Chiese ed ex conventi di Ortona

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Ortona.

Questa voce tratta delle chiese e di ex-conventi di Ortona in provincia di Chieti.

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

La Cattedrale di San Tommaso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di San Tommaso Apostolo.
Cattedrale di San Tommaso
Ortona 2005 -San Tommaso di Ortona- by-RaBoe 01.jpg
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo
Località Ortona a mare
Religione Cattolica
Diocesi Lanciano-Ortona
Consacrazione Epoca paleocristiana, ma successivamente ricostruita e riconsacrata
Stile architettonico Paleocristiano-Barocco
Inizio costruzione Epoca paleocristiana, ma successivamente ricostruita e riconsacrata
Completamento Epoca paleocristiana, ma successivamente ricostruita e riconsacrata
la Cattedrale

Originariamente fu chiamata chiesa di Santa Maria Regina degli Angeli.
Fu costruita nei primi anni del Cristianesimo in stile paleocristiano, successivamente fu incendiata dai Normanni, indi fu ricostruita e aperta nuovamente alle funzioni religiose nel 1127.
Dopo il 1258, quando fece accoglienza ai resti sacri di San Tommaso Apostolo portati dai marinai ortonesi che li trafugarono dall'isola di Chio capitanati dall'ortonese Leone Acciaioli, il nome della chiesa fu cambiato nell'odierno per ovvi motivi.
Durante l'invasione ottomana la chiesa fu distrutta nel 1566 dal sultano Piyale Pascià.
Fu rimessa in piedi ma fu distrutta di nuovo dall'esercito nazista il 21 dicembre 1943, quando fecero esplodere la torre dell'orologio. Fu ricostruita tra il 1945 e l'anno successivo, riconsacrata nel 1949.[1]

la cupola interna

Gli apparati originari sono due portali in pietra (uno del 1312 di Nicola Mancino, rovinato dall'esplosione del 1943; il secondo, di epoca precedente non identificata, è l'unico completamente intatto).
Il portale principale monumentale in legno è finemente intarsiato. Sopra vi è una lunetta ad arco ogivale con statue. Il tutto è incorniciato da marmi. Ai lati del portone vi sono delle colonne, l'una diversa dall'altra.
Una cupola barocca è posta nella zona dell'altare. Interessante la sua affrescatura di colore rosso porpora. In fondo a destra si trova la cripta di San Tommaso con un piccolo altare sopra la bara funebre contenente le sue ossa.

Chiesa della Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Santissima Trinità
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo
Località Ortona a mare
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Lanciano-Ortona
Consacrazione 1645
Stile architettonico Romanico
Inizio costruzione XVII secolo
Completamento XVII secolo

La chiesa fu edificata all'inizio del XVII secolo.
A tutt'oggi presenta le stesse fattezze della costruzione iniziale.
A fianco vi è l'ex convento dei Cappuccini.
Un portichetto è prospiciente la facciata.
All'interno vi è un tabernacolo ligneo intarsiato ed alcuni dipinti di Giovan Battista Spinelli.

Questa chiesa era annessa all'omonimo convento dei cistercensi, e si trova presso l'attuale cimitero comunale. La struttura conventuale è ben conservata, con la tipica pianta quadrangolare; la facciata della parrocchia è molto semplice, intonacata in giallo, con una pianta a capanna a salienti, con un piccolo portico che precede l'ingresso. Il piccolo campanile è a vela. Il portico interno del convento è un bel chiostro con doppia fila di arcate a tutto sesto e pozzo centrale. L'interno è barocco, a navata unica.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo
Località Ortona a mare
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Lanciano-Ortona
Consacrazione Fine XIII secolo ma ricostruito nel XVI-XVII secolo
Stile architettonico Romanico
Inizio costruzione Fine XIII secolo ma ricostruito nel XVI secolo-XVII secolo
Completamento Fine XIII secolo ma ricostruito nel XVI secolo-XVII secolo

Questa chiesa è sita in via Don Bosco.
La costruzione è da ascrivere ai frati Celestini che la edificarono insieme all'adiacente convento.
Distrutta dai turchi nel 1566, fu riedificata decenni dopo.
Fu distrutta di nuovo dai nazisti nella II guerra mondiale.
Della struttura originaria rimane solamente un brandello della facciata ed un affresco in stile bizantino rappresentante la Vergine col Bambin Gesù.

