Tyrion Lannister

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Tyrion Lannister
Tyrion interpretato da Peter Dinklage
Tyrion interpretato da Peter Dinklage
Saga Cronache del ghiaccio e del fuoco
Soprannome

Folletto
Mezzuomo
Gigante dei Lannister
Yollo
Hugo Hill

Autore George R. R. Martin
1ª app. in Il Trono di Spade (romanzo)
L'inverno sta arrivando (serie televisiva)
Editore it. Mondadori
Interpretato da Peter Dinklage (in Il Trono di Spade)
Voce italiana Gaetano Varcasia
Sesso Maschio
Luogo di nascita Castel Granito
Data di nascita 274 AA
Professione Primo Cavaliere del Re, Maestro del Conio
Abilità
  • Grande intelligenza e astuzia machiavellica
Affiliazione Casa Lannister
Parenti
« Mostra che le loro parole possono ferirti, e non sarai più libero dalla derisione. Se proprio vogliono darti un nome, accettalo, fallo tuo, in modo che poi non possano mai più usarlo per farti del male. »
(Tyrion Lannister a Jon Snow[1])

Tyrion Lannister (pronuncia [/ˈtɪrɪən ˈlænɪstə/])[2] è un personaggio della saga letteraria di genere fantasy medievale Cronache del ghiaccio e del fuoco, creata dallo scrittore statunitense George R. R. Martin.

Tyrion è sin dal primo romanzo, A Game of Thrones, uno dei personaggio dal cui punto di vista viene narrata la storia. Ne Il Trono di Spade gli vengono dedicati quattro capitoli, in Il grande inverno cinque.

Caratteristiche del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Tyrion Lannister nacque nel 274º anno dopo la conquista del Continente Occidentale da parte di Aegon Targaryen durante un inverno durato tre anni; è il terzogenito di lord Tywin Lannister e sua moglie Joanna, che morì di parto dandolo alla luce. Viene detto il Folletto (Imp), poiché affetto da nanismo.

Più volte vengono descritte le sue deformità: ha una fronte sporgente, gambe corte e storte e occhi asimmetrici e di colore diverso, uno verde e l'altro nero che riescono a mettere in soggezione o in imbarazzo chiunque. Ha inoltre capelli biondissimi, tendenti al bianco, e un viso dai lineamenti rincagnati. Possiede tuttavia la capacità di tirar fuori la voce di pietra del padre.

Tyrion è tuttavia un personaggio positivo e piacente: ha un'intelligenza e sottigliezza straordinaria, un grande senso dell'umorismo e di autoironia e possiede un grande cuore che lo porta ad affezionarsi involontariamente alle persone.

Il Folletto è disprezzato dal padre e dalla sorella Cersei, ma amato e rispettato dal fratello Jaime e dai suoi zii, che l'hanno sempre protetto. Tyrion si sente un emarginato, e simpatizza spesso per altri personaggi in condizioni simili alla sua.

Biografia del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Passato[modifica | modifica sorgente]

All'età di 13 anni, durante la falsa primavera, Tyrion e il fratello Jaime, sulla strada del ritorno da Lannisport, incontrano una ragazza inseguita da due uomini: i due corrono in soccorso della ragazza e, mentre il fratello insegue gli aggressori in fuga, Tyrion soccorre la ragazza, di circa un anno più grande; successivamente la porta in una locanda vicina, ove la rifocilla. La ragazza, di nome Tysha, è una popolana orfana, e i due, a causa anche del vino, finiscono a letto insieme, entrambi per la prima volta. Tysha, durante la loro prima notte passata insieme, gli canta una canzone di Myr, Le stagioni del mio amore, che Tyrion non riuscirà mai più a dimenticare[3]. Tyrion, ubriaco, se ne innamora immediatamente; paga un septon e di lì a poco la sposa, nascondendo però tutta la faccenda al padre. Quando lord Tywin scopre il matrimonio tra il figlio e la popolana, constringe Jaime a confessare la verità: il fratello maggiore, infatti, pensando che fosse giunto il tempo che Tyrion diventasse uomo, aveva pagato la ragazza, una meretrice, affinché giacesse con lui, insieme ai finti aggressori per organizzare una montatura credibile. Per impartire una dura lezione al figlio Tywin fece possedere la ragazza dalle sue guardie, facendole consegnare un cervo d'argento da ogni uomo; Tyrion fu costretto ad assistere a tutta la scena e a essere l'ultimo uomo ad avere la ragazza, pagandola con un dragone d'oro perché, come gli disse suo padre, un Lannister vale di più[3].
Tyrion innamoratosi veramente della ragazza rimarrà sempre traumatizzato da questo evento.

