Brave (browser)

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Brave
software
Logo
Schermata di esempio
GenereBrowser
SviluppatoreBrendan Eich
Data prima versione2016
Ultima versione1.22.71 (1º aprile 2021)
Sistema operativoMultipiattaforma
LinguaggioJavaScript
C
CSS
Licenza[1]
(licenza libera)
LinguaMultilingua
Sito webbrave.com/

Brave è un browser open-source multipiattaforma specializzato nella protezione della privacy, basato sul progetto Chromium. Il browser è stato ideato e annunciato dal creatore di JavaScript e co-fondatore di Mozilla, Brendan Eich. È disponibile per Windows, macOS, Linux, Android e iOS.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Brave è sviluppato da Brave Software, fondata il 28 maggio 2015 dal CEO Brendan Eich — creatore di JavaScript, cofondatore di Mozilla ed ex CEO di Mozilla Corporation — e dal CTO Brian Bondy. Il 20 gennaio 2016 Brave Software ha lanciato la prima versione di Brave con una funzione di blocco delle pubblicità parziale e ha annunciato piani per una funzione di sostituzione degli annunci e un programma di compartecipazione alle entrate.[3] Successivamente si è arrivati al blocco totale della pubblicità.

Nel giugno 2018, Brave ha rilasciato una versione beta pay-to-surf del browser. Questa versione di Brave era precaricata con circa 250 annunci e inviava un registro dettagliato dell'attività di navigazione dell'utente, con lo scopo (a breve termine) di testare questa funzionalità. Brave ha annunciato che sarebbero seguite prove estese.[4] È stato poi adottato un meccanismo diverso: se l'utente decide di ricevere pubblicità personalizzata (in forma di notifiche del sistema operativo) per accumulare BAT, gli annunci vengono scelti dal browser solo sulla base della cronologia locale di navigazione, senza condividere o memorizzare dati e preferenze personali (neppure con Brave Software). In ogni caso, la visualizzazione degli annunci ricompensati è opt-in e quindi l'utente non interessato può sempre decidere di non riceverli affatto.

Nel novembre 2019, Brave ha lanciato Brave Ads, vale a dire annunci tramite notifiche del sistema operativo che cedono agli utenti una quota del 70% delle entrate pubblicitarie, pagate in Basic Attention Token convertibili. Gli inserzionisti includono Vice, eBay, Home Chef, ConsenSys, eToro e altri.[5]

Brave ha lanciato la sua prima versione stabile 1.0 nel novembre 2019, con 8,7 milioni di utenti attivi mensilmente in totale. A quel tempo, aveva circa 3 milioni di utenti attivi su base giornaliera.[6]

Nel novembre 2020, Brave ha riferito di avere 20 milioni di utenti mensili[7][8] e nel febbraio 2021 ha superato i 25 milioni di utenti mensili attivi.[9]

Funzionalità[modifica | modifica wikitesto]

Protezione della privacy[modifica | modifica wikitesto]

Brave blocca automaticamente la pubblicità online e i cookie traccianti. Integra inoltre una serie di funzionalità finalizzate a tutelare la privacy dell'utente, tra cui il blocco del fingerprinting e l'upgrade automatico a HTTPS. Alcune di queste funzionalità sono disponibili anche per altri browser sotto forma di estensioni, ma Brave le fornisce già integrate e ottimizzate.[10][11]

Inoltre, il browser è provvisto di supporto per Tor nella modalità di navigazione privata della versione desktop.[12] È quindi possibile navigare con Tor senza installare separatamente il Tor Browser.[2]

Basic Attention Tokens[modifica | modifica wikitesto]

Brave consente facoltativamente agli utenti di essere ricompensati in Basic Attention Tokens (BAT) per ogni annuncio sponsorizzato che decidono di guardare mentre navigano,[11] sotto forma di notifica push o del sistema operativo. Gli utenti ricevono il 70% del ricavato dagli annunci, senza dover cliccare su questi ultimi. I BAT, creati appositamente per Brave, sono basati sulla criptovaluta Ethereum e sono convertibili in altre valute o criptovalute.[2]

I BAT possono essere usati anche per inviare donazioni o pagamenti ai creatori di contenuti che decidono di accettarli,[11] sia nel proprio sito web che in piattaforme social come YouTube, Twitter, Reddit e Twitch. In questo caso, oltre all'apposito pulsante nella barra di navigazione, appare automaticamente un pulsante nella pagina web per pagare l'autore dei contenuti o il proprietario della pagina, sia una tantum sia come donazioni periodiche. Tra i principali siti web (nella classifica di Alexa Internet) che accettano pagamenti in BAT ci sono Wikipedia, il Washington Post, Archive.org, SourceForge.[13]

Estensioni[modifica | modifica wikitesto]

Essendo basato su Chromium, Brave supporta le estensioni del Chrome Web Store.[2]

Altre funzionalità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ browser-laptop/LICENSE.txt at master (TXT), GitHub. URL consultato il 26 luglio 2018.
  2. ^ a b c d Download Brave Browser. Cos'è Brave. Guida Completa 2020, su criptonotizia.com, 31 marzo 2020. URL consultato il 1º gennaio 2021.
  3. ^ (EN) Anthony Ha, With Brave Software, JavaScript's Creator Is Building A Browser For The Ad-Blocked Future, su techcrunch.com, 20 gennaio 2016. URL consultato il 28 marzo 2021.
  4. ^ (EN) Natasha Lomas, Blockchain browser Brave starts opt-in testing of on-device ad targeting, su techcrunch.com, 20 giugno 2018. URL consultato il 28 marzo 2021.
  5. ^ (EN) Blockchain browser Brave makes push to reward content makers and YouTubers, su social.techcrunch.com, 6 dicembre 2017. URL consultato il 28 marzo 2021.
  6. ^ (EN) Brave Launches Next-Generation Browser that Puts Users in Charge of Their Internet Experience with Unmatched Privacy and Rewards, su brave.com, 13 novembre 2019. URL consultato il 28 marzo 2021.
  7. ^ (EN) Catalin Cimpanu, Brave becomes first browser to add native support for the IPFS protocol, su zdnet.com. URL consultato il 28 marzo 2021.
  8. ^ (EN) Billy Bambrough, Millions Of Google Chrome Users Are Suddenly Making A Surprising Switch Because Of One Critical Feature, su forbes.com, 13 novembre 2020. URL consultato il 28 marzo 2021.
  9. ^ (EN) Brave Passes 25M MAUs and 8M DAUs, su brave.com, 2 febbraio 2021. URL consultato il 28 marzo 2021.
  10. ^ Confronto del browser Firefox con Brave, su mozilla.org. URL consultato il 31 dicembre 2020.
  11. ^ a b c https://brave.com/features/
  12. ^ Shankland Stephen, Brave migliora la privacy del browser con le schede Tor-powered, CNET. URL consultato il 27 settembre 2018.
  13. ^ https://batgrowth.com/publishers

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]