Jon Snow

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jon Snow
Jon Snow trova il piccolo meta-lupo Spettro
Jon Snow trova il piccolo meta-lupo Spettro
Saga Cronache del ghiaccio e del fuoco
Soprannome Lord Snow
il Bastardo di Grande Inverno
Autore George R. R. Martin
1ª app. in Il Trono di Spade (romanzo)
L'inverno sta arrivando (serie televisiva)
Editore it. Mondadori
Interpretato da Kit Harington (in Il Trono di Spade)
Voce italiana Daniele Giuliani
Sesso Maschio
Data di nascita 283 AA
Abilità metamorfo
Affiliazione Casa Stark
Guardiani della notte
Parenti

Jon Snow (pronuncia [/ˈdʒɒn snoʊ/])[1] è un personaggio della saga letteraria di genere fantasy medievale Cronache del ghiaccio e del fuoco, creata dallo scrittore statunitense George R. R. Martin.

Jon è uno dei personaggi principali della saga e appare sin dal primo romanzo, Il Trono di Spade.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Passato[modifica | modifica wikitesto]

Jon Snow nacque nel 283º anno dopo la conquista del Continente Occidentale da parte di Aegon Targaryen. Il nome gli è stato dato in onore del protettore di Ned, Jon Arryn, mentre il cognome "Snow" al Nord è tradizionalmente dato ai figli bastardi di alto lignaggio. Jon è cresciuto senza conoscere l'identità della madre, di cui Eddard si rifiuta di rivelare il nome. Pur non essendo uno Stark legittimo, Jon è stato accettato dal padre e cresciuto assieme al resto della famiglia. Ha avuto la stessa educazione del fratellastro coetaneo, Robb, con il quale è in ottimi rapporti, assieme ad Arya, Bran e Rickon. Sansa, invece, gli è sempre stata indifferente, mentre lady Catelyn non lo ha mai accettato, arrivando spesso a odiarlo.

Insieme ad Arya, Jon è l'unico tra i figli di Ned a somigliare al padre, avendo ereditato da questi il viso allungato, la carnagione olivastra, gli occhi grigi, i capelli castani e il corpo snello e slanciato. Da Ned ha inoltre ereditato il senso dell'onore e il temperamento.

In uno scontro verbale tra il padre, Eddard Stark, e la regina Cersei Lannister, avvenuto all'interno del parco degli dei di Approdo del Re quando Eddard Stark, Primo Cavaliere del Re, ha ormai scoperto la verità sui figli della regina (che altro non sono che il frutto dell'incesto tra lei e il fratello Jaime), Cersei, messa alle strette, rinfaccia a Eddard che lui non avrebbe potuto parlare di onore visto che aveva messo al mondo un figlio bastardo: Jon Snow; Cersei insinua che Eddard Stark avrebbe strappato il bambino alla madre, che la regina afferma essere lady Ashara Dayne[2], gettatasi dal dirupo di una scogliera per la disperazione[3]. Chi sia realmente sua madre rimane tuttora uno dei misteri chiave della saga originando numerosissime speculazioni sulla realtà dei fatti.

A Game of Thrones[modifica | modifica wikitesto]

Il trono di spade[modifica | modifica wikitesto]

Jon ha quattrordici anni quando decide di entrare a far parte della confraternita dei Guardiani della notte, volendo seguire l'esempio di suo zio Benjen Stark. Suo è il sesto cucciolo di meta-lupo, allontanatosi dai fratelli dalla cucciolata: albino, silenzioso e dagli occhi rosso sangue, chiamato Spettro.

Durante il viaggio verso la Barriera, Jon è accompagnato tra gli altri da Tyrion Lannister, l'unico ad avvertirlo dei pericoli e in generale di cosa comporta vivere presso la Barriera per tutta la vita. Arrivato a destinazione, Jon apprende che suo zio è in procinto di partire per una spedizione; quando il suo ritorno si fa attendere più del previsto, Benjen viene creduto morto.

