Votazione elettronica

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La votazione elettronica (nota anche come e-voting e comprendente il voto in linea) è uno dei diversi metodi basati sulle tecnologie elettroniche ed informatiche, sia per esprimere il voto, sia per il conteggio delle preferenze. La votazione elettronica può essere effettuata presso postazioni dedicate(kiosk), per mezzo di Internet, per telefono, per mezzo di schede perforate, sistemi a scansione ottica o sistemi informatici.

Generalità[modifica | modifica sorgente]

I sistemi di voto elettronico sono apparsi a partire dagli anni 1960, quando debuttarono i sistemi a schede perforate. I sistemi più recenti a scansione ottica consentono ad un computer di contare le preferenze contrassegnate sulle schede elettorali.

I sistemi di voto telefonici e tramite Internet hanno guadagnato popolarità per scopi non governativi fin dagli anni 1980. Organizzazioni private, commerciali o no-profit, utilizzano Internet per le proprie elezioni interne, con standard di sicurezza, privacy e controllo, adeguati alle loro esigenze. Nel 2007 la Commissione Europea ha varato la Direttiva 2007/36/CE (anche nota come Shareholders Rights Directive o ShRD) che consente l’esercizio del diritto di partecipazione e voto remoto nel corso delle assemblee degli azionisti. Questa direttiva ha concesso alle associazioni di azionariato critico e alle associazioni di rappresentanza degli azionisti di avvalersi del voto via Internet e di farlo conoscere come nuovo strumento di partecipazione alle decisioni ed espressione della volontà dei soci.

Più di recente il voto tramite Internet ha acquisito maggiore popolarità anche nelle elezioni politiche ed amministrative nel Regno Unito, Estonia e in Svizzera, così come in Canada e nelle elezioni primarie degli USA e della Francia.

I sistemi di registrazione elettronica diretta (Direct recording electronic systems, DRE), sono in grado di identificare il votante, che possiede una smartcard, mediante un'interfaccia simile a quella dei POS. I DRE possono, in base al progetto e all'implementazione, assistere istantaneamente il votante nel caso di anomalie che potrebbero rendere il voto non valido, grazie all'ausilio di un supporto cartaceo (simile ad uno scontrino) su cui viene viene stampata ogni azione, esercitata dal votante sulla macchina, in modo che il votante stesso possa verificarla, prima di confermare la validità delle preferenze e delle operazioni specificate. Al contrario, in un sistema non corredato di un sistema di audit cartaceo delle operazioni, i votanti devono fidarsi dell'accuratezza del software installato nel sistema. I venditori di sistemi di voto tendono a preferire l'uso di software proprietario per ragioni di profitto; ciò provoca delle preoccupazioni in una parte dell'opinione pubblica che, per fidarsi dei dispositivi elettronici, ha la necessità di percepirne la trasparenza rispetto al processo di voto e l'affidabilita' nell'esecuzione delle operazioni. Il software Open source, basato sui consolidati punti forti della libera diffusione del codice (opposta all'approccio della "sicurezza tramite l'occultamento" propria del software proprietario), fornisce un ampio grado di trasparenza per tali sistemi. In generale un sistema software certificato permette di avere un soggetto di riferimento in caso di contestazioni, consentendo di chiedere al produttore il deposito dei sorgenti e la verifica degli stessi in qualsiasi istante.

Le macchine di voto elettronico sono usate su larga scala in India ed in Brasile. In Europa, l'Estonia ha adottato il voto via Internet per le elezioni politiche dal 2005. Nel 2002, negli Stati Uniti, l'atto "Help America Vote" ha apparentemente reso obbligatoria la votazione elettronica in tutti gli Stati. Sebbene per il futuro molti paesi democratici potrebbero ricorrere al voto elettronico, al momento sono ancora molto diffusi i sistemi di voto e di scrutinio manuali.

