Eddard Stark

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Eddard Stark
Eddard Stark.png
Saga Cronache del ghiaccio e del fuoco
Soprannome Ned
Autore George R. R. Martin
1ª app. in Il Trono di Spade (romanzo)
L'inverno sta arrivando (serie televisiva)
Ultima app. in Il grande inverno (romanzo)
La confessione (serie televisiva)
Editore it. Arnoldo Mondadori Editore
Interpretato da Sean Bean (in Il Trono di Spade)
Voce italiana Massimo Corvo
Sesso Maschio
Luogo di nascita Grande Inverno
Data di nascita 263 AA
Professione Lord di Grande Inverno
Lord Protettore del Nord
Primo Cavaliere del Re
Affiliazione Casa Stark
Parenti
« Chi pronuncia la sentenza deve essere colui che cala la spada. »
(Eddard Stark, Il Trono di Spade)

Eddard Stark (pronuncia [/ˈɛdəd ˈstɑːk/])[1] è un personaggio della saga letteraria di genere fantasy medievale Cronache del ghiaccio e del fuoco, creata dallo scrittore statunitense George R.R. Martin.

Eddard è uno dei personaggi principali del primo romanzo, A Game of Thrones; ne Il Trono di Spade i capitoli a lui dedicati sono nove, mentre ne Il grande inverno sono sei.

Biografia del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Eddard Stark, detto Ned, nacque nel 263º anno dopo la conquista del Continente Occidentale da parte di Aegon Targaryen; è il secondogenito di Rickard Stark, lord di Grande Inverno, ha 3 fratelli: Brandon il primogenito, la sorella minore Lyanna e il fratello minore Benjen.

Eddard, è un uomo di grande onore; ha un carattere orgoglioso, oltre che duro e gelido, e raramente fa trasparire alcun sentimento, tranne con la moglie nei momenti d'intimità. Da buon padre cresce i figli insegnando loro a credere nella giustizia, nell'onore e nei buoni valori del Nord. Rispetta inoltre le antiche tradizioni: esegue egli stesso le condanne emesse con Ghiaccio, la lama di famiglia, uno spadone a due mani forgiato con acciaio di Valyria, e come ogni uomo del Nord segue ancora la vecchia religione dei Primi Uomini pregando spesso di fronte al possente albero-cuore nel tempio di Grande Inverno.

Ned viene descritto avente un volto allungato, barba corta, capelli scuri ed occhi grigi. Inoltre sembra sia più basso di suo fratello Brandon, con lineamenti più ordinari rispetto al fratello e anche più cupo e austero. In seguito alla morte di Brandon, Eddard sembra vivere una condizione di inferiorità rispetto al fratello, non si ritiene alla sua altezza, né degno del titolo, degli onori e della famiglia che sarebbero spettati a lui, se fosse vissuto.

Passato[modifica | modifica sorgente]

Il più grande amico di Ned è Robert Baratheon, con cui cresce insieme a Nido dell'Aquila, sotto la protezione di Jon Arryn. Da giovane partecipa, al fianco di Robert, a numerose battaglie che condurranno quest'ultimo sul trono, distinguendosi per la sua forza ed il suo acume tattico, durante la Ribellione di Robert, scatenata in seguito al rapimento da parte del principe Targaryen di Lyanna Stark, sorella di Ned e promessa sposa di Robert, e in seguito all'assassinio di Rickard Stark, che si era recato ad Approdo del Re per reclamare la figlia, e di Brandon Stark, per ordine di Aerys Targaryen, il re Folle.

Durante la ribellione comanda le truppe che si recano a Capo Tempesta per rompere l'assedio degli eserciti lealisti dei lord Tyrell e Redwine, salvando in questo modo Stannis Baratheon, fratello di Robert. Successivamente guida l'avanguardia delle truppe di Robert ad Approdo del Re, ormai nelle mani dei Lannister. Il re Folle aveva aperto infatti le porte della città credendo che le truppe di lord Tywin Lannister fossero accorse in suo aiuto, non immaginandone invece il tradimento. Una volta nella capitale, entrando nella sala delle udienze trova assiso sul Trono di Spade, con ancora la spada sporca del sangue del re che aveva giurato di proteggere, Jaime Lannister[2]. È proprio per questo gesto che lord Stark proverà sempre avversione nei confronti dello Sterminatore di re, e per tutti i Lannister, che non ha mai perdonato per essere passati dalla parte di Robert solo dopo che gli eserciti della ribellione avevano assicurato la vittoria, e per aver ordinato l' eccidio degli infanti, figli del principe ereditario dei Targaryen e sua moglie, la principessa Elia, atto che Eddard definì assassinio. Tuttavia Robert, una volta giunto ad Approdo del Re, rifiuta di prendere provvedimenti verso Jamie Lannister, che fu anzi perdonato, e questo scatenò un'aspra lite tra Ned e Robert, che neppure Jon Arryn, il loro padre acquisito, riesce a riappacificarli. In preda al furore Ned lascia la capitale per dirigersi a Sud a combattere da solo le ultime battaglie.

