Alione

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Stemma della
famiglia Alione
Blason Saint-Brieuc.svg
Blasonatura
D'azzurro al grifo d'oro

« La famiglia degli Alione era certamente tra le più illustri ed antiche dell'astigiano,
giacché nel Codex Astensis noi li troviamo credendarii della città,
o rettori delle quattro associazioni fin dall'anno 1273 »

(Giacomo Gorrini, Il Comune di Asti e la sua storiografia , 1884)

La famiglia Alione o Allione o Allioni è una delle più antiche famiglie della città di Asti appartenente alle "casane", quel gruppo cioè di famiglie che ottennero la loro ascesa sociale non per discendenza patrizia, ma in seguito al prestito della valuta ed al commercio.

Di probabile origine celtica[non chiaro][senza fonte], in Asti ha dato i natali al famoso commediografo cinquecentesco Giovan Giorgio Alione e nella sua diramazione di Savigliano allo studioso del XVIII secolo di scienze naturali Carlo Allioni, definito il "Linneo piemontese" e famoso in tutta Europa per la sua opera "Flora Pedemontana".[1]

Di origine comune sono anche gli Alioni della Valle Maira e del Saluzzese, la tesi è avvalorata anche dalla medesima arma gentilizia: un grifone in campo d'oro.

Il ramo di Borgo San Dalmazzo, originario di Dronero, divenne feudatario di Brondello e l'ultima discendente della famiglia Marianna Allioni divenne sposa di Giuseppe Bava Beccaris, avo del famoso generale Fiorenzo Bava Beccaris, noto soprattutto per la feroce repressione dei moti milanesi da lui guidata nel 1898.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il professor Gian Domenico Serra, già nel 739, nella regione delle Alpi Cozie tra la valle di Susa (Italia) ed il Saluzzese erano presenti individui denominati Allioni, Ellioni, Allionicus o Alioni.[2]

Nei secoli successivi si trovarono notizie di Alioni diramati in tutto il Piemonte:nell'Albese (Bonifacius nel 1281), nel Casalese (Johannes nel 1297), nell'Alessandrino e nel Fossanese in cui Bonifacio fu Podestà della città nel 1271.

Il primo Alione che comparve in un documento ufficiale è riferito ad un Alione de Aste in un atto di permuta di beni nell'anno 916.[3] In seguito, nelle stesse carte comparvero altri discendenti della famiglia: uno Scarampo e un Uberto entrambi civis astensis nel XIII secolo. Uberto, venne anche descritto come monetiere di Guido, conte di Fiandra.

Alioni di Asti[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Monterainero

La famiglia ricoprì le prime cariche pubbliche intorno alla metà del XIII secolo. Nel Codex Astensis figurano un Guglielmo Alione credendario della città di Asti nel 1250, Bonifacio rettore nel 1271, Giacomino sindaco nel 1313, Scarampo e Pagano credendari all'inizio del XIV secolo.

Guglielmo Alione, venne fatto prigioniero nel 1230 durante la guerra contro Chieri, liberato successivamente oltre alla carica già nominata di credendario divenne "Rector Consilii Societas Burgi Sancte Marie Nove" e nel 1282 divenne "Rector quatorum Societatum " .[4]

La famiglia accrebbe il proprio reddito grazie all'attività feneratizia sia in Italia che all'estero; oltre alla figura di Uberto in Fiandra, anche Giorgio Allione nel 1312 viene indicato come monetierer dell'imperatore Enrico VII.[5]

Il periodo di maggior sviluppo economico della famiglia avvenne intorno al primo quarto del XIV secolo: Domenico Alione, sposando Bastina, la primogenita della facoltosa famiglia Bertramenghi accrebbe notevolmente il proprio patrimonio. Dalla loro unione nacque Gasparone Alione, personaggio di spicco della società astigiana del XIV secolo.

Egli infatti accrebbe i commerci della famiglia in Italia ed all'estero con l'acquisto di beni fondiari e l'apertura di nuovi banchi di pegno.

Fermo sostenitore del governo Visconteo in Asti, divenne sindaco della città nel 1379 investito da Gian Galeazzo Visconti e fu uno degli undici legislatori che riformarono gli statuti comunali della città.

Alla sua morte egli lasciò del denaro per ampliare la cappella di famiglia nella Collegiata di San Secondo.

Il nipote di Gasparone, Tommaso, continuò l'attività dello zio specialmente nel ponente ligure: a Savona risultava tra i principali creditori del comune.

Nel 1442, venne inviato come ambasciatore a Filippo Maria Visconti.