Tipi di sistemi[modifica | modifica sorgente]

Sistemi di registrazione elettronica diretta[modifica | modifica sorgente]

I sistemi DRE sono molto popolari, perché consentono un certo grado di assistenza per i portatori di handicap, consentendogli di votare senza bisogno dell'assistenza di un'altra persona. I sistemi DRE possono essere accoppiati con un dispositivo che consente all'elettore di verificare su un tracciato, stampato su carta, la registrazione delle operazioni effettuate, in modo da garantire un riscontro verificabile, in caso di contestazione.

Presso ogni cabina elettorale, è collocato un computer e l'elettore può esprimere le preferenze mediante uno schermo in modalità touch screen, o utilizzando dei pulsanti posti ai lati del monitor. Il monitor, per facilitare la scelta, spesso è una copia fedele della schede elettorale cartacea.

Il computer stampa una scheda elettorale con le preferenze selezionate, in modo che l'elettore possa verificarle, prima che la scheda stampata (o lo scontrino delle operazioni) sia inserita automaticamente dal sistema in un contenitore non accessibile.

Sistemi di voto a scansione ottica[modifica | modifica sorgente]

Nei sistemi di voto a scansione ottica, il votante esprime il suo voto con un segno su una scheda e la inserisce in una macchina. I voti sono scrutinati da sensori automatici in un sito centrale o nel seggio stesso. Se il voto viene scrutinato nel seggio stesso, il sistema verifica anche che il voto sia valido nel momento stesso in cui lo accetta.

Eventuali segni estranei sulla scheda elettorale sono la causa primaria di problemi con i sistemi a scansione ottica. I segni possono essere apposti accidentalmente al di fuori degli spazi previsti, fatti con strumenti di scrittura incompatibili, o incompleti.

Sistemi a schede perforate[modifica | modifica sorgente]

Con i sistemi a schede perforate, i votanti creano delle perforazioni nelle schede elettorali per indicare la loro scelta. Negli Stati Uniti ci sono due venditori principali di questi sistemi, Datavote e Votomatic. I sistemi Datavote usano un utensile tagliente, le macchine Votomatic richiedono al votante di spingere un rettangolo preforato tramite uno stilo.

Internet voting[modifica | modifica sorgente]

I sistemi di Internet voting possono utilizzare postazioni remote, consentendo il voto da qualsiasi postazione dotata di un dispositivo con connessione ad Internet e browser web. Mediante i sistemi di Internet voting l'elettore naviga l'interfaccia web del sistema. L'identificazione del votante può avvenire mediante l'autenticazione sul sito web o con altri metodi (es. smartcard, token, ecc.). Il sistema web presenta sullo schermo la scheda elettorale elettronica; l'elettore esprime le sue preferenze e ne verifica la corrispondenza sul video. La conferma del votante trasmette la scheda compilata al server delle elezioni.

Anche in questo caso il sistema di voto può essere collegato ad una rete di seggi con postazioni web o DRE. Questa rete di postazioni costituisce un sistema che utilizza schede elettorali elettroniche e che trasmette i dati di voto dai seggi ad un luogo di raccolta, mediante un collegamento di rete. Questo sistema può includere anche sistemi per la votazione telefonica.

I dati possono essere trasmessi istantaneamente, ogni qual volta che una singola scheda elettorale viene votata, o periodicamente, raccolti in gruppi di dati, nel corso del periodo elettorale, oppure in un unico gruppo, complessivamente alla chiusura del voto.

Le modalità dello scrutinio possono essere gestite sia da dispositivi che aggregano i risultati a livello di seggio o di circoscrizione, per inviare poi i risultati già scrutinati a livello centrale, oppure, possono prevedere uno scrutinio centralizzato, in un unico luogo di raccolta.

