Murus gallicus

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Ricostruzione di murus gallicus a Bibracte.

Il Murus gallicus è un metodo di costruzione di fortificazioni difensive usato dalle popolazioni celtiche, soprattutto della Gallia (e diffusasi in seguito in buona parte dell'Europa occidentale) fin dall'Età del ferro, per proteggere gli antichi oppidum (centri cittadini) del periodo di La Tène.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione a Bibracte dell'antico Murus gallicus.

Così viene descritto da Cesare nel suo De bello Gallico:

« Tutte le mura della Gallia hanno questa stessa forma. Delle travi distanti l'una dall'altra 2 piedi (60 cm), sono appoggiate al suolo ad angolo retto rispetto alla linea delle mura, e per tutta la lunghezza delle mura ad intervalli regolari. Queste travi sono legate internamente e coperte da terra. Gli intervalli, di cui si è detto sopra, vengono riempiti sulla parte frontale con grossi sassi. Sistemati e cementati insieme, si aggiunge sopra un nuovo ordine di travi, che siano disposte in modo da mantenere lo stesso intervallo e che le stesse non si tocchino tra loro, ma intervallate da spazi identici tra una e l'altra, e siano racchiuse tra i sassi posti accanto alle stesse. Così l'intero muro è composto fino a raggiungere la corretta altezza. Questo muro... offre grandissimi vantaggi per difendere l'oppidum, in quanto la pietra difende dagli incendi ed il legno dagli arieti nemici, poiché è formato da travi intere lunghe 40 piedi, legate dall'interno, che non possono essere spezzate o estratte dal muro. »

(Gaio Giulio Cesare, De bello Gallico, VII, 23.)

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione del muro tipo Pfostenschlitzmauer a Burgstall (Finsterlohr)

In archeologia il murus gallicus è diviso in tre tipi[senza fonte]:

  • murus gallicus vero e proprio;
  • muro Fécamp, diffuso nella Gallia Belgica e costituito da un vallo di terra battuta sormontato da una palizzata e preceduto da un ampio fossato;
  • Pfostenschlitzmauer, diffuso in Gallia orientale e Germania meridionale, simile al murus gallicus ma con i pali verticali in vista.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Fonti moderne[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]