A dieci giorni dal suo sedicesimo compleanno, che nei Sette Regni rappresenta l'ingresso di un uomo nell'età adulta, chiese al padre di poter visitare le nove città libere, così come avevano fatto in precedenza i suoi zii. Il lord di Castel Granito gli rispose che era libero di andare a condizione che si fosse pagato lui stesso il viaggio e che non facesse più ritorno. Tyrion rimase e fu costretto dal padre a pulire tutti gli scarichi e le cisterne di Castel Granito.[1]

Quando la sorella Cersei sposa Robert Baratheon Tyrion si reca ad Approdo del Re con il preciso intento di vedere i teschi dei draghi Targaryen che Robert aveva tolto dalla sala del trono ed accantonati nei sotterranei della Fortezza Rossa[1].

Per il 23º compleanno riceve in regalo dal fratello Jaime un cavallo.[1].

Il trono di spade[modifica | modifica sorgente]

Tyrion, che all'inizio del romanzo ha 24 anni, si reca a Grande Inverno insieme ai fratelli Cersei e Jaime. Lì conosce Jon Snow, insieme al quale si reca a Nord, presso la Barriera. Il Folletto fa amicizia con il ragazzo e gli dà ottimi consigli su come affrontare la sua condizione di bastardo.

Al Castello Nero il Vecchio Orso gli chiede di intercedere presso sua sorella, il re ed il lord suo padre, affinché mandino aiuti alla confraternita in nero in quanto ormai scesa sotto le mille unità e non in grado di sorvegliare le centinaia di miglia che costituiscono la Barriera.

Lungo il viaggio di ritorno fatto insieme a Yoren, con il quale aveva sviluppato una sorta di amicizia durante il periodo trascorso sulla Barriera, passa da Grande Inverno e consegna a mastro Luwin il progetto, da lui stesso ideato, di una sella speciale per Bran Stark. Tyrion fa questo per mantenere la promessa fatta a Jon Snow di aiutare in qualche modo il fratellastro.

Durante il prosieguo del suo viaggio verso sud, Tyrion si ferma alla locanda di Masha Heddl ove incontra casualmente Catelyn Stark. Catelyn, viceversa, stava facendo ritorno a Grande Inverno dal viaggio effettuato in incognita ad Approdo del re ove aveva appreso da Petyr Baelish che il proprietario della daga di acciaio di Valyria che aveva armato la mano del sicario inviato ad assassinare il figlio Brandon, era proprio Tyrion. All'interno della locanda lady Stark accusa Tyrion del tentato omicidio di Bran e con abili parole riesce a portar dalla sua parte gli avventori della locanda ed a far suo prigioniero il Folletto che si dichiara completamente estraneo alla vicenda.

È proprio questo evento, con le relative conseguenze che comporta, l'atto primo che scatenerà la Guerra dei Cinque Re.