Comandando un gruppo composto da sette fedelissimi (Martyn Cassel, Theo Wull, Ethan Glover, ser Mark Ryswell, Howland Reed e lord Dustin) si recò a cercare Lyanna in un posto chiamato da Rhaegar Targaryen torre della Gioia, ubicato nel sud dei Sette Regni, tra le Montagne Rosse e Dorne. Lì il gruppo combatté contro tre cavalieri della Guardia reale, ser Gerold Hightower, comandante della stessa, ser Arthur Dayne e ser Oshell Whent[3]. Durante lo scontro Eddard affronta in duello, uccidendolo, il più letale dei sette cavalieri che compongono la Guardia Reale del Re Folle, Ser Arthur Dayne, la Spada dell'Alba[2]. Al termine della battaglia gli unici sopravvissuti allo scontro furono Eddard Stark e Howland Reed. La missione di salvataggio è però tardiva, Ned trova infatti la sorella Lyanna in un letto di sangue mentre stringe convulsamente una corona appassita di rose blu. Lyanna lo costringe a giurarle qualcosa, ma non si sa la natura di tale giuramento, che però perseguita Eddard per il resto della sua vita.[3]
Ned abbatte la torre e con le pietre insanguinate erige otto tumuli, uno per ogni caduto, mentre il corpo di Lyanna viene portato a Grande Inverno per essere sepolto nell'ancestrale cripta di famiglia[4], accanto a suo fratello Brandon e a suo padre lord Rickard. In seguito rievoca spesso la memoria della sorella con tristezza e dolore, mostrando una profonda devozione verso di lei e verso la promessa a lei fatta.

Sposa Catelyn Tully, che in precedenza era promessa in sposa al fratello maggiore Brandon, dalla quale ha cinque figli: Robb, Sansa, Arya, Brandon e Rickon. Da un'altra donna, di cui non rivela l'identità, ebbe inoltre un bastardo: Jon Snow, che cresce in mezzo agli altri suoi figli, suscitando il diprezzo di Catelyn verso il ragazzo.

Il trono di spade[modifica | modifica sorgente]

Alla morte di Jon Arryn, Robert Baratheon si reca personalmente a Grande Inverno offrendogli la carica di Primo Cavaliere del Re (nell'originale Mano del Re), chiedendogli inoltre di unire le Casate Stark e Baratheon, facendo sposare la figlia Sansa con il principe Joffrey.

Ned accetta l'incarico solamente dopo che un corvo messaggero giunge segretamente da Approdo del Re con una missiva scritta dalla sorella di Catelyn, moglie del precedente Primo Cavaliere, Lysa. Nella lettera Lysa afferma che ad uccidere suo marito sono stati i Lannister. Ned, per l'amore fraterno che nutre nei confronti di Robert, decide di accettare la nomina a Primo Cavaliere per proteggere il re dagli intrighi. Nel viaggio verso sud porta con sé, oltre che molti uomini fidati di Grande Inverno, le figlie Sansa, ormai promessa sposa di Joffey, ed Arya.

Durante il viaggio verso sud, nei pressi dell'Incollatura, dopo l'incidente occorso tra il principe Joffrey e la meta-lupa di Arya, Nymeria che nel frattempo veniva scacciata dalla stessa Arya, Ned è costretto per ordine del re, ma emanato su istigazione della regina, ad uccidere il meta-lupo di Sansa, Lady.

La stesso giorno del suo arrivo ad Approdo del Re partecipa al primo Concilio Ristretto, in cui apprende che la corona è indebitata per oltre 6 milioni di dragoni d'oro, la metà dei quali dovuti ai soli Lannister. Successivamente, Ditocorto lo fa incontrare segretamente, in un suo bordello, con la moglie Catelyn. Quest'ultima lo mette al corrente dell'attentato perpetrato nei confronti del figlio Bran. Dato l'aiuto offerto e le parole di fiducia espresse dalla moglie, Ned comincia a confidare nell'aiuto di Petyr Baelish.