I sistemi di Internet voting sono utilizzati in molte nazioni moderne, sia in ambito privato, sia in ambito pubblico. Negli Stati Uniti d'America, Regno Unito e in Estonia, il voto via Internet è stato utilizzato anche nelle elezioni politiche e nei referendum. In Svizzera i referendum locali via Internet sono una pratica ormai consolidata, i votanti ricevono la password per accedere alla scheda elettorale, per mezzo del servizio postale. In Estonia molti elettori, se preferiscono, possono votare via Internet sia alle elezioni locali, sia parlamentari, poiché molti degli aventi diritto hanno accesso al sistema di Internet voting. Ciò è stato reso possibile dall'introduzione di una carta di identità equipaggiata con un microchip legginile da un computer ed è con queste credenziali che sono soliti accedere alla scheda elettorale online. Tutto quello di cui un elettore estone ha bisogno è un computer, un codice PIn, un lettore di carta di identità elettronica, in modo da poter votare da qualsiasi postazione con accesso ad Internet e browser web. In Estonia il voto elettronico può essere esercitato soltanto nei giorni di voto anticipato. Il giorno delle elezioni i votanti possono recarsi ai seggi fisici per esercitare il voto tradizionale, mediante scheda cartacea, annullando di fatto la preferenza data con il voto anticipato. Questa misura è stata introdotta per garantire l'esercizio del diritto di voto libero da costrizione (ad esempio, nel caso in cui durante il voto remoto il votante, accidentalmente o per costrizionem abbia reso palese la sa preferenza).

Il voto elettronico in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il voto via Internet[modifica | modifica sorgente]

In Italia le esperienze incentrate su sistemi di dematerializzazione dell'espressione del voto sono numerose.

In ambito privato l'utilizzo dei sistemi di Internet voting è una realtà che consente la partecipazione al voto da parte di centinaia di migliaia di persone che appartengono ad associazioni, fondazioni, enti, ed altre organizzazioni. dal punto di vista degli elettori, tutto quello di cui hanno bisogno per votare è di un computer collegato ad Internet e di un codice di accesso al sistema di voto; dal punto di vista degli organizzatori e degli osservatori, l'allestimento dell'evento elettorale viene gestito in maniera efficace, coi' come il monitoraggio del sistema di voto e dell'affluenza dei votanti; vengono snellite le procedure di scrutinio finale, con l'emanazione dei risultati elettorali.

Società, organizzazioni, associazioni a base elettorale distribuita sul territorio, utilizzano periodicamente i sistemi di Internet voting per eleggere i rappresentanti e i membri degli organi associativi, approvare delibere in assemblea, garantire la trasparenza e la governance.

Nel 2010 anche il governo Italiano ha ratificato la direttiva della Commissione Europea 2007/36/CE che consente l’esercizio del diritto di partecipazione e voto remoto nel corso delle assemblee degli azionisti.

Si registrano diverse esperienze di elezione di cariche associative negli organi previdenziali (settore giornalistico, chimico, biologico, geologico, attuaristico), delle associazioni di categoria, di scopo o di settore (es. associazioni culturali, professionali, di tecnici, ecc.).

In ambito pubblico l'utilizzo del voto via Internet si rileva soprattutto nel mondo accademico: diversi atenei italiani hanno sperimentato il voto via Internet per l'elezione degli organi accademici e dei rappresentanti degli studenti.

Il voto elettronico[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda le elezioni politiche e i referendum, anche per la mancanza di un a normativa in materia, le sperimentazion di voto elettronico non sono mai state condotte su larga scala.

Anche la Provincia autonoma di Trento sperimenta il voto elettronico. In questo video, viene dimostrato il funzionamento del sistema ProVotE: http://it.youtube.com/watch?v=gh8e46oMLDw

Nell'anno 2013 la cittadinanza dei comuni di Martignano e Melpignano (Provincia di Lecce) sarà chiamata a rispondere, tramite l’uso dell’urna elettronica sviluppata presso lo Stato di Jalisco (Messico), al seguente referendum consultivo:“Vuoi tu la fusione del tuo Comune di residenza con altri Comuni aventi popolazione fino a 5.000 abitanti?” . La sperimentazione ha ottenuto specifico nulla osta da parte del Ministero dell'Interno - Dipartimento Affari Interni e Territoriali - Direzione Centrale dei Servizi Elettorali con nota n. prot. 4829 del 29 novembre 2012. Considerata l'assenza in Italia di una specifica disciplina in tema di voto elettronico, la sperimentazione sarà condotta nel rispetto della normativa vigente in materia di referendum in modalità analogica (cartacea) per una verifica certa e concreta dell'usabilità dell'urna elettronica messicana nell'ordinamento italiano e della possibilità organizzativa di operare un voto con strumentazione elettronica su scala territoriale. Il progetto di ricerca e trasferimento tecnologico "Salento eVoting" è realizzato dal LeG (Laboratorio di eGovernment - Università del Salento) ed è diretto dal Responsabile scientifico Prof. Marco Mancarella. http://www.salentoevoting.it/