Catelyn contrariamente a quanto dichiara nella locanda, invece di dirigersi verso nord a Grande Inverno, prende la strada delle montagne in direzione di Nido dell'Aquila per raggiungere la sorella Lysa. A Tyrion l'astuzia adottata da lady Stark brucia più dello stesso rapimento: egli infatti faceva conto sul fatto che i numerosi clienti, ansiosi di ingraziarsi lord Tywin Lannister, avrebbero riportato immediatamente la notizia del sequestro a suo padre, ma con tale raggiro lady Stark pone fine sul nascere alla speranza di una rapida liberazione.

Il gruppo che scorta Tyrion è composto, oltre che dalla lady di Stark, da ser Rodrik Cassel, ser Willis Wode, il bardo Marillion, tre armigeri di lord Jonos Braken (Kurleket, Lhayrs e Mohor), i due mercenari Bronn e Chiggen. Come compagni di prigionia ha due soldati fedeli a Casa Lannister: Jyck e Morrec.
Tyrion inizialmente viene bendato e legato, ma inoltrandosi man mano lungo i sentieri che attraversano le Montagne della luna viene a malapena sorvegliato. Il luogo infatti è impervio e pieno di insidie ed anche se riuscisse nel tentativo di fuga sa perfettamente che le sue speranze di sopravvivenza in quel luogo simile sarebbero pressoché nulle. La marcia per sfuggire ai probabili inseguitori inviati da lord Tywin è estenuante e non solo per Tyrion, che a causa delle sue deformità soffre maggiormente il duro viaggio, ma anche per tutto il resto del gruppo che infatti perde vari cavalli.

Proprio durante una breve sosta vengono attaccati da membri dei clan delle montagne e poco prima dello scontro, vista la situazione di netta inferiorità numerica, Tyrion chiede a Catelyn Stark di armare lui e la sua scorta. Dopo qualche attimo di perplessità e valutata la situazione Catelyn acconsente alla richiesta. Tale gesto risulta provvidenziale, infatti Tyrion salva la vita proprio a lady Stark lanciandosi all'attacco di tre selvaggi che la circondavano. La battaglia è cruenta ma vittoriosa, il gruppo deve però pagare un tributo di sangue, muoiono infatti Jyck, Kurleket e Mohor, mentre Rodrik Cassel viene gravemente ferito.
Questo combattimento rappresenta per Tyrion il primo scontro armato a cui partecipa nella sua vita.

Dopo lo scontro Tyrion chiarisce a Catelyn Stark che la storia della scommessa tra lui e Petyr Baelish, durante il torneo per il dodicesimo compleanno di Joffrey, così importante perché stabilisce il proprietario della daga e quindi il mandante dell'attentato alla vita di Bran Stark, è una menzogna di Ditocorto; Tyrion infatti le chiarisce che lui non avrebbe mai scommesso contro un membro della sua famiglia, inoltre rende edotta Catelyn dei pettegolezzi di corte, messi in giro dallo stesso Ditocorto, secondo cui lei avrebbe perso la sua verginità a Delta delle Acque proprio con lui.

Nei giorni seguenti vengono assaltati altre volte, perdendo Morrec, Lhayrs ed il mercenario Chiggen. Dalla morte di quest'ultimo Tyrion stringe sempre più amicizia con Bronn.

Superate le Montagne della luna un gruppo di armati comandato da ser Donnel Waynwood li scorta al sicuro sino alle Porte insanguinate ove vengono accolti da Brynden Tully, il Pesce nero, Cavaliere della Porta Insanguinata. Quest'ultimo è punto strategico di accesso alla Valle di Arryn, così chiamato per l'elevato numero di eserciti che vi si erano infranti nell'Età degli eroi.

Giunti a tarda sera alle Porte della luna, piazzaforte situata alla base della Lancia del Ciclope e luogo di partenza per l'unica strada che si inerpica per la montagna sino a Nido dell'Aquila, Catelyn Stark lascia il gruppo e comincia la scalata per raggiungere la sorella Lysa che aveva ordinato di recarsi da lei immediatamente.