Nella capitale del regno, Ned comincia ad indagare sulla morte del suo predecessore. Tali indagini lo portano ad un colloquio con il Gran maestro Pycelle che gli rivela che poco prima di morire Jon Arryn era venuto da lui per chiedergli un poderoso tomo contenente gli alberi genealogici delle grandi casate[5]. Poco dopo incontra nei suoi alloggi Petyr Baelish che lo informa di aver trovato alcuni servitori di Jon Arryn che la vedova Lysa non aveva riportato con sé a Nido dell'aquila. In particolare Ditocorto segnala a Ned ser Hugh della Valle, ex vassallo di Jon nominato cavaliere dal re il giorno dopo la morte del vecchio Primo cavaliere.

Robert, contro la volontà di Ned, organizza un torneo per festeggiare l'insediamento del nuovo Primo cavaliere, ma l'arrivo di partecipanti, con relativo seguito, crea non pochi problemi di ordine pubblico all'interno della capitale. Per questo motivo Janos Slynt, comandante delle cappe dorate, chiede a Ned altre reclute e quest'ultimo, per fra fronte all'emergenza, cede venti armigeri della sua scorta personale. Da approfondimenti investigativi svolti per suo conto da Jory Cassel viene a sapere che Jon Arryn e Stannis Baratheon avevano insieme visitato un bordello cosa reputata stranissima dato il carattere di entrambi. Sempre le indagini sulla morte del suo predecessore portano Ned nella bottega di mastro Thobo Mott, il migliore armaiolo di tutto il regno, ubicata nella strada dell'Acciaio di Approdo del re, in precedenza visitata anch'essa da Jon Arryn e Stannis Baratheon. Mastro Mott riferisce che i due nobili lord erano venuti nella sua bottega, non perché interessati al suo eccelso lavoro, ma bensì ad uno dei suoi apprendisti: Gendry. Ned guardando il ragazzo capisce immediatamente di trovarsi di fronte ad uno dei bastardi di re Robert e comprende il motivo delle visite di Jon Arryn e del fratello del re ma non riesce ancora ad afferrare perché tale scoperta sia costata la vita a lord Arryn. Interrogando mastro Mott Ned viene a scoprire che l'apprendistato del ragazzo è stato pagato profumatamente da un oscuro nobile il cui volto è sempre stato celato da una cappa. Tale oscura figura altri non era che Varys in uno dei suoi innumerevoli travestimenti.

Ned non può interrogare ser Hugh della Valle in quanto quest'ultimo rimane ucciso in uno scontro con la Montagna che cavalca nel primo giorno del torneo a lui dedicato. Egli è l'unico, insieme a ser Barristan Selmy a far visita, il giorno successivo, al corpo del ragazzo accudito dalle Sorelle del silenzio e dispone che i resti vengano restituiti alla madre nella Valle di Arryn. La notte precedente viene informato che il re ha intenzione di partecipare alla grande mischia del torneo del Primo cavaliere ma Ned, con l'aiuto di ser Barristan, riesce a far desistere Robert dai suoi intenti, adducendo come scusa il fatto che nessun uomo avrebbe osato colpire il re e pertanto la vittoria sarebbe andata a lui automaticamente.

Dopo la festa organizzata al termine del torneo Ned riceve un uomo sconosciuto nei suoi quartieri privati, ubicati nella Torre del Primo Cavaliere. Lasciati soli l'uomo si rivela essere, con enorme stupore di Ned, nient'altro che lord Varys che ha utilizzato uno dei suoi travestimenti. Il Ragno tessitore rivela che i movimenti di Ned sono sorvegliati dalla regina in quanto Cersei teme enormemente lord Stark ed il rapporto di amicizia e stima che lo lega fraternamente a Robert.
Varys rivela inoltre che proprio i Lannister avevano organizzato un attentato alla vita del re da porre in essere durante la Grande Mischia del torneo e che solo il fatto che Robert non vi abbia partecipato abbia reso vano il tentativo. Varys è sicuro che presto vi saranno nuovi attentati alla vita del re e che solo Ned, godendo dell'assoluta fiducia di Robert ed agendo con scaltrezza potrà prevenire. Solo raccogliendo prove certe ed inconfutabili del coinvolgimento dei Lannister nelle trame di palazzo potrà convincere il re della colpevolezza dei Lannister e quindi della moglie. Prima di lasciare Ned, Varys gli rivela che ad uccidere Jon Arryn è stato un potentissimo e costosissimo veleno incolore, inodore e che per di più non lascia traccia: le lacrime di Lys.
Il veleno, riferisce sempre Varys, è stato propinato al precedente Primo Cavaliere dal suo scudiero, quel ser Hugh della Valle ucciso proprio il primo giorno del torneo. Naturalmene il Ragno tessitore sospetta che di accidentale in quella morte vi sia ben poco e che dietro vi siano sempre i Lannister. Sul movente dell'omicidio Varys ha pochi dubbi: Jon Arryn aveva cominciato a fare troppe domande.

