Vespa mandarinia

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Calabrone gigante asiatico
Vespa mandarinia.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Hymenopteroidea
Ordine Hymenoptera
Sottordine Apocrita
Sezione Aculeata
Superfamiglia Vespoidea
Famiglia Vespidae
Genere Vespa
Specie V. mandarinia
Nomenclatura binomiale
Vespa mandarinia
Smith, 1852

Il calabrone gigante asiatico (Vespa mandarinia Smith, 1852), noto anche come calabrone giapponese e calabrone yak-killer, è il calabrone più grande del mondo, nativo in Asia orientale temperata e tropicale. Il suo corpo è lungo circa 50,8 mm, con un'apertura alare di circa 76 mm. Le regine possono raggiungere una lunghezza di 55 mm.

Indice

Anatomia [modifica]

Ha la testa color arancione e molto larga, in paragone alle altre specie. Gli occhi composti e gli ocelli sono color marrone scuro, le antenne sono marrone-arancione. Il clipeo (lamina a forma di scudo davanti alla testa) è arancione e punteggiato; la parte posteriore del clipeo ha lobi stretti, arrotondati. La mandibola è grande, arancione, con un dente nero (superficie masticatoria interna).

Il torace e il propodeum (segmento che forma la parte posteriore del torace) della vespa mandarinia hanno un caratteristico color dorato e un grande scutello dalla linea mediale profondamente impressa. Il postscutello sporge e sovrasta il propodeum. Le zampe anteriori sono color arancione con tarsi marrone scuro; quelle centrali e quelle posteriori sono color castano scuro. Le ali dell'insetto sono di color grigio-marrone scuro. Le tegula sono marroni.

Distribuzione geografica [modifica]

Il calabrone gigante asiatico si può trovare in Primorsky Krai, Corea, Cina, Taiwan, Indocina, Nepal, India, Sri Lanka, ma è più comune nelle aree montane del Giappone.

Ciclo vitale [modifica]

Il ciclo vitale di questo insetto è più o meno uguale a quello degli altri vespidi sociali, c'è una femmina fondatrice che costruisce le prime cellette di quello che sarà un nuovo nido, questa femmina si occupa di allargare il nido e nutrire le prime larve che nascono dalle sue uova. Le larve vengono nutrite con carne di altri insetti, ed in cambio, se stimolte dagi stessi adulti, secernono una gocciolina di liquido zuccherino da cui gli adulti prendono energia per una nuova battuta di caccia per nutrire le larve. In estate, la femmina svernante, ormai regina, depone centinaia, migliaia di uova e ad aiutarla ci pensano le operaie che nascono verso primavera. Via via che passa il tempo, nascono sempre più operaie e ben presto un solo piano di cellette non basta più:vengono costruiti ulteriori piani di cellette per permettere alla famiglia di allargarsi, il nido può raggiungere le dimensioni e la forma di una sfera di 60 cm di diametro ed è sempre protetto da più strati di copertura impermeabile che fungono da muri termici in cui si isola il calore. L'appetito delle larve costringe le operaie a cercare cibo sempre più spesso e più lontano. Quando le larve hanno mangiato a sazietà e sono ormai giunte a maturazione, tessono un filo di seta che a contatto con l'aria s'indurisce formando un tappo che chiude la cella. Le larve quindi cominciano a trasformarsi e dopo una o 2 settimane rosicchiano l'opercolo della loro cella ed escono come vespe adulte. Da uovo a larva, da larva a pupa, da pupa ad insetto adulto, la nuova vita impiega solo un mese. Alla fine della stagione, la regina diventa sterile e le operaie approfittano della sua sterilità per poter ovideporre, uccidono la loro regina e cercano di uccidersi a vicenda per il diritto a deporre. Alla fine, quando le operaie muoiono il nido si desertifica. È a questo punto che dalle ultime cellette opercolate (generazioni tardive nate da uova della regina oramai trapassata) nascono altre vespe tra maschi e femmine fertili capaci di svernare, queste ultime si accoppiano con i maschi e vànno a cercare un luogo riparato per svernare.

Puntura [modifica]

Vespa mandarinia

Il pungiglione della vespa mandarinia è lungo circa 6 mm e può iniettare un potente veleno che contiene, come per le api e le vespe, un peptide citolitico, il quale può danneggiare i tessuti provocando un'azione di fosfolipasi, in aggiunta alla sua propria intrinseca fosfolipasi.

Masato Ono, un entomologo della Tamagawa University vicino Tokyo, ha descritto la puntura “come un chiodo rovente conficcato nella mia gamba”.

Un soggetto allergico, se punto dal calabrone gigante, può morire per reazione allergica; il veleno però, contenendo una neurotossina chiamata mandaratossina, può essere letale anche per le persone non allergiche se la dose è sufficiente. Ogni anno fra le 20 e le 40 persone muoiono in Giappone dopo essere state punte.

Alcune note sul veleno e sul pungiglione della vespa mandarinia:

  • il veleno contiene almeno otto distinti componenti: alcuni danneggiano il tessuto, alcuni causano dolore e almeno uno ha un odore che attrae più calabroni sulla vittima;
  • il veleno contiene il 5% di acetilcolina; essa stimola le fibre nervose dolorifiche, intensificando il dolore della puntura. La vespa mandarinia usa le sue grandi mandibole, anziché il pungiglione, per uccidere le prede;
  • l'enzima contenuto nel veleno è così potente che può sciogliere i tessuti umani;
  • come tutti i calabroni, la vespa mandarinia ha un pungiglione privo di barbiglio, consentendole così di pungere ripetutamente.

