Dente di drago

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Tipico esempio di "denti di drago", nello sbarramento Pian dei Morti del Vallo Alpino in Alto Adige.
Esempio di dente danneggiato da un fulmine, che lascia intravedere la sua sezione

Il dente di drago era un ostacolo difensivo militare costruito in ferro e calcestruzzo, la cui forma era particolarmente efficace per arrestare l'avanzata di carri armati.

L'ostacolo era costruito utilizzando dei pali di legno infissi nel terreno e affogati in plinti di calcestruzzo. La parte superiore dei pali che fuoriusciva dal cemento veniva coperta con un cono metallico rendendoli simili, nella forma, ai denti di animale, in particolare a quelli di un mitologico drago, da cui il nome.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Venne utilizzato come ostacolo, durante la seconda guerra mondiale, per impedire l'avanzata di mezzi corazzati al posto dei più tradizionali fossati anticarro. Le strutture venivano posizionate soprattutto nelle zone acquitrinose, franose, paludose o nevose, dove i vantaggi di un normale fossato anticarro potevano essere vanificati a causa del materiale che poteva sovente ricoprire gli scavi. Più linee parallele di denti di drago ben impiantati in profondità nel terreno, rendeva questo tipo di ostacolo particolarmente efficace in tali zone.

Ulteriore vantaggio era costituito dal fatto che gli sbarramenti effettuati con denti di drago, al contrario di altre tipologie di ostacoli o barriere, permettevano il drenaggio delle acque o dei detriti di eventuali smottamenti; essi inoltre permettevano il passaggio di persone, ma non di veicoli o di mezzi corazzati, lesionando le ruote e i cingoli di tali mezzi qualora vi fossero passati sopra.

Una delle poche barriere erette utilizzando denti di drago si trovano presso lo sbarramento Pian dei Morti, una delle linee difensive del Vallo Alpino in Alto Adige.[1][2][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Bernasconi, Giovanni Muran, Le fortificazioni del Vallo Alpino Littorio in Alto Adige, Trento, editore Temi, maggio 1999, pp. 328 pagine, ISBN 88-85114-18-0.
  2. ^ (ITDE) Josef Urthaler, Christina Niederkofler; Andrea Pozza, Bunker, 2ª ed., editore Athesia [2005], 2006, pp. 244 pagine, ISBN 88-8266-392-2.
  3. ^ (EN) The anti-tank barrage at Pian dei Morti, fortweb.net. URL consultato il 18 ottobre 2014.

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