Arya, che si era persa nei meadri della Fortezza Rossa per sfuggire ad alcune guardie dei Lannister che l'avevano scambiata per un ragazzo cencioso penetrato all'interno delle mura del castello, gli racconta, in modo confuso e frammentario, di un discorso ascoltato casualmente tra due uomini che lei non era riuscita a riconoscere (Varys ed Illyrio Mopatis) che parlavano di assassinarlo. Eddard date le affermazioni sconnesse della figlia non le crede ma il discorso viene interrotto dall'arrivo di Yoren che riferisce degli accadimenti della locanda e del rapimento di Tyrion Lannister da parte di sua moglie.

Quando il re, venuto a sapere che Daenerys Targaryen è incinta di khal Drogo, convoca una seduta del Concilio Ristretto ove viene presa la decisione di far assassinare la ragazza onde evitare che un possibile futuro erede possa rivendicare il Trono di spade. Eddard e ser Barristan Selmy sono gli unici contrari a tale soluzione. Ma il re è deciso, mellifluamente appoggiato da Varys, Petyr Baelish ed il gran maestro Pycelle. Fortemente contrario lascia l'incarico di Primo Cavaliere. Tornato nei suoi appartamenti Ned ordina al suo attendente Vayone Poole di recarsi al porto e di cercare discretamente una nave veloce che salpi il prima possibile. Dopo aver congedato l'attendente riceve la visita inaspettata di Petyr Baelish che gli riferisce che se si fosse intrattenuto lo avrebbe personalmente accompagnato nel bordello che avevano già visitato in precedenza Jon Arryn e Stannis Baratheon.

Come promesso Ditocorto porta Ned, accompagnato da un piccolo seguito capitanato da Jory Cassel, nel bordello oggetto delle attenzioni del suo predecessore. All'interno del bordello, appartenente ad una lenona di nome Chataya, si trova una giovane prostituta, con i capelli rosso fuoco, che ha generato una figlia illegittima a Robert. La piccola, che ha meno di un anno, è chiamata dalla madre Barra, ed in lei si possono vedere chiaramente i tratti somatici caratteristici di Casa Baratheon. All'uscita del bordello Ned chiede cosa sa Petyr dei bastardi di Robert e quest'ultimo gli sottolinea ironicamente che gli appetiti sessuali del re sono ben noti a tutti e che qualche bastardo che spunta qua e là è un normale "incidente di percorso". Ned, sorvolando sull'ironia di Ditocorto, ancora non comprende però l'interessamento di Jon Arryn per i bastardi del re visto che è di pubblico dominio che ne abbia più d'uno.
La pioggia che imperversava già dalla mattinata si fa più intensa mentre Ned, Ditocorto ed il piccolo gruppo di scorta prende la direzione della Fortezza Rossa. Improvvisamente la piccola schiera viene circondata da almeno una ventina di soldati Lannister comandati dallo Sterminatore di re. La spiegazione di tale prova di forza è semplice: lord Tywin è venuto a conoscenza del rapimento del figlio Tyrion da parte di Catelyn Stark. Jaime Lannister, che fa allontanare Petyr Baelish dal luogo, ordina ai suoi uomini di non far del male a lord Stark, a causa delle possibili ritorsioni sul fratello Tyrion, ma di uccidere tutti suoi uomini. Lo scontro è breve ma cruento e la superiorità numerica risulta il fattore decisivo. Muoiono così Jory Cassel ed altri 3 soldati Stark. Ned, non prima di aver fatto la sua parte uccidendo il capitano dei soldati nemici, rimane schiacciato dal proprio cavallo che scivola nel fango e gli spezza una gamba. Questo è uno dei particolari che rendono il libro difforme dalla serie televisiva. Nella serie, infatti, il combattimento si svolge in modo assai diverso e Ned Stark viene ferito alla gamba, preso alle spalle, da un soldato dei Lannister, mentre è impegnato in un cruento duello con Jaime Lannister.

