Raniero La Valle

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Raniero La Valle

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VII Legislatura, VIII Legislatura, IX Legislatura
Gruppo
parlamentare
Sinistra Indipendente
Incarichi parlamentari
Componente della III Commissione permanente (Affari esteri) dal 27 luglio 1976 al 26 luglio 1978, dal 12 luglio 1979 al 1º aprile 1982 e dal 6 novembre 1986 al 1º luglio 1987; componente della Commissione parlamentare d'inchiesta su condizioni e livelli dei trattamenti retributivi e normativi dal 5 agosto 1976 al 19 giugno 1979; componente della IV Commissione permanente (Difesa) dal 1º aprile 1982 all'11 luglio 1983; componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di Via Fani, sul sequestro e l'assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia dal 20 dicembre 1979 al 7 marzo 1980 e dal 20 marzo 1980 al 30 giugno 1983; componente della Commissione parlamentare d'inchiesta e di studio sulle commesse di armi e mezzi ad uso militare e sugli approvvigionamenti dal 21 maggio 1982 al 10 giugno 1983; componente della IX Commissione permanente (Agricoltura) dal 9 agosto 1983 al 26 settembre 1985 e dal 26 settembre 1985 al 6 novembre 1986; componente della Giunta per gli affari delle Comunità Europee dal 9 agosto 1983 al 30 novembre 1983 e segretario di questa dal 30 novembre 1983 al 1º luglio 1987.

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature X Legislatura
Gruppo
parlamentare
Sinistra Indipendente
Circoscrizione Catania
Incarichi parlamentari
Componente della IV Commissione (Difesa) dal 4 agosto 1987 al 22 aprile 1992

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Giornalista

Raniero La Valle (Roma, 22 febbraio 1931) è un giornalista, politico e intellettuale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza, si dedica subito al giornalismo. Lavora al quotidiano DC «Il Popolo»; per un breve periodo, all'inizio del 1961, è responsabile del quotidiano durante la direzione di Aldo Moro[1]. Nel febbraio 1961 viene chiamato a dirigere «L'Avvenire d'Italia». Durante gli anni del Concilio Vaticano II, il quotidiano cattolico bolognese è tra gli organi d'informazione che coprono più capillarmente l'evento. Si dimette dalla direzione del giornale nel 1967, negli anni difficili del post-Concilio, periodo in cui inizia la spinta "normalizzatrice" delle tendenze progressiste che si riconoscevano nel magistero del cardinale Giacomo Lercaro e della "scuola di Bologna".

Continua la sua attività giornalistica producendo per la RAI documentari e inchieste sui più scottanti temi dell'attualità, con un occhio sempre rivolto ai temi della pace e della giustizia internazionale (guerra in Vietnam, Cambogia, Palestina; dittature in America Latina, marcia dei pacifisti a Sarajevo). Dal 1969 al 1971 tenne una seguitissima rubrica, dal titolo "Uomini e Religioni", sul quotidiano torinese «La Stampa»[2].

Nel 1974 si schiera contro l'abrogazione della legge sul divorzio con lo schieramento dei cattolici democratici per il 'no', contribuendo alla vittoria nel referendum.

Nel 1976 diventa parlamentare della Sinistra Indipendente, lavora nelle Commissioni Esteri e Difesa delle due Camere fino al 1992, in particolare per la riforma della legge sull'obiezione di coscienza. Alle elezioni politiche del 1992 è candidato nelle file de La Rete.

Nel 1978 fonda con alcuni amici la rivista «Bozze», vivace strumento del dibattito ecclesiale e civile, dirigendola fino al 1994. Buona parte del suo impegno è spesa a favore dei popoli oppressi, sia nelle istituzioni civili internazionali (è stato giudice al Tribunale permanente dei Popoli), come nel racconto documentario confluito nelle sue numerose opere: Dalla parte di Abele (1971), Fuori dal campo (1978), Dossier Vietnam-Cambogia (1981), Marianella e i suoi fratelli (1983), Pacem in terris, l'enciclica della liberazione (1987).

Attualmente è direttore di Vasti - scuola di critica delle antropologie e presidente del Comitato per la democrazia internazionale. Continua la sua attività giornalistica sulla rivista Rocca, inoltre è attivo come conferenziere e scrittore: i suoi ultimi libri sono Prima che l'amore finisca (2003) e Agonia e vocazione dell'Occidente (2005). Per i tipi Ponte alle Grazie, nel 2008 ha pubblicato il volume Se questo è un Dio (pp. 307), che costituisce una riflessione teologica di ampio respiro storico e nel 2010 il volume Paradiso e libertà. L'uomo, quel Dio peccatore (pp. 230) in cui La Valle si interroga sull'enigma della libertà nella quale, più che nella ragione, trova lo specifico umano e la radice divina dell'uomo, e lo fa assumendo le sfide del mondo, il dramma della crisi spirituale e politica italiana, e dedicando alcune pagine bellissime all'amore e al matrimonio, al mistero del male e del peccato.