Nello stesso periodo nacque Giovan Giorgio Alione, poeta, drammaturgo e scrittore, è considerato uno dei più arguti e giocondi poeti rinascimentali del Piemonte.[6]

Nel 1508 fu scelto tra i dieci membri del Gran Consiglio di Asti inviati a Milano a giurare fedeltà al Duca Massimiliano Sforza.

Sostenitore dei francesi, il 12 marzo 1518, venne investito da Francesco I del castello di Monterainero nel Borgo Santa Maria Nuova.

Scrisse in francese, italiano e piemontese e la sua opera segnò il passaggio tra Medioevo ed umanesimo.

Nel 1521 egli fece stampare in Asti da Francesco Silva le poesie da lui chiamate "Opera iucunda", parte in lingua maccheronica, parte in francese, parte in dialetto astigiano e in fiammingo.

Giovan Giorgio viene anche ricordato per le sue "Farse" e una commedia in dialetto astigiano, quasi tutte in versi di nove sillabe rimati a due a due.

Nel 1561 viene menzionato ancora un Carlo Alione come membro del consiglio cittadino[7]

Nel 1662, Alfonso Gerolamo Natta, trattando delle famiglie nobili della città, cita quella degli Alione tra le estinte.[8]

Alioni di Savigliano[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio dell'opera Flora Pedemontana di Carlo Allioni

Il barone Antonio Manno, bibliotecario di casa Savoia, nella stesura delle linee genealogiche del patriziato subalpino piemontese, scrisse che gli Alioni di Asti diramarono a Savigliano.[9]

La tesi è anche rafforzata dal Turletti e il Novellis che nelle loro opere rispettivamente su "Storia di Savigliano " e " Saviglianesi illustri", citano personaggi della famiglia Alione presenti fin dal XIV secolo.[10]

Gli Alioni di Savigliano appartenevano alla nobiltà popolare e ricoprirono cariche nella Società del Popolo (Giacomo nel 1464) o nell'amministrazione della città (Guglielmo, giureconsulto e sindaco di Savigliano tra il 1473 - 1475).

Il fratello di Guglielmo, Achille, divenne nel 1493 eletto tra i notai della curia civile e nel 1516 partecipò al congresso di Loyssey in Francia come avvocato fiscale e rappresentante del Duca di Savoia. Nel 1522 divenne membro del Senato Piemontese.

Achille Allioni, fu anche studioso di filosofia e divenne grande amico del letterato astigiano Giovanni Nevizzano autore dell'opera "Sylva nuptialis".

Dai due fratelli discendettero Franceschino, nipote di Guglielmo, decurione e sindaco di Savigliano nel 1502 e da Achille il nipote Alessandro capitano dell'esercito savoiardo.

Alessandro, risposandosi in seconde nozze con Anna Crespi, figlia di Ottavio, vide accrescersi notevolmente il patrimonio famigliare ereditate dalla moglie nel 1629.

Direttamente dalla linea di Alessandro nacque il nipote Stefano Benedetto Allioni, medico consulente del Re Vittorio Amedeo III di Savoia e riformatore dell'Università torinese nel 1738.

Il primogenito di Stefano Benedetto fu il botanico Carlo Ludovico Allioni allievo di Bartolomeo Giuseppe Caccia e collaboratore di Vitaliano Donati, la sua opera più importante fu la " Flora Pedemontana, sive enumeratio methodica stirpium indigenarum Pedemontii ", pubblicata nel 1785 in due volumi di testo ed un volume di iconografia, nella quale descrisse le virtù medicinali di 2.813 specie di piante del territorio piemontese, di cui 237 nuove specie.

Tale trattato, considerato ancora oggi una delle più importanti opere floristiche in Europa e la più importante in Piemonte, gli consentì di raggiungere una fama internazionale.

L'ultimogenito di Carlo, Giuseppe, ereditò dal padre l'amore per le scienze naturali e divenne professore universitario presso l'Università di Torino nel 1793.

Il figlio di Giuseppe, Giorgio Allioni, divenne segretario del Consiglio di Stato e venne insignito della croce dell'Ordine Mauriziano, morì a Torino il 13 luglio 1872 estinguendo il ramo Saviglianese.

Alioni di Borgo San Dalmazzo e Dronero[modifica | modifica wikitesto]

La città di Borgo un tempo denominata Pedona, apparteneva in tempi remoti alla diocesi di Asti, la sua abazia benedettina, conservava il corpo di San Dalmazzo.

