Chiese ed ex conventi di Ortona

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Ortona.

Questa voce tratta delle chiese e di ex-conventi di Ortona in provincia di Chieti.

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

Basilica Cattedrale di San Tommaso[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di San Tommaso Apostolo.
la Cattedrale: facciata

Originariamente fu chiamata chiesa di Santa Maria Regina degli Angeli.
Fu costruita nei primi anni del Cristianesimo in stile paleocristiano, successivamente fu incendiata dai Normanni, indi fu ricostruita e aperta nuovamente alle funzioni religiose nel 1127.
Dopo il 1258, quando fece accoglienza ai resti sacri di San Tommaso Apostolo portati dai marinai ortonesi che li trafugarono dall'isola di Chio capitanati dall'ortonese Leone Acciaioli, il nome della chiesa fu cambiato nell'odierno per ovvi motivi[1].
Durante l'invasione ottomana la chiesa fu distrutta nel 1566 dal sultano Piyale Pascià.
Fu rimessa in piedi ma fu distrutta di nuovo dall'esercito nazista il 21 dicembre 1943, quando fecero esplodere la torre dell'orologio. Fu ricostruita tra il 1945 e il 1948.

la cupola interna

Inaugurata nel 1949, la chiesa ha impianto basilicale con pianta a croce greca, con l'esterno completamente ricostruito in stile neoromanico e pseudo-gotico, a mattoni rossi. La facciata a capanna è scandita da tre settori, più l'architrave superiore con lo stemma della diocesi; ciascun settore è scandito da due nicchie cieche laterali, e alla base la chiesa conserva il portale trecentesco strombato, rimontato in parte con i frammenti originali, poiché fu distrutto insieme alla torre civica con una bomba. Presso la lunetta ci sono le statue originali, tra le quali al centro quella di San Tommaso.
Sulla destra l'imponente torre campanaria è stata ricostruita in mattoni rossi, demolendo quella antica perché compromessa, con pianta quadrangolare e arcate per la cella campanaria. Il settore centrale della facciata ha un rosone a raggi, montato dopo un'iniziale opzione di lasciare la bucatura barocca rettangolare.
La cupola centrale è stata ricostruita seguendo lo schema barocco, con il poderoso tamburo a finestre, e la calotta sferica con lanterna centrale. L'interno ha affreschi di Tommaso Cascella, poiché gli originali, presso la cupola, sono andati distrutti nel 1943. Di originale si conserva una cappella con un bassorilievo dell'Ultima Cena. Presso l'altare, in fondo, si trova l'originale lapide della tomba di San Tommaso trafugata a Chios, insieme al nuovo sepolcro delle reliquie, realizzato in oro lavorato.

Chiesa della Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita all'inizio del XVII secolo presso il cimitero, fuori le mura. A tutt'oggi presenta le stesse fattezze della costruzione iniziale; al fianco vi è l'ex convento dei Cappuccini: un portico è prospiciente la facciata, e all'interno vi è un tabernacolo ligneo intarsiato ed alcuni dipinto di Giovan Battista Spinelli. La pianta è quadrangolare, con la facciata molto semplice, intonacata di giallo, con piccolo portico davanti il portale, e campanile a vela. Dentro il chiostro ad arcate a doppio piano c'è un pozzo.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in via Don Bosco, presso il rione moderno di San Giuseppe, lungo l'asse del Corso Libertà. La costruzione risale all'opera dei Celestini che la costruirono nel XIII secolo con il convento. La chiesa fu devastata dai turchi nel 1566, e riedificata decenni dopo con gli interni barocchi. Nel corso della battaglia di Ortona del 1943, il convento della chiesa fu usato come ricovero dei civili, e rischiò di essere distrutto dagli americani, quando il giorno di Natale vi si rifugiarono i tedeschi. La chiesa oggi, ricostruita in parte, presenta una pianta rettangolare tipicamente barocca all'interno. La facciata invece conserva l'aspetto tardo gotico, con il portale ogivale, sormontato da un oculo circolare; mentre la parte superiore della facciata è di stampo moderno. L'interno conserva una tela pregevole di Giambattista Rusticone del 1583.[2]