Prevenzione delle punture e precauzioni [modifica]

  • I calabroni giapponesi proteggono i loro nidi e attaccano l'uomo che vi si avvicina a circa 10 metri.
  • La Vespa mandarinia dimostra un simile comportamento aggressivo per proteggere le fonti di cibo, come le secrezioni di linfa degli alberi, specie in estate.
  • Abiti di colore nero aumentano il rischio di attacco del calabrone. Gli abiti bianchi possono essere a rischio di notte.
  • Anche singole punture possono essere fatali; pertanto, anche in assenza di gruppi di calabroni, è consigliata la massima attenzione.
  • Gli insetti sono attratti dalle bevande contenenti alcool e glucosio, quindi bisogna far attenzione quando si beve da una lattina o da altri recipienti contenenti tali liquidi, se sono stati lasciati aperti abbastanza a lungo da lasciarci entrare un calabrone.

Primo soccorso in caso di puntura [modifica]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

La puntura di calabrone gigante è estremamente dolorosa e potenzialmente letale, e contiene feromoni che attraggono e incitano altri calabroni ad attaccare.

  • Una volta punti, ci si dovrebbe ritrarre velocemente, senza movimenti eccessivi che potrebbero aumentare il rischio di attacchi multipli.
  • Si raccomanda la compressione e/o l'uso di un dispositivo sottovuoto per rimuovere il veleno dalla ferita. Non usare la suzione orale perché il veleno si trasmetterebbe alla bocca.
  • Lavare la ferita con acqua o, meglio, con liquidi contenenti tannini, come tè o vino, perché il tannino combatte gli effetti di una o più tossine.
  • L'uso di pomate contenenti antistaminici e cortisonici è anche raccomandato.
  • Dopo le prime cure, contattare subito il medico.
  • Coloro che sono stati punti in precedenza sono a grande rischio di shock anafilattico. Lo shock è la causa principale di morte da puntura di vespa mandarinia.

Predazione [modifica]

Il calabrone gigante asiatico è un predatore inesorabile, che caccia altri grandi insetti, come le api, le altre specie di calabroni e le mantidi. I calabroni adulti non possono digerire le proteine solide, perché il peziolo (congiunzione tra torace e addome) è troppo stretto, così non mangiano le loro prede, ma le masticano ottenendo una pasta che danno alle loro larve; esse producono un liquido chiaro, la miscela aminoacida di vespa, che poi gli adulti consumano. In assenza di larve nel nido (già sfarfallate o ancora nascenti), gli adulti bottinano sui fiori o vanno alla ricerca di liquidi zuccherini di vario genere.

Uso nell'alimentazione [modifica]

Nei villaggi montani del Giappone le larve e le pupe dei calabroni sono considerate una prelibatezza. Esse sono mangiate fritte, o come una specie di sashimi di calabroni.

Uso come integratore [modifica]

Recentemente numerose ditte in Asia e in Europa hanno cominciato a produrre integratori alimentari e bevande energetiche contenenti una versione sintetica delle secrezioni delle larve di Vespa mandarinia. I fabbricanti di questi prodotti affermano che il loro consumo migliorerebbe la resistenza fisica umana.

Bibliografia [modifica]

  • Piper, Ross (2007). Extraordinary Animals: An Encyclopedia of Curious and Unusual Animals. pp. 9–11. ISBN 978-0-313-33922-6.
  • Hirai, Y., Yasuhara, T., Yoshida, H., Nakajima, T. (1981) A new mast cell degranulating peptide, mastoparan-M, in the venom of the hornet Vespa mandarinia Biomed. Res. 2:447-449
  • Abe, T., Sugita, M., Fujikura, T., Hiyoshi, J., Akasu, M. (2000) Giant hornet (Vespa mandarinia) venomous phospholipases – The purification, characterization and inhibitory properties by biscoclaurine alkaloids. Toxicon 38:1803-1816
  • Abe, T., Kawai, N., Niwa, A. (1982) Purification and properties of a presynaptically acting neurotoxin, mandaratoxin, from hornet (Vespa mandarinia). Biochemistry 21:1693-7
  • Biochemistry. 1982 Mar 30;21 (7):1693-7 6282316 [1]
  • アレルギー対策について 厚生労働省
  • わが国における蜂刺症 The Topic of This Month Vol.18 No.8(No.210) 国立感染症研究所
  • Schmidt, J.O., S. Yamane, M. Matsuura and C.K. Starr (1986). Hornet venoms: lethalities and lethal capacities. Toxicon 24(9):950-4.
  • Vespa mandarinia (Asian Giant Hornet) page, vespa-crabro.de
  • Hunt, J. H., I. Baker, and H. G. Baker. 1982. Similarity of amino acids in nectar and larval saliva: the nutritional basis for trophallaxis in social wasps. Evolution 36: 1318-1322
  • Defensive Adaptations: Heat Tolerance As A Weapon, davidson.edu
  • Piper, Ross (2007), Extraordinary Animals: An Encyclopedia of Curious and Unusual Animals, Greenwood Press.
  • Effect of amino acid mixture intake on physiological responses and rating of perceived exertion during cycling exercise, PubMed

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