Nel luglio 2008 è stato promotore del Manifesto per la Sinistra Cristiana, che si propone anche il rilancio della partecipazione politica e dei valori fondanti del patto costituzionale del '48 e la critica della democrazia maggioritaria (tra i primi cento firmatari compaiono le firme di Rita Borsellino, Giovanni Galloni, Giovanni Franzoni, Adriano Ossicini, Roberto Mancini, Mimmo Gallo, Patrizia Farronato, Nicola Colaianni, Giovanni Bianco, Tonio Dell'Olio, Giovanni Benzoni, Giovanni Avena, Giuseppe Campione, Enrico Peyretti)[3].

Il Manifesto il 4 ottobre 2008 ha portato alla nascita del movimento politico Sinistra Cristiana - Laici per la Giustizia[4].

Nel 2009 La Valle si candida alle elezioni europee con la Lista Comunista Anticapitalista nella circoscrizione Centro 14, come rappresentante di Sinistra Cristiana[5].

Nel marzo 2016 è stato il promotore del Manifesto dei "cattolici per il no" al referendum costituzionale, che ha suscitato un importante dibattito nel mondo cattolico e sulla stampa nazionale. Tra i primi firmatari compaiono Domenico Gallo, Raffaele Nogaro, Alex Zanotelli, Roberto Mancini, Anna Falcone, Lorenza Carlassare, Giovanni Bianco, Nicola Colaianni, Giovanni Avena, Vittorio Bellavite, Giuseppe Acocella, Giuseppe Campione, Pasquale Colella, Nicola Tranfaglia, Enrico Payretti.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Coraggio del Concilio. Giorno per giorno la seconda sessione, Brescia, Morcelliana, 1964.
  • Fedeltà del Concilio. I dibattiti della terza sessione, Brescia, Morcelliana, 1965.
  • Il Concilio nelle nostre mani, Brescia, Morcelliana, 1966.
  • La caduta del cielo: Dio è morto?, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1971.
  • Dalla parte di Abele, Milano, A. Mondadori, 1971.
  • Fuori dal campo, Milano, A. Mondadori, 1978.
  • Dossier Vietnam-Cambogia, Torino, Claudiana, 1981.
  • Stato e società civile in Italia negli ultimi dieci anni, con Norberto Bobbio e Guido Quazza, Brescia, Fondazione C. Calzari Trebeschi, 1982.
  • Marianella e i suoi fratelli. Una storia latinoamericana, con Linda Bimbi, Milano, Feltrinelli, 1983; Torino, Loescher, 1985; Roma, Icone, 2007. ISBN 978-88-87494-44-0.
  • Pacem in terris. L'enciclica della liberazione, a cura di, San Domenico di Fiesole, Edizioni Cultura della Pace, 1987.
  • La pagina bianca, con altri, Roma, F.lli Palombi, 1997. ISBN 88-7621-014-8.
  • Prima che l'amore finisca. Testimoni per un'altra storia possibile, Milano, Ponte alle Grazie, 2003. ISBN 88-7928-652-8.
  • Chi è dunque l'uomo? Conversazione, Palazzago, Servitium, 2004. ISBN 88-8166-219-1.
  • Agonia e vocazione dell'Occidente. Produrre, appropriarsi, dominare: alle radici del nuovo apartheid globale, Milano, Altra Economia, 2005. ISBN 88-89385-18-9.
  • Se questo è un Dio, Milano, Ponte alle Grazie, 2008. ISBN 978-88-7928-864-4.
  • Paradiso e libertà. L'uomo, quel Dio peccatore, Milano, Ponte alle Grazie, 2010. ISBN 978-88-6220-156-8.
  • Quel nostro Novecento, Ponte alle Grazie, Milano 2011
  • Chi sono io, Francesco?, Cronache di cose mai viste, Milano, Ponte alle Grazie, 2015. ISBN 978-88-6833-279-2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore del Popolo Successore
Ettore Bernabei dall'8 al 28 gennaio 1961 Piero Pratesi
Predecessore Direttore dell'Avvenire d'Italia Successore
Raffaele Ottani dal 2 febbraio 1961 al 1º agosto 1967 Giampietro Dore
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