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Caterina

La chiesa si trova lungo corso Garibaldi, ed è una delle meglio conservate della città, scampata anche alle distruzioni della seconda guerra mondiale. Compare già negli atti del 1324, quando esisteva il Monastero delle Benedettine Celestine, con accanto il piccolo Oratorio del Crocifisso Miracoloso. Uno dei famosi abati del monastero fu Gioacchino da Fiore, morto nel 1202.[3]Originalmente la chiesa era dedicata al Santo Spirito, e fu costruita dopo l'invasione turca del 1566. Il monastero intanto dal XVIII secolo andò in decadenza, fino alla chiusura del 1861 e alla lottizzazione dei numerosi terreni che possedeva. Uno di questi sarà usato per la costruzione del Teatro Vittoria, sulla piazza accanto la chiesa. Nel 2002 l'ex convento sarà usato per la mostra museale permanente del MUBA (Museo della battaglia di Ortona).
La chiesa ha una pianta rettangolare a capanna con la facciata principale rivolta verso il corso; ha un rientro all'ingresso con tre arcate a tutto sesto, sormontate da un centrale rosone rinascimentale. Presso l'ingresso vi è anche un medaglione dipinto sulla parete, che sovrasta il portone, raffigurante lo stemma dei Celestini: una croce sormontata da un serpente.
L'interno a navata unica ha fastosi decori barocchi con stucchi dorati, e conservava tele dello Spinelli, successivamente traslate nel Museo Diocesano cittadino.

Presso la chiesa si trova anche l'Oratorio del Crocifisso Miracoloso, risalente al XII secolo, ma modificato nell'età rinascimentale, e successivamente nel XVII secolo. La chiesa è a cappella, con l'interno a navata unica sormontato da un soffitto a volte a crociera gotiche costolonate. Presso l'altare c'è un affresco quattrocentesco raffigurante la Crocifissione con affianco il Cristo la Vergine e San Giovanni l'Evangelista. Nella cappella si trova anche un'ampolla miracolosa con il sangue di Cristo, che sarebbe sgorgato dal costato dell'affresco il 13 giugno 1566, pochi giorni prima dell'assedio ottomano di Ortona. Il miracolo si sarebbe verificato proprio mentre le monache imploravano la salvezza della città dall'imminente attacco.

Chiesetta della Madonna dell'Olivastro o Madonna delle Vasche[modifica | modifica wikitesto]

Si trova presso la contrada San Marco-Ripari di Giobbe, percorrendo la strada provinciale da Ortona per Pescara. Dista circa 2 km da Ortona, e risale forse al XVIII secolo, con pianta quadrata a capanna, molto rozza, usata come cappella. La struttura è in abbandono e mal curata: il portale è sormontato da lunetta con un dipinto recente della Madonna col Bambino; l'altare poggia direttamente sul muro, con immagini sacre. Il soffitto a spiovente che ricalca il tetto è in legno con trabeazione semplice. La torretta campanaria a vela è posta sul tetto, costituita semplice muro.

Chiesa nuova di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giuseppe (Ortona).
Interno di San Giuseppe

Chiesa degli anni '60, nel quartiere omonimo realizzato lungo il moderno asse di Corso Libertà, consacrata nel 1960 dal vescovo Monsignor Benigno Luciano Migliorini. L'interno è a navata unica, il presbiterio rialzato è stato ricostruito secondo le norme del Concilio Vaticano II; sopra di esso spicca il grande Crocifisso. Alla sinistra dell'altare è situato il tabernacolo, sorretto da una colonna di marmo, mentre sulla destra si trova l'ambone. Ai piedi del presbiterio, a sinistra, c'è il fonte battesimale in marmo.
La facciata è molto semplice, in pietra, con colonnato all'ingresso, e triplice formazione di triangoli in cima, come ornamento, Il campanile è a torre, separato.

Chiesa del Purgatorio[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Purgatorio

Si trova in Piazza della Repubblica, dove si trova il comune, in stile tardo-ottocentesco, un eclettismo tra neoclassico e liberty. Sotto il cornicione vi sono degli archetti a tutto sesto di ornamento; il portale è sormontato da lunetta incorniciata; ciò che spicca è la robusta torre campanaria in laterizio a pianta quadrata, con la cella campanaria ornata da arcate a tutto sesto trifore. L'interno a navata unica ha volta a botte, in stile liberty; sul lato sinistro c'è una pseudo-trifora; per la processione del venerdì santo, i simboli della chiesa partono dalla piazza per arrivare alla parrocchia della Madonna delle Grazie.

