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Cavalieri d'oro

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Cavalieri d'oro
gruppo
Gold saints.jpg
I Cavalieri d'oro in posa per distruggere il Muro del Pianto in Soul of Gold
UniversoI Cavalieri dello zodiaco
Nome orig.黄金聖闘士 (Gold Saints)
Lingua orig.Giapponese
AutoreMasami Kurumada
StudioToei Animation
EditoreShūeisha
1ª app. inShōnen Jump
Editore it.Granata Press
app. it. inManga Compact
Poteri
  • Settimo senso
  • Muoversi alla velocità della luce
Capo/leaderGrande sacerdote

I Cavalieri d'oro (黄金聖闘士 Gold Saints?), nella traduzione del manga classico Gold Saints, Sacri Guerrieri d'oro (Gold Saint) nella traduzione del manga di Next Dimension (sequel ufficiale di Saint Seiya), sono dei personaggi dei manga e degli anime dell'universo fantastico di I Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya in originale), nato dal mangaka Masami Kurumada.

Rappresentano la casta più alta della scala gerarchica dei guerrieri al servizio di Atena e rispondono soltanto a quest'ultima e al Grande Sacerdote in carica. Come tutti gli altri guerrieri di Atena vestono un'armatura ispirata alle costellazioni; nel loro caso le armature sono d'oro (nella versione originale vengono chiamate Gold Cloths) e si ispirano ai dodici segni zodiacali occidentali.[1] Nei primi capitoli del manga classico si parla di un solo Cavaliere d'oro (quello del Sagittario) e ciò è giustificato dal fatto che l'autore Kurumada aveva pensato inizialmente di creare una sola armatura d'oro.[2][3]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

I Cavalieri d'oro sono l'élite dell'esercito della Dea Atena, superiori ai Cavalieri d'argento e a quelli di bronzo. Secondo l'autore, i Cavalieri d'oro «hanno dominato il cosmo in giovane età, e per questo possono essere considerati dei geni, ma ha molto anche a che fare con il fatto che essendo molto giovani, non erano limitati da preconcetti del mondo normale».[2] Nonostante vi siano state alcune eccezioni alla regola, ed almeno un caso, in Next Dimension, di Cavalieri di bronzo promossi al rango di Cavalieri d'Oro,[4] solitamente i guerrieri di questa casta si addestrano direttamente per ottenere il titolo[5], che gli viene insignito prima della reincarnazione della Dea.[5][4] Ognuno dei Cavalieri d'oro presidia una casa delle dodici presenti al Grande Tempio, disposte una dietro l'altra nella grande scalinata che conduce alle stanze del Grande Sacerdote e della Dea. A differenza delle caste più basse, i Cavalieri d'Oro hanno una certa autonomia, e possono persino decidere a loro discrezione se consentire il passaggio della casa a qualcuno o meno.[6]

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

In origine Masami Kurumada non aveva intenzione di creare tutti e 12 i Cavalieri d'oro, e per questo nel capitolo 3 del manga Saori presenta l'armatura del Sagittario, appartenuta ad Aiolos, come l'unica Gold Cloth esistente.[7] Non a caso, almeno nei primissimi capitoli, attorno all'armatura d'oro c'è grande venerazione e i Cavalieri di bronzo protagonisti sono costretti a contendersi il Gold Cloth prima tra loro nella "Galaxian Wars" (o "Guerra Galattica") e poi con i nemici di turno (Cavalieri neri e d'argento). Successivamente, a seguito del successo del manga, Kurumada tornò su suoi passi e decise di introdurre nella storia i restanti Cavalieri d'oro. La loro esistenza viene confermata nel capitolo 26, quando il Grande Sacerdote convoca al suo cospetto Aiolia di Leo e Milo di Scorpio.[1] Il primo era già apparso nella storia, visto che Kurumada lo aveva introdotto con un ruolo secondario nel primo capitolo, quando Seiya si batté per conquistare l'armatura di Pegaso.[8] La scelta di "ripescare" Aiolia non fu casuale: Kurumada, infatti, pensò fosse interessante introdurre tra i Cavalieri d'oro anche alcuni vecchi personaggi che, nel corso della storia, si erano legati in un modo o nell'altro ai cinque Cavalieri di bronzo protagonisti. E così, oltre ad Aiolia, divennero Cavalieri d'oro anche Mu e Dohko, quest'ultimo maestro di Shiryu.[1]

