Burgus

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Un tipico esempio di burgus.
Forte e testa di ponte, Szentendre-Dera, Danubio, Ungheria.

Burgus (in latino, Burgi al plurale o Turris) era una fortificazione di tarda età imperiale, nel cui significato poteva comprendere sia una torre sia un piccolo fortino, dotato di una fossato o di un vallum circostante. Il termine latino burgus deriverebbe dal greco purgos.

La parola Burgus appare per la prima volta nei testi tardo antichi, come ad esempio con Flavio Vegezio nella sua Epitomae rei militaris o in Orosio, nella Historiae contra paganos.

A partire dal 369 sotto Valentiniano I, cominciarono ad essere creati i primi esempi di burgi, vale a dire torri rettangolari a due piani, alte in media 8-12 m e larghe altrettanto, quasi fossero dei mini fortini che potevano contenere dei piccoli granai per le truppe di frontiera in movimento. Questo genere di costruzioni erano essenzialmente uno sviluppo successivo delle torri di avvistamento del limes del I e II secolo, con torri molto più grandi, spesso circondate da una palizzata e da un fossato. La prima datazione di queste costruzioni risalirebbe al IV secolo. Essi rappresentavano spesso un avamposto difensivo, che poteva comunicare con le retrovie o i grandi accampamenti militari dell'epoca, tramite un sistema di comunicazione visiva con torce o falò.

Presso queste costruzioni soggiornavano piccoli contingenti di soldati (limitanei), che avevano più che altro il compito di vigilare lungo le frontiere. È vero anche che col tempo, questi burgi cominciarono ad ingrandirsi fino ad avere la funzione di fortezza a protezione dei vicini villaggi, dentro la quale tendeva a rifugiarsi la popolazione contadina in caso di pericolo (invasioni barbariche), e comunque poteva ricoprire anche la funzione di "riserva di grano".

La base era normalmente di forma quadrata o rettangolare, in rari casi trapezoidale o circolare. Questa diversità non era casuale, torri quadrate se da un lato erano più facili da costruire in tempi relativamente brevi, erano certamente meno resistenti all'impatto di proiettili o di arieti, mentre quelle circolari, tuttavia, erano molto più difficili da costruire, sebbene fossero molto più solidi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Seeck, burgus, in Pauly-Wissowa, «Realencyclopädie» III-1, col. 1066s.