Il grande inverno[modifica | modifica sorgente]

Tyrion raggiunge Nido dell'Aquila il giorno seguente e per lui la scalata è decisamente ardua e sfiancante tant'è che compie l'ultimo tratto sulle spalle di Bronn. Quest'umiliazione non fa altro che infiammare la sua rabbia e così alterato viene portato direttamente nella Sala Grande di Nido dell'Aquila al cospetto di lady Lysa e del malaticcio figlio di sei anni, lord protettore della Valle, Robert Arryn. Lady Lysa accusa Tyrion dell'omicidio del marito e Tyrion invece di apparire remissivo e sottomesso, come il buonsenso della circostanza sfavorevole gli avrebbe imposto, accecato dalla rabbia risponde tono su tono ad una sempre più infuriata lady Lysa. Solo l'intervento di Catelyn Stak, che ricorda alla sorella che il Folletto è suo prigioniero e fin quando lo sarà non gli dovrà esser fatto alcun male, evita a Tyrion di esser gettato dalle Porta della luna, uno stretto varco, chiuso da una pesanti porte di bronzo con una luna scolpita sopra, aperto si di un abisso di 600 piedi. A Nido dell'Aquila infatti non c'è un boia, i condannati vengono gettati direttamente da quest'apertura sulla valle sottostante. Lo scontro verbale si conclude quindi con ser Vardis che trascina Tyrion in una cella del cielo piccola ed angusta anche per un nano.

In cella viene angariato per giorni dal carceriere Mord e solo facendo leva sull'avidità di quest'ultimo e giocando d'astuzia, riesce ad avere udienza da lady Lysa. Tyrion infatti fa recapitare un messaggio alla lady, promettendo dell'oro al carceriere, nel quale riferisce di voler confessare le sue colpe. Lysa, pensando che le celle del cielo abbiano spezzato la volontà anche del Folletto, gli concede udienza convocandolo nel cuore della notte ed innazi a tutta la corte nella Sala Grande di Nido dell'Aquila e qui chiede a Tyrion di rendere la sua confessione. Giocando ancora una volta sulla sua abilità dialettica riesce a portare lady Lysa proprio dove lui voleva fin dall'inizio. Tyrion infatti chiede ed ottiene di essere processato dinnanzi agli dei ciò vuol dire che saranno gli dei a giudicare la sua innocenza con un combattimento all'ultimo sangue. Lysa pensa di aver ormai già vinto, dato che è un nano Tyrion infatti non rappresenta un avversario temibile per nessuno dei suoi cavalieri. Numerosi sono i volontari pronti a battersi per la lady di Nido dell'Aquila, ma ella sceglie quale campione ser Vardis Egen che al contrario degli altri non si era unito al coro dei volontari. Tyrion chiede di avere a questo punto anche lui un campione e, non potendoglielo ormai Lysa negare, chiede ai nobili presenti chi voglia combattere a suo nome. Naturalmente nessun nobile della Valle di Arryn si offre volontario ma, proprio come da sperato da Tyrion, si fa avanti Bronn.

Bronn affronta ser Vardis Egen in quello che, secondo i costruttori, avrebbe dovuto essere il parco degli dei a Nido dell'Aquila. Ser Vardis Egen indossa un'armatura da battaglia completa di enorme e pesante scudo di quercia, mentre Bronn al contrario indossa una semplicissima cotta di maglio ed un mezzo elmo. Nel combattimento Bronn, agile e veloce, evita ogni colpo del suo avversario che carica con furia il mercenario. Bronn evitando colpo dopo colpo riesce in questo modo a sfiancare ser Vardis Egen e sfruttando la stanchezza di quest'ultimo gli assesta varie ferite fino al colpo finale. Lady Lysa ora non può far altro che rilasciare Tyrion dato che gli dei, concedendogli la vittoria, hanno decretato la sua innocenza. Lysa però sentenzia per lui un diverso tipo di condanna a morte, infatti obbliga Tyrion e Bronn a ripercorrere la strada alta attraverso le Montagne della luna, infestate dai clan delle montagne. Prima di andar via Tyrion lascia però al suo carceriere l'oro che aveva nella propria borsa restituitagli prima di esser lasciato andare, un Lannister paga sempre i suoi debiti.