Chiesa della Madonna della Pace o Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Scuola elementare di Ortona, costruita sui resti del convento di Santa Maria delle Grazie
Chiesa di San Rocco

Edificata tra il 1430 e il 1440 per garantire la pace tra Ortona e Lanciano dopo la guerra del 1426, voluta dal garante della pace San Giovanni da Capestrano.[4] La chiesa si trova in Piazza San Francesco, conservando il corpo del beato Lorenzo da Villamagna, che visse presso l'annesso convento, che fu demolito dopo le distruzioni del 1943 per la costruzione dell'ospedale e della scuola elementare, poi trasferito. La chiesa attuale è una ricostruzione totale dell'originale, che si presentava fino al 1943 in forma barocca. Dopo le distruzioni, restava in piedi solo il campanile a torre. La chiesa attuale ha una pianta rettangolare con facciata monumentale in mattoni rossi, con loggiato sopra il portale di finestre a tutto sesto, e ingresso rientrante preceduto da porticato di arcate. Il campanile è stato ugualmente ricostruito in mattoni rossi, a pianta quadrata. L'interno è in stile pseudo-gotico, con volte a crociera costolonate.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in Piazza Porta Caldari, accanto al Monumento ai Caduti, risalente al XVII secolo. Nelle foto del primo '900 la chiesa si mostrava con un campanile a vela presso il fianco sinistro, successivamente demolito e costruito nell'epoca fascista nell'altro fianco, con pianta slanciata a torre. Tale torre consta di monofore a oblò, o ad arco a tutto sesto con vetrate policrome. All'interno della chiesa ci sono dipinti barocchi sormontati da statuette in stucco di angeli serafini e cherubini. In un'edicoletta a calotta semisferica c'è la statua del santo. Nella cupola invece c'è l'aureola dipinta di San Rocco, colorata in blu reale inglese in cui è inscritta una croce.
Il fuoco dell'abside ha una decorazione della "Discesa dello Spirito Santo". La facciata è molto semplice, con il portale sormontato da cornice e architrave curvilinea, e tre pannelli ciechi disposti a triangolo nell'area, un tempo forse affrescati. La cornice della sommità è ugualmente curvilinea, La chiesa nel 2015 ha subito un restauro del campanile dove le due campane sono state inceppate e motorizzate a slancio, perché erano ancora manuali.

Resti della Basilica longobarda di San Marco[modifica | modifica wikitesto]

Antichissimo edificio sacro del XI secolo, situata presso Punta dell'Acquabella, in contrada San Donato. La chiesa era una delle abbazie principali del territorio, insieme anche a quella di San Martino, scomparsa, che si trovava presso la contrada Alboreto-Stazione Caldari, oggi area industriale. La chiesa svolgeva le sue funzioni fino al XVI secolo, quando nel 1566 fu saccheggiata dai turchi; nel XIV secolo benne menzionata anche da Santa Brigida di Svezia nel suo pellegrinaggio a Ortona. La basilica oggi è un sito archeologico, perché è rimasta solo la pianta perimetrale a rettangolo, il pavimento in mosaico, e tracce del colonnato che la divideva in tre navate. I reperti e i manufatti rinvenuti in essa negli anni '70, sono stati trasferiti nel Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo di Chieti.

Battistero di Caldari - Chiesa di S. Zefferino[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Caldari con la chiesa di San Zefferino

Il battistero è in pietra, realizzato per volere di Monsignor G.D. Rebiba nel 1570. Sul basamento vi è uno stemma del vescovo. La chiesa è del XVI secolo probabilmente, dedicata a Papa Zefferino, con pianta rettangolare costituita da navata unica, quattro campate più strette laterali e due più larghe, delimitate da lesene, archi e volte a vela. All'ingresso si trovano due colonne che sorreggono il coro; nella quinta e sesta campata si trova il presbiterio con l'altare, La luce è permessa da finestre in ferro e vetro semicircolari, lungo le pareti laterali.[5] L'altare maggiore è inquadrato da una nicchia a tutto sesto con la statua della Madonna col Bambino, affiancata da nicchie minori con le statue di San Rocco e San Zefferino.
L'esterno è a pianta rettangolare, con la facciata a capanna, con architrave a timpano triangolare. Ciò che colpisce sono le due torri campanarie laterali: quella a sinistra funge da orologio civico, e l'altra da campanile.