La chiesa oggi, ricostruita, presenta una pianta rettangolare tipicamente barocca. La facciata ha un rosone centrale e un portale trecentesco a sesto acuto. L'interno conserva una tela pregevole di Giambattista Rusticone del 1583.[2]

Chiesa di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria ed ex monastero delle Celestine
Ortona 2011 by-RaBoe 035.jpg
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo
Località Ortona a mare
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Lanciano-Ortona
Consacrazione Prima del XVII secolo
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione Prima del XVII secolo
Completamento Prima del XVII secolo

La chiesa è l'unica in stile barocco ad essere rimasta quasi integra nella sua struttura, anche se provata dai bombardamenti nazisti della II guerra mondiale.
La chiesa attuale si ampliò nel XVI secolo presso il Monastero delle Celestine del XIII secolo, uno dei più fiorenti di Ortona insieme alla chiesa di Costantinopoli. Tale monastero andò in decadenza nel XVIII secolo, e i suoi terreni vennero occupati per la costruzione di edifici civili, tra i quali il Teatro Vittoria. Nel 1566 presso l'oratorio del Crocifisso Miracoloso, presso la cripta della chiesa, si verificò un portentoso miracolo: il sangue dal costato di un Crocifisso dipinto sgorgò, facendo evitare al convento la distruzione dei turchi. L'ex monastero oggi ospita la mostra permanente del Museo della battaglia di Ortona, allestita dal 2002.

L'altare marmoreo è del XIX secolo, di scuola napoletana.
Sulle pareti vi sono dei quadri di G. B. Spinelli del XVII secolo.
Sul lato del portale vi è una balconata riservata alle monache cistercensi per seguire riservatamente ed appartatamente le funzioni religiose.
Il portale è in pietra (forse XIV secolo) e la porta intarsiata.

Chiesetta della Madonna dell'Olivastro o Madonna delle Vasche[modifica | modifica wikitesto]

Chiesetta della Madonna dell'Olivastro o Madonna delle Vasche
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo
Località Ortona a mare
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Lanciano-Ortona
Consacrazione XVII-XVIII secolo
Stile architettonico Romanico rurale
Inizio costruzione XVII secolo
Completamento XVIII secolo
Parrocchia di San Giuseppe

La chiesa è posta nei pressi della provinciale per Pescara.
Dista poco più di 2 km da Ortona.
L'interno è poco più di una cappella, molto pittoresco e decrepito ed è mal curato, così come l'esterno. Il portale è sormontato da una lunetta.
L'altare poggia direttamente sul muro. Sul muro dell'altare vi sono immagini sacre.
Il soffitto a spiovente che ricalca il tetto è in legno con trabeazioni semplici e rurali. La torretta campanaria posta sul tetto è costituita da un semplice muro con, sopra, uno spiovente senza tegole ed una finestrella quadrata in cui vi era una campanella.

Chiese secondarie[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giuseppe (Ortona).

La chiesa fu costruita negli anni '60 nel nuovo rione di San Giuseppe, alle porte di Ortona antica. Fu consacrata nel 1960 dal vescovo Monsignor Luciano Migliorini. L'interno è a navata unica; il presbiterio rialzato è stato successivamente ricostruito secondo le norme del Concilio Vaticano II, leggermente ribassato, e sopra di esso si trova una grande statua del Crocifisso. Alla sinistra dell'altare si trova il tabernacolo, sorretto da una colonna di marmo, mentre sulla destra si trova l'ambone. Ai piedi del presbiterio sulla sinistra c'è il fonte battesimale in marmo. Nella chiesa sono presenti tre statue raffiguranti San Giuseppe, l'Immacolata Concezione e San Pio X, mentre nella canonica c'è una statua della Madonna delle Grazie. La facciata della chiesa è molto semplice, alternata tra mattoni e cemento. L'ingresso è preceduto da un portico moderno, mentre tre cuspidi scandiscono la sommità. Il campanile è una torre cuspidata separata dalla chiesa, che ha pianta rettangolare a navata unica.

