Emerson, Lake & Palmer (album)

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Emerson, Lake & Palmer
ArtistaEmerson, Lake & Palmer
Tipo albumStudio
Pubblicazionenovembre 1970
pubblicato nel Regno Unito
Durata41:14
Dischi1
Tracce6
GenereRock progressivo
EtichettaIsland (ILPS-9132)
ProduttoreGreg Lake
ArrangiamentiELP
RegistrazioneLondra al Advision Studios
FormatiLP
Certificazioni
Dischi d'oro1Stati Uniti Stati Uniti[1]
(vendite: 500 000)
Emerson, Lake & Palmer - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1971)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 4.5/5 stelle[2]
Robert Christgau C[3]
Sputnikmusic 4.0 (Excellent)[4]
Piero Scaruffi 6.5/10 stelle[5]
Ondarock Disco consigliato[6]
Dizionario del Pop-Rock 4/5 stelle[7]
24.000 dischi 4/5 stelle[8]

Emerson, Lake & Palmer, uscito nel novembre[9] del 1970, è il primo album dell'omonimo gruppo di rock progressivo britannico.

L'album si classificò al diciottesimo posto (13 febbraio 1971) della classifica statunitense Billboard 200[10], mentre nella classifica britannica riservata agli album raggiunse il quarto posto[11].

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

The Barbarian[modifica | modifica wikitesto]

Rielaborazione rock del brano per pianoforte Allegro Barbaro del compositore ungherese Béla Bartók, non citato come autore nella prima edizione del disco in vinile, che accreditava il pezzo solo ai tre musicisti. La partitura originale di Bartók è trascritta in modo "libero", con qualche adattamento modale nelle parti di organo eseguite da Emerson. Piuttosto inusuale per l'epoca l'uso della distorsione sul basso elettrico nella sezione di apertura, il cui tema - a differenza dell'originale di Bartók - viene ripreso dalla band anche in coda secondo una "circolarità" che si rifà agli standard jazz.

Take a Pebble[modifica | modifica wikitesto]

Brano originale della durata di oltre 12 minuti. Prende spunto da un tema cantato, scritto da Lake, dal quale il trio sviluppa poi un'estesa digressione con pianoforte solista, basso e batteria suonata con le spazzole. La variazione lascia poi il posto ad un interludio eseguito dal solo Lake alla chitarra folk, basata su una scala pentatonica ed in accordatura aperta, che sfocia in una ritmica country con battimani a tempo. La sezione conclusiva riparte da un ostinato al piano, su cui s'innesta nuovamente l'arrangiamento a tre, che poi sfocia nella ripresa del cantato iniziale.

L'introduzione del brano è eseguita da Emerson sfregando e pizzicando direttamente la cordiera del pianoforte a coda, a mo' di arpa, mentre dalla tastiera egli tiene abbassati i tasti delle note che compongo gli accordi, senza suonarli, così da lasciare libere di vibrare di volta in volta soltanto le corde desiderate.

Knife Edge[modifica | modifica wikitesto]

Ultimo brano del lato A, parzialmente tratto dalla Sinfonietta di Leoš Janáček, autore tardo-classico molto amato da Emerson. Anche in questo caso, il riferimento all'autore fu aggiunto solo dopo una controversia legale con gli eredi del compositore ceco[12]. L'inciso strumentale del brano a sua volta contiene una trascrizione fedele del tema dell'Allemanda dalla Suite Francese in Re minore BWV 812 di J. S. Bach.

Il testo del brano è firmato da Lake assieme a uno dei roadies della band: Richard Fraser.

The Three Fates[modifica | modifica wikitesto]

Il lato B si apre con un lungo brano strumentale di Emerson diviso in tre parti, intitolate alle tre Moire della mitologia greca (dette in latino anche fatae, da cui fates in inglese):

Clotho consiste in una sorta di toccata eseguita da Emerson sull'organo a canne della Royal Festival Hall di Londra. La sezione è caratterizzata da accordi a tratti dissonanti eseguiti sui registri ad ancia, alternati a veloci fioriture più tonali sui registri ad anima;

Lachesis è una sezione per pianoforte solo, in un paio di passaggi della quale Emerson ripropone una figurazione ritmica già usata nella cadenza centrale di Take a Pebble;

Atropos è introdotta di nuovo brevemente dall'organo a canne, per poi sfociare di colpo in un "piano trio" costruito appunto con la sorvraincisione di tre diverse linee di pianoforte, su tempo di 7/8, accompagnate da Palmer alla batteria. Il brano si conclude di colpo, con un intervento percussivo molto riverberato che lo collega alla traccia seguente.

Greg Lake è completamente assente dall'intero brano.

Tank[modifica | modifica wikitesto]

Altro strumentale, firmato da Emerson e Palmer. Apre con un tema veloce vagamente jazzistico guidato come di consueto da Emerson, stavolta al clavicembalo elettrico Clavinet. Questa sezione faceva originariamente parte di Take a Pebble, come testimoniano almeno due riprese filmate delle prime apparizioni del gruppo. Segue un assolo di batteria di circa due minuti, quindi Palmer con una caratteristica figurazione ritmica in 6/8 guida l'insieme verso il tema finale. In quest'ultimo, tutte le linee melodiche sono eseguite da Emerson al sintetizzatore modulare Moog IIIc, compreso il solo conclusivo. A metà degli anni settanta, la RAI utilizzò buona parte di questo finale come sigla del settimanale del Telegiornale Stasera - G7.