Ser Lyn Corbray accompagna Tyrion e Bronn sino alla Porta Insanguinata dopodiché, con dei cavalli e una scorta di viveri, vengono lasciati al loro destino. Tyrion, al contrario di quanto Bronn suggerisce e prudenza imporrebbe, non intende passare inosservato nel suo viaggio verso Castel Granito. Accende un fuoco e manda Bronn a caccia di selvaggina e quando questi torna con una capra la arrostiscono sul fuoco attendendo che i clan di montagna facciano la loro comparsa. Nell'attesa Tyrion racconta al mercenario di quando, tredicenne, si innamorò di quella che si rivelò poi essere una prostituta pagata dal fratello Jaime, Tysha.
I clan delle montagne arrivano a notte fonda ed una decina di guerrieri circondano Tyrion e Bronn. Quest'ultimo è pronto a battersi, ma Tyrion lo ferma. La situazione è critica, ma ancora una volta Tyrion grazie alla sua arguzia e dimostrando di possedere anche non poco coraggio, riesce a convincere il loro capo, Gunthor figlio di Gurn dei Corvi di Pietra, non solo a tenerli in vita ma anche a farsi scortare fuori dalle montagne. Tyrion promette in cambio oro, armi (che i clan bramano ancor più del prezioso metallo), ma soprattutto promette di consegnare a loro la Valle di Arryn.

Tyrion raggiunge l'accampamento del padre, in guerra contro gli Stark di Grande Inverno. Combatte la battaglia di Forca Verde, procurandosi una ferita, che si rivela essere una perdita strategica che permette a Robb Stark di rapire suo fratello Jaime Lannister.

Nel frattempo Tyrion inizia a frequentare una prostituta di nome Shae.

Il regno dei lupi[modifica | modifica sorgente]

Suo padre Tywin si dimette temporaneamente dalla carica di Primo Cavaliere del re, ordinando a Tyrion di prendere il suo posto. Il Folletto si reca dunque ad Approdo del Re, portando con sé la sua concubina Shae, col compito di tenere a bada il nipote Joffrey e subentrare alla sorella Cersei.

Scopre il tradimento del Gran maestro Pycelle, fedele alla sola regina Cersei, e lo rinchiude nelle segrete della Fortezza Rossa. Nel frattempo prepara le difese della città per l'imminente arrivo della flotta di Stannis Baratheon.

La regina dei draghi[modifica | modifica sorgente]

Tyrion fa fatica a contenere le sommosse popolari della capitale, in cui scarseggiano i viveri di prima necessità. Il popolo rumoreggia inoltre contro sua sorella Cersei, accusata di aver avuto una relazione incestuosa con suo fratello Jaime, contro re Joffrey, accusato di non essere il sovrano di diritto, e contro lo stesso Tyrion per essere il suo primo consigliere.

Nel frattempo ordisce un piano alleandosi con Varys il Ragno tessitore, grazie al quale inizia a far produrre, in segreto, una consistente quantità di altofuoco e una grande catena per intrappolare la flotta nemica.

Approdo del Re viene assaltata dalle forze di Stannis Baratheon: nel Golfo delle Acque Nere, la flotta nemica viene decimata grazie all'altofuoco del Folletto, mentre via terra è l'esercito di Stannis ad avere la meglio. Tyrion viene ferito gravemente e perde i sensi; al suo risveglio scopre che la battaglia è stata vinta grazie all'arrivo di suo padre Tywin, corso in salvo alla capitale, mentre egli è rimasto sfregiato e ha perso parte del naso.