Al suo risveglio si ritrova adagiato su di un letto con il gran maestro Pycelle che gli dà da bere del latte di papavero per alleviare i dolori.

Il grande inverno[modifica | modifica sorgente]

Dopo sei giorni e sette notti Ned si risveglia in un letto con a fianco il suo attendente Vayon Pool. Quest'ultimo che lo informa che il re, una volta sveglio lo vuole vedere immediatamente. Ned naturalmente non può muoversi dal letto a causa della gamba rotta e manda quindi Vayon Pool a cercare il re per rifergli che è pronto a riceverlo nelle sue stanze. Nel frattempo viene informato da Alyn, che ha preso il posto di Jory Cassel quale comandante della Guardia personale di Eddard, che lo Sterminatore di re è scappato dalla capitale per dirigersi verso Castel Granito e che i corpi di Jory Cassel e gli altri caduti di Casa Stark sono stati consegnati alle Sorelle del silenzio per essere riportati a Grande Inverno.
Arrivato il re, Ned congeda Alyn per parlare a quattrocchi con Robert cosa che gli è impedita in quanto ad accompagnarlo c'è anche la regina. Nel colloquio Ned si assume la responsabilità per il rapimento di Tyrion Lannister asserendo che la moglie ha agito su proprie direttive, cosa tra l'altro non vera in quanto il rapimento del Folletto è stata un'iniziativa di Catelyn. Cersei è furiosa e afferma che a provocare lo scontro non è stato il fratello, ma bensì lord Stark e i suoi uomini che uscivano ubriachi da un bordello. Robert sa che il suo amico non è un tipo da bagordi ma, interrogato lord Petyr Baelish sull'accaduto, egli ha affermato che il gruppo stava effettivamente uscendo da un bordello. Petyr Baelish riferisce inoltre che si era allontanato prima che lo scontro avesse inizio senza poter dare indicazioni certe su chi effettivamente avesse cominciato. Ned, con gli occhi piazzati sull'orgogliosa regina, riferisce al re di essere entrato in quel bordello con l'unico scopo di vedere una sua figlia bastarda, chiamata Barra, che ha lasciato nel grembo della prostituta quindicenne. La furia di Cersei aumenta ancora, chiede che lord Stark venga punito adeguatamente, e afferma che sotto i Targaryen un simile comportamento non sarebbe mai stato tollerato impunemente. Robert zittisce la donna ma quest'ultima irrisoriamente chiede al re di dare a lei la cotta di maglia e prendersi lui la sottana. Robert, non proprio una persona paziente, la colpisce duramente in viso ed ordina a Meryn Trant di accompagnare la regina nei suoi alloggi. Finalmente soli Robert si calma e obbliga Ned a riprendersi la carica di Primo Cavaliere del re. Ned a questo punto vorrebbe metterlo al corrente delle sue scoperta, ma Robert zittisce anche lui dicendogli che qualsiasi cosa abbia da dire lo potrà fare quando lui sarà tornato da una battuta di caccia che ha in programma per l'indomani.