Il primo periodo di Jon sulla Barriera è molto duro in quanto fatica ad ambientarsi con le altre reclute che egli umilia durante addestramenti, incurante di essere l'unico ad avere già sostenuto un addestramento a casa propria. Nel frattempo, è vessato dal crudele maestro d'armi del Castello Nero, ser Alliser Thorne, che ironicamente lo chiama "lord Snow", per sottolineare la sua condizione di bastardo. Col tempo, Jon comincia a cambiare atteggiamento e a maturare la consapevolezza dell'importanza della solidarietà tra confratelli, a prescindere dalle proprie origini, dopo un discorso fattogli da Donal Noye, il fabbro del Castello Nero. Fa amicizia infine con l'obeso e timido Samwell Tarly, e lo aiuta a proteggersi dalle angherie degli altri ragazzi arrivati sulla Barriera, scagliati contro di lui da ser Alliser Thorne.

Il grande inverno[modifica | modifica wikitesto]

All'arrivo di nuove reclute a Jon viene comunicato da ser Alliser Thorne che, unitamente ad altri otto ragazzi, potrà prestare giuramento per entrare nei Guardiani della notte. Nel gruppo però non è compreso Sam e per questo motivo Jon è profondamente preoccupato dato che sicuramente Sam sarà oggetto delle angherie del maestro d'armi del Castello Nero. Si reca così agli alloggi del maestro Aemon, il guaritore del Castello Nero. Jon lo mette al corrente dei propri timori per la vita di Sam a causa soprattutto di ser Alliser Thorne e chiede al maestro di prenderlo con sé come attendente, riferendo al maestro le qualità di Samwell Tarly, che pur non essendo un esempio di virtù marziale, né un valente guerriero, potrebbe dare al maestro un valido e concreto aiuto. Sam infatti, altro contrario di Chett, l'attuale attendente del maestro, sa leggere, sa far di conto e inoltre sa cavarsela anche con i corvi messaggeri.

Sam viene quindi ammesso tra i Guardiani della notte, come attendente. Tuttavia, Jon non viene ammesso tra i ranger, come avrebbe voluto ma, al contrario, viene nominato attendente al servizio del lord Comandante Jeor Mormont. Questa decisione offende Jon, tuttavia l'amico Sam gli fa notare che questo non è un insulto: il Vecchio Orso vuole tenere Jon accanto a sé in modo che egli possa essere suo erede e futuro comandante. Il giorno del giuramento di Jon e Sam in una radura appena oltre la Barriera, Spettro, il meta-lupo di Jon, scopre i corpi di due degli uomini che accompagnavano Benjen Stark. La Guardia ritorna al Castello con i due cadaveri, però più tardi accade qualcosa di soprannaturale ed i due morti ritornano in vita, attaccando gli uomini della Guardia, compreso il comandante Mormont. Jon accorre in soccorso del suo comandante e riesce a distruggere la creatura usando il fuoco, ustionandosi però la mano destra. Lord Mormont, in segno di gratitudine e fiducia nei suoi riguardi come futuro comandante della Guardia, affida a Jon Lungo Artiglio, la sua spada bastarda di acciaio di Valyria. Tuttavia, allo scoppio della Guerra dei Cinque Re e alla notizia dell'arresto e della morte del padre, incomincia a dubitare della sua scelta e decide di disertare e unirsi all'esercito di Robb. I suoi compagni però riescono a fermarlo. Jon decide quindi di rimanere fedele e onorare il suo giuramento e di seguire il lord Comandante nella spedizione oltre la Barriera.

A Clash of Kings[modifica | modifica wikitesto]

Il regno dei lupi[modifica | modifica wikitesto]

Jon partecipa alla Grande Escursione oltre la Barriera, per scoprire cosa sta succedendo nella Foresta Stregata, e per ritrovare i diversi ranger spariti, tra cui Benjen Stark. La spedizione sosta brevemente al Castello di Craster, dove vengono a sapere che i bruti, solitamente anarchici, si stanno unendo sotto il comando del cosiddetto Re Oltre La Barriera, Mance Rayder, un ex-Guardiano della notte.

La regina dei draghi[modifica | modifica wikitesto]

Jon giunge fino al Pugno dei Primi Uomini e si offre di seguire Qhorin il Monco, ranger che parte volontariamente alla volta degli Artigli di Ghiaccio. Il gruppo uccide due bruti di guardia; Jon, scoprendo che il terzo bruto da uccidere è in realtà una donna di nome Ygritte, decide di risparmiarle la vita e prenderla come prigioniera. In seguito Qhorin gli dà comunque l'ordine di ucciderla, ma Jon la lascia scappare via in segreto.