Chiesa del Purgatorio[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Purgatorio

La chiesa del Purgatorio è in stile moderno (sec. XX).
Sotto il cornicione vi sono degli archetti a tutto sesto.
Il portale è sormontato da una lunetta. Portale e lunetta sono incorniciati.
La torre campanaria è in muratura a pianta quadrata. La cella ov'è la campana è contornata da trifore.
L'interno, semplice, ad un'unica navata ed anch'esso in stile moderno è a volta a botte.
Sul lato sinistro vi è una pseudo-trifora. per la processione del venerdì santo famosa ad Ortona i simboli partono da li per arrivare a santa Maria delle grazie

Chiesa della Madonna della Pace o Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

chiesa di San Rocco

È stata edificata tra il 1430 ed il 1440 per garantire la pace tra Ortona e Lanciano, volta da San Giovanni da Capestrano, e si trova nella Piazza San Francesco: conserva il corpo incorrotto del beato Lorenzo da Villamagna, che visse presso l'annesso convento francescano.
L'annesso convento francescano è stato demolito per costruire una fabbrica.
L'impianto attuale è una ricostruzione totale in stile eclettico, dopo le distruzioni del 1943.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Rocco è in stile barocco-romanico, risalente al XVII secolo circa, situata in Piazza Porta Caldari.
Il campanile consta di monofore e di finestre oblò a forma di cerchio con cornice.
All'interno vi sono dei dipinti sormontati da statuette in stucco di angioletti serafini e cherubini. In un'edicoletta a calotta semisferica vi è una statua di San Rocco. Nella cupola semisferica vi è dipinta l'aureola del santo all'interno dipinta di blu reale inglese in cui è inscritta una croce.

In una foto del primo '900 la chiesa mostrava un campanile a vela, successivamente ricostruito a torre nel ventennio fascista. Nel 2015 le due campane suonate a mano sono state motorizzate.

Basilica di San Marco[modifica | modifica wikitesto]

Della Basilica di San Marco rimangono ruderi su di un colle affacciato sul mare nei pressi di Ortona, in contrada San Donato.
È di epoca longobarda.
Fu costruita nei secoli VII-IX secolo d.C..
La chiesa svolgeva le sue funzioni fino al XVI secolo, quando fu distrutta dai turchi. Venne citata anche nelle rivelazioni di Santa Brigida di Svezia nel suo pellegrinaggio a Ortona. Oggi la basilica è un sito archeologico riscoperto negli anni '80, della quale si conserva la pianta rettangolare e le basi del colonnato interno, sul pavimento musivo, che forma tre navate. I reperti archeologici di maggiori rilievo ivi ritrovati sono stati condotti nel Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo a Chieti.

Battistero di Caldari - Chiesa di S. Zefferino[modifica | modifica wikitesto]

Il Battistero è in pietra, e fu fatto erigere per la chiesa di Caldari da Mons. G.D. Rebiba (1570-1596).
Sul basamento vi è uno stemma ed una scritta indicante il monsignor Rebida quale primo vescovo di Ortona.