In seguito ale continue scorribande saracene nel Piemonte meridionale,all'inizio del X secolo il vescovo di Asti Audace, fece traslare il corpo del santo da Pedona a Quargnento.[11]

È probabile che il territorio di Dronero e Pedona che gravitavano sotto la giurisdizione di Asti e la città di Cuneo alleata degli astigiani contro il conte Tommaso di Savoia, accolsero individui astigiani che in quei luoghi si stabilirono[12]

Andrea Allioni di Giovenale all'inizio del XVI secolo abbandonò il proprio paese a qei tempi campo di battaglia degli eserciti di Carlo V e Francesco I, per trasferirsi a Dronero, sposando Luisa Bellenda.

Andrea ben presto venne eletto podestà di Dronero nel 1581 e nel 1584 divenne sindaco di Borgo San Dalmazzo.

Due figli di Andrea, Guglielmino e Nicolao divennero ufficiali dell'esercito savoiardo, Guglielmino ricoprì anche la carica di governatore di Borgo San Dalmazzo.

Anche la discendenza di Andrea e Guglielmino ricoprì cariche di prestigio. Tra i molti giuristi ed amministratori, spicca la figura di Andrea, figlio di Guglielmino, investito nel 1635 della carica di podestà di Borgo San Dalmazzo, membro del Senato del Piemonte e Commissario speciale.

Con l'ascesa politica di Andrea, aumentò anche quella economica. Nel 1611, la famiglia possedeva terre e beni immobili nel cuneese ed a Nizza marittima, dove aveva anche una società per l'appalto dei macelli.

Il figlio di Andrea, Guglielmino, nel 1654 a soli 34 anni divenne Signifer e Luogotenente e nel 1678 capitano e tesoriere della città di Cuneo, nominato della duchessa Maria Giovanna Battista tutrice di Vittorio Amedeo II di Savoia, con uno stipendio annuo di 500 lire.

In seguito alle continue guerre in Piemonte, il duca Vittorio Amedeo II per ovviare all'esborso degli stipendi dei propri funzionari, propose a coloro che ne avevano diritto di acquistare il proprio ufficio, con diritto per la propria discendenza, investendoli anche di un titolo di origine nobiliare.

Fu il figlio di Guglielmino, Gabriele Giuseppe che sposando Virginia Saluzzo della Manta nel 1690 divenne virtualmente signore di Brondello (investitura ufficiale ottenuta il 9 settembre 1701 dal duca di Savoia.

In seguito un ramo della famiglia si trasferì a Torino, mantenendo comunque i propri beni in Borgo San Dalmazzo.

La figlia di Gabriel Giuseppe, Marianna sposò Giuseppe Bava Beccaris e, nel 1799 morendo l'ultimo maschio della famiglia, Carlo Andrea fratello di Marianna, l'eredità ed il titolo passò al ramo degli Allioni di Dronero nella figura di Pietro Giulio Cesare che discendeva dagli Allioni della Valle Maira.

Questi, fin dal XV secolo facevano parte della Confraternita del Gonfalone di Dronero, il capostipite nel XVI secolo fu Giovenale Alione "rationatore" dei conti pubblici di Dronero tra il 1533 ed il 1534.

Dalle carte presenti nel comune di Cuneo, risulta che Giovenale ebbe due figli: Andrea che si trasferì a Borgo San Dalmazzo dando origine poi al ramo dei signori di Brondello e Tommaso, la cui stirpe originò podestà, procuratori, luogotenenti e giudici.

Tra i principali discendenti sono degni di nota:

  • Tommaso II, nato nel 1622 procuratore e luogotenente di Giovanni Magliano podestà di Fossano; l'abilità e la competenza dell'Allione fu tale da meritarsi l'appellativo di "magnifico"
  • Giulio Cesare, figlio di Tommaso, consigliere del Comune di Dronero, sindaco e rettore dell'Ospedale civile tra il 1688 - 1708, vice rettore della Confraternita del Gonfalone.

Le abitazioni degli Alioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Borgo di S.Maria Nuova particolare dalla città di Asti in un'incisione di Francesco Bertelli del 1629

Secondo il Gabotto, le case degli Alione di Asti erano ubicate nel Borgo Santa Maria Nuova, nei pressi del convento di Sant'Agostino e l'antica chiesa della Confraternita dell'Annunziata tra le attuali via Crispi e Via Fontana.

Queste abitazioni costituivano la contrada Aliona o degli Alioni che era l'asse generatore del sobborgo del Cavallone.[13]

Il Gabiani ipotizza però che queste abitazioni siano sorte dopo il XV secolo e che anteriormente la famiglia avesse un edificio patrizio all'interno del recinto dei nobili.[14]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mura di Asti.

