte degli studenti, lo Stato assumeva gli insegnanti di religione solo con contratti annuali; con la Legge 186 gli insegnanti di religione cattolica diventano finalmente dipendenti statali a tutti gli effetti, con stato giuridico e trattamento economico equivalenti a tutti gli altri insegnanti; in precedenza il trattamento economico era solo equiparato a quello degli insegnanti di ruolo, ma mancavano tutti gli altri diritti spettanti ai lavoratori dipendenti pubblici.

Inoltre, per tutti i 15.000 insegnanti di religione cattolica diventati dipendenti pubblici, l'eventuale revoca dell'abilitazione da parte dell'Ordinario Diocesano comporta per lo Stato l'obbligo di provvedere al loro impiego alternativo, come accade per tutti gli altri dipendenti pubblici non ritenuti idonei allo svolgimento delle loro funzioni.[2]

Università cattoliche[modifica | modifica wikitesto]

La Finanziaria 2004 prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro per il 2004 e 30 milioni per il 2005 da destinare all'Università Campus Bio-Medico per la parziale realizzazione di un policlinico universitario, per il potenziamento della ricerca biomedica in Italia.

La Finanziaria del 2005 prevede un finanziamento di 15 milioni di euro per il Centro San Raffaele del Monte Tabor di don Luigi Verzè.

Nel 2004 il governo, tramite il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, istituisce diverse ulteriori università non statali, legalmente riconosciute tra cui l'Università Europea di Roma.

Il ministro dell'Istruzione (Letizia Moratti), sempre in contrasto col parere dei rettori, dà anche riconoscimento ufficiale all'Università europea degli studi Franco Ranieri, con sede in una palazzina di Messina del signor Ranieri, alla cui inaugurazione, nell'ottobre del 2004, partecipano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ed il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio.

La legge 293/2003 conferisce riconoscimento legislativo all'Istituto di studi politici San Pio V finanziandolo per 1,5 milioni di euro annui. L'istituto, con sede in Roma, è promotore della creazione della Libera università degli studi San Pio V, sempre in Roma.

Assistenza religiosa negli ospedali pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2000 al 2005 numerose regioni italiane (la Sicilia e la Lombardia, governate dal centro-destra; l'Umbria e la Toscana, governate dal centro-sinistra) firmano con i presidenti delle Conferenze Episcopali regionali schemi di intesa per l'assistenza religiosa negli ospedali pubblici. In particolare, quello tra la Regione Lombardia, firmato da Roberto Formigoni, Presidente della Regione, di Forza Italia, e il Cardinal Dionigi Tettamanzi, prevede che in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private sia previsto almeno un “assistente religioso”, due in strutture con più di 300 posti letto, uno ogni 350 in strutture con più di 700 posti letto. Gli assistenti religiosi devono essere assunti dalla struttura ospedaliera ospitante a cui carico è pure la messa a disposizione di: spazi per le funzioni di culto e per l'attività religiosa, alloggi per gli assistenti, uffici, arredi, suppellettili, attrezzature, nonché tutte le spese necessarie al loro mantenimento; spese di illuminazione, e riscaldamento (artt. 1, 2, 4, 10 dell'Intesa).

Radio e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Radio cattoliche[modifica | modifica wikitesto]

Con la Legge finanziaria del 2005 viene stanziato 1 milione di euro per il potenziamento e l'aggiornamento tecnologico nel settore della radiofonia. I soggetti che possono usufruire del contributo sono quelli indicati al comma 190 della Finanziaria del 2004, cioè: le "emittenti radiofoniche nazionali a carattere comunitario". Le uniche due emittenti che rispondono al requisito sono Radio Padania Libera, la radio della Lega Nord, e Radio Maria.

Otto per mille[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Otto per mille.

La ripartizione della quota dell'otto per mille non direttamente assegnata (per mancata indicazione di preferenza da parte dei contribuenti) avviene proporzionalmente all'ammontare di quanto assegnato invece con esplicita espressione della preferenza.

