Anderson Paak

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Anderson .Paak
Anderson Paak at Red Rocks.jpg
Anderson Paak nel 2017
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereAlternative R&B[1]
Alternative hip hop[1]
Contemporary R&B[1]
Periodo di attività musicale2011 – in attività
Strumentovoce, batteria
Gruppi attualiSilk Sonic
Album pubblicati7
Studio7
Sito ufficiale

Brandon Paak Anderson, meglio noto come Anderson Paak (stilizzato Anderson .Paak) e conosciuto in precedenza anche come Breezy Lovejoy (Oxnard, 8 febbraio 1986), è un cantante, rapper, batterista e produttore discografico statunitense.

Ha pubblicato i suoi primi due album in studio, Lovejoy e O.B.E. Vol.1, nel 2012 sotto il nome di Breezy Lovejoy. Il 28 ottobre 2014 commercializza il suo terzo album Venice, usando lo pseudonimo di Anderson .Paak,[2] seguito dal quarto album in studio Malibu che ha pubblicato il 15 gennaio 2016.[3] Nel corso della sua carriera, Paak ha vinto 4 Grammy Awards.[4] Oltre alla sua carriera da solista, nel 2015, forma il duo NxWorries insieme al suo produttore discografico Knxwledge. Paak è membro anche della band The Free Nationals.

È noto anche per le sue collaborazioni con Dr. Dre nell'album Compton del 2015, dove vanta otto featuring con Dr. Dre.

Biografia e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e periodo precedente alla fama[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Oxnard, in California, Paak è nato da madre di origine afroamericana e coreana e da padre di origine afroamericana.[5] Inizia a produrre musica in maniera autonoma già durante l'adolescenza: inizia ad esibirsi nella chiesa frequentata dalla sua famiglia e proprio qui conosce la sua futura moglie.[6] Negli anni successivi, prima di ottenere successo come musicista, Paak lavora in una piantagione di marijuana presso Santa Barbara: nel 2011 viene tuttavia licenziato all'improvviso e diventa un senzatetto insieme a sua moglie e al loro figlio, ai tempi un bambino molto piccolo.[6] Successivamente riesce comunque ad ottenere dei riconoscimenti nel mondo della musica di New York, ottenendo finanziamenti da parte di alcuni rapper per la produzione dei suoi primi due album, Lovejoy e O.B.E. Vol.1, che vengono pubblicati nel corso del 2012 con lo pseudonimo di Breezy Lovejoy. Sempre nel 2012 lavora come batterista per la cantante Haley Reinhart.[7] Nel 2013 pubblica l'EP Cover Art, costituito interamente da cover di canzoni folk e rock rilette in chiave pop, R&B e hip hop.[8]

Venice, Malibu, Oxnard e Ventura (2014-2019)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 pubblica l'album Venice e assume definitivamente lo pseudonimo di Anderson Paak. Nel 2015 collabora col rapper Dr. Dre su sei canzoni del suo album Compton e con The Game su due canzoni dell'album The Documentary 2.5 e apre i concerti dell'Enter The Void Tour di Jhené Aiko. Nel 2016 pubblica l'album Malibu, che ottiene un forte apprezzamento da parte della critica.[9] Nello stesso anno realizza l'album collaborativo Yes Lawd!, che ottiene un'ottima accoglienza da parte della critica,[10] e firma un contratto discografico con la Aftermath Entertainment di Dr. Dre. Nel 2018 pubblica il singolo Til It's Over, che viene utilizzato da parte di Apple per un suo spot pubblicitario e inserita in una playlist ufficiale relativa al videogioco Forza Horizon 4.[11] Nello stesso periodo è autore di due canzoni dell'album di Christina Aguilera Liberation.

Il successivo 16 novembre pubblica l'album Oxnard, che include collaborazioni con Kendrick Lamar, Snoop Dogg, Pusha T e J. Cole e presenta uno stile fortemente funky, oltre a includere una canzone intributa all'amico defunto Mac Miller.[12] Segue un tour mondiale atto a promuovere l'album, intitolato Andy's Beach Club World Tour.[13] Nel 2019 vince il suo primo Grammy Award per il brano Bubblin e pubblica l'album Ventura, che lo riporta verso uno stile maggiormente hip hop e R&B oriented e include collaborazioni con artisti come André 3000, Smokey Robinson, Brandy e Nate Dogg.[14] Grazie al progetto vince 2 Grammy Awards: Best R&B Album e Best R&B Performance per il brano Come Alive con André 3000.[4] Successivamente intraprende un tour per la promozione del disco, coinvolgendo opening act del calibro di Thundercat, Mac DeMarco, Earl Sweatshirt, Noname e Jessie Reyez.[15]

Silk Sonic (2020-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Silk Sonic.

