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Virgo (personaggio)

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Shaka della Vergine
ICDZ Virgo.PNG
Shaka della Vergine intento a scagliare il Rikudō Rinne nell'episodio 56 dell'anime classico
UniversoI Cavalieri dello zodiaco
Nome orig.乙女座のシャカ (Barugo no Shaka)
Lingua orig.Giapponese
AutoreMasami Kurumada
StudioToei Animation
Editori
1ª app.
  • Manga: Capitolo 18
  • Anime: Episodio 41
Voci orig.
  • Akemi Sato (Shaka bambino in Hades[4])
  • Mitsuaki Madono film in CGI[5])
  • Voci italiane
    SessoMaschio
    Luogo di nascitaIndia India[1]
    Data di nascita19 settembre (20 anni all'inizio della serie classica)[1]
    Poterivedi sotto

    Shaka della Vergine (乙女座のシャカ Barugo no Shaka?), o più semplicemente Virgo nel doppiaggio televisivo italiano,[6] è uno dei personaggi dei manga e degli anime dell'universo fantastico di I Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya in originale), nato dal mangaka Masami Kurumada. Oltre al manga classico di Kurumada e ai suoi adattamenti (l'anime degli anni ottanta e la trilogia OAV su Hades), egli compare anche in altre opere, come due film d'animazione, altri manga (Episode G, Next Dimension, Saint Seiya - Saintia Shō, Saint Seiya - Episode 0), un film CGI e la serie ONA Saint Seiya: Soul of Gold.

    È il Gold Saint (o Cavaliere d'oro) appartenente alla costellazione della Vergine, oltre che la reincarnazione di Buddha.[7] Per questa ragione possiede dei poteri legati alla tradizione buddista ed è considerato «l'uomo in assoluto più vicino a Dio»,[8] essendo l'unico tra i suoi parigrado a possedere l'Ottavo senso, abilità che gli permette di poter entrare da vivo nell'Oltretomba.

    In Italia, il nome originale del personaggio, Shaka, è stato mantenuto solo nell'edizione Star Comics del manga classico e nell'adattamento Dynamic dei film, oltre che nei successivi manga tratti dalla serie come Episode G e Next Dimension. Nel doppiaggio italiano della Mediaset e nella prima edizione Granata Press del manga classico, invece, ci si riferisce a lui con il nome latino della sua costellazione, ovvero Virgo.[6]

    Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

    Masami Kurumada creò Virgo in occasione del capitolo dedicato al passato di Ikki sulla Death Queen Island (o Isola della Regina Nera). Disse a tal proposito: «Pensai di metterci un personaggio fantastico come Gold Saint, quindi, d'improvviso, mi venne in mente il nome Shaka. Deciso il nome, prese subito vita l'immagine del personaggio. Sarebbe stato un uomo di nome Shaka a superare il settimo senso».[9]

    Biografia[modifica | modifica wikitesto]

    Serie classica[modifica | modifica wikitesto]

    Shaka è il Gold Saint della Vergine e fa la sua prima apparizione poco dopo l'investitura di Ikki a Cavaliere della Fenice sulla Death Queen Island. Di conseguenza è il primo tra i suoi parigrado a comparire ufficialmente nelle vesti di Gold Saint.[10] Shaka viene inviato su questo luogo per uccidere tutti i Black Saints, ma al suo arrivo si rende conto che tale massacro era già stato compiuto dal Bronze Saint della Fenice. Mentre sta per andarsene, però, Shaka viene sfidato imprudentemente da Ikki, che viene facilmente sconfitto dal Gold Saint. Non percependo alcuna malvagità in Ikki, Shaka decide di risparmiarlo e, prima di andarsene, cancella dalla mente del Bronze Saint ogni memoria del loro combattimento, dicendo soltanto che, se mai un giorno si dovesse trovare di nuovo davanti a lui come un nemico, quei ricordi riaffioreranno, colmandolo di terrore.[11]