Quando il re è assente tocca al Primo Cavaliere svolgerne le veci, anche nell'amministrazione della giustizia. Infatti proprio mentre Robert Baratheon è a caccia oltre il fiume delle Rapide nere con mezza corte, ivi compresi il fratello Renly, ser Barristan Selmy della Guardia Reale, Joffrey, il Mastino e ser Balon Swann, tocca a Ned, anche se ancora convalescente, dispensare la giustizia del re.
In nome del re siede sul Trono di Spade ed in suo nome riceve, innanzi alla corte radunata in piedi nella sala del trono della Fortezza Rossa, un gruppo di popolani proveniente dalle terre del Tridente e patrocinati dai loro cavalieri protettori, ser Karyl Vance, ser Raymund Darry e ser Marq Piper, tutti alfieri di lord Hoster Tully. Il gruppo è stato inviato nella capitale dal lord di Delta delle Acque per chiedere l'autorizzazione del re affinché si possa procedere a dare la caccia ad un gruppo di soldati Lannister, che travestiti da predoni e privi di insegne ma riconosciuti in quanto comandati dall'inconfondibile mole della Montagna che cavalca, si sono dati alla razzia nelle terre dei fiumi dopo il rapimento di Tyrion Lannister.
Ned ringrazia tra sé e sé il saggio padre di sua moglie, infatti seppur certo che quel gruppo di presunti predoni non siano altro che la longa manus di Tywin Lannister, il lord protettore dell'occidente è stato accorto che le razzie avvenissero di notte e che gli uomini impiegati non avessero insegne o vessilli riconoscibili. Facendo in questo modo se i Tully avessero contrattaccato, la regina Cersei e lord Tywin avrebbero potuto far notare a Robert che a infrangere la pace del re erano stati i Tully e non i Lannister e le reazioni di Robert sono imprevedibili anche per Ned. È per questo motivo che Ned è determinato ad imporre la giustizia del re ora, prima la ferita ormai apertasi, sparga troppo sangue.
Il Gran maestro Pycelle e lord Petyr Baelish, tentano di far recedere Eddard dai suoi intenti, ma il Primo Cavaliere del re dispone ugualmente che ser Gregor Clegane, la Montagna che cavalca, sia spogliato di tutti i titoli, delle terre e che venga condannato a morte.
Data la gravità della decisione presa come prima cosa Ned decide di avvertire il re, demandando a ser Robar Royce il compito di trovare il Robert e di riferirgli quanto accaduto nella sala del trono. Per quanto concerne invece l'esecuzione della sentenza, si offre quale volontario ser Loras Tyrell, che vorrebbe in questo modo vendicarsi per quanto accaduto al torneo del Primo Cavaliere, ma Ned sa bene che per quanto abile sia il Cavaliere di fiori, nulla potrebbe contro la Montagna che cavalca. Scrutando la sala Ned sceglie quindi tra i presenti lord Beric Dondarrion, a cui assegna il comando, Thoros di Myr, ser Gladden Wylde ed infine lord Lothar. A ognuno di loro viene chiesto di radunare venti uomini a cui Eddard aggiunge altri venti provenienti dalla sua scorta personale, con l'ordine di partire alle prime luci dell'alba. Ned sceglie questi uomini perché tutti hanno in comune di non essere alfieri dei Lannister e non aver quindi obblighi di fedeltà nei confronti di lord Tywin. Vistosi escluso ser Loras lascia contrariato la sala del trono. Lord Eddard decide quindi di congedare tutti e non ascoltare altre petizioni per la giornata. Mentre tutti escono dalla sala del trono gli si avvicina lord Varys che fa notare al Primo Cavaliere che chi ha deciso di inimicarsi i Lannister avrebbe fatto meglio a tenersi stretti i Tyrell di Alto Giardino.

Quello stesso giorno riceve ufficialmente a corte Yoren. Lord Eddard Stark chiede ai cavalieri presenti se qualcuno volesse onorare la propria casata entrando nei Guardiani della notte, ma non facendosi nessuno avanti permette al confratello che veste il nero di andare nelle segrete della Fortezza Rossa a scegliersi quanti prigionieri volesse. Il giorno della partenza di lord Beric Dondarrion per la sua missione convoca nelle sue stanze le due figlie, Arya e Sansa. Le ragazze entrando trovano il padre intento a leggere l'enorme tomo[5] consegnato a lord Eddard tempo addietro dal Gran Maestro Pycelle. Ned comunica alle ragazze che entrambe faranno ritorno a Grande Inverno via mare non appena verrà trovata la nave adatta. Mentre Arya, dopo le prime rimostranze, accondiscende a partire senza troppe storie dopo aver saputo di poter portare con sé Syrio Forel, Sansa, che preferisce la variegata ed aristocratica Approdo del re alla grigia città natale, ricorda al padre di non poter partire perché promessa in sposa al principe Joffrey che ama ed a cui vuol dare dei figli dai capelli biondi proprio come quelli del giovane principe e che non assomiglia affatto a quell'ubriacone del padre. Quest'affermazione, innocentemente pronunciata da Sansa, rappresenta per Ned la quadratura del cerchio. Egli infatti finalmente comprende che i figli di Cersei, Joffrey, Myrcella e Tommen, non sono in realtà figli del re, ma bensì rappresentano il frutto dell'incesto tra la regina ed il fratello gemello Jaime Lannister. Infatti tutti i figli naturali di Robert incontrati da Ned hanno infatti i capelli scuri come il padre, mentre i tre principi non hanno quella caratteristica inoltre, così come riportato nel tomo del gran maestro Malleon, tutte le volte che un Baratheon aveva sposato una Lannister tutti i figli avevano avuti immancabilmente i capelli neri e mai biondi. Ned congeda le figlie e naturalmente chiede di non proferir parola con alcuno del colloquio avuto.

