Ettore Bernabei

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Ettore Bernabei

Ettore Bernabei (Firenze, 16 maggio 1921Monte Argentario, 13 agosto 2016) è stato un giornalista, dirigente d'azienda e produttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si laureò in Lettere moderne presso l'Università di Firenze. Iniziò l'attività giornalistica nel 1946. Dal 1951 al 1956 fu direttore del Giornale del Mattino, quotidiano fiorentino d'ispirazione cristiana. Vicino ad Amintore Fanfani, nel 1956 è chiamato a Roma a dirigere Il Popolo, organo di stampa della Democrazia Cristiana.

Dal 1961 al 1974 fu direttore generale della RAI, allora unica emittente televisiva e radiofonica in Italia. In quegli anni la RAI produsse e trasmise programmi come Tv7 e sceneggiati tratti da grandi opere letterarie come l'Odissea, i romanzi di Tolstoj, di Alessandro Manzoni, di Cronin. Furono realizzate serie tv come: Atti degli apostoli per la regia di Roberto Rossellini; il Mosè; Gesù di Nazareth diretti da Franco Zeffirelli.

Nel 1974 - dopo aver lasciato la direzione generale della RAI - Bernabei fu chiamato a dirigere la società Italstat, una finanziaria a partecipazione statale specializzata nella progettazione e costruzione di grandi infrastrutture ed opere di ingegneria civile. In quell'anno l'Italstat aveva un capitale sociale di 100 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 450 miliardi di lire. Quando, nel 1991, Bernabei ne lasciò la presidenza, l'Italstat aveva un capitale sociale di 1.500 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 6 mila miliardi di lire.

Nel 1992 fondò a Roma la società di produzione televisiva Lux Vide, di cui fu il primo presidente[1]. La Lux Vide - che si propone di produrre programmi di fiction televisiva, destinati all'ascolto di famiglie - ha realizzato, in coproduzione europea, programmi sceneggiati trasmessi da network in Italia, Germania, Francia e Stati Uniti. Il progetto più impegnativo realizzato dalla Lux è Le storie della Bibbia, la serie televisiva di ventuno film tratti dall'Antico e dal Nuovo Testamento, trasmessi dalla RAI in Italia, e in altri 143 paesi grazie alla collaborazione del produttore tunisino Tarak Ben Ammar che ha consentito le riprese nel suo paese. Concepì l'idea di un ciclo di venti film internazionali sulla Bibbia scrivendo e producendo insieme a cristiani, ebrei e musulmani. L'l’Oscar della televisione a Hollywood arrivò col film su Giuseppe.

I suoi novant'anni sono stati celebrati con una sua lectio magistralis presso la Pontificia Università Lateranense il 16 maggio 2011[2] e da una puntata di La Storia siamo noi trasmessa il 18[3].

Con Sergio Lepri ha pubblicato nel 2014 il libro (Edizioni ERI) "Permesso, scusi, grazie. Dialogo tra un cattolico fervente ed un laico impenitente", che ricostruisce la storia dell'Italia dagli anni 20 al XXI secolo, attraverso le esperienze personali degli autori, amici e colleghi fino dagli anni 30 [4].

Pochi giorni dopo la morte, il ricordo di G. Minoli:

« Bernabei è stato sempre anche l’uomo di raccordo tra Fanfani e Moro, i due cavalli di razza della Dc. Bernabei era “uomo di fiducia” per entrambi e durante il rapimento Moro fu casa di Bernabei il luogo di incontri riservati tra Fanfani, Craxi e Martelli per immaginare strategie di un’impossibile salvezza.[..] Le opinioni diverse, molte, le abbiamo sempre rispettate, confrontate senza che lui invadesse mai la mia vita privata.[..] Della sua televisione hanno parlato tanti e su tutti Furio Colombo in modo mirabile, dei suoi quindici anni all’Iri Romano Prodi mi ha sempre ricordato la sensibilità e l’intelligenza strategica delle scelte. Gli ho sempre dato del lei, per tutta la vita. »

(G. Minoli, Bernabei, Fanfani, Moro e quell’idea della Bibbia[5], il Sole 24 Ore, 17 Agosto 2016)

Ebbe un lungo scambio epistolare con Giorgio La Pira, di cui fu allievo, e con Mattei, fondatore dell'Eni.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Bernabei conobbe la futura moglie Elisa a Firenze nel 1940, e si sposarono nel 1946. Ha avuto otto figli: Marco (1947, psicologo infantile), Roberto (1951, sposato con l'attrice Sydne Rome), geriatra, Matilde, 1953 (moglie del giornalista Giovanni Minoli), attuale presidente di Lux Vide e in passato assistente di Mario Schimberni (ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato), Laura (1955, stilista, moglie dello stilista francese Emanuel Ungaro), Andrea (1956, responsabile delle relazioni istituzionali della società A2A), Paola (1960, giornalista, deceduta all'età di 46 anni per tumore), Giovanni (1961, dirigente Autogrill) e Luca (1964, produttore cinematografico)[6].

Bernabei era un soprannumerario dell'Opus Dei[7].

La cerimonia funebre fu concelebrata nella Basilica di Sant'Eugenio da quattro sacerdoti (Mariano Fazio, Nicola Zenoni, Carlos Nannei e mons. Marco Frisina), una messa cantata dal Coro di San Giovanni in Laterano a eseguire lo Shemà Israel. Fu sepolto a Castel Madama, alle porte di Roma.[8]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Interviste
  • L'uomo di fiducia. I retroscena del potere raccontati da un testimone rimasto dietro le quinte per cinquant'anni, Roma, Edizioni Mondadori, 1999. ISBN 88-04-42852-X
  • TV qualità, terra promessa, Roma, Edizioni RAI-ERI, 2003. ISBN 88-3971-260-7 .
  • L'Italia del «miracolo» e del futuro. In una intervista di Pippo Corigliano, Roma, Edizione Cantagalli, 2012. ISBN 88-8272-762-9.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Attualmente la presidentessa della società è la figlia Matilde.
  2. ^ Archivio Eventi & News PUL
  3. ^ La puntata è scaricabile dal sito Rai [1] - URL consultato il 16 dicembre 2011
  4. ^ [2]
  5. ^ Bernabei, Fanfani, Moro e quell’idea della Bibbia, su ilsole24ore.com, 17 agosto 2016.
  6. ^ [3]
  7. ^ Giusy Arena, Filippo Barone, Gianni Letta: biografia non autorizzata, Editori Riuniti, Roma 2009, p. 19.
  8. ^ L’addio a Ettore Bernabei, i funerali a Roma, il Sole 24 Ore, su ilsole24ore.com, 16 agosto 2016.
  9. ^ Cfr. articolo da Il Tempo online del 12 dicembre 2011 [4] - URL consultato il 16 dicembre 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Porta, Gabriele, Gabriele la Porta intervista Ettore Bernabei, Edizioni Eri, Roma 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore del Mattino dell'Italia centrale,
dal 1954 Giornale del Mattino
Successore
Cristiano Ridomi 6 maggio 1951 - 4 luglio 1956 Arturo Chiodi
Predecessore Direttore del quotidiano Il Popolo Successore
Rodolfo Arata 4 luglio 1956 - 7 gennaio 1961 Raniero La Valle
Predecessore Direttore generale della Rai Successore
Rodolfo Arata 5 gennaio 1961 - 18 settembre 1974 Michele Principe
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