    Tempo dopo, Shaka fa ritorno al Grande Tempio per presiedere la decima casa e impedire ai Bronze Saints protagonisti di raggiungere le stanze del Grande Sacerdote. Al suo arrivo nelle stanze di quest'ultimo, però, si ritrova davanti una scena inconsueta: Aiolia del Leone sta accusando il Grande Sacerdote di tradimento. A questo punto, ritenendo il suo parigrado un traditore, Shaka incomincia ad affrontarlo. Tutto sembra presagire «una guerra dei mille giorni», ovvero uno scontro alla pari tra Gold Saints, ma la battaglia viene interrotta dal Grande Sacerdote che, attraverso il Genrō Maō-Ken, riesce a plagiare la mente di Aiolia.[12][13] Dopo questo episodio, Shaka si reca a proteggere la sesta casa e qui sconfigge Seiya, Shiryu e Shun prima di affrontare Ikki, che fino a quel momento si era assentato per riparare la propria armatura. Inizialmente la presunta superiorità del Gold Saint porta a un combattimento apparentemente a senso unico, durante il quale Ikki viene privato progressivamente dei cinque sensi grazie al Tenbu Hōrin. Nel momento in cui lo scontro tra i due sembra concludersi a favore del gold saint, si viene a scoprire che Ikki, lasciandosi deliberatamente privare dei propri sensi dal suo avversario, raggiunge invece il Settimo Senso e decide di sacrificare la propria vita, portando Shaka con sé nello spazio eterno, sconfiggendolo e permettendo così ai suoi compagni di superare la sesta casa.[8] Successivamente, conscio della giustizia di Ikki e delle malefatte del Grande Sacerdote, Shaka chiede a Mu di teletrasportare sia lui sia il Bronze Saint della Fenice alla sesta casa, per poi esortare quest'ultimo a correre in aiuto di Seiya.[14] In seguito, dopo aver scoperto i piani malvagi del Grande Sacerdote e la sua vera identità (cioè Saga dei Gemelli), Shaka si schiera dalla parte di Saori Kido, reincarnazione di Atena, e dona il suo sangue per riparare il Cloth di Shun.[15]

    Quando Poseidone rapisce Atena e la porta nel suo regno sottomarino, Shaka vorrebbe intervenire in soccorso della Dea, ma rimane al Grande Tempio per ordine di Dohko della Bilancia.[16] Poco tempo dopo, durante la guerra sacra tra Atena e Ade, Shaka, che sta presiedendo la sesta casa, viene apparentemente ucciso da Saga, Shura del Capricorno, Camus del'Acquario, riportati in vita dal Dio dell'Oltretomba, con l'Atena Exclamation.[7] In realtà, il Gold Saint della Vergine sopravvive e, grazie all'Ottavo Senso, accompagna Atena nel regno dei morti[17], per poi comparire alla Giudecca, insieme con tutti gli altri Gold Saints, sacrificandosi per distruggere l'immenso Muro del Pianto e permettere a Ikki e agli altri Bronze Saints di raggiungere Atena nell'Elisio.[18]

    Adattamento anime[modifica | modifica wikitesto]

    Nell'adattamento anime realizzato negli anni ottanta, le vicende che riguardano Shaka sono sostanzialmente le stesse, eccetto alcune differenze. La sua prima apparizione non è sulla Death Queen Island, poiché il Gold Saint della Vergine non viene inviato in tale luogo e, di conseguenza, non affronta Ikki dopo l'investitura, ma quando arriva al Grande Tempio e ostacola Aiolia, intento a ribellarsi al Sacerdote.[19] Nell'anime, infatti, Shaka compare per la prima volta quando assiste i suoi allievi, Agora di Lotus e Shiva di Pavo (che nel manga non esistono), durante il loro scontro contro Ikki sull'isola del riposo. Dopo la sconfitta dei suoi allievi,[20][21] Ikki si reca alla sesta casa e incontra per la prima volta Shaka.[22] Altra differenza è che, dopo la battaglia alle Dodici Case, Shaka non ripara il Cloth di Shun, bensì quello di Ikki.[23]

    Episode G[modifica | modifica wikitesto]