Nel gennaio 2020 collabora con Eminem nel brano Lock It Up.[16] Successivamente collabora con Justin Timberlake nel singolo Don't Slack e con Rick Ross in Cut Me In che viene utilizzato come brano del film Tom & Jerry. pubblica il singolo Lockdown, incentrato su tematiche afferenti alla pandemia di Covid-19 e al Black Lives Matter.[17] Nel febbraio 2021 Bruno Mars e Anderson Paak hanno annunciato di aver formato un duo musicale chiamato Silk Sonic, rivelando di pubblicare il primo singolo nel mese di marzo dello stesso anno.[18] Nel marzo 2021 Paak si aggiudica il suo quarto Grammy nella categoria Best Melodic Rap Performance.[4]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 2014 – Drugs
  • 2014 – Miss Right
  • 2015 – The Season / Carry Me
  • 2015 – Am I Wrong (feat. Schoolboy Q)
  • 2015 – Room in Here (feat. The Game)
  • 2016 – Come Down (feat. T.I.)
  • 2018 – Til It's Ove
  • 2018 – Bubblin
  • 2018 – Tints (feat. Kendrick Lamar)
  • 2018 – Who R U?
  • 2019 – King James
  • 2019 – Make It Better (feat. Smokey Robinson)
  • 2020 – Don't Slack (feat. Justin Timberlake)
  • 2020 – Lockdown
  • 2020 – Cut Me In (feat. Rick Ross)

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Lock It up - feat. Eminem (2020)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Anderson Paak, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) Mosi Reeves, 10 New Artists You Need To Know: November 2014 – Anderson Paak, su rollingstone.com, Rolling Stone, 1º novembre 2014.
  3. ^ (EN) Review: Anderson .Paak More Than Makes Up for Lost Time on ‘Malibu’, su spin.com.
  4. ^ a b c (EN) Anderson .Paak, su GRAMMY.com, 15 dicembre 2020. URL consultato il 16 marzo 2021.
  5. ^ (EN) Episode 54: Anderson .paak, su KINDA NEAT, 2 aprile 2014. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  6. ^ a b (EN) Anderson .Paak Interview With The Breakfast Club, su YouTube, 28 luglio 2016. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  7. ^ (EN) Anderson use to be a drummer for American Idol contestant Haley Reinhart., su Capital XTRA. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  8. ^ (EN) The Sound of Tomorrow with Anderson Paak & The Free Nationals (LIVE) March 7th, 2015, su web.archive.org, 31 gennaio 2016. URL consultato il 26 febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2016).
  9. ^ (EN) Nathan Slavik, Life After Dre: Anderson .Paak on 'Compton,' Style & His New Album, su DJBooth, 1º ottobre 2015. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  10. ^ (EN) Yes Lawd! by NxWorries. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  11. ^ (EN) Apple HomePod - Welcome Home, su TV Advert Music, 8 marzo 2018. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  12. ^ (EN) Yassine Jean, Anderson .Paak Pays Homage to His Friend Mac Miller on the Celebratory Track "Cheers", su Okayplayer, 16 novembre 2018. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  13. ^ (EN) Anderson .Paak Kicks off Andy's Beach Club World Tour, su LNTV, 5 marzo 2019. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  14. ^ (EN) Althea Legaspi, Anderson .Paak Details New Album 'Ventura,' Plots Tour, su Rolling Stone, 28 febbraio 2019. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  15. ^ (EN) Noah Yoo e Tim Mosenfelder, Anderson .Paak Announces New Album Ventura and Tour With Mac DeMarco, Earl Sweatshirt, Thundercat, More, su Pitchfork. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  16. ^ (EN) Eminem (Ft. Anderson .Paak) – Lock It Up. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  17. ^ (EN) Will Lavin, Anderson .Paak shares moving video for Juneteenth single 'Lockdown', su NME, 19 giugno 2020. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  18. ^ Camilla Sernagiotto, Bruno Mars e Anderson Paak formano una band, Silk Sonic, su tg24.sky.it, Sky TG24, 26 febbraio 2021. URL consultato il 26 febbraio 2021.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2100145857123522922015 · ISNI (EN0000 0004 5512 8183 · LCCN (ENno2016023042 · GND (DE1180050673 · WorldCat Identities (ENlccn-no2016023042