Nella maggior parte delle opere su I Cavalieri dello zodiaco, sia canoniche che non, appaiono solo 12 Cavalieri d'oro, ma a partire dal capitolo 53 di Next Dimension, seguito canonico del manga originale del 1986, si scopre dell'esistenza di un 13° Cavaliere d'oro, scomparso nell'era mitologica: quello dell'Ofiuco.[9] L'Ofiuco fu a lungo l'unica costellazione zodiacale esclusa dall'astrologia; tuttavia a partire dal XX secolo cominciò ad essere usato in astrologia siderale come tredicesima costellazione, in aggiunta ai tradizionali dodici segni dello zodiaco tropicale. Nel corso degli anni, a Kurumada era stato spesso fatto notare come ciò farebbe teoricamente dell'Ofiuco il tredicesimo Cavaliere d’Oro, ma l'autore, almeno prima della realizzazione di Next Dimension, aveva ammesso la difficoltà di sfruttare adeguatamente un tale concetto, sia perché relativamente poco noto, e sia perché l'Ofiuco era stato già usato come costellazione d’argento, data a Shaina.

Poteri e tecniche[modifica | modifica wikitesto]

I Cavalieri d'oro l'élite dell'esercito della Dea Atena e per questo vengono convocati solo per questioni di critica importanza, ingestibili da parte di cavalieri di levatura inferiore.[1] Sin dall'infanzia possiedono un potere incredibile e una vasta conoscenza del proprio cosmo fino all'essenza ultima. Questa dote prende il nome di Settimo Senso: grazie ad una profonda conoscenza del cosmo e ad un rigoroso addestramento, questi cavalieri hanno la facoltà di muoversi e di lanciare attacchi alla velocità della luce (300.000 chilometri al secondo[1][2]), cosa che gli permette inoltre di bloccare e respingere facilmente i colpi più deboli.[1][6] Durante un'intervista, Kurumada ha dichiarato che i Cavalieri d'oro «possono fare il giro del mondo 7 volte e mezza in un secondo».[2] Mur dell'Ariete afferma che il Settimo senso è la «vera essenza del cosmo», e che corrisponde alla capacità di un cavaliere di saperne usare a pieno il reale ed enorme potere (coloro che non possiedono il Settimo Senso riescono a usare solo una piccola parte del potere del proprio cosmo, come fanno i normali Cavalieri di bronzo e d'argento);[6] data la profonda conoscenza richiesta per padroneggiare questa abilità, "tecnicamente" solo i Cavalieri d'oro la dovrebbero possedere ma, come visto nel corso dell'opera, anche alcuni cavalieri di differenti categorie lo acquisiranno.

Un altro motivo della loro superiorità agli altri Cavalieri di Atena è il possesso delle Armature d'oro (o Gold Cloths in originale), corazze praticamente indistruttibili capaci di non risentire il freddo: ghiacciano, infatti, solo allo zero assoluto, la temperatura più bassa raggiungibile in natura (-273,15 °C), e comunque anche un simile gelo non le manda in frantumi.[10] Tali armature, nella maggior parte dei casi, coprono la quasi totalità del corpo del cavaliere, lasciando scoperti solamente il volto, qualche centimetro di gamba e qualcuno di avambraccio.

I Cavalieri d'oro sono anche gli unici a essere a conoscenza della tecnica proibita conosciuta come Urlo di Atena (Atena Exclamation in originale): tale tecnica è effettuabile solo da tre Cavalieri d'oro contemporaneamente, e consiste in una semplice ondata di energia dotata tuttavia di uno spaventoso potere distruttivo, paragonabile a quello del Big Bang.[11] Tale attacco è ritenuto pericoloso da Atena stessa e di conseguenza i cavalieri possono servirsene solo con il consenso della Dea.[11] Nel manga di Kurumada viene specificato che questa tecnica ha un potere distruttivo così grande che Atena ne ha proibito categoricamente il suo uso, e che i Cavalieri d'oro che la utilizzano senza il permesso della dea perdono il sacro titolo di Cavalieri.[11]

Cavalieri d'oro apparsi nelle serie[modifica | modifica wikitesto]

A confronto alcuni dei Cavalieri d'oro di Virgo apparsi nelle storie: da sinistra Shijima (XVIII secolo, Next Dimension), Asmita (XVIII secolo, The Lost Canvas) e Shaka (anni settanta, serie classica)

Nell'era mitologica, i Cavalieri d'oro erano tredici e non dodici come lasciato intendere nella serie classica. In Next Dimension, infatti, viene rivelata l'esistenza del Cavaliere d'oro dell'Ofiuco, Odysseus, sigillato poiché ambiva a diventare una divinità.[12] La sua casa si trovava tra quella della Scorpione e del Sagittario, ma già nel XVIII secolo la struttura appare completamente in rovina.[9]