Carl Palmer inciderà una nuova versione del brano, per gruppo ed orchestra e priva dell'assolo di batteria, nella facciata a lui riservata sull'album Works Volume 1 del 1977.

Lucky Man[modifica | modifica wikitesto]

L'album si conclude con una canzone di Lake (scritta, secondo l'autore, all'età di 12 anni[13]) che il cantante/bassista aveva sottoposto anche ai King Crimson nel 1969, senza però incontrare il favore di Robert Fripp[14].

L'inclusione di Lucky Man nell'album ebbe un carattere abbastanza fortuito[13]: il trio infatti non aveva materiale sufficiente a completare il minutaggio di un LP[12] e Lake propose perciò il brano in questione, peraltro inizialmente non suscitando l'entusiasmo degli altri due colleghi, in particolare di Emerson[13]. Lake registrò comunque - col solo accompagnamento della batteria, mentre Emerson era fuori al pub[13] - due linee di chitarra acustica, un intervento solista di chitarra elettrica, le parti di basso e tutte le linee vocali, con armonie comprendenti fino a sei voci[13]. Emerson, al suo ritorno in studio, rimase favorevolmente colpito dal lavoro ed esclamò: «suppongo che ora dovrei suonarci anch'io qualcosa»[12]. Il contributo del tastierista si limita alla sezione conclusiva della canzone e fu catturato su nastro a insaputa dello stesso Emerson[12][13]: questi aveva chiesto all'ingegnere del suono Eddie Offord di mandargli la base per improvvisarci sopra qualcosa con il Moog; Lake, in sala di controllo, schiacciò invece anche il tasto di registrazione[12]: la prima esecuzione in assoluto di Emerson è quella che si sente nel disco. A nulla valse l'insistenza del tastierista a tentare un rifacimento più ragionato del suo solo: a giudizio di Lake, la parte era già perfetta[12][13]. Robert Moog, inventore e produttore dell'omonimo sintetizzatore, ebbe in seguito modo di lodare l'esecuzione di Emerson sul brano, sancendo peraltro l'inizio di una fruttuosa collaborazione fra i due[12].

La canzone fu pubblicata anche come singolo ed è tutt'oggi fra i brani più conosciuti del trio[12].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. The Barbarian – 4:27 (Arrangiamento e adattamento di Keith Emerson, Greg Lake, Carl Palmer su musica composta da Béla Bartók)
  2. Take a Pebble – 12:32 (Greg Lake)
  3. Knife Edge – 5:04 (Testi di Dik Fraser, Keith Emerson, Greg Lake su musica composta da Leoš Janácek)
Lato B
  1. The Three Fates – 7:46 (Keith Emerson)
  2. a) Clotho
    b) Lachesis
    c) Atropos
  3. Tank – 6:49 (Keith Emerson, Carl Palmer)
  4. Lucky Man – 4:36 (Greg Lake)

[15][16]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note aggiuntive

  • Greg Lake - produttore
  • Registrato al Advision Studios di Londra (Inghilterra)
  • Eddie Offord - ingegnere delle registrazioni
  • Emerson, Lake & Palmer - arrangiamenti e direzione (per la E.G. Records)
  • Nic Dartnell - illustrazione copertina album[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.riaa.com/gold-platinum/?tab_active=default-award&se=Emerson+Lake+%26+Palmer#search_section
  2. ^ (EN) Bruce Eder, Emerson, Lake & Palmer, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 14 gennaio 2017.
  3. ^ [1]
  4. ^ [2]
  5. ^ [3]
  6. ^ [4]
  7. ^ da Dizionario del Pop-Rock di Enzo Gentile & Alberto Tonti, Ed. Baldini & Castoldi, pagina 333
  8. ^ da 24.000 dischi di Riccardo Bertoncelli e Chris Thellung, Zelig Editore, pagina 295
  9. ^ [5]
  10. ^ [6]
  11. ^ [7]
  12. ^ a b c d e f g h Note di Bruce Pilato e Martyn Hanson all'edizione in CD a cura della Castle Music / Sanctuary Records
  13. ^ a b c d e f g Intervista di Jeb Wright a Greg lake su Classic Rock Review
  14. ^ Sid Smith, In The Court Of King Crimson, Helter Skelter Publishing, 2001. ISBN 9781900924269
  15. ^ Titoli e autori brani ricavati dalle note su vinili dell'ellepì originale pubblicato nel 1970 dalla Island Records, ILPS-9132
  16. ^ Durata brani ricavati dalle note del CD pubblicato nel 1996 dalla Essential Records, ESM CD 340
  17. ^ Note di copertina di Emerson Lake & Palmer, Emerson, Lake & Palmer, Island Records ILPS-9132, 1970.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Traduzione dell'album

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