Muratura a sacco

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Muro a sacco con paramenti in pietra
Muro a sacco con paramenti in mattoni e riempimento in pietrisco e residui di lavorazione – tipico muro a sacco romano

La muratura a sacco è un tipo di muratura che si ritrova usata di frequente per la costruzione di edifici storici e opere difensive, consistente in due paramenti (muri) realizzati in pietra o mattoni paralleli e distanziati fra loro (aventi la funzione di cassero di contenimento e finitura superficiale), riempiti all'interno con una miscela di pietrisco e avanzi di lavorazione dei paramenti, legati da malta di cemento o di calce.
Il nome deriva dal fatto che i due muri costituiscono una specie di sacco nel quale viene versato il riempimento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La muratura a sacco nasce come evoluzione del terrapieno rivestito di assi, pietre o mattoni. Il rivestimento serviva a dare al terrapieno una resistenza maggiore e renderne più difficile la scalata da parte dei nemici. La diga di Sadd el-Khafara alta 14 metri e costruita in muratura a sacco nel Wadi Al-Garawi vicino ad Helwan in Egitto risale al 2900 – 2600 a.C.[1]

I Greci chiamavano la muratura a sacco emplecton[2][3] e ne fecero uso in particolare nella costruzione delle mura difensive delle loro poleis.

I Romani fecero largo uso della tecnica della muratura a sacco chiamandola opus coementicium, perché coementicium era il nome dato al riempimento gettato tra i due paramenti. La muratura a sacco venne usata durante i secoli fino ai nostri giorni, come attestano le costruzioni medievali di mura difensive e opere di grandi dimensioni.

La muratura a sacco "moderna" viene realizzata con un getto di calcestruzzo senza elementi di risulta e con armatura interna in acciaio. Questo consente di ottenere maggiore elasticità, ottima resistenza statica ed anti sismica e conservare l'unità tra forma e struttura tipica delle costruzioni con muri esterni portanti. Alle pareti a sacco così realizzate è possibile assegnare tutti i compiti strutturali, liberando gli spazi interni da eccessivi vincoli.[4]

Considerazioni statiche[modifica | modifica wikitesto]

La struttura composita della muratura a sacco non ha mai un comportamento monolitico. Essa infatti tende ad essere tripartita: la malta di legame del riempimento non riesce a dare sufficiente legame con i paramenti esterni e si creano, anche per fenomeni di ritiro della malta stessa, due piani di scivolamento tra il nucleo centrale e i due paramenti. Quanto più è piana e liscia la faccia interna del paramento (per esempio nel caso dei mattoni) tanto più facile è questo scollamento. Ne risulta un comportamento statico differente dei due elementi esterni e del nucleo. Il nucleo di scarsa qualità può subire uno schiacciamento ed arrivare ad espandersi creando una pressione orizzontale sui muri di contenimento e portare al collasso statico dell'intera muratura. Anche in assenza di schiacciamento il materiale del riempimento risulta, dal punto di vista statico, un elemento non essenziale. La capacità portante va assegnata per intero ai due paramenti e ai leganti usati in essi. I Romani fecero uso di murature a sacco (opus caementicium) dotate di paramenti molto ben realizzati sia per materiale che per tecnica. Tale accuratezza era dettata non solo dalla necessità di avere muri resistenti, ma anche da motivi estetici.

Al giorno d'oggi la muratura a sacco è sconsigliata per la sua scarsa resistenza strutturale. Laddove si voglia mantenere la tecnica costruttiva, si consiglia il riempimento con calcestruzzo di cemento che, pur non garantendo un perfetto comportamento monolitico, dà al nucleo una resistenza alla compressione confrontabile con quella dei paramenti di contenimento.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Robert B. Jansen "Advanced dam engineering for design, construction, and rehabilitation" - Edited by RObert B. Jansen - Springer, 1988.
  2. ^ (EN) R. A. Tomlinson Emplekton Masonry and 'Greek Structura' - The Journal of Hellenic Studies - Vol. 81, (1961), pp. 133-140
  3. ^ (EN) Nic Fields & Brian Delf - Ancient Greek fortifications 500-300 BC - Osprey Publishing, 2006.
  4. ^ A. Acocella, L'architettura del mattone faccia a vista, Roma 1989
  5. ^ http://www.laprotezionecivile.com/Archivio/dir_articoli/200712031639070.Corso%20di%20costruzioni%20-%20Edifici%20in%20muratura.pdf

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]