    In Episode G, ambientato tempo dopo il tradimento di Aiolos del Sagittario e poco prima dell'inizio della storia narrata nella serie classica, Shaka fa ritorno al Grande Tempio e viene messo al corrente della minaccia di Crono e dalla sua armata di Titani.[24] Shaka ha un ruolo decisivo in questa nuova guerra, essendo lui l'unico in grado di contenere l'influenza del Cosmo dei Titani sulla Terra e impedire il risveglio dei mostri mitologici.[25] Inizialmente non sembra andare d'accordo con Aiolia del Leone, che lo considera arrogante per il suo fare distaccato, salvo poi ricredersi quanto quest'ultimo lo salva dal Titano Ceo, considerato il miglior sicario di Crono.[26]

    In seguito viene teletrasportato da Mu dell'Ariete nel mondo dei Titani insieme con altri quattro suoi compagni (Milo dello Scorpione, Aldebaran del Toro, Camus dell'Acquario e Shura del Capricorno), per soccorrere Aiolia.[27] Qui aiuta il Cavaliere del Leone contro Giapeto e Temi, per poi affrontare e sconfiggere il Gigante Belva D'Ambra, uno dei tre astri tutelari di Crono.

    Next Dimension[modifica | modifica wikitesto]

    Shaka di Virgo di un volume del manga Next Dimension.

    In Next Dimension, che alterna gli avvenimenti del passato (la guerra del XVIII secolo contro Ade) con quelli del presente (cioè nel XX secolo, dopo la sconfitta del Dio nell'Oltretomba al termine della serie classica), Shaka appare sotto forma di spirito emanato dal Cloth di Shun (essendo stato bagnato dal suo sangue in precedenza) per aiutare quest'ultimo e Tenma a superare la sesta casa, difesa da Shijima di Virgo.[28] Shaka, dunque, è costretto a scontrarsi con il suo predecessore del XVIII secolo e i due si lanciano i rispettivi Tenbu Horin. La battaglia, però, viene interrotta da Shun e Shijima, non percependo alcuna oscurità in Shaka, decide di acconsentire alla richiesta di quest'ultimo, ovvero far proseguire il Saint di Andromeda e Tenma verso la casa successiva. Prima di ritornare nel Nirvana, Shaka spiega che Shun è colui che dovrà ereditare il Cloth della Vergine dopo di lui.[29]

    In seguito, insieme con gli altri Gold Saints della sua epoca, Shaka compare sotto forma di spirito per aiutare Atena e Shijima a uscire da una distorsione spazio-temporale.[30]

    Saintia Sho[modifica | modifica wikitesto]

    In Saintia Sho - Le Sacre Guerriere di Atena, che funge da spin-off del manga di Kurumada, Shaka aiuta nella difesa del Santuario, impedendo a Disnomia, una delle Driadi di Eris, di fa risorgere come Ghost i Gold Saints deceduti, e coordina le operazioni assieme agli altri suoi parigrado.

    Soul of Gold[modifica | modifica wikitesto]

    Nella serie ONA Soul of Gold, dopo aver distrutto il Muro del Pianto, tutti i Gold Saints (Shaka compreso) vengono misteriosamente riportati in vita come Einherjar nei territori di Asgard con l'obbiettivo di ostacolare il nuovo celebrante di Odino, Adreas Riise, e i suoi God Warrior (o Cavalieri di Asgard).[31] Affronta uno di questi, Baldr di Hraesvelg, che protegge Alfheim, la stanza della luce all'interno dell'albero Yggdrasil. Seppur inizialmente in difficoltà per via del corpo indistruttibile di Baldr, Shaka riesce a risvegliare il God Cloth (o Armatura divina), sconfiggendo il suo avversario.[32]

    Nel proseguo della serie si scopre che è stato Odino a riportare in vita i Gold Saints ad Asgard allo scopo di fermare Andreas Riise che, controllato da Loki, intende utilizzare Yggdrasil per far rinascere la lancia Gungnir, un'arma divina dal potere sconfinato. Shaka, che era stato catturato dalle radici di Yggdrasil, riappare nella battaglia finale contro Loki, quando, insieme con tutti i Gold Saints, interviene per soccorrere Aiolia del Leone e Aiolos del Sagittario.[33] Grazie a dei petali intrisi del sangue di Atena e inviati proprio dalla Dea dall'Elisio, i dodici risvegliano i loro rispettivi God Cloths definitivi, sconfiggono Loki e salvano Asgard. Prima di lasciare ancora una volta il mondo dei vivi, i Gold Saints vengono contattati da Poseidone che, risvegliato dal cosmo dei dodici, si offre di usare la propria forza divina per inviare i Gold Cloths in aiuto dei cinque Bronze Saints, impegnati a combattere Ade nell'Elisio.[34]