Tempesta di spade[modifica | modifica sorgente]

Nella battaglia Tyrion ha subito una grave ferita al volto ed è costretto per giorni a stare a letto per essere medicato. Nel frattempo suo padre Tywin Lannister torna ad assumere la carica di Primo Cavaliere del re e nega al figlio di poter prendere il comando del castello di Castel Granito, suo di diritto.

Per volere di suo padre, viene promesso sposo a Sansa Stark; il matrimonio dinastico gli permetterà di diventare lord di Grande Inverno.

I fiumi della guerra[modifica | modifica sorgente]

Viene celebrato il matrimonio tra Tyrion e Sansa; durante la prima notte di nozze, il Folletto promette alla moglie che non la costringerà a consumare il matrimonio se non sarà lei a volerlo.

Scopre dell'accordo di suo padre con lord Walder Frey, che ha lo scopo di sterminare Robb Stark e i suoi uomini.

Il portale delle tenebre[modifica | modifica sorgente]

Alle nozze di suo nipote Joffrey e lady Margaery Tyrell, il re muore avvelenato. Il Folletto, accusato di avergli versato nella coppa del vino avvelenato, viene incarcerato nella Fortezza Rossa.

Al processo sua sorella Cersei porta numerosi testimoni che accusano Tyrion di regicidio, tra i quali anche la sua fidata Shae. L'unica che potrebbe parlare a suo favore, sua moglie Sansa, è invece misteriosamente scomparsa dopo l'accaduto.

Il Folletto chiede dunque un processo per singolar tenzone, avendo saputo che il principe di Dorne, Oberyn Martell, detto "La Vipera Rossa", avrebbe combattuto per lui. Oberyn riesce a colpire mortalmente il suo avversario, Gregor Clegane, ma viene comunque ucciso prima della fine del duello.

Imprigionato nelle "celle oscure" della Fortezza Rossa, il giorno prima di subire la pena di morte viene liberato da suo fratello Jaime, da poco tornato ad Approdo del Re. Questi gli rivela di avergli mentito riguardo a Tysha, la sua prima moglie: non era in realtà una prostituta e non era stata pagata dal Lannister per sposare il Folletto. Tyrion, infuriato da quelle parole, rivela quindi a Jaime che la sorella Cersei, con cui quest'ultimo ha un rapporto incestuoso, durante la sua prigionia lo ha tradito con vari uomini.

Jaime affida il folletto a Varys che lo guida per i tunnel segreti della Fortezza Rossa, ma Tyrion, durante la fuga, riconosce un tratto dei passaggi segreti che gli aveva descritto Shae durante uno dei loro incontri. Tyrion si accorge quindi di essere sotto la Torre del Primo Cavaliere e, dopo essersi fatto spiegare dal Ragno Tessitore la strada per raggiungere la camera da letto di Lord Tywin, penetra nei suoi alloggi dove, con sua sorpresa, trova Shae nuda nel letto di suo padre. Tyrion strangola prima Shae e poi con un dardo di balestra uccide suo padre nella latrina degli alloggi.

I guerrieri del ghiaccio[modifica | modifica sorgente]

Tyrion viene guidato da Varys attraverso i meandri delle Fortezza Rossa sino a sbucare da un'uscita nei pressi delle Acque Nere, successivamente si imbarca su una nave che lo porta a Pentos e prima di essere sbarcato viene infilato in una botte per celare il suo arrivo ad occhi indiscreti, la regina Cersei infatti ha messo una taglia sulla sua testa e la promessa del titolo di lord a chiunque gliel'avesse portata.