Nel 1810, a Borgo San Dalmazzo esisteva ancora una casa di proprietà della famiglia Allioni immortalata da Clemente Rovere in un disegno per la Società di Deputazione Subalpina di storia patria.

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Discendenza della famiglia Alione linea di Asti e di Savigliano nei suoi personaggi principali[15]

Alionus de Aste
916
Bonifacio
Guillelmus
1250-82
Scarampo
1300
Pagano
1300
Giacomino
1313
Domenico
1300
Bastina Bertramenghi
Gasparone
1385
Linea di Savigliano
Giovan Giorgio
1460-25
Tomaso
Guglielmo
1464-01
Achille
1493-22
Carlo
1561
Tommaso
1501
Vincenzo
Giuseppe
Catterina
Maddalena
Franceschino
1512
Achille
1653
Giovanni Battista
Vincenzo
Giuseppe
Francesca
Marta
Alessandro
Gianotta
Carlo Francesco
1712
Margherita
Francesca Ponte Mossetti
Stefano Benedetto Gregorio
Angela Maria Planteri
Teresa Bianco
Carlo
1728-24
Giuseppe Ignazio
Giuseppe
Giorgio
1872

Discendenza dei Conti di Brondello nei tratti principali.[15]

Andrea Allioni di Giovinale
1530-00
Luisa Bellenda
Anna
Guglielmino
1611
Nicolao
1669
Allasina
GiuseppeGaspare
1635
GuglielmoAndreaDionigiCostanza
Guglielmino
Caterina Lucia del Carroccio
Gabriele Giuseppe
Virginia Saluzzo della Manta
1696
Veronica Alinei d'Elva
Carlo Andrea
1757
Francesco
Gabriel Giuseppe
Angelica Maria Rovelli
Giuseppe Bava Beccaris
Marianna
1760-24
Carlo Ignazio Bava Beccaris

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

« ...ad essi aspettanti da duecento e più anni,
e cioè un griffone d'oro rampicante in campo azzurro
sotto elmetto aperto tenuto da mezzo leone d'oro
portante corona ducale con leggenda al di sopra :
OGNI COSA COL TEMPO »

(Memorie e ragionamenti sulla famiglia di Carlo Allioni, Carlo Racagni, Carmagnola 1806)

Scudo :Grifone rampante d'oro in campo azzurro

Cimiero: leone d'oro

Motto: OGNI COSA COL TEMPO

Il simbolo comune a tutti gli Alioni è il grifone o grifo d'oro, compresa la famiglia Aléon di Ginevra e Nassau, agnati del ramo di Savigliano e trasferiti in Francia e Svizzera nel XVI secolo.

Il grifone è una figura immaginaria ispirata dalla sua raffigurazione mitologica. Simboleggia custodia e vigilanza. Di norma il grifone è costituito:

  • dall'aquila: il capo, il collo, il petto, le ali e le zampe anteriori;
  • dal leone: il ventre, le zampe posteriori e la coda;
  • dal cavallo: le orecchie.

Riunisce quindi, l'animale dominante sulla terra, il leone, con quello dominante in cielo, l'aquila, simboleggiando anche la perfezione e la potenza.

Il Grammatica, il Gorrini ed il Gabotto nei propri studi affermano che gli Alioni di Asti avevano per stemma un grifone d'oro in campo azzurro, la stessa arma gentilizia di Carlo Allioni concessa il 20 marzo 1638 dalla città di Savigliano ai "fratelli Achille, Vincenzo ed Alessandro fu Giuseppe Allioni".[16]

Non esistendo riferimenti iconografici della famiglia Alione in Asti, negli ultimi studi araldici sulle famiglie astigiane si sono posti alcuni dubbi sullo stemma della famiglia, visto che è stato rinvenuto un sigillo di Gasparone Alione contenente uno stemma ripartito da 5 pali.[17]

Nello studio sull'immagine di san Secondo di Asti di Paolo Edoardo Fiora di Centocroci, lo studioso però ipotizza che l'illustre mercante astigiano, che come insegne aveva un grifo d'oro in campo azzurro, abbia utilizzato in varie occasioni l'arma del suo avo Raimondino Bertramengo - Scarampi ( "D'oro a cinque pali di rosso" ) a rappresentare una continuità con l'antica famiglia della madre, visto che la propria sepoltura avvenne nel sepolcro di famiglia dei Bertramenghi.[18]