    Episode 0[modifica | modifica wikitesto]

    Questo mini-manga di Kurumada si svolge parallelamente alla fuga di Aiolos di Sagitter con la piccola Atena. Shaka è un giovanissimo Gold Saint, ancora troppo piccolo e immaturo per diventare Sacerdote. Dopo la scomparsa di Saga, che intanto si è sostituito con l'inganno al Sacerdote Shion, Shaka, insieme con la maggior parte dei Gold Saints, lascia il Santuario per fare un viaggio in giro per il mondo, allo scopo di acquisire esperienza e affinare le proprie tecniche combattive.[35]

    Personaggio[modifica | modifica wikitesto]

    Aspetto e personalità[modifica | modifica wikitesto]

    Shaka è un uomo alto, slanciato, dai lunghi capelli biondi e dagli occhi azzurri (che tiene costantemente chiusi per accumulare ulteriormente il proprio Cosmo). Quando non è provvisto del Gold Cloth, Shaka indossa una tunica: in alcuni flashback dell'anime classico è di colore rossa,[20] mentre in Soul of Gold è bianca.[36]

    Personaggio calmo, posato e riflessivo, Shaka è considerato l'uomo più vicino alla Dea Atena. Nonostante questo titolo, tuttavia, egli appare nella storia come un uomo pieno di sé, tracotante, senza pietà e, soprattutto, cieco dinanzi alle nefandezze del Grande Sacerdote. Prima dello scontro con Ikki, infatti, il Gold Saint della Vergine non si era mai posto il problema sulla vera natura del Grande Sacerdote, e credeva ciecamente che quest'ultimo fosse al servizio della giustizia.[8] Il fatto che Shaka non riesca a riconoscerne la malvagità è parzialmente spiegato in Episode G, dove scopriamo che la maschera e l'elmo del Sacerdote rendono impossibile scrutarne i pensieri, il che potrebbe aver contribuito a ingannare il Gold Saint della Vergine.[37] Lo scontro con Ikki in ogni caso riveste una grande importanza nel cambiamento di Shaka: infatti è grazie al sacrificio di Ikki che il dubbio sfiora per la prima volta il cuore del Gold Saint, facendo vacillare le sue convinzioni.[14] Di conseguenza, dopo la battaglia con Ikki, Shaka diventa un personaggio molto più compassato e umano che sviluppa una certa affinità con Atena.

    Cloth[modifica | modifica wikitesto]

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Armature (I Cavalieri dello zodiaco).

    Come tutti i Cavalieri di Atena anche Shura indossa un Cloth (o Sacra Armatura), più precisamente il Gold Cloth (o Armatura d'oro) della Vergine. Questa armatura rappresenta una fanciulla che prega in ginocchio.[8]

    In Saint Seiya: Soul of Gold, il Gold Cloth di Shaka riesce a evolversi temporaneamente in God Cloth (o Armatura divina); esso copre quasi totalmente la superficie del corpo di Shura ed è dotato di ali.[34] Nell'epilogo dello scontro con Loki, grazie a dei petali intrisi del sangue di Atena, Shaka riesce a risvegliare anche il God Cloth definitivo, che dura più a lungo di quello precedente.[34]

    Tecniche e abilità[modifica | modifica wikitesto]

    In qualità di Cavaliere d'oro, e quindi facente parte dell'élite dell'esercito della Dea Atena, Shaka possiede il Settimo senso, abilità che gli permette di muoversi e di lanciare attacchi alla velocità della luce, cioè 300.000 chilometri al secondo.[38][9] Non essendo solito impegnarsi in combattimenti fisici, i suoi poteri sono per lo più legati alla meditazione, grazie alla quale è in grado di generare emanazioni cosmiche e potenti illusioni anche a grande distanza dalla sua ubicazione.[39] Può inoltre lievitare, creare illusioni reali, ribaltare le tecniche nemiche,[8] teletrasportarsi[14] e cancellare la memoria agli avversari (come fa con Ikki nel manga).[11] Caratteristica particolare del personaggio è quella di mantenere gli occhi chiusi per accumulare ulteriormente il proprio cosmo e disporre di una grande riserva di energia da usare nei momenti di bisogno.[1][8] Nell'anime, durante lo scontro tra Ikki e i suoi discepoli, Agora di Lotus e Shiva di Pavo, dimostra di poter paralizzare avversari anche a lunghe distanze usando l'emanazione del suo cosmo.[20][21]