Ex chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in Piazza Risorgimento, e risalirebbe al XVI secolo. La chiesa aveva navata unica, in stile medievale, ma tutta la struttura fu trasformata nel 1856 con ulteriori lavori. Possedeva anche un convento dismesso nell'Ottocento, successivamente distrutto nel 1943; di questa chiesa rimane ben poco della costruzione originale, poiché abbandonata e privata dei paramenti sacri. Ha una pianta a blocco rettangolare, con la facciata decorata da un portale classico e da oculo superiore circolare. Il campanile, dismesso anch'esso, è una torre a pianta quadrata separato dalla chiesa.

Chiesa della Madonna del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Donato

La chiesa avrebbe origini antiche, risalente al 1685, monastero della biblioteca diocesana situato alle porte di Ortona, giungendo dal mare. La chiesa fu gravemente danneggiata dall'invasione francese del 1799, e poi definitivamente nel 1943, e per questo ricostruita ex novo insieme a un quartiere moderno di Ortona nella zona del cimitero comunale. Ha una struttura modesta e semplice: pianta rettangolare con facciata decorata da un ordine centrale di vetrate snelle e slanciate, con tetto a spioventi.

Chiesetta di San Donato[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita nel 1946, benché fosse più antica, dopo le distruzioni del 1943, in contemporanea con l'edificazione del monumentale Cimitero canadese di Ortona. Si trova nella contrada omonima, giungendo da San Vito Chietino, e ha impianto a navata unica, con pianta rettangolare in forme abbastanza classiche di chiesa campestre. L'ingresso è preceduto da un porticato allungato a tre arcate a tutto sesto, e due archi laterali per permettere l'accesso dal lato sinistro al cimitero. Il campanile è una torre a pianta quadrata con cuspide ottagonale molto slanciata.

Gli ex conventi[modifica | modifica wikitesto]

L'ex-convento agostiniano[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca diocesana, presso l'ex convento agostiniano

Si trova lungo il corso Matteotti del rione Terravecchia, risalente al XVI secolo. Il convento era attivo fino alla seconda guerra mondiale, e dopo di essa fu chiuso e trasformato per essere usato come la prima sede dell'Istituto Tecnico Luigi Einaudi, successivamente trasferito nella zona moderna di Fonte Grande. Oggi ospita la scuola media: ha pianta rettangolare, e si affaccia lungo Piazza Castello, dove si trova il castello aragonese. L'interno si è conservato nella planimetria originaria, con il giardino interno decorato da pozzo in pietra, così come il portale d' accesso del XVI secolo.

L'ex-convento dei Cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Attiguo alla chiesa della Santissima Trinità al cimitero comunale, c'è questa struttura del XVII secolo. Al piano terra vi era l'ossario cimiteriale; alcune sale si sono conservate nella forma originaria, specialmente il chiostro circondato dal pozzo, con doppio ordine di arcate.

L'ex-monastero dei cistercensi[modifica | modifica wikitesto]

In origine, nel XIII secolo, era il monastero di Sant'Anna delle monache Celestine, annesso alla chiesa di Santa Caterina. Il convento fu uno dei più floridi della città, e nel 1751 raggiunse l'apogeo per numero di rendite e terreni in proprio possesso. Dopo la chiusura nel 1860, cominciò il declino e fu destinato a vari usi, specialmente come ricoveri dei malati. Nel 2002 vi è stata allestita la mostra permanente del Museo della battaglia di Ortona. Ha pianta quadrangolare, con il chiostro interno, e si affaccia verso la Passeggiata Francesco Paolo Michetti del belvedere, e verso la villa comunale.

