Chiesa di San Domenico (Tricase)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Chiesa di San Domenico
Chiesa di san domenico Tricase Lecce.jpg
Chiesa di San Domenico
StatoItalia Italia
RegionePuglia
LocalitàTricase
ReligioneCattolica
TitolareDomenico di Guzmán
Diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1679
Completamento1704


Interno
Stemma dei frati predicatori, particolare del cielo appeso

La chiesa di San Domenico, annessa al convento dei domenicani dei SS. Pietro e Paolo, è un complesso architettonico in stile barocco leccese situato a Tricase, in provincia di Lecce.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione del complesso conventuale dei domenicani di Tricase si colloca nella seconda metà del XV secolo, attestandosi come il convento dei frati predicatori più a sud della Puglia.

L'edificio chiesastico insieme al convento dei SS. Pietro e Paolo furono riedificati tra il 1679 e il 1704, su un preesistente impianto danneggiato più volte dai Turchi e dalle guerre di successione al trono di Napoli tra XV e XVI secolo.

Qui aveva sede una prestigiosa biblioteca, una spezieria farmaceutica e una rinomata cattedra di filosofia e teologia intitolata a S. Tommaso d'Aquino. Le proprietà terriere del convento, come attesta la Platea conservata presso l'Archivio Storico Diocesano di Ugento, si estendevano in diversi paesi del Salento meridionale, principalmente a Tricase, Tutino, S. Eufemia, Caprarica del Capo, Tiggiano, Corsano, Alessano, Lucugnano, Miggiano, Depressa, Ortelle e Poggiardo.

Nel 1809, con l'applicazione delle leggi napoleoniche, la comunità dei frati viene soppressa e l'ufficio della chiesa sarà affidato dal 1810 alla cura della Confraternita del S. Rosario.

La Confraternita del S. Rosario[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 giugno 1579, i frati domenicani di Tricase istituirono la Confraternita del S. Rosario. Il sodalizio laicale è tra i più antichi della provincia di Lecce e opera ininterrottamente dal Cinquecento; i confratelli provvedono ancora oggi alla manutenzione della chiesa di S. Domenico, soddisfano le esigenze cultuali dei fedeli, custodiscono gli arredi sacri e le scritture archivistiche, si occupano della diffusione del culto del S. Rosario, della sepoltura confraternale, dei rituali processionali del Venerdì Santo e delle feste religiose.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata, ultimata nel XVIII secolo, presenta un portale sormontato dalla statua di san Domenico di Guzmán e dai busti di san Pietro e san Paolo, titolari del convento. In asse col portale si apre una finestra lobata, sulla quale si legge la data 1688. La sommità del timpano è adorna delle statue raffiguranti sante e beate afferenti all'Ordine domenicano.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è dominato dal caratteristico cielo appeso ligneo, decorato a turchese e oro con motivi geometrici e fitomorfi. Lo spazio è illuminato da tredici finestre a lira e si presenta con un'unica navata scandito da otto profonde cappelle intervallate da statue policrome di santi domenicani. Il transetto è sostituito da due cappelloni, intitolati al Nome di Gesù e a san Domenico di Guzmán, che precedono l'altare maggiore. Nelle cappelle si distribuiscono i pittoreschi altari barocchi intagliati con maestria alla maniera leccese, carichi di simbologie sacre e sintesi dell'humanitas dei frati domenicani. Tra le tele più interessanti si inseriscono quelle realizzate dal ruffanese Saverio Lillo e il gallipolino Giandomenico Catalano. In fondo alla navata, dietro all'altare maggiore, è collocato il coro, intagliato in legno di noce e varie essenze come l'abete rosso, firmato dal tricasino Oronzo Pirti, autore, inoltre, del portone d'ingresso. Sulla controfacciata è posizionata la cantoria con l'organo del Settecento realizzato da Michele Sanarica da Grottaglie nel 1770. La copertura è costituita da un cielo appeso, realizzato in legno, con al centro lo stemma dei domenicani.[1]

All'interno dell'edificio si conservano due tele autografe di Gioacchino Toma, opere realizzate nella sua breve permanenza giovanile a Tricase.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "La Chiesa di San Domenico in Tricase. Notizie di storia e di arte" di Salvatore Cassati

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Peluso Mario - Peluso Vincenzo, Guida di Tricase, Caprarica, Depressa, Lucugnano, Sant'Eufemia, Tutino e Le Marine, Congedo, 2008
  • Accogli Francesco, Storia di Tricase. La città, le frazioni, Congedo, 1995
  • Carlo Vito Morciano, La chiesa di san Domenico di Tricase. Una "Biblioteca" di Immagini nel Barocco Salentino, Domus Dei, Ugento 2017

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]