Ecco la novità introdotta dal governo Berlusconi (DPC pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26/1/2005 [1]): una parte cospicua dei fondi assegnati dai cittadini allo Stato è destinata al finanziamento di opere di restauro di beni ed edifici a carattere religioso di valore storico ed artistico, ma di proprietà dello Stato (circa 10 milioni di euro, il 10% dei 100 milioni complessivi di quota statale).

Alcune voci di spesa :

Agevolazioni fiscali[modifica | modifica wikitesto]

Imposta comunale sugli immobili[modifica | modifica wikitesto]

La normativa del 1992[modifica | modifica wikitesto]

Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504[3], varato ai tempi del Governo Amato I, costituisce tuttora la normativa di riferimento in tema di ICI.

Esso, all'art. 7, elenca le esenzioni dall'imposta. In particolare, la lettera i) stabilisce che:

« Sono esenti dall'imposta:
i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222. »
(Decreto legislativo 30 dicembre 1992, num. 504)

Il testo quindi rimanda, in parte, ad altri due testi legislativi:

  • i «soggetti beneficiari dell'esenzione» sono quelli indicati all'art. 87 del TUIR, e cioè: «gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali». Questa è la definizione legislativa degli enti cosiddetti no-profit;
  • fra le destinazioni che devono esser date agli immobili perché siano esenti, vi è quella costituita dall'art. 16 a) della legge 222/1985: in questa legge si stabilisce che «si considerano attività di religione o di culto quelle dirette all'esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all'educazione cristiana».

Quindi, il quadro delle leggi vigenti dispone che siano esenti dall'ICI gli immobili che appartengano ad enti no-profit, come ad esempio:

  • associazioni
  • sindacati
  • fondazioni
  • confessioni religiose

a patto che gli immobili stessi siano destinati esclusivamente allo svolgimento di attività: assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, religiose e di culto.

L'elenco non comprende dunque le attività a fini di lucro. Inoltre, lo stesso decreto determina l'esenzione non solo in capo alla Chiesa cattolica, ma anche alle organizzazioni no-profit e alle altre confessioni religiose con cui lo Stato ha stretto un'intesa, che sono:

La Cassazione stabilisce, con due sentenze[senza fonte], che per quello che riguarda il diritto all'esenzione ICI «tanto gli enti ecclesiastici che quelli con fini di istruzione o di beneficenza sono esentati dall'imposta, limitatamente agli immobili direttamente utilizzati per lo svolgimento delle loro attività istituzionali [...] non lo sono, invece, per gli immobili destinati ad altro»[4], specificando che «un ente ecclesiastico può svolgere liberamente - nel rispetto delle leggi dello Stato - anche un'attività di carattere commerciale, ma non per questo si modifica la natura dell'attività stessa, e, soprattutto, le norme applicabili al suo svolgimento rimangono - anche agli effetti tributari - quelle previste per le attività commerciali».

Le modifiche del 2005-2006[modifica | modifica wikitesto]

La norma del 1992, come interpretata dalle due pronunce della Cassazione, viene poi modificata con il decreto-legge 17 agosto 2005, n. 163, predisposto dal Governo Berlusconi III. Seconda la nuova norma (art. 6), sono inclusi nell'esezione dall'ICI «anche gli immobili utilizzati per le attività di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura pur svolte in forma commerciale se connesse a finalità di religione o di culto».

Il DL 163/2005 non fu convertito in legge[5] e pertanto la sua norma non entrò mai in vigore.

Un successivo decreto-legge del medesimo governo, il n. 203 del 30 settembre 2005 ("decreto fiscale collegato alla legge finanziaria 2006"), ha disposto che l'esenzione disposta dalla legge del 1992 «si intende applicabile alle attività indicate a prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse».

Nel 2006, con il Governo Prodi II viene modificata nuovamente la legislazione, riformando il DL 203/2005, come promesso da alcune delle forze politiche che lo sostengono durante la precedente campagna elettorale, le quali chiedevano la rimozione dell'esenzione dagli edifici sede di attività principalmente commerciali.

