Angelo Clareno

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Epistole

Angelo Clareno, al secolo Pietro (Chiarino, 1255 circa – Marsicovetere, 15 giugno 1337), è stato un religioso italiano, frate dell'Ordine dei Francescani, che aderì alla corrente degli spirituali diventandone l'esponente di spicco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1274 entrò nell'ordine dei francescani di Cingoli (o di Fossombrone) e presto aderì alle idee del mistico calabrese Gioacchino da Fiore e alla corrente spirituale dell'Ordine, considerata dalle autorità ecclesiastiche un'eresia. Per questo motivo fu condannato al carcere a vita nel 1280. Liberato verso il 1289, fu inviato in Armenia, da dove tornò in Italia nel 1294 con l'elezione al pontificato di Celestino V. Gli spirituali ripresero ad essere perseguitati dal successivo pontefice Bonifacio VIII e nel 1299 Angelo si rifugiò per alcuni anni in Grecia. In Grecia acquisì una discreta conoscenza del greco e si dedicò alla traduzione in latino di varie opere patristiche come la La scala del Paradiso di Giovanni Climaco.[1] Rientrò nel 1305, alla scomparsa di papa Bonifacio, e divenne il capo degli spirituali delle Marche e dell'Umbria: i suoi seguaci furono successivamente denominati clareni in onore del loro capo.

Nel 1311 fu convocato ad Avignone, dove fu processato e scagionato da papa Clemente V; ma in seguito, avendo ottenuto un gran seguito di popolo anche per aver incitato alla ribellione gli spirituali di Narbona durante una cerimonia in memoria di Pietro di Giovanni Olivi, nel 1317 venne scomunicato da papa Giovanni XXII, il grande nemico degli spirituali che lo consideravano la perfetta impersonificazione dell'Anticristo.

Protetto dal cardinale Giacomo Colonna, alla morte di questi, nel 1318, dovette fuggire a Subiaco, dove fondò l'ordine dei Fraticelli (o Fratelli della vita povera) organizzato come un ordine francescano indipendente e contestò la legittimità dell'autorità papale. Per sfuggire all'Inquisizione si ritirò infine a Marsicovetere, in Basilicata, presso il convento di Santa Maria dell'Aspro, dove attirò tantissimi fedeli del luogo, avendo prodotto un'effervescenza religiosa basata su una spiritualità che predicava la povertà degli ecclesiastici e il rinnovamento della vita in attesa dell'Apocalisse. Qui Angelo Clareno spirò il 15 giugno 1337 e la sua tomba divenne meta di frequenti pellegrinaggi. Clareno fu venerato dai suoi seguaci che lo consideravano beato e crearono, ispirandosi al suo insegnamento, la Congregazione dei Clareni, riconosciuta dalla Chiesa[2] e unita definitivamente ai francescani osservanti da Pio V con la bolla Beatus Christus salvatoris del 23 gennaio 1568.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arsenio Frugoni, ANGELO Clareno, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 24 novembre 2017..
  2. ^ C. Schmitt, DIP, vol. II (1975), col. 1114.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Chronicon seu Historia septem tribulationum Ordinis Minorum – edizione Historia septem tribulationum Ordinis Minorum, Roma, nella sede dell'Istituto, 1999. URL consultato il 30 aprile 2015.
  • Expositio super regulam fratrum minorum
  • Apologia ad Alvarum Pelagium
  • Epistole – edizione Epistole, Roma, nella sede dell'Istituto, 1980. URL consultato il 30 aprile 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lydia von Auw, Angelo Clareno et les spirituels italiens, Edizioni di storia e letteratura, Roma 1979. ISBN 978-88-6372-247-5
  • Angelo Clareno Francescano. Atti del XXXIV Convegno Internazionale della Società Internazionale di Studi Francescani e del Centro Interuniversitario di Studi Francescani (Assisi, 5-7 ottobre 2006), Fondazione Centro italiano di studi sull'alto medioevo, Spoleto 2007. ISBN 978-88-7988-053-4
  • Felice Accrocca, Un ribelle tranquillo. Angelo Clareno e gli Spirituali francescani tra Due e Trecento, Assisi 2009. ISBN 978-88-270-0651-1
  • Gian Luca Potestà, Angelo Clareno: dai poveri eremiti ai fraticelli, Istituto storico italiano per il medio evo, Roma 1990. ISBN 0-00-391847-5
  • Arnaldo Sancricca, La definitiva incorporazione dei “Fratres” di Angelo Clareno nell'Osservanza Cismontana con riferimenti attinenti allo stato dei conventi nella Marca, in “Studi Maceratesi", 43 (2009), pp. 230–309.
  • Arnaldo Sancricca, L'Eremo di s. Maria di Capodarco alla Foresta. La presenza dei frati della "Societas" di Angelo Clareno nella documentazione apostolica del XIV e del XV secolo, R&V Territorio Capodarco di Fermo 2013.
  • Arnaldo Sancricca, I "fratres" di Angelo Clareno. Da Poveri eremiti di papa Clestino a frati Minori della provincia di s. Girolamo "de Urbe" attraverso la genesi del Terz'ordine Regolare di s. Francesco in Italia, in Collana Studi Storico Critici della Provincia Picena s. Giacomo della Marca, n.s. vol. 2, Edizioni Simple Macerata 2015. (612 + XXII pp.) ISBN 978-88-6924-076-8

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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