    Shaka viene definito «l'uomo in assoluto più vicino a Dio»[8], in quanto è l'unico tra i suoi parigrado a possedere l'Ottavo senso, padroneggiato all'età di sei anni,[1] che gli permette di entrare da vivo nell'Oltretomba (abilità propria solo degli Spectre di Ade, che però possono entravi e uscirne solo grazie alla protezione delle loro armature, cioè le Surplici).[17]
    Di seguito vengono riportare le tecniche usate dal personaggio nel corso dei vari manga e anime:

    • Tenma Kōfuku (天魔降伏?): Shaka concentra il suo cosmo nelle sue mani sotto forma di sfera luminosa, la quale esplode in un bagliore dorato che investe i nemici, uccidendoli dopo aver loro mostrato illusioni legate all'Oriente.[8] Nel doppiaggio italiano questa tecnica viene chiamata Abbandono dell'Oriente, mentre in Episode G diventa Sottomissione dei Demoni.[6]
    • Om (?): si tratta praticamente di un accumulo di energia, di solito nelle mani, che Shaka può far esplodere per scaraventare via i nemici.[8] Nel manga di Granata Press la tecnica viene chiamata Oom.[6]
    • Hāṃ (カーン Kān?): si tratta di una barriera protettiva, capace di fermare attacchi anche molto potenti. La barriera viene evocata con un solo gesto, solitamente della mano, e circonda Shaka come una sfera, fermando, e a volte anche rimandando indietro, i colpi nemici.[8] Il suo nome deriva dal Bija-Mantra di Fudō Myō-ō, protettore contro le impurità fisiche e spirituali. Nel manga di Granata Press e in Episode G viene chiamata Kaan.[6]
    • Tenkū Haja Chimi Mōryō (天空破邪魑魅魍魎?): non si tratta di un colpo fisico, bensì di una evocazione di spiriti provenienti da un'altra dimensione, i quali attaccano il nemico potendo anche risultare mortali. Agitando il suo rosario e facendolo tramite del suo immenso cosmo, Shaka richiama un'orda di spiriti dall'Ade che trascinano l'avversario verso la morte.[40] Nel doppiaggio italiano dell'anime classico questa tecnica è chiamata Elevatevi Spiriti. Danzate Ombre delle Tenebre, nel manga di Granata Press diventa Conquista del Cielo dei Mostri Malvagi, mentre in Episode G viene ribattezzata Spiriti Malefici, dominate il cielo.[6]
    • Rikudō Rinne (六道輪廻?): termine buddhista che indica l'eterno ciclo di trasmigrazioni secondo il quale ogni anima, a seconda del suo comportamento in una vita, trascorrerà una vita più o meno lunga in uno dei sei mondi della religione buddhista.[8] Il Rikudō Rinne porta la vittima alla morte, facendone perdere l'anima in uno dei sei Mondi Inferiori, ovvero: l'Inferno (地獄界 Jigokukai?), ove si soffre per l'eternità, il Mondo degli Spiriti (餓鬼界 Gakikai?), dove si patisce la fame, il Mondo delle Bestie (畜生界 Chikushōkai?), dove vige la legge del più forte e ci si massacra a vicenda come animali, il Mondo della Guerra (修羅界 Shurakai?), dove si è destinati a combattere per sempre, il Mondo degli Uomini (人界 Jinkai?), che non appartiene né al bene né al male, e infine il Mondo Celeste (天界 Tenkai?), ove si vive pieni di gioia, rischiando però di cadere in qualsiasi momento in uno degli altri cinque luoghi.[8] Nel doppiaggio italiano dell'anime classico la tecnica viene chiamata Volta di Minosse[6] e i mondi in cui la vittima viene confinata vengono descritti alla stregua dei gironi danteschi.[41] In Episode G, invece, la tecnica viene ribattezzata Sei Vie della Trasmigrazione.[6]
    • Tenbu Hōrin (天舞宝輪?): è l'attacco più potente di Shaka. Dopo aver aperto gli occhi, che solitamente tiene chiusi, Shaka espande il suo cosmo per colpire i sei sensi del nemico, uno dopo l'altro, rendendolo alla fine poco più di un vegetale, ancora vivo ma incapace di fare alcunché.[8] Nel doppiaggio italiano dell'anime classico questa tecnica è chiamata Sacro Virgo, nel manga di Granata Press diventa Tembu Hourini, mentre in Episode G viene tradotta Sacri Anelli Celesti Danzanti.[6]
    • Agyo (阿形 Agyou, lett. "Inizio"?): è il potere che Shaka utilizza per contrastare Ungyo (la "Fine") di Shijima in Next Dimension. Shaka utilizza il senso che solitamente tiene sigillato, cioè la vista, per generare una luce immensa capace di distruggere qualsiasi forma di oscurità.[28]