Il folletto viene quindi portato all'interno della casa del magistro Illyrio Mopatis che gli parla di Daenerys Targaryen e dei suoi draghi, convincendo il folletto a raggiungerla ed unirsi alla sua causa per la riconquista dei Sette Regni. Tyrion, allettato anche dalla prospettiva di vendetta nei confronti della sorella Cersei, intraprende un viaggio alla volta di Volantis dove, secondo magistro Illyrio sarebbe dovuta giungere la Madre dei Draghi una volta lasciata la città di Meeren. La prima parte del viaggio viene fatta unitamente al principe mercante, poi quest'ultimo lo lascia a due cavalieri della Compagnia d'oro, Haldon (detto mezzo-maestro) e ser Rolly Duckfield (detto Papero), ad un giorno di cavallo da Ghoyan Drohe. In seguito incontra sia ser Jon Connington, ex Primo Cavaliere del re Folle, dal quale sarà salvato durante lo scontro con gli uomini di pietra, sia il suo giovane figlio Griff.

Col passare del tempo inizierà a comprendere la vera identità del ragazzo, il quale si rivelerà essere Aegon VI, figlio di Rhaegar Targaryen, creduto morto per diversi anni; viene a sapere infatti che durante il sacco di Approdo del Re, Varys sostituì il principe con un altro infante prima che ser Amory Lorch lo uccidesse e diede il vero Aegon a Jon Connington affinché lo portasse al sicuro.Convince inoltre il ragazzo ad invadere i Sette Regni invece di andare incontro a sua zia Daenerys nella Baia degli Schiavisti, in modo da poter avvicinarsi di un passo alla sua vendetta personale verso Cersei. Prima di mettere in pratica tale piano però, Tyrion viene rapito in una taverna da ser Jorah Mormont, intenzionato a consegnarlo alla regina dei draghi per poter ripulire una volta per tutte il suo nome.

Trasposizione televisiva[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il Trono di Spade (serie televisiva).
Peter Dinklage nel 2012

Il 5 maggio 2009 venne annunciato che l'attore statunitense Peter Dinklage avrebbe interpretato Tyrion Lannister.[4]

In seguito alla prima apparizione del personaggio nell'episodio pilota Winter Is Coming, andato in onda il 17 giugno 2011, l'interpretazione di Dinklage ricevette generale plauso da parte dei critici; Ken Tucker di Entertainment Weekly e Mary McNamara del Los Angeles Times, recensendo la serie televisiva, dichiararono entrambi che l'attore meriterebbe un riconoscimento ai Premi Emmy.[5][6]

Il 14 luglio 2011 venne annunciata la sua candidatura come Miglior attore non protagonista in una serie televisiva drammatica ai Premi Emmy 2011. Il 18 settembre 2011 l'attore ha ricevuto il premio.

In un'intervista a Variety, Dinklage ha spiegato, riguardo al suo personaggio: «I nani appaiono spesso nel genere fantastico, e quando appaiono sono sempre delle caricature, delle creature boschive dalla battuta facile. Nessuno dà loro una storia romantica, nessuno dà loro delle personalità complesse. Tyrion è uno dei personaggi più ricchi che io abbia mai visto. È un essere umano.»[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d George R. R. Martin, Il Trono di Spade, traduzione di Sergio Altieri, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 1999, pp. 441. ISBN 88-04-46924-2.
  2. ^ (EN) Official Pronunciation Guide for 'Game of Thrones', Making Game of Thrones, 11 febbraio 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.
  3. ^ a b George R. R. Martin, Il grande inverno, traduzione di Sergio Altieri, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 2000, pp. 81-83. ISBN 88-04-47802-0.
  4. ^ (EN) Two will play HBO's 'Game'. URL consultato il 21 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 2009-05-09).
  5. ^ Reviewed by Ken Tucker, Entertainment Weekly Review, Ew.com, 14 aprile 2011. URL consultato l'11 maggio 2011.
  6. ^ Mary McNamara, Los Angeles Times Review, Latimes.com, 15 aprile 2011. URL consultato l'11 maggio 2011.
  7. ^ (EN) Kate Hahn, Dinklage breaks away from stereotypes, Variety, 13 luglio 2011. URL consultato il 4 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]