Una notte, Jon fa un sogno in cui vede attraverso gli occhi del suo meta-lupo Spettro. Durante il sogno, vede un consistente numero di Bruti radunarsi in un unico luogo, con giganti e mammut al seguito. Qhorin gli fa giurare di arrendersi al Popolo libero e di far credere loro di essere un disertore, in modo da essere accolto tra di loro e di poter spiare le loro mosse dall'interno. Poco dopo, i due vengono attaccati da un gruppo di bruti che prendono Jon come prigioniero e gli comandano di uccidere il suo compagno; Snow, seguendo gli ordini dello stesso Qhorin, uccide quest'ultimo per dar prova del suo tradimento.

A Storm of Swords[modifica | modifica wikitesto]

Tempesta di spade[modifica | modifica wikitesto]

Jon viene presentato a Mance Rayder, disertore dei Guardiani della notte ora autoproclamatosi re del Popolo libero. Jon dichiara di aver tradito il suo giuramento e grazie a questa menzogna viene accolto tra i Bruti. Durante la loro conversazione, Jon apprende i piani di Mance per invadere i Sette Regni.

Nel frattempo, inizia una relazione sessuale con Ygritte, rompendo il voto di castità dei Guardiani della notte.

I fiumi della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Jon si unisce alla missione di Styr per scalare la Barriera e prendere così il Castello Nero in parte sguarnito di uomini. Dopo aver scalato la Barriera gli viene ordinato di uccidere un vecchio uomo innocente. Jon si ribella e scappa, aiutato anche dall'intervento a sorpresa di Estate, metalupo di Bran, lasciandosi alle spalle anche Ygritte. Rimane però ferito ad una gamba, a causa di una freccia scoccata dalla stessa Ygritte. A cavallo si dirige dunque verso il Castello Nero, per ricongiungersi ai suoi confratelli. Jon, insieme a Donal Noye, organizza la difesa del Castello Nero. Dopo la morte di Noye prende temporaneamente il comando degli uomini, portandoli alla vittoria. Tutti gli invasori rimangono uccisi, compresa Ygritte che, colpita da una freccia, muore tra le sue braccia.

Il portale delle tenebre[modifica | modifica wikitesto]

La Barriera è sotto attacco ed è difesa da pochi uomini guidati da Jon. La leadership di quest'ultimo è messa in dubbio solo da Alliser Thorne, suo ex maestro d'armi precedentemente cacciato con una scusa dal Castello Nero per essere stato troppo duro con le nuove reclute, che lo accusa di essere un traditore.

Jon viene dunque incarcerato e successivamente costretto a recarsi dal Re oltre la Barriera per attentare alla sua vita. Durante l'incontro con Mance Rayder i Bruti però vengono attaccati inaspettatamente dalle truppe di re Stannis Baratheon, giunto da Roccia del Drago in aiuto ai Guardiani della notte.

Rayder viene fatto prigioniero e Jon torna alla Barriera, dove re Stannis gli propone di diventare lord di Grande Inverno diventando uno Stark a tutti gli effetti e governando sul Nord a suo nome.

Ritrovato il suo meta-lupo, Spettro, che aveva precedentemente dovuto lasciare a nord della Barriera, Jon capisce che il suo posto è tra i Guardiani della notte. Grazie all'intervento dell'amico Sam Tarly, viene infine eletto lord comandante e prende ufficialmente il comando di Castello Nero.

A Feast for Crows[modifica | modifica wikitesto]

Il dominio della regina[modifica | modifica wikitesto]

In A Feast for Crows non ci sono capitoli narrati dal punto di vista di Jon e la sua presenza in questo romanzo è molto marginale. Viene, tuttavia, spesso citato in capitoli narrati dal punto di vista di altri personaggi. Jon fa un cameo nel primo capitolo dedicato a Samwell Tarly. Uno dei suoi primi provvedimenti da lord comandante è di mandare Sam presso Vecchia Città in modo che quest'ultimo possa studiare e soddisfare i requisiti per diventare maestro del Castello Nero, succedendo così all'anziano maestro Aemon. Insieme a Sam vengono inviati Dareon, un confratello incaricato di reclutare nuovi soggetti, Aemon, Gilly e il suo bambino. Nel secondo capitolo di Sam viene rivelato che Jon ha scambiato il figlio di Craster e Gilly con quello di Mance Rayder e Dalla, per impedire a Melisandre di sacrificare il figlio del Re-oltre-la-Barriera a R'hllor, in quanto di sangue reale.

