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Fantascienza apocalittica e post apocalittica

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Rappresentazione di un ipotetico impatto di un grosso meteorite sul pianeta, uno degli scenari spesso esplorati nelle opere di fantascienza apocalittica.
Il fumetto Atomic War! (copertina del novembre 1952) è incentrato su una ipotetica terza guerra mondiale atomica

La fantascienza apocalittica è un sottogenere della fantascienza incentrato sull'imminente fine del mondo o della civiltà, a causa di guerre nucleari, pandemie, o qualche genere di disastro naturale o artificiale. Un sottogruppo del genere apocalittico è rappresentato dal filone catastrofista.

La fantascienza post apocalittica è invece ambientata in un mondo (o civiltà) già devastato da una catastrofe. L'ambientazione temporale può essere immediatamente successiva la catastrofe, focalizzandosi sui viaggi o sulla psicologia dei sopravvissuti, o considerevolmente posteriore, comprendendo spesso il tema della perdita della memoria storica, per cui ci si è dimenticati dell'esistenza di una civiltà precatastrofe o la sua storia è divenuta leggenda o mito. La civiltà perduta possedeva in genere un elevato sviluppo scientifico-tecnologico e poteva anche essere una civiltà basata sullo spazio.

Questo meccanismo narrativo consente di scrivere fantascienza soft mentre si giustifica la carenza di avanzamento tecnologico, in tal modo la storia rimane rilevante per il nostro presente al di là di quanto lontano nel futuro possa essere ambientata.

Tra questa forma di fantascienza e quella che si occupa di "false utopie" o società distopiche vi è un'ampia gradazione.

Come gran parte della fantascienza, i temi principali di questo genere si riferiscono spesso a fatti o temi contemporanei all'autore.

« Nella fase finale del ventesimo secolo abbiamo avuto l'opportunità, prima accessibile solo attraverso la teologia o la finzione narrativa, di vedere oltre la fine della nostra civiltà, di scorgere, in una strana sorta di retrospettiva prospettica, come si presenterebbe la fine: come un campo di sterminio nazista, o un'esplosione atomica, o una wasteland ecologica o urbana. E se siamo stati in grado di vedere queste cose è solo perché esse sono già accadute. »
(James Berger, 1999[1])

L'uso di un contesto post apocalittico nei film e l'immaginario tipico che vi si riferisce, come i deserti sconfinati o le vedute aeree di città demolite, i vestiti fatti di cuoio e di pelli di animali, le bande di razziatori, è ormai comune e oggetto di frequenti parodie.

Il gran numero di canovacci di film di serie B a soggetto apocalittico negli anni ottanta e novanta è dovuto ai ridotti bilanci preventivi di produzione di film post apocalittici, nei quali sono stati utilizzati, per rimanere entro gli esigui limiti di budget, complessi industriali ed edifici abbandonati, risparmiando così sulla costruzione di set artificiali. Come risultato, buona parte di questi film sarebbero poi stati scartati dai maggiori studios sulla base dei soli canovacci o quando - a soggetto concluso - si sarebbero cominciati a girare di lì a poco, mentre altri sarebbero in seguito stati convertiti in ambientazioni post apocalittiche, sull'onda del successo ottenuto dalla serie di Mad Max.

Alcuni racconti apocalittici sono stati criticati perché ritenuti non verosimili o forieri di propaganda allarmista. Dal momento che si basano su paure attuali, essi possono diventare anacronistici piuttosto in fretta; senza per altro che ciò si traduca, necessariamente, in un diminuito valore letterario oppure in un loro minor valore come riflessioni sull'uomo e l'umanità: cose, queste ultime, che ad esempio ben si possono osservare nelle opere di John Christopher.

Le opere sul tema - assieme alla saggistica - hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo del movimento moderno del survivalismo.

Opere di tema apocalittico o post apocalittico[modifica | modifica wikitesto]

Elenco (non esaustivo) di opere che basano la loro trama su questo tema.

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione da La fine del mondo (La fin du monde) di Camille Flammarion, 1894
Copertina della rivista di fantascienza Wonder Stories, maggio 1934

(in ordine cronologico di prima pubblicazione)


Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

2019 - Dopo la caduta di New York di Sergio Martino (1983), uno dei film del filone postatomico italiano dei primi anni ottanta.

Serie televisive[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Martin Mystère (1982) edito da Sergio Bonelli Editore. Numerosi albi sono dedicati al tema apocalittico e post apocalittico: uno dei filoni principali riguarda l'antica fine di Atlantide e Mu, due superpotenze dell'antichità analoghe a USA e URSS che si distrussero a vicenda con l'utilizzo di armi di distruzione di massa e di un ordigno dell'apocalisse, facendo regredire l'umanità a uno stato primitivo; subito dopo la distruzione si assiste ad uno scenario tipicamente post apocalittico, con umani sbandati e ridotti a piccoli gruppi, in un mondo dominato dalle radiazioni e dai mutanti. Quando il fumetto uscì, nel 1982, si era nel pieno della Guerra fredda.
  • GeArcani - Il Segreto degli Arcani[7] (2003), ideato da Ascanio Modena e Fabio Zanoli con i disegni di Roberto Fabretti, post apocalittico/fantasy ambientato nell'anno 3113 presentato al Lucca Comics & Games del 2003.

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Giochi di ruolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Figli dell'Olocausto (1990) di Gruppo ALAN (Andrea Cortellazzi, Livio Cazzulani, Antonio Mola, Nicola Genzianella), Black Out Editrice, gioco di ruolo post apocalittico ambientato nell'Italia del 2028.
  • Holocaust, Black Out Editrice.
  • GeArcani[8] (2003), gioco di ruolo by chat post apocalittico/fantasy ambientato nell'anno 3113 (Progetto di Ascanio Modena e Fabio Zanoli, disegni di Roberto Fabretti).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) James Berger, After the End: Representations of post-apocalypse, Londra/Minneapolis, University of Minnesota Press, 1999, ISBN 0-8166-2933-1.; citato da Luca Briasco, Finzioni DOPO LA FINE, il manifesto, 19/11/2009.
  2. ^ Consultazione del testo originale di La fin du monde, 1894
  3. ^ La morte della Terra (La Mort de la Terre)
  4. ^ Urania collezione n.73, Mondadori
  5. ^ Recensione su Fantascienza.com
  6. ^ Verdens Undergang - MYmovies
  7. ^ GeArcani L'Era della Rinascita, su www.gearcani.it. URL consultato il 1° settembre 2016.
  8. ^ GeArcani L'Era della Rinascita, su www.gearcani.it. URL consultato il 1° settembre 2016.

Bibliografia critica[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) James Berger, After the End: Representations of post-apocalypse, Londra/Minneapolis, University of Minnesota Press, 1999, ISBN 0-8166-2933-1.
  • Mick Broderick, Nuclear Movies, McFarland & Co, Jefferson NC, 1991
  • Roberto Vacca, Il medioevo prossimo venturo, 1971
  • Daniele Magni, Contaminations - Guida al fantacinema italiano anni '80, Bloodbuster edizioni 2007, ISBN 978-88-902087-1-3
Per approfondimenti
  • Daniele Silipo e Alessandra Sciamanna (a cura di), Bizzarro Magazine vol.1 - Kaboom! (cinema post-apocalittico e dintorni), Laboratorio Bizzarro edizioni 2011, ISBN 978-88-906553-0-2

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