    Apparizioni in altri media[modifica | modifica wikitesto]

    Oltre ai manga e agli anime, Shaka compare in tre film. In L'ultima battaglia viene ucciso facilmente dai Demoni di Lucifero. Questa pellicola non è in continuità con la serie classica.
    Fa anche una breve apparizione in Le porte del paradiso (2005), ambientato dopo le battaglie contro Ade, dove viene punito per le sue azioni contro gli Dei e imprigionato, insieme agli altri Gold Saints (con l'eccezione di Aiolos), in una specie di scogliera d'ambra sulla Terra in stato di totale incoscienza. Inizialmente, questo film avrebbe dovuto essere l'inizio del seguito ufficiale della serie classica, con il benestare di Masami Kurumada, che aveva scritto un breve capitolo di prologo. Tuttavia, a seguito dello scarso successo del film al cinema, Le porte del paradiso venne successivamente disconosciuto dal mangaka, alludendo anche al fatto che molti elementi da lui proposti per la trama non furono usati dal regista Yamaguhi.[9]
    Nel film in CGI I Cavalieri dello zodiaco: La leggenda del Grande Tempio (2014), che ri-narra la battaglia alle Dodici Case, con modifiche alla trama e al design dei personaggi, le vicende di Shaka sono diverse, visto che sin da subito è dalla parte dei Bronze Saints protagonisti. Inoltre, mentre nel manga combatte contro Ikki, nel film ostacola Aiolia del Leone, controllato dal Grande Sacerdote, per permettere a Seiya e Shun di proseguire verso la casa successiva. In seguito, dopo aver rivelato a tutti che il Grande Sacerdote non è altri che Saga dei Gemelli, Shaka combatte quest'ultimo insieme con gli altri Gold Saints.

    Riferimenti alla cultura buddista[modifica | modifica wikitesto]

    Il personaggio di Shaka richiama continuamente la tradizione buddista. Durante lo scontro con il Gold Saint della Vergine, infatti, Ikki cerca di fuggire dal suo avversario, per poi ritrovarsi improvvisamente nella mano di una statua gigante di un Buddha. Questa scena, come dichiara lo stesso Shaka al Bronze Saint della Fenice, riferimento alla leggenda dello scimmiotto Sun Wukong, protagonista ddal romanzo di Wu Chengen Viaggio in Occidente. Durante un alterco con Buddha, Sun Wukong credette di aver volato per una distanza lontanissima, scoprendo però alla fine di aver solo camminato sul palmo della mano del venerabile. Simbolicamente, questa storia viene quindi usata per indicare come le capacità che a qualcuno possono sembrare sovrumane, siano misera cosa per altri, e che al mondo esiste sempre qualcuno di superiore.[8] La stessa scena è ripresa nella serie Soul of Gold, quando Shaka affronta Baldr di Hraesvelg.[32]