Ad Approdo del Re, la regina reggente Cersei Lannister è indignata che il bastardo di Eddard Stark sia stato eletto Lord Comandante dei Guardiani della Notte. Il concilio ristretto decide su suggerimento di Qyburn di inviare cento uomini sotto le spoglie di reclute per Guardiani della Notte con l'ordine di uccidere Jon. Tuttavia, Cersei sarà arrestata dal clero prima della realizzazione del piano, che non andrà mai in porto.

L'ombra della profezia[modifica | modifica wikitesto]

A Delta delle Acque, Jaime Lannister tenta di convincere Brynden Tully ad arrendersi, dicendo che gli sarà permesso di prendere il nero se si arrende e afferma che Jon Snow è ora Lord Comandante dei Guardiani della Notte; Brynden, ricordando l'odio di Catelyn verso Jon, presuppone che la nuova posizione del ragazzo derivi dai Lannister e rifiuta.

A Dance with Dragons[modifica | modifica wikitesto]

I guerrieri del ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

La storyline di Jon riprende da dove si era interrotta in A Storm of Swords. Come nuovo lord comandante, Jon propone di accogliere qualsiasi Bruto che voglia rifugiarsi a Sud della Barriera per fare causa comune contro la minaccia degli Estranei. La decisione, per quanto legittimabile dal fatto di voler evitare che un largo numero di Bruti venga sterminato dagli Estranei e ritorni quindi sotto forma di non-morti, incontra l'aperto dissenso da parte di diversi Guardiani della Notte, che temono che i Bruti possano facilmente attaccarli alle spalle. Intanto, in vista dell'inverno imminente e di un possibile attacco degli Estranei, Jon decide di far ristrutturare i castelli in rovina lungo la Barriera. Quando però decide di liberarsi di Janos Slynt, ponendolo al comando di uno dei castelli lungo la Barriera, questi rifiuta e Jon lo decapita con le proprie mani per insubordinazione.

Nel frattempo, Melisandre ordina l’esecuzione di Mance Rayder, per dissuadere i bruti dal tentare ribellioni. Jon entra in contrasto sia con Stannis, che lo accusa di non volerlo aiutare nella sua pretesa al trono, sia con i suoi uomini, che lo accusano di essere troppo disponibile con il candidato re. Dopo la partenza di Stannis, Jon acquista una buona dose di carisma presso il popolo libero, sfoggiando le sue abilità dialettiche e convince quasi tutti i bruti a difendere la Barriera.

I fuochi di Valyria[modifica | modifica wikitesto]

Jon riceve delle richieste da parte dei suoi luogotenenti, Denys Mallister e Cotter Pyke, affinché affidi loro più uomini. Il lord comandante decide quindi di inviare loro alcuni membri del popolo libero. Subito dopo si reca nel cortile degli addestramenti, dove viene sfidato da Rattleshirt: il Lord delle Ossa riesce a mettere Jon in seria difficoltà. Poco dopo arriva un messaggio in cui è riportato che Ramsay Bolton sta per sposare Arya Stark per diventare lord di Grande Inverno; Jon è combattuto, essendo indeciso se aiutare sua sorella o essere fedele al giuramento. Melisandre, che è intenzionata a guadagnarsi la fiducia di Jon, gli promette che salverà Arya senza che lui infranga i suoi voti: la sacerdotessa ha in mente di inviare Rattleshirt a salvare Arya. Jon apprende come Rattleshirt sia in realtà Mance Rayder, salvato da Melisandre con una magia perché potesse sfuggire alla giustizia di Stannis: infatti il vero Rattleshirt, camuffato magicamente da Mance Rayder, è stato bruciato al posto di questi. Mance e sei compagne del popolo libero si recano a Grande Inverno per salvare Arya.

In seguito, una ragazza riesce a raggiungere il Castello Nero, ma non si tratta di Arya, bensì di Alys Karstark: la ragazza avvisa Jon che in realtà i Karstark hanno finto di voler appoggiare Stannis, per poi tradirlo nella sua marcia verso sud.