Galleria di ritratti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alvise Grammatica, Gli Allioni, contributo alla storia di illustri famiglie piemontesi, V.Bona, Torino 1958, pg.21
  2. ^ Alvise Grammatica, Gli Allioni, contributo alla storia di illustri famiglie piemontesi, V.Bona, Torino 1958, pg7
  3. ^ Gabotto, Le più antiche carte dell'archivio capitolare di Asti, doc XLV, Biblioteca della Soc. Storica Subalpina
  4. ^ Malfatto V., Asti antiche e nobili casate. Il Portichetto 1982, pg. 29
  5. ^ Castellari L., Le famiglie del patriziato astigiano, tratto da Araldica astigiana, a cura di Bordone R., Allemandi C.R.A. 2001, pg. 102
  6. ^ Malfatto V., Asti antiche e nobili casate. Il Portichetto 1982
  7. ^ Gabiani N., Notizie sulla FFerrazza o Politica della città di Asti dal XIV al XVIII secolo, pg. 47
  8. ^ Malfatto V., Asti antiche e nobili casate. Il Portichetto 1982, pg. 30
  9. ^ Manno A., "Il Patriziato Subalpino ", volume A-B, pg 42. Consultabile anche sul sito Vivant[collegamento interrotto]
  10. ^ Grammatica A. , Gli Allioni, contributo alla storia di illustri famiglie piemontesi, V.Bona, Torino 1958, pg. 13
  11. ^ C.Cipolla, Di Audace vescovo di Asti e di due documenti inediti che lo riguardano, Torino 1887
  12. ^ Grammatica A. , Gli Allioni, contributo alla storia di illustri famiglie piemontesi, V.Bona, Torino 1958, pg27
  13. ^ Bera G., Asti edifici e palazzi nel Medioevo. Gribaudo Editore, pg 148
  14. ^ Malfatto Venanzio, Asti antiche e nobili casate. Il Portichetto 1982, pg.30
  15. ^ a b Alvise Grammatica, Gli Allioni, contributo alla storia di illustri famiglie piemontesi, V.Bona, Torino 1958
  16. ^ Alvise Grammatica, Gli Allioni, contributo alla storia di illustri famiglie piemontesi, V.Bona, Torino 1958, pg. 112
  17. ^ Castellari L., Le famiglie del patriziato astigiano, tratto da Araldica astigiana, a cura di Bordone R., Allemandi C.R.A. 2001, pg. 102
  18. ^ Fiora di Centocroci P.E., L'immagine di San Secondo, a cura di Paolo Edoardo Fiora di Centocroci, L'insigne Collegiata di S.Secondo di Asti. U.Allemandi 1998, pg 151.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bera G., Asti edifici e palazzi nel Medioevo. Gribaudo Editore Se Di Co 2004 ISBN 88-8058-886-9
  • Bianco A., Il Cimitero urbano di Asti, con accenni ai preesistenti agglomerati sepolcrali, Asti 1957
    • Asti Medievale, Ed CRA 1960
    • Asti ai tempi della rivoluzione. Ed CRA 1960
  • Bordone R., Araldica astigiana, Allemandi C.R.A. 2001
    • Dalla carità al credito. C.R.A. 2005
  • Ferro, Arleri, Campassi, Antichi Cronisti Astesi, ed. dell'Orso 1990 ISBN 88-7649-061-2
  • Gabiani Nicola, Asti nei principali suoi ricordi storici vol 1, 2,3. Tip. Vinassa 1927-1934
    • Le torri le case-forti ed i palazzi nobili medievali in Asti,A.Forni ed. 1978
  • Ferdinando Gabotto, La vita in Asti al tempo di Giovan Giorgio Alione , Asti Tip. A.Bianchi 1899.
  • Alvise Grammatica, Gli Allioni, contributo alla storia di illustri famiglie piemontesi, V.Bona, Torino 1958
  • Incisa S.G., Asti nelle sue chiese ed iscrizioni C. R.A. 1974
  • Malfatto V., Asti antiche e nobili casate. Il Portichetto 1982
  • A.M. Patrone, Le Casane astigiane in Savoia, Dep. Subalpina di storia patria, Torino 1959
  • Peyrot A., Asti e l'Astigiano ,tip. Torinese Ed. 1983
  • Sella Q., Codex Astensis qui De Malabayla comuniter nuncupatur, del Codice detto De Malabayla, memoria di Quintino Sella, Accademia dei Lincei, Roma 1887.
  • Commedia e Farse carnovalesche, da Gio. Giorgio Alione, con prefazione di P.A. Tosi, edizioni G.Daelli e c. Milano 1865
  • S.G. Incisa, Asti nelle sue chiese ed iscrizioni C.R.A. 1974.
  • Stefano Robino, Rievocazioni e attualità di S.Maria Nuova in Asti, Asti 1935.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]