Sperimentazione dello scrutinio elettronico nel voto politico[modifica | modifica sorgente]

Il percorso dello scrutinio elettronico in Italia è riconducibile all'esperienza iniziata nel 2001 con le sperimentazioni condotte su alcuni comuni in Sardegna e autorizzate dal Ministero dell'Interno. A seguito del riconoscimento positivo dell'iniziativa, le esperienze pilota di scrutinio elettronico convinsero le Istituzioni ad avviare un ciclo di sperimentazioni su larga scala nel triennio 2004-2006, per effettuare le quali furono interrotte le sovvenzioni allora attive per il voto elettronico (legge n.90 dell'aprile 2004).

Sperimentazione del 2001: ideata e realizzata dalla società Ales con l'autorizzazione del Ministero dell'Interno, in occasione delle elezioni politiche del 13 maggio 2001. Il sistema, basato sul software "e-Voto", prevedeva che al nome di ciascun candidato venisse affiancato un codice a barre. Gli scrutatori potevano così rilevare le preferenze di voto attraverso una penna ottica collegata ad un computer, riducendo i tempi di scrutinio del 50%.

Sperimentazione del 2004: realizzata in 1.500 sezioni elettorali dal Ministero dell'Innovazione e delle Tecnologie in collaborazione con il Ministero dell'Interno, in occasione delle elezioni europee del 12 e 13 giugno 2004. Il sistema, basato su "e-Voto 4.2", ripercorreva le caratteristiche del precedente sebbene i codici a barre non comparissero più direttamente sulla scheda ma su un modulo cartaceo a disposizione degli scrutatori, opportunamente predisposto.

Sperimentazione del 2005: realizzata in tutte le 1.800 sezioni elettorali della regione Liguria dal Ministero dell'Innovazione e delle Tecnologie in collaborazione con il Ministero dell'Interno, in occasione delle elezioni regionali del 3 e 4 aprile 2005. Da questo momento lo scrutatore non acquisisce più l'intenzione di voto mediante la penna ottica ma selezionando la corrispondente opzione attraverso periferiche standard (mouse o tastiera).

Sperimentazione del 2006: realizzata in 12.680 sezioni elettorali delle regioni Sardegna, Liguria, Puglia e Lazio dal Ministero dell'Innovazione e delle Tecnologie in collaborazione con il Ministero dell'Interno, in occasione delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006.

In Italia, lo scrutinio elettronico è condotto su computer portatili mediante un software proprietario (di Eds) registrato su DVD non riscrivibile che gira su sistema operativo Linux, per la versione Knoppix 4.0. Sul portatile il disco rigido è vuoto, e sia il sistema operativo sia il software per il conteggio elettronico girano live sul DVD. Chiavetta USB e pen drive sono presenti e sigillate nelle buste che contengono il restante materiale cartaceo utilizzato nel seggio.

Analisi del voto elettronico[modifica | modifica sorgente]

Il voto elettronico può offrire vantaggi rispetto ad altre tecnologie di voto. Un sistema di voto elettronico può essere integrato ad una o più procedure di gestione dell'evento elettorale (allestimento del sistema, distribuzione delle credenziali, votazione, collezione delle schede elettorali, conteggio delle preferenze, pubblicazione dei risultati, ecc.). Un sistema può quindi introdurre, in ognuna di queste fasi, vantaggi e svantaggi, nella stessa misura in cui possono essere introdotti nell'inclusione di nuove funzionalità in un qualsiasi componente elettronico.