    I riferimenti alla cultura buddista aumentano durante la battaglia di Shaka contro gli Spectre. In questa occasione, infatti, si scopre che il Gold Saint non è altri che la reincarnazione di Buddha.[7] Più precisamente, il Gold Saint richiama continuamente la figura di Siddharta Gautama, il Buddha che è noto anche come Śakyamuni. Lo stesso nome Shaka non è che la translitterazione comunemente usata in Giappone per chiamare l'Illuminato della nostra era. Shaka incominciò a comunicare con Buddha alla tenera età di sei anni.[8] La divinità, oltre a delucidarlo sul ciclo della vita, gli insegnò che la morte può non essere la fine di tutto, e che in passato alcuni uomini, divenuti santi, sono riusciti a superarla. È proprio la comprensione di questo grande segreto, che verrà poi chiamato Ottavo Senso nella serie, a rendere Shaka «l'uomo più vicino a Dio», dove «vicino" è inteso nel senso di «simile».[7] Durante lo scontro con Saga dei Gemelli, Shura del Capricorno, Camus del'Acquario viene mostrato un flashback sulla vita di Shaka, nel quale il Gold Saint esclama le sue prime parole: Tenjō tenge yuiga dokuson, cioè Né sopra il cielo né al di sotto di esso (cioè in tutto il creato) esiste persona più preziosa di me.[7] Siddharta Gautama fece la stessa affermazione dopo aver compiuto sette passi in ciascuna delle otto direzioni.[42] Dopo essere stato colpito dall'Atena Exclamation, Shaka cessa la sua esistenza sotto gli alberi di sala.[7] Secondo la tradizione buddhista, anche Buddha era disteso tra un paio di alberi di sala quando morì.[43]

    Nel doppiaggio italiano dell'anime classico i dialoghi di Shaka sono stati adattati in modo da evitare riferimenti diretti al termine "dio" e alla cultura buddista. Il personaggio, dunque, non è più «l'uomo più vicino a Dio», bensì «l'uomo in assoluto più vicino ad Atena». Viene inoltre censurata la stessa figura di Buddha, rinominando l'Illuminato come L'oblio. Virgo viene poi erroneamente considerato il custode dell'Ade e una delle sue tecniche più letali, il Rikudō Rinne, ribattezzato in italia come Volta di Minosse, consiste nell'accompagnare il povero malcapitato di turno in un viaggio nei gironi danteschi (e quindi vengono cancellati i riferimenti ai sei mondi della religione buddhista).[41] L'adattamento italiano della serie Hades, invece, risulta essere quasi del tutto scevro di queste notevoli alterazioni.