La generazione più famosa di Cavalieri d'oro è quella del 1970, cioè il periodo in cui è ambientato il manga originale di Kurumada (oltre che l'adattamento animato). Le vicende di questi Cavalieri d'oro furono particolarmente sconvolte da crisi interne, come il tradimento di Saga di Gemini, che uccise il Grande Sacerdote Shion e prese segretamente il suo posto al Grande Tempio,[5] e la fuga di Aiolos, che sacrificò la vita per salvare la piccola Saori, incarnazione della Dea Atena.[13] Tutti i Cavalieri d'oro periranno nella guerra sacra contro Ade, sacrificandosi per abbattere il Muro del Pianto e permettere ai cinque Cavalieri di bronzo protagonisti di soccorrere la Dea nell'Elisio.[14] Questa generazione, inoltre, compare con un ruolo principale in due opere non canoniche: nel manga Episode G, incentrato sulla lotta tra i Cavalieri di Atena e il dio Crono e i Titani, e nell'anime Soul of Gold, che vede i Cavalieri d'oro tornare in vita come Einherjar per volontà del dio Odino, per aiutare la giovane Lithia a combattere contro il nuovo celebrante di Odino, Adreas Riise.

Nel manga Next Dimension, seguito canonico del manga precedente, compare la generazione del XVIII secolo (precedente a quella del 1970), impegnata nella guerra contro Ade. Nel manga The Lost Canvas compare una generazione di Cavalieri d'oro alternativa a quella di Next Dimension (ad'eccezione di Dohko e Shion); quest'opera, tuttavia, non è canonica, in quanto non concepita da Kurumada. In entrambi i manga periscono tutti i Cavalieri d'oro, ad'eccezione dei già citati Dohko, a cui verrà affidata la custodia del sigillo degli Specter di Ade, e Shion, che diventerà Grande Sacerdote prima di essere assassinato da Saga di Gemini.

Un'altra generazione di Cavalieri d'oro è quella presente nell'anime Saint Seiya Ω, sequel della serie animata del 1987. Si tratta di una generazione non canonica, seppur comprenda alcuni personaggi già apparsi nelle serie precedenti (come Seiya e Kiki, promossi rispettivamente al grado di Cavaliere d'oro del Sagittario e dell'Ariete).

Serie classica, Next Dimension, Episode G, Saintia Sho e Soul of Gold (canonici)

Principali

Altri

Next Dimension (canonici)

Altri

The Lost Canvas (personaggi non canonici)

Altri

  • Aspros dei Gemelli
  • Sage del Cancro
  • Ilias del Leone
  • Lugonis dei Pesci
  • Krest dell'Aquario
  • Teneo del Toro
  • Avenir dell'Ariete
Saint Seiya Ω (personaggi non canonici)
  • Kiki di Aries
  • Harbinger di Taurus
  • Paradox di Gemini
  • Schiller di Cancer
  • Mykene di Leo
  • Fudou di Virgo
  • Gembu di Libra
  • Sonia di Scorpio
  • Seiya di Sagittarius
  • Ionia di Capricorn
  • Tokisada di Aquarius
  • Amour di Pisces

Altri


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Saint Seiya,  vol. 7, cap. 26
  2. ^ a b c d Raccolta Delle Interviste A Masami Kurumada
  3. ^ L'ARMATURA DEL SAGITTARIO
  4. ^ a b Saint Seiya - Next Dimension - Myth of Hades,  vol. 1, cap. 1
  5. ^ a b c Saint Seiya,  vol. 13, cap. 45
  6. ^ a b c Saint Seiya,  vol. 8, cap. 29
  7. ^ Saint Seiya,  vol. 1, cap. 3
  8. ^ Saint Seiya,  vol. 1, cap. 1
  9. ^ a b Saint Seiya - Next Dimension - Myth of Hades,  vol. 8, cap. 54
  10. ^ Saint Seiya,  vol. 11, cap. 41
  11. ^ a b c Saint Seiya,  vol. 21, cap. 77
  12. ^ Saint Seiya - Next Dimension - Myth of Hades,  vol. 8, cap. 55
  13. ^ Saint Seiya,  vol. 7, cap. 27
  14. ^ Saint Seiya,  vol. 26, cap. 98

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Masami Kuramada, Saint Seiya, Tokyo, Shūeisha, 1985-1990, ISBN non esistente.
  • Masami Kuramada, Saint Seiya - Next Dimension - Myth of Hades, Tokyo, Shūeisha, 2006 (in corso), ISBN non esistente.
  • (JA) Masami Kuramada, Saint Seiya Taizen, Shueisha, maggio 2001, ISBN 4-8342-1690-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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