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Giovanni Climaco

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San Giovanni Climaco
Lestvichnik.jpg
Icona di San Giovanni Climaco
 

Abate

 
Nascita525/575 circa
Morte603/650 circa
Venerato daChiesa cattolica e Chiesa ortodossa
Ricorrenza30 marzo

San Giovanni Climaco, noto anche come Giovanni della Scala, Giovanni Scolastico e Giovanni Sinaita (in greco antico: Ἰωάννης τῆς Κλίμακος; 525/575 circa – Monte Sinai, 603/650 circa[1]), è stato un monaco cristiano. È venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica che da quelle ortodosse.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non abbiamo notizie sul luogo e sulla data di nascita di Giovanni, né sulla sua infanzia e gioventù. Esiste uno scritto biografico su Giovanni, opera del monaco Daniele di Raithu,[2] che però non può essere usato per stabilire date certe, ma al più relative.[3] Per la sua datazione gli studiosi hanno considerato i personaggi citati nell'opera principale di Giovanni, La scala, ma non sono concordi sul periodo in cui visse: secondo alcuni, Giovanni sarebbe nato intono al 525 e morto intorno al 603;[3] altri hanno spostato avanti queste date di circa cinquant'anni, collocando la sua vita tra il 575 e il 650 circa.[4]

Giovanni ebbe probabilmente una buona formazione intellettuale, da cui gli derivò il soprannome Scolastico.[5] All'età di sedici anni si trasferì sul monastero del Sinai, diventando novizio sotto l'egida di un monaco chiamato Martyrius.[5] Quando quest'ultimo morì, Giovanni, che viveva sul Sinai ormai da vent'anni o che aveva vent'anni,[6] desiderando praticare a sé stesso le più grandi mortificazioni corporali, si trasferì in una caverna ai piedi del monte, in una valle chiamata Tholas, dove iniziò a vivere come eremita.[5] Rimase in quel luogo all'incirca quarant'anni, studiando la dottrina cristiana e le vite dei santi e ponendo le basi per diventare uno dei più conosciuti Padri della Chiesa. In seguito fu eletto igumeno (superiore) del monastero del Sinai; mantenne questa carica per un certo tempo (forse quattro anni[7]) e poi la lasciò al fratello Giorgio, al quale predisse che dieci mesi più tardi lo avrebbe raggiunto nella tomba.[8] Durante il periodo in cui era igumeno, sarebbe stato in comunicazione con papa Gregorio Magno[9] e sarebbe stato destinatario di una certa quantità di denaro che il papa gli avrebbe inviato per un luogo di ricovero per i pellegrini che giungevano al Sinai,[8] ma questa tradizione è ritenuta poco probabile.[10]

Le opere dottrinali[modifica | modifica wikitesto]

Icona della Scala.

La sua opera più famosa è la Scala della divina ascesa (in greco antico: Klimax theias anodou) o Scala del paradiso, a volte tramandata con i titoli Tavole spirituali (Plakes pneumatikai) o Discorso ascetico (Logos asketikos),[11] composta in lingua greca su richiesta di Giovanni, abate di Raithu.[12] Scrisse inoltre il Liber ad Pastorem, una regola per i superiori dei monasteri forse ispirata alla Regula Pastoralis di papa Gregorio Magno.[13]

La Klimax descrive il metodo con cui riuscire a innalzare la propria anima a Dio, utilizzando la metafora della Scala.[14] Il libro enuclea le principali virtù e i principali difetti della vita monacale, individuando nella tranquillità interiore ed esteriore (Esichia, in greco antico: ἡσυχία, hesychia) l'essenza della beatitudine mistica cristiana.[13] Vi sono trenta gradini da superare, che corrispondono all'età di Gesù dalla sua nascita al battesimo nel Giordano e l'inizio del suo ministero.[7] Vi sono numerose icone che riprendono allegoricamente tale percorso, raffigurando persone che salgono tale scala: alla fine di questa c'è Gesù che accoglie chi riesce a giungere all'ultimo gradino, mentre nel mezzo vi sono figure di angeli e diavoli che cercano rispettivamente di aiutare i cristiani nel loro cammino o di farli scivolare giù, indipendentemente da quale gradino abbiano raggiunto. Fondamentale per il monaco è la virtù dell'obbedienza, in particolare ai comandamenti di Dio e al padre spirituale, e la lettura della Bibbia, che illumina la mente del monaco e lo aiuta a concentrarsi.[15]