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ a b c d Saint Seiya Encyclopedia, pp. 88-89.
    2. ^ a b c d e "I Cavalieri dello Zodiaco"
    3. ^ "I Cavalieri dello Zodiaco - I film"
    4. ^ a b c d "I Cavalieri dello Zodiaco - Hades"
    5. ^ a b "I Cavalieri dello Zodiaco - La leggenda del Grande Tempio"
    6. ^ a b c d e f g h i Gli adattamenti della serie
    7. ^ a b c d e f Saint Seiya,  vol. 21, cap. 77
    8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Saint Seiya,  vol. 10, cap. 35
    9. ^ a b c Raccolta delle interviste a Masami Kurumada, in icavalieri dello zodiaco.net, fansite. URL consultato il 20 marzo 2011.
    10. ^ Questa vicenda è raccontata nel capitolo 18 del manga, capitolo che segna la prima apparizione ufficiale di un Gold Saint, cioè lo stesso Shaka. In realtà, l'intero capitolo è uno speciale che fu scritto da Kurumada quasi un anno più avanti rispetto a quelli di questo periodo, in contemporanea con i primissimi capitoli della corsa per le Dodici Case, e solo in seguito, in occasione dell'uscita dell'edizione a volume, venne retroattivamente inserito nel volume 5.
    11. ^ a b Saint Seiya,  vol. 5, cap. 18
    12. ^ Saint Seiya,  vol. 7, cap. 27
    13. ^ Saint Seiya,  vol. 8, cap. 28
    14. ^ a b c Saint Seiya,  vol. 12, cap. 44
    15. ^ Saint Seiya,  vol. 14, cap. 50
    16. ^ Saint Seiya,  vol. 17, cap. 61
    17. ^ a b Saint Seiya,  vol. 22, cap. 83
    18. ^ Saint Seiya,  vol. 26, cap. 97
    19. ^ I Cavalieri dello zodiaco, episodio 41
    20. ^ a b c I Cavalieri dello zodiaco, episodio 54
    21. ^ a b I Cavalieri dello zodiaco, episodio 55
    22. ^ I Cavalieri dello zodiaco, episodio 56
    23. ^ I Cavalieri dello zodiaco, episodio 83
    24. ^ Saint Seiya Episode G,  vol. 1, cap. 5
    25. ^ Saint Seiya Episode G,  vol. 5, cap. 21
    26. ^ Saint Seiya Episode G,  vol. 6, cap. 24
    27. ^ Saint Seiya Episode G,  vol. 11, cap. 47
    28. ^ a b Saint Seiya - Next Dimension,  vol. 8, cap. 57
    29. ^ Saint Seiya - Next Dimension,  vol. 8, cap. 58
    30. ^ Saint Seiya - Next Dimension - Myth of Hades,  vol. 10, cap. speciale
    31. ^ Saint Seiya: Soul of Gold, ONA 1
    32. ^ a b Saint Seiya: Soul of Gold, ONA 8
    33. ^ Saint Seiya: Soul of Gold ONA 12
    34. ^ a b c Saint Seiya: Soul of Gold ONA 13
    35. ^ Saint Seiya: Episode 0, cap. 1
    36. ^ Saint Seiya: Soul of Gold, ONA 3
    37. ^ Saint Seiya Episode G,  vol. 6, cap. 24
    38. ^ Saint Seiya,  vol. 7, cap. 26
    39. ^ Saint Seiya,  vol. 20, cap. 72
    40. ^ Saint Seiya,  vol. 21, cap. 76
    41. ^ a b «Nei sei mondi di Ade di cui sono guardiano non brilla mai la luce del sole, ed un oceano di fiamme li circonda. Il primo mondo è popolato dalle anime di coloro che hanno tradito. La loro pena è quella di rimanere per l'eternità immersi in un mare di lacrime, le lacrime di chi ha riposto in loro fiducia e ne è rimasto deluso. Il secondo mondo è degli ingordi. La loro pena è quella di provare su di se i morsi della fame eterna, hanno tolto al poco per avere il molto. Soffriranno in eterno della privazione che hanno provocato. Il terzo mondo è popolato dalle anime degli ipocriti. La loro pena è quella di essere tramutati in bestie, per aver mostrato un'altra faccia sulla terra, in Ade sono la sembianza di un animale. Il quarto mondo è popolato dalle anime dei violenti. La loro pena è quella di combattere per l'eternità. Nessuno ne uscirà mai vincitore, come nessuno è mai uscito vincitore da alcuna guerra. Il quinto mondo è il mondo degli umani, la loro pena è quella essere costretti a cedere alle emozioni, la continua disputa violenta. Il sesto mondo, il mondo della dimenticanza. Nessuna pena è decretata per le anime per le anime imprigionate. L'unico conforto, quello di essere ricordate, non è però concesso loro. Simili a fantasmi, vagano in un limbo senza memoria!» (monologo di Shaka in I Cavalieri dello zodiaco, episodio 56)
    42. ^ Aśvaghoṣa. Buddhacarita, canto I, 15
    43. ^ (EN) Maha-parinibbana Sutta: The Great Discourse on the Total Unbinding" (DN 16), tradotto dal pali da Thanissaro Bhikkhu, su accesstoinsight.org.

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • Masami Kuramada, Saint Seiya, Tokyo, Shūeisha, 1985-1990, ISBN non esistente.
    • Megumu Okada, Saint Seiya - Episode G, Tokyo, Shōnen, 2002 (in corso), ISBN non esistente.
    • Masami Kuramada, Saint Seiya - Next Dimension - Myth of Hades, Tokyo, Shūeisha, 2006 (in corso), ISBN non esistente.
    • (JA) Masami Kuramada, Saint Seiya Taizen, Shueisha, maggio 2001, ISBN 4-8342-1690-X.
    • (JA) Chimaki Kuori, Saint Seiya - Saintia Shō, Shueisha, maggio 2003 (in corso), ISBN non esistente.

    Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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