Piyale Paşa

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Piyale Paşa, straslitterato anche come Pialì Bassà, Piyale Pascià e Piyale Pasha (Pelješac, 1515Istanbul, 21 gennaio 1578), è stato un ammiraglio ottomano, comandante in capo (Kapudanpaşa) della flotta ottomana all'epoca del sultano Solimano il Magnifico.

Busto di Piyale Paşa al museo navale di Istanbul.

E' ricordato come lo stratega delle incursioni e delle conquiste della flotta ottomana lungo tutte le coste del Mediterraneo cristiano dalla metà del XVI secolo alla Battaglia di Lepanto.

Nascita ed educazione[modifica | modifica wikitesto]

Nato Viganj, un villaggio nella peninsola di Pelješac, era di origini croate[1][2][3], sebbene una controversa leggenda narra che fosse un neonato ritrovato su un vomere di aratro alla periferia di Belgrado, in Serbia.

Fu catturato nel 1526 durante Battaglia di Mohács e divenne un soldato ottomano sotto Turgut Reis[4].

Piyale Paşa fu portato a Istanbul dove riuscì a distinguersi sufficientemente per essere allevato come ghazi del Sultano. Ricevette la sua educazione formale presso la accademia imperiale (Enderûn), ottenendo il titolo di Kapıcıbaşı.

Prime Imprese[modifica | modifica wikitesto]

Nominato inizialmente governatore Sanjak Bey della penisola di Gallipoli, fu promosso a Bahriye Beylerbeyi (primo ammiraglio) ottenendo il comando della flotta ottomana alla età di soli 39 anni.

Nel 1554 catturò l'Isola d'Elba e la Corsica, grazie ad una imponente flotta e alla partecipazione degli ammiragli Turgut Reis e Salih Reis. L'anno successivo il sultano Solimano il Magnifico gli assegno il compito di aiutare la francia contro la Spagna su richiesta della madre del re Francesco II di Francia. Piyale Paşa partì con la sua flotta il 26 giugno 1555, per riunirsi con le forze francesi a Piombino e respingere gli spagnoli.

Negli anni successivi si impiegò per numerose incursioni e terribili saccheggi di molte città (per cui è menzionato in diverse Memorie Storiche), tra cui Amalfi, le Isole Eolie, Massa Lubrense, Cantone, Sorrento, Torre del Greco e Piombino. Nel 1558 la sua flotta assalì le coste spagnole e Minorca.

Secondo alcuni storici, potrebbe essere stato lui, attorno al 1553-4 a mettere a morte per tradimento l'ammiraglio ottomano Piri Reis, autore di discusse carte geografiche delle Americhe.

Battaglia di Gerba[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Gerba.

I continui suoi successi militari spinse il re Filippo II di Spagna a formare un "santa alleanza" con le Repubbliche di Venezia e Genova, lo [[]Stato Pontificio]] il Ducato di Savoia e i Cavalieri di Malta, la cui flotta si scontrò con quella ottomana il 11 Maggio 1560 presso l'isola di Gerba, al largo di Algeri e Tripoli, nella Battaglia di Gerba. Le potenze cristiane furono pesantemente sconfitte.

Piyale Paşa tornò Istanbul, in trionfo con un gran numero di prigionieri, tra cui il comandante del forte di Gerba Alvaro de Sandi e gli ammiragli di Sicilia e di Napoli Sancho de Leyva e Berenguer de Requenses. Solimano il Magnifico gli diede in sposa Sultana Gevher Han, sua nipote e figlia di Selim II, che diverrà il successivo sultano.

Conquista di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

La flotta a comando di Piyale Paşa riprese ben presto l'attività di conquista e razzia dei porti cristiani. In 1563 conquistò di Napoli, allora in possesso dei francesi, per lasciarla poi agli spagnoli, non senza prima devastare il porto e i forti sulla costa.

Assedio di Malta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Assedio di Malta.