È stato dimostrato che, man mano che i sistemi di voto diventano più complessi ed includono software, è necessario gestire un aumentato rischio di esposizione a diversi tipi di frode. Da un punto di vista teorico altri contestano che un individuo non sia in grado di verificare le operazioni che sono in corso all'interno di una macchina elettronica e poiché le persone non possono verificare queste operazioni, le operazioni stesse non possono essere percepite come affidabili. Inoltre, alcuni esperti informatici hanno argomentato la nozione più generale che un individuo non possa fidarsi di nessun programma che non sia stato creato da lui.[1]

La critica al voto elettronico, include il commento dell'esperto di sicurezza Bruce Schneier, che nota come "gli esperti di sicurezza informatica sono unanimi su cosa fare (alcuni esperti di voto sono in disaccordo, ma è necessario prendere atto di cosa dicono gli esperti di sicurezza informatica; i problemi qui riguardano i computer e non il fatto che il computer possa essere utilizzato in un sistema di voto) le DRE, ovvero i computer delle postazioni di voto, devono essere equipaggiati con un sistema cartaceo di verifica del voto. Il software utilizzato deve essere Open source, per assicurare l'accuratezza del sistema.[2] La verificabilita' delle schede elettorali è necessaria perché i computer possono avere malfunzionametni e perché le macchine per il voto elettronica possono essere contraffatte.


Questi sistemi di voto sono in grado di assistere gli elettori nel caso in cui avvertano i sintomi di un malfunzionamento o di un voto esercitato in maniera anomala rispetto al regolamento elettorale, ad esempio, avvertendo l'elettore nel caso di selezione di un numero di preferenze non consentito rispetto a quello consentito, oppure, mediante la predisposizione di una procedura di verifica e conferma di validità che fornisca un resoconto immediato delle preferenze specificate sulla scheda.

A garanzia della trasparenza, i gruppi di esperti, come UK-based Open Rights Group[3][4], consigliano che i sistemi per il voto siano adeguatamente sperimentati e verificati, richiedano attenzione in fase di progettazione e realizzazione, siano dotati di procedure di audit delle preferenze e dei conteggi in modo da risultare robuste rispetto ad eventi di errore o tentativi di frode.

Nel 2009, la Corte costituzionale federale tedesca, ha considerato che, quando si utilizzano dispositivi o macchine per il voto la "verifica del risultato da parte di un cittadino deve essere possibile in maniera affidabile e senza alcuna conoscenza specialistica".

Solitamente il controllo di affidabilità dei sistemi e dei conteggi può essere affidata ad un soggetto terzo, indipendente (es. autorità garante per la protezione dei dati, oppure comitato tecnico-scientifico, istituto certificatore o altre agenzie, notai, ecc.).

La corrispondenza tra numero di votanti, numero di schede votate, autenticità delle schede e del voto, può essere affidata ad una logica di controllo mediante crittografia.[5][6] Gli esperti considerano tre aspetti di verifica[7]: individuale, universale, e ammissibile. La verifica individuale consente ad un votante di controllare che il suo voto sia incluso nel risultato delle elezioni; la verifica universale consente agli osservatori delle elezioni di verificare che il risultato del voto corrisponda al voto che è stato esercitato; la verifica ammissibile consente ai votanti ed agli osservatori di controllare che ogni voto elettorale sia stato esercitato da un unico e solo votante.

Nel caso di voto elettronico in seggio presidiato, la verifica dell'acquisizione delle preferenze di un votante da parte della macchina viene invece effettuata dal votante stesso, mediante l'adozione di una stampante che trascrive su uno scontrino la preferenza apposta. Lo scontrino non riporta l'identità del votante. La stampante è visibile soltanto al votante e non è accessibile a nessuno. Il votante può controllare soltanto il suo voto per dare poi la conferma; lo scontrino viene poi nascosto dalla stampante o depositato da essa in un'urna sigillata, il cui contenuto non è visibile, né accessibile a nessuno, fino a conclusione dell'evento elettorale.