La danza dei draghi[modifica | modifica wikitesto]

Jon stringe un accordo con uno dei condottieri del Popolo Libero, Tormund Veleno di Giganti, offrendo protezione a lui e ai suoi seguaci in cambio di oro e altri oggetti di valore, con lo scopo di vedere tali ricchezze a Braavos e poter comprare nella città libera viveri sufficienti per l'inverno. Il portale del Castello Nero viene dunque aperto per un'intera giornata, al fine di far transitare migliaia di persone del Popolo Libero attraverso la Barriera. Jon organizza, inoltre, una spedizione ad Aspra Dimora, luogo a nord della Barriera, onde soccorrere un numeroso gruppo di Bruti ivi radunatosi.

Quando riceve una pergamena da parte di Ramsay Bolton, in cui egli informa Jon della sua presunta vittoria contro Stannis Baratheon e inoltre impone ai Guardiani della Notte di sottostare alle sue richieste, pena l'accusa di tradimento per il supporto fornito a Stannis, Jon decide di marciare contro di lui, facendosi accompagnare da un contingente di volontari, Guardiani e Bruti. Alcuni Guardiani interpretano questo progetto come un'aperta violazione del carattere completamente neutrale dei Guardiani della Notte e decidono di uccidere Jon, approfittando della confusione originatasi dallo scontro tra Wun Wun, gigante Bruto, e Ser Patrek della Montagna del Re, cavaliere al seguito di Selyse Baratheon. I sicari, capeggiati da Bowen Marsh, infliggono numerose coltellate a Jon, tra cui una in pieno petto, facendolo accasciare sul suolo nevoso. Il suo destino è sconosciuto e oggetto di molte speculazioni.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il mistero della nascita di Jon Snow è uno dei maggiori all'interno della serie. La sua nascita è collocabile durante la terza crisi di Casa Targaryen conosciuta come Guerra dell'Usurpatore, o Ribellione di Robert a seconda dello schieramento dell'interlocutore. Lord Eddard Stark ha confidenzialmente detto al suo carissimo amico Re Robert Baratheon che la madre di Jon Snow sarebbe una certa popolana di nome Wylla ma, benché Robert per via del suo spirito goliardico e della sua profonda amicizia verso Ned abbia accettato questa storia per vera, sono in molti, tra i personaggi della serie e appassionati, a pensarla diversamente.

Nei libri l'ipotesi più accreditata è che Jon Snow sia figlio di Lord Stark e di Lady Ashara Dayne della Nobile Casa Dayne di Dorne, sorella di Ser Arthur Dayne detto La Spada dell'Alba, cavaliere della Guardia Reale, e dama di compagnia della Principessa Elia di Dorne, moglie del Principe della Corona Rhaegar Targaryen. La prima ad avanzare questa ipotesi fu Catelyn Tully durante i suoi primi anni di matrimonio con Ned al suo stesso marito dopo aver ascoltato i pettegolezzi delle serve di Grande Inverno ma l'unico risultato che riuscì a ottenere fu di scatenare l'ira di Lord Eddard che si assicurò che il nome di Ashara Dayne non venisse più pronunciato a Grande Inverno. In seguito a fare questo accostamento sono la Regina Cersei Lannister durante il suo confronto con il Protettore del Nord, la Regina chiede infatti a Eddard Stark se Ashara si sia suicidata per il fratello che le ha ucciso, Lord Eddard uccide personalmente Ser Arthur Dayne al termine della Guerra dell'Usurpatore, o per il figlio che le ha portato via, riferendosi senza dubbio a Jon. Successivamente sulle origini di Snow ritornano Edric Dayne, nipote di Lady Ashara, e Meera Reed. Il primo rivela ad Arya Stark che lui è fratello di latte di Jon, avendo avuto la stessa balia, e che tra Lord Eddard e Lady Ashara fosse nato un sentimento forte. La seconda invece racconta a Bran, in maniera fiabesca, l'esperienza di suo padre Howland Reed al Torneo di Harrenhal, durante il quale poté incontrare e fare amicizia con i figli di Lord Richard Stark, confermando inoltre che la Donna con gli occhi viola ballò con il Lupo Quieto dopo che il Lupo Selvaggio ebbe parlato con lei. Questa criptica frase potrebbe significare che Lady Ashara, la Donna con gli occhi viola, ballò con Eddard Stark, il Lupo Quieto, dopo che il fratello di lui, Brandon, il Lupo Selvaggio, parlò con lei perché suo fratello era troppo timido per invitarla. Di recente Ser Barristan Selmy conferma che Lady Ashara si era invaghita di uno Stark al Torneo e che per questo venne disonorata. Benché sia lecito supporre che questo Stark fosse Eddard dato che l'autore mostra la psiche propria dei personaggi e che quindi con disonorata si potrebbe pensare che sia un termine eccessivo scelto dal forte senso dell'onore di un tale personaggio nella versione italiana del libro La Danza dei Draghi viene arbitrariamente indicato questo Stark come appunto Eddard quando nell'edizione originale si mantiene il riserbo e non viene rivelato alcun nome, lasciando supporre che lo Stark indicato possa essere anche Brandon.