Pycelle visita Ned per controllare lo stato di guarigione della gamba e ne approfitta per riferirgli che la regina ha ricevuto un corvo con un messaggio da parte di lord Tywin con il quale il lord Protettore dell'Occidente si dice turbato per l'iniziativa del Primo Cavaliere di aver mandato uomini a caccia di ser Gregor Clegane. Ned, che ormai ha intuito che il Gran Maestro Pycelle è una "creatura" della regina e che il contenuto del messaggio gli è stato riferito al fine di essere interpretato come un neanche troppo velata minaccia, gli risponde che lord Tywin Lannister può essere turbato quanto vuole, lord Beric Dondarrion viaggia sotto i vessilli del re e se lord Tywin Lannister interferirà, sarà al re che ne dovrà rispondere. Un'ora più tardi va nei suoi alloggi anche Petyr Baelish che lo informa del fatto che l'occidente è in subbuglio e che Varys ha ricevuto notizie secondo le quali lord Tywin Lannister sta radunando mercenari di ogni tipo a Castel Granito. Inoltre il cervo bianco per cui re Robert era andato a caccia è stato trovato morto, sbranato dai lupi ed il re ora si era messo a caccia di un gigantesco cinghiale, ma che il principe Joffrey, il Mastino e ser Balon Swann erano invece tornati a corte. Lasciato solo, Ned riflette se deve o meno mettere al corrente il re di quanto scoperto. L'onore ed il giuramento di fedeltà prestato gli impongono di farlo ma Ned è certo che sebbene Robert sappia essere misericordioso con i nemici valenti, sa anche essere spietato nei confronti di chi tradisce. Eddard comprende quindi che le sue rivelazioni provocheranno la morte dei tre ragazzi e avendo egli stesso già visto l'eccidio dei piccoli figli di Rhaegar, Rhaenys e Aegon, da parte di ser Gregor Clegane e ser Amory Lorch dopo che le truppe dei Lannister erano penetrate all'interno delle mura di Approdo del Re, decide di non portare tale fardello. Eddard si fa accompagnare nel Parco degli dei della Fortezza Rossa e qui manda Tomard a recapitare un messaggio alla regina Cersei. La regina lo raggiunge al tramonto, con il volto ancora tumefatto a causa del colpo che Robert le aveva dato. Ned la mette al corrente di conoscere il motivo per cui Jon Arryn è stato assassinato e di sapere che i tre figli di Cersei appartengono a Jaime e non all'amico. La regina non nega, anzi, senza alcuna esitazione afferma che lei e Jaime erano amanti fin da bambini e di non trovarci nulla di riprorevole d'altronde i Targaryen si erano sposati tra loro fin dai tempi di Aegon il conquistatore. Quando Ned le chiede come sia possibile che in dodici anni di matrimonio lei non avesse avuto alcun figlio da Robert, noto per i suoi appetiti, lei confessa che una volta, all'inizio, era rimasta incinta di lui, ma che il fratello aveva trovato una donna che l'aveva fatta abortire. Inoltre il re visitava raramente il talamo della regina e quelle rare volte che lo faceva era sempre ubriaco. Ned apprende inoltre che il figlio Bran, era stato gettato giù da una delle torri di Grande Inverno perché aveva visto lei e Jaime in atteggiamenti intimi. Cersei tenta di convincere Ned a mantenere il segreto ma il Primo Cavaliere è adamantino, l'onore glielo impone. Cersei, messa alle strette e furiosa, rinfaccia a Ned che lui non avrebbe potuto parlare di onore visto che aveva messo al mondo un figlio bastardo, Jon Snow, soprattutto se poi il portare via il bambino dalla madre (lady Ahsara Dayne[6]) fa gettare quest'ultima dal dirupo di una scogliera per la disperazione. Ned, irremovibile, offre però a Cersei l'opportunità di fuggire e scappare quanto il più lontano possibile dalla furia di Robert.