Voto via telefono[modifica | modifica sorgente]

Il voto via telefono consente ai votanti di chiamare differenti numeri telefonici per indicare la loro preferenza riguardo a differenti opinioni, oppure ad un votante di chiamare un numero ed indicare la propria preferenza premendo un tasto. La principale difficoltà consiste nel verificare l'identità del votante e nel consentire ad un votante di votare solo una volta. Il vantaggio principale sta nella facilità di partecipazione.

Aspetti economici[modifica | modifica sorgente]

I sostenitori del voto elettronico giustificano la sua adozione in particolare per i costi della macchina elettorale nei Paesi democratici.

Una votazione e uno scrutinio completamente elettronici, privi di schede cartacee, permetterebbero di occupare meno persone e meno tempo per le attività elettorali. I benefici si manifestano all'inizio e alla fine delle votazioni.

Per le votazioni con l'utilizzo di seggi presidiati, la verifica e l'autenticazione delle schede sono le fasi che richiedono pie' tempo nel periodo antecedente al giorno delle votazioni, per l'allestimento dei seggi. Non viene più fornita la matita copiativa, né è necessario verificare che la scheda sia piegata correttamente e metterla nell'urna.

Le operazioni di routine che riguardano l'invio della tessera elettorale, la verifica dell'identità dell'elettore, timbro della tessera elettorale, e aggiornamento dei registri, verrebbero gestite mediante procedure informatiche che ne snellirebbero lo svolgimento, e ridurrebbero la quantità di risurse e di tempo necessari per l'evento elettorale.

Il voto elettronico potrebbe consentire una gestione più efficace e funzionale delle operazioni di voto e di scrutinio e permetterebbe di ridurre il numero dei seggi o dei suoi componenti.

Sarebbe anche ridotto il tempo di permanenza dei membri all'interno del seggio elettorale, e del servizio d'ordine incaricato di sorvegliarlo.

Complessivamente, il personale coinvolto resterebbe sostanzialmente invariato, mentre il risparmio di schede cartacee e matite copiative non è nemmeno confrontabile con il costo di Notebook portatili, modem, penne USB, eventuali server di plesso per la raccolta-dati, e della banda larga per la trasmissione dei voti dato che sono ammortizzabili.

Il voto via Internet consentirebbe di superare parte dei problemi dovuti all'accessibilità delle postazioni di voto. Elettori o membri di un'assemblea potrebbero partecipare alle decisioni da casa, utilizzando, in caso di bisogno, le tecnologie assistite che hanno già adottato. I portali web per il voto via Internet devono essere progettati in modo da consentire l'integrazione con dispositivi che garantiscano l'accesso al voto anche a persone con disabilità.

Cinematografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Sperimentazioni di Voto elettronico a valore legale in Italia[modifica | modifica sorgente]

Sperimentazioni di voto elettronico in Italia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Thompson, Ken (August 1984) Reflections on Trusting Trust
  2. ^ Schneier, Bruce (September 2004), openDemocracy What’s wrong with electronic voting machines?
  3. ^ ORG Election Report highlights problems with voting technology used, Openrightsgroup.org. URL consultato il 24 maggio 2010.
  4. ^ Open Rights Group - ORG verdict on London Elections: "Insufficient evidence" to declare confidence in results
  5. ^ Ari Juels, Dario Catalano and Markus Jakobsson, Coercion-Resistant Electronic Elections in Cryptology ePrint Archive, n. 165, novembre 2002. URL consultato il 2 maggio 2012.
  6. ^ David Chaum, Peter Y. A. Ryan and Steve Schneider, A Practical Voter-Verifable Election Scheme in ESORICS'05: 10th European Symposium On Research In Computer Security, LNCS, vol. 3679, 2005, pp. 118–139.
  7. ^ Steve Kremer, Mark Ryan and Ben Smyth, Election verifiability in electronic voting protocols in ESORICS'10: 15th European Symposium on Research in Computer Security, vol. 6345, 2010, pp. 389–404.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]