Facciata della chiesa di San Giuseppe

Chiese delle frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Zefferino Papa (Villa Caldari): storica chiesa del paese, risalente al XVI secolo, dove si conserva un prezioso battistero del 1570. La chiesa ha discreti stucchi barocchi all'interno, e l'esterno, in stile tardo-settecentesco con pianta a capanna, ha la facciata coronata da due torri campanarie di diversa dimensione.
  • Chiesa di Maria SS. Immacolata (Foro): chiesa del XVIII secolo, a pianta rettangolare con navata unica interna. La facciata è molto semplice, in stile ottocentesco, con un piccolo campanile a vela posticcio.
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova (Villa Grande): chiesa moderna degli anni '60, con pianta circolare a navata centrale, realizzata in cemento e mattoni. Il campanile è una torre in mattoni.
  • Chiesa di San Leonardo (Villa San Leonardo): chiesa del XVIII secolo, in parte ricostruita dopo il 1943, rispettando lo stile anrico. Tipica chiesa campestre a pianta rettangolare a navata unica, con facciata a capanna neoclassica, e campanile turrito a forma tozza, con cuspide piramidale.
  • Chiesa del Sacro Cuore (Villa San Nicola): chiesa settecentesca, a pianta rettangolare a capanna, con abside semicircolare. Il complesso è molto semplice, e il campanile è una torre a pianta quadrata con cuspide piramidale.
  • Chiesa di San Nicola di Bari (Villa San Nicola): chiesa settecentesca caratterizzata da un campanile turrito molto ben lavorato, con una balconata sulla sommità.
  • Chiesa della Madonna della Libera (Villa Torre): chiesa settecentesca con lo stesso schema della pianta rettangolare a capanna. L'interno è in stile neoclassico, a navata unica, con paraste a colonna con capitello corinzio dorato, per suddividere le cappelle laterali.
  • Chiesa del Cristo Re (Riccio): chiesa moderna degli anni '70, con pianta rettangolare molto rialzata, in mattoni e cemento, con il campanile turrito.
  • Chiesa di San Giorgio (Villa San Tommaso): chiesa settecentesca
  • Chiesa di San Michele Arcangelo (Villa Iubatti): chiesa moderna degli anni '50, con pianta rettangolare in stile classico, e campanile turrito. L'intonaco dell'esterno è giallo canarino.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate (Villa Rogatti): chiesa barocca con fastoso altare policromo in stucco. La pianta della chiesa è classica, rettangolare con facciata a capanna, affiancata da campanile turrito.
  • Chiesa di San Gabriele dell'Addolorata (Villa Grande): chiesa moderna degli anni 2000, costruita per l'espansione urbana del piccolo quartiere, divenuto sede dell'Ospedale civile G. Bernabeo. Ha pianta classica a capanna, con l'esterno rivestito in intonaco, e campanile turrito. L'abside è semicircolare.
  • Chiesa di San Gabriele Arcangelo (Bardella): chiesa moderna degli anni '70, costruita con pianta irregolare a trapezio, con campanile a vela in cemento. L'esterno è rivestito completamente in cemento armato.
  • Chiesa della Madonna di Fatima (Stazione Caldari): chiesa moderna degli anni '90, costruita nel piccolo rione nuovo di Caldari per l'industrializzazione dell'area. La chiesa ha pianta quadrangolare a forma di cupola, che si innalza, riducendo l'area fino alla cuspide, suddivisa a strati da cornici.
  • Chiesa di San Donato (San Donato-Moro): chiesa risalente forse all'800, ma ricostruita in stile pseudo-classico dopo le distruzioni del 1943, con contemporanea con l'edificazione del Cimitero Canadese. Ha pianta rettangolare classica, con portico precedente l'accesso, e campanile a torre cuspidata.
  • Chiesa di Sant'Elena (Villa Sant'Elena): chiesa settecentesca a pianta rettangolare a capanna, intonacata di bianco, con piccolo campanile a vela al centro della facciata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Administrator, Traslazione, su www.tommasoapostolo.it. URL consultato il 09 aprile 2016.
  2. ^ Santa Maria di Costantinopoli, touringclub.it.
  3. ^ Chiesa di Santa Caterina.
  4. ^ 588 Anniversario del lodo di pace tra Ortona e Lanciano, ortonanotizie.net.
  5. ^ Chiesa di San Zeffirino, necrologie.ilcentro.gelocal.it.