La parrocchia di San Zefferino risalirebbe al XVI secolo, e si è conservata nello stile originale, con un impianto rettangolare a navata unica. L'interno è diviso in quattro campate, due larghe e due più strette, delimitate da lesene, archi e volte a vela. All'ingresso si trovano due colonne che sorreggono il coro con l'organo; nella quinta e nella sesta campata si trova il presbiterio con l'altare. L'illuminazione è favorita da grandi finestre a semicerchio, lungo le pareti laterali. L'altare maggiore è inquadrato da una nicchia a tutto sesto dove si trova la statua della Madonna col Bambino, affiancata da nicchie inori con le statue di San Zefferino e San Rocco. L'esterno della chiesa mostra una facciata a capanna con timpano superiore triangolare; essa è affiancata da due torri campanarie non gemelle, una è la torre dell'orologio, più piccola, e l'altra contiene le campane.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa sita in Piazza Risorgimento.
Il campanile è medioevale. La parte inferiore è stata modificata. Purtroppo la chiesa non si conserva in in buono stato, perché dopo il danneggiamento della seconda guerra mondiale, è stata sconsacrata e adibita ad uso civile, perdendo le decorazioni architettoniche rimaste. Di evidente vi sono solo il portale d'accesso sormontato da un grande oculo a rosone.

Cappella del Crocifisso[modifica | modifica wikitesto]

Cappella sita in Piazza del Teatro a fianco della chiesa di Santa Caterina.
Un affresco all'interno del XV secolo rappresenta Cristo in croce.
La tradizione vuole che, nel mattino del 13 giugno del 1566, il costato di Cristo del dipinto trasudasse sangue.
Il sangue è stato raccolto dalle suore e conservato a tutt'oggi in 3 ampolline.
L'interno è ad aula unica, in stile gotico, con le volte a crociera costolonate. Presso l'altare si trova l'affresco quattrocentesco della Crocifissione, con Cristo affiancato da Maria e da San Giovanni Evangelista. dal costato sgorga un copioso fiotto di sangue.

Chiesa della Madonna del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Chiude la carrellata di chiese ortonesi la chiesa della Madonna del Carmine.
Secondo le fonti la chiesa ha origini antiche, risalente forse al XVII secolo, ma dopo la distruzione del 1943 si presenta in forme chiaramente moderne. Nel 1685 è citata come sede dell'Archivio Diocesano. Ha una struttura molto semplice a pianta rettangolare con la facciata a capanna, con tetto spiovete, decorata nel centro da un ordine di finestre snelle e slanciate.

Chiesetta di San Donato[modifica | modifica wikitesto]

chiesa di San Donato

Fu costruita nel 1945 per l'inaugurazione del cimitero canadese ortonese della frazione di San Donato. L'impianto a navata unica presenta forme abbastanza classiche, senza rilevanti forme architettoniche. La chiesa e il cimitero sono metà di frequenti pellegrinaggi da parte degli americani per commemorare la battaglia di Ortona, assieme al camposanto inglese di Torino di Sangro, poco distante.

Gli ex conventi[modifica | modifica wikitesto]

Ex chiesa agostiniana di San Domenico, oggi biblioteca diocesana

L'ex-convento agostiniano[modifica | modifica wikitesto]

È stato rimaneggiato nel corso dei secoli fino all'attuale utilizzo come palestra.
Rilevante è il portale in arenaria di probabile periodo fine XV-inizio XVI secolo. Esso si trova presso la zona di Terravecchia, lungo il corso Matteotti ed ospita nella struttura chiesastica la Biblioteca Diocesana.

L'ex convento dei cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Attiguo alla chiesa della Santissima Trinità costruita nei primi decenni del XVII secolo.
Al piano terra vi era l'ossario del cimitero.
Alcune sale sono nella forma originaria.
Nel chiostro circondato da un portico vi è un pozzo.

L'ex-monastero dei cistercensi[modifica | modifica wikitesto]

Risale al XIII secolo, e faceva parte del complesso monastico di Sant'Anna, costituito anche dalla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria. È stato ristrutturato a seconda dei vari utilizzi nel corso del tempo, anche se, ora, vi sono ancora dei resti della struttura originale.
Nel cortile le monache seguivano le funzioni ecclesiastiche attraverso un'inferriata.
Un atto del XVII secolo sono state convocate una ventina di monache di questo monastero per partecipare alla stesura dell'atto notarile. Attualmente ospita la sede museale del MUBA - museo della Battaglia.

Elenco delle chiese delle contrade[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Caldari con la chiesa di San Zefferino

Note[modifica | modifica wikitesto]