Questo libro, che già nell'antichità ebbe un grande successo e fu tradotto in latino, siriaco, armeno, arabo, slavo,[7] è uno dei più letti tra i cristiani ortodossi, soprattutto durante il periodo di Quaresima.[16]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno della sua ricorrenza cade il 30 marzo per tutte le Chiese da cui è venerato. La chiesa ortodossa lo commemora anche la quarta domenica di Quaresima.[16] Molte chiese sono a lui dedicate in Russia, inclusa una, munita di torre campanaria, nel Cremlino a Mosca. Anche se Giovanni Climaco è conosciuto anche con il nome di Scolastico, non va tuttavia confuso con Giovanni III Scolastico, Patriarca di Costantinopoli.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Scala paradisi, 1483
  • Giovanni Climaco, Scala paradisi (in italiano), a cura di Cristoforo Pensi, Questo libro fu facto in Venetia, 1492. URL consultato il 30 aprile 2015.
  • Giovanni Climaco, La scala del paradiso, a cura di Rosa Maria Parrinello, Milano, Edizioni Paoline, 2007.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ EBR, col. 441; DSp, col. 369.
  2. ^ PG 88, 596-608.
  3. ^ a b EBR, col. 441.
  4. ^ DSp, coll. 371-372.
  5. ^ a b c DSp, col. 370.
  6. ^ Il dato deriva dalla Vita scritta dal monaco Daniele, che però in questo punto è ambigua e si presta ad entrambe le interpretazioni (DSp, col. 370).
  7. ^ a b c EBR, col. 442.
  8. ^ a b DSp, col. 371.
  9. ^ Se si accetta la datazione alta, poiché la lettera indirizzata ad un "Giovanni abate del Sinai" (Registri Epistolarum, XI, 1 = PL 77, 1117-1119) è del 601.
  10. ^ Louth, p. 345.
  11. ^ Parrinello, p. 80.
  12. ^ Prologo = PG 88, 632 A; la lettera di richiesta e la lettera di risposta sono pubblicate in PG 88, 623 A-628 C.
  13. ^ a b NDPAC, col. 2212.
  14. ^ La metafora è di origine biblica: Genesi 28,12 (EBR, col. 442).
  15. ^ EBR, col. 442-443.
  16. ^ a b HDOC, pp. 176-177.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (GRCLA) Jacques-Paul Migne (a cura di), Patrologia Graeca, vol. 88, 1864.
  • (FR) Guerric Couilleau, Jean Climaque (saint), in Dictionnaire de spiritualité, vol. 8, Parigi, Beauchesne, 1974, coll. 369-389.
  • (EN) Michael Prokurat, Alexander Golitzin e Michael D. Peterson, Historical dictionary of the Orthodox Church, Scarecrow Press, Inc., 1996.
  • Tomáš Špidlík, Giovanni Climaco, in Nuovo dizionario patristico e di antichità cristiane, vol. 2, Marietti 1820, 2007.
  • (EN) Andreas Müller, Climacus, John, in Encyclopedia of the Bible and its Reception, vol. 5, Berlino-Boston, De Gruyter, 2012, coll. 441-445.
  • (EN) Andrew Louth, Gregory the Great in the Byzantine Tradition, in Bronwen Neil e Matthew Dal Santo (a cura di), A Companion to Gregory the Great, Leiden-Boston, Brill, 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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