Nel 1565 Solimano il Magnifico incaricò Piyale Pasha, assieme ai generali Lala Kara Mustafa Pascià e Turgut Reis, di eliminare l'Ordine ospedaliero di San Giovanni e conquistare Malta. Il lunghissimo scontro, noto come il grande assedio di Malta', vide la strenua difesa dei cavalieri e dei maltesi obbligò gli ottomani a desistere dopo quasi quattro mesi.

Imprese successive[modifica | modifica wikitesto]

In 1566 Piyale Pasha conquistò l'isola Chios ponendo fine alla presenza genovese nel mar Egeo. Successivamente si dedicò a devastare le coste pugliesi e abruzzesi. A tal proposito, il Tria, riferendo di quanto scrive un certo Tommaso Costo[5] che, trattando delle cose avvenute nel Regno nel 1566, così scrive:

« Era già il Mese di Agosto di quest'anno 66, quando l'Armata Turchesca guidata da Pialì Bassà scorse fino al Golfo di Venezia; e come fu al dritto di Pescara, luogo famoso, e forte dell'Abruzzo, fece alto. Di poi dato di nuovo de' remi in acqua, assaltò quella riviera, ove per trascuraggine del Governatore di quella Provincia si era fatto poco provvedimento, e pose a sacco, e a fuoco alcune Terre, cioè Francavilla, Ortona, Ripa di Chieti, S. Vito, il Vasto, la Serra Capriola, Guglionesi, e Termoli, menando via e di robba, e di gente quanta ne poté mettere su Galee, guastando, e rovinando tutto il resto... ».

Pialì Bassà, tentò poi di assaltare, ma invano, il Monastero di S. Maria a Mare nelle isole Tremiti. »

(Giovanni Andrea Tria, Memorie Storiche[6])

Nomina a Vizir[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1567 lasciò la carica di Kapudanpaşa e il comando supremo della flotta a Müezzinzade Alì Pascià, per essere promosso nel 1568 a Vizir, diventando il primo ammiraglio nella storia dell'impero ottomano a raggiungere tale carica.

Conquista di Cipro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra di Cipro.

Il 15 maggio 1570 la flotta ottomana salpò Cipro, allora in possesso alla Repubblica di Venezia, raggiungendola il 1 luglio. Il 22 luglio il generale Lala Kara Mustafa Pascià iniziò l'assedio di Nicosia, che capitolò il 9 settembre. Le altre città furono conquistate in rapida successione tranne Famagosta che, dopo un lungo assedio, cadde il 4 agosto 1571.

Sconfitta di Lepanto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Lepanto.

Nel 1571, la flotta ottomana fu pesantemente sconfitta alla Battaglia di Lepanto. Il comandante il capo, Müezzinzade Alì Pascià perse la vita e Piyale Paşa fu brevemente chiamato al comando della flotta ottomana, finché fu nominato Uluç Alì Pascià. In meno di un anno gli ottomani ricostruirono la flotta in un numero pari quanto era prima della dello scontro a Lepanto e ripresero le azioni di guerra, sebbene con scarso successo. Nel 1574, con la battaglia di Tunisi riconquistò la Tunisia dalla Spagna e dai suoi vassalli Hafsid.

L'ultima spedizione navale di Piyale Paşa fu nel 1573 in Puglia.

Decesso[modifica | modifica wikitesto]

Piyale Paşa morì il 21 gennaio 1578 e fu seppellito a nella Piyale Paşa Camii, moschea a lui intitolata, edificata negli ultima anni della sua vita da Mimar Sinan.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Freely 2000, p.90
  2. ^ Cardini 2001, p.156
  3. ^ Secondo Conflict and Conquest in the Islamic World: A Historical Encyclopedia, Piyale Paşa era di origini croate, ma nato in Ungheria. Tale discordanza potrebbe essere dovuta al fatto che la Croazia al quel tempo era incorporata nell'Ungheria.
  4. ^ Shaw 1977, p.106
  5. ^ Tommaso Costo. - Aggiunta alle Storie del Regno di Napoli di Pandolfo Colenucci part.3. lib.I. dell'edizione di Vinegia del 1591. pag.11.
  6. ^ Tria 1744, Vol.III Cap.I p.167

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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