Tra gli appassionati della serie l'ipotesi più accreditata è che i genitori reali di Jon Snow siano Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen. Lyanna infatti muore in modo misterioso in un letto bagnato di sangue difesa da tre cavalieri della Guardia Reale e prima di morire strappa una promessa a suo fratello Eddard. Le basi di questa ipotesi sono la presenza di:

  • Sangue nel letto di Lyanna: la morte per emorragia durante il parto non era estranea nel Medio Evo e le Cronache hanno una ambientazione medievale
  • Tre Cavalieri della Guardia Reale. A difesa della Torre della Gioia ci sono ser Gerold Hightower, Lord Comandante della guardia Reale detto "il Toro Bianco" e i suoi confratelli ser Arthur Dayne detto "la Spada dell'Alba" e ser Oswell Whent, ovvero quelli che sono ritenuti i più abili dei sette cavalieri a difesa di re Aerys (a prova di ciò, mentre Arthur Dayne affronta in duello Lord Eddard e Howland Reed, ser Gerold e ser Oswell riescono ad uccidere cinque dei sette uomini del Nord che si presentano alla Torre, morendo nello scontro). Compito dei cavalieri della Guardia Reale è proteggere il Re e se questi lo permette i suoi parenti: se non ci fosse stato nessun membro della Famiglia Reale presente a Torre della Gioia i tre Cavalieri non sarebbero potuti essere presenti al capezzale di Lyanna dato che i loro giuramenti li avrebbero costretti a essere presenti o sul Tridente o ad Approdo del Re. A conferma di ciò si usano le stesse parole pronunciate dai tre prima del duello con i sette uomini del Nord guidati da lord Eddard.
  • La promessa. Eddard al termine del mortale duello trova sua sorella morente e in una pozza di sangue. Lyanna chiede a Ned di prometterle una cosa e non si calma fino a quando non ottiene quello che vuole. Dopo che suo fratello ha promesso Lyanna si calma e muore serena. In molti interpretano ciò con il fatto che Lyanna avrebbe strappato a suo fratello la promessa che avrebbe protetto Jon da Robert che avrebbe certamente voluto morto il figlio dell'odiato Rhaegar Targaryen.
  • Il drago simbolo dei Targaryen ha tre teste, ed attualmente ci sono tre draghi in vita. Oltre a Daenerys ed Aegon, ci dovrebbe essere un altro Targaryen ancora vivo, e questo dovrebbe essere appunto Jon.

Trasposizione televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il Trono di Spade (serie televisiva).

Nella serie televisiva Il Trono di Spade Jon Snow viene interpretato dall'attore britannico Kit Harington.[4] A differenza dei romanzi, dove è un quattordicenne, Jon è rappresentato come diciottenne.

Il personaggio fa la sua prima apparizione nell'episodio pilota, L'inverno sta arrivando, andato in onda il 17 aprile 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Pronunciation Guide for 'Game of Thrones', Making Game of Thrones, 11 febbraio 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.
  2. ^ Sorella di ser Arthur Dayne, membro della Guardia Reale e ucciso da Eddard Stark presso la torre della Gioia ubicata nel sud dei Sette Regni, tra le Montagne Rosse e Dorne
  3. ^ George R. R. Martin, Il grande inverno, traduzione di Sergio Altieri, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 2000, p. 110, ISBN 88-04-47802-0.
  4. ^ (EN) A Casting We Will Go. URL consultato il 21 aprile 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]