La legge 4 agosto 2006 n. 248 (di conversione del DL 223/2006) dispone che: «L'esenzione si intende applicabile alle attività indicate che non abbiano esclusivamente natura commerciale». Questa formulazione fu frutto di un emendamento votato da esponenti di entrambi gli schieramenti, permette di mantenere l'esenzione per le sedi di attività che abbiano fini "non esclusivamente commerciali".[6] Con la modifica della legislazione la commissione per la concorrenza dell'Unione europea interrompe le indagini che stava compiendo sull'esenzione, per riaprirle però l'anno seguente[6] .

Quadro attualmente vigente[modifica | modifica wikitesto]

Il quadro normativo vigente risulta quindi lo stesso del 1992, spiegato in precedenza, con l'aggiunta della clausola interpretativa del 2006.

Oratori[modifica | modifica wikitesto]

La "legge sugli oratori" (L. 203/2003) è presentata alla Camera dei deputati nel 2001 da Luca Volonté, Rocco Buttiglione ed altri parlamentari dell'Udc; passa il 19 giugno 2003, e grazie all'intervento del Presidente del Senato Marcello Pera, che ne consente l'esame in Commissione Affari Costituzionali del Senato in sede deliberante, ovvero senza passaggio in aula, è approvata nell'agosto dello stesso anno.[7]

La legge, definita da uno dei promotori, il senatore Maurizio Eufemi, come "punto qualificante del programma dell'Udc" riceve un consenso da parte di tutte le forze politiche parlamentari, ad esclusione di Comunisti italiani e Rifondazione Comunista.

Costruita sul modello di alcune leggi regionali di giunte di centro-destra (Lazio, Lombardia, Abruzzo, Piemonte e Calabria), sancisce il riconoscimento e l'incentivazione da parte dello Stato della funzione educativa e sociale svolta nelle comunità locali grazie alle attività di oratorio o similari, dalle parrocchie e dagli enti ecclesiastici delle chiese (non solo quella Cattolica) con le quali lo Stato ha stipulato intese. Tale riconoscimento rende possibile la concessione in comodato d'uso alle chiese dei beni mobili ed immobili di proprietà dello Stato, delle regioni e degli enti locali.

Approvvigionamento idrico e depurazione delle acque[modifica | modifica wikitesto]

L'art. 6 dei patti lateranensi rende la fornitura idrica al Vaticano completamente gratuita. Il consumo annuo è di circa 5 milioni di m3.

Altri fondi[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 2004, il Presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan (Forza Italia), storna 50 milioni di euro dal fondo speciale per il disinquinamento delle acque di Venezia versandoli nelle casse della curia patriarcale (fondi per il Palazzo Patriarcale di p.tta dei Leoncini, per la Basilica della Salute, per il Seminario Patriarcale alla Salute). La proposta era già stata avanzata dal segretario regionale all'ambiente Galan ed approvata all'unanimità nella riunione a Palazzo Chigi del Comitato per la gestione dei fondi per la salvaguardia di Venezia e della laguna, presieduto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si vedano la circolare ministeriale 31/2006 ed il piano di riparto a livello regionale delle risorse destinate alle scuole non statali per il 2006
  2. ^ Camera dei deputati e Senato della Repubblica, Art. 4 - Mobilità, su Legge 18 luglio 2003, 186. "Norme sullo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado", Normattiva. URL consultato il 10 dicembre 2011.
  3. ^ Presidente della Repubblica, Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, Normattiva. URL consultato il 10 dicembre 2011.
  4. ^ Sentenza n° 4645 della V Sezione civile della [Corte Suprema di Cassazione
  5. ^ Chiesa cattolica e imposta ICI. Decaduto il decreto 163/2005 resta in vigore la legge 504/1992, Nota dell'ufficio avvocatura della Diocesi di Milano, riportata da Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose
  6. ^ a b Sconti alla Chiesa sull'Ici la Ue ora processa l'Italia, articolo de La Repubblica, del 25 giugno 2007
  7. ^ Legge sugli oratori via libera del Senato, in La Repubblica, 24 luglio 2003. URL consultato il 6 dicembre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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