Eddard viene improvvisamente svegliato nel cuore della notte da Tomard che lo informa che il re, rientrato dalla caccia, vuole vederlo immediatamente. Lo stesso Tomard, unitamente a Cayn, scorta il Primo Cavaliere negli appartamenti ove alloggia Robert e qui, innanzi alla camera del re, Eddard trova di guardia ser Barristan Selmy con un'espressione in viso che non promette nulla di buono. Entrato nella stanza, resa torrida dai camini accesi ed invasa dall'odore della morte, vede Robert disteso di traverso sul letto a baldacchino con indosso angora gli stivali sporchi di fango e le vesti incrostate di sangue. Nella stanza sono presenti il gran maestro Pycelle, intento a curare per quanto possibile le ferite del re, il fratello Renly e la regina Cersei. Ned, avvicinato dalla sua scorta al letto, comprende subito che la situazione del re è critica e che Robert ha ben poche speranze di sopravvivere.
Renly riferisce a Ned che è stato un enorme cinghiale a procuragli quella ferita, uno squarcio che va dal pube allo sterno. Robert, come sempre quando va a caccia di cinghiali, ha aspettato fino all'ultimo per lanciare la lancia e, a causa del troppo vino bevuto, ha mancato il bersaglio non riuscendo poi ad evitare la carica dell'animale. Robert comprendendo pienamente che non potrà farcela, caccia tutti dalla stanza eccetto Eddard che gli rimane vicino per scrivere le sue ultime volontà. Robert nomina il suo amico reggente e protettore del reame fin quando il figlio, Joffrey, non raggiungerà l'età per regnare. Ned evita, in punto di morte, di rivelare all'amico che Joffrey in realtà non è suo figlio e sul documento che sta vergando non appone il nome del principe ma bensì cambia la frase ed utilizza le parole "legittimo erede". Ned spera in questo modo di legittimare la successione nei confronti del vero erede di Robert, cioè il fratello minore Stannis, che al momento si trova sull'isola fortezza di Roccia del drago. Terminato di scrivere il documento il re lo firma ed il sigillo viene apposto alla presenza di Renly e di Pycelle nel frattempo fatti rientrare nella stanza. Ned si accorge, con sollievo, che la regina invece non è rientrata e spera che Cersei sia andata per preparare la fuga da Approdo del re con i suoi figli.
Pycelle dà al re una coppa di latte di papavero per alleviare le sue ultime sofferenze e Ned uscendo dalla stanza dà ordine a ser Barrystan di non fare entrare nessuno se non dietro suo preciso ordine. Il comandante della Guardia reale si sente in colpa di non esser rimasto vicino al re e, ubbidendo ai suoi ordini, di essersi allontanato e non averlo protetto adeguatamente infrangendo in questo modo il suo giuramento. Eddard ha parole di solidarietà e lode per il vecchio cavaliere ed afferma che l'unico colpevole è proprio Robert ed il suo amore per il vino. Improvvisamente appare dal nulla Varys che inserendosi nel discorso sottolinea, con finta innocenza, la premura dello scudiero del re, Lancel Lannister, pronto a rinfrescare la gola di Robert ogni qual volta egli ne avesse bisogno.
Tomard e Cayn aiutano Eddard a tornare nei suoi alloggi, ma durante il percorso vengono raggiunti da Renly che, intuendo che il documento con il sigillo del re non è altro che la reggenza, propone a Eddard di agire subito e di strappare Joffrey, Myrcella e Tommen dalla madre. Avendo in pugno il nuovo re, Ned avrebbe la reggenza confermata dal Concilio Ristretto e Joffrey potrà essere un suo protetto. Renly mette a disposizione di Eddard cento spade per colpire, ma ancora una volta l'onore di Ned impedisce anche solo di prendere in considerazione un gesto del genere e rifiuta categoricamente di rapire i figli di Robert. Renly lo avverte che così facendo non fa altro che regalare tempo prezioso alla regina e ai Lannister.

Conoscendo la verità sulle origini dei figli di Robert, secondo Eddard il vero erede è invece Stannis Baratheon, il fratello maggiore del re, e a lui intende affidare il regno. La regina Cersei, ignorando il testamento del defunto marito, nomina invece suo figlio Joffrey e, grazie alla corrotta Guardia Cittadina, le Cappe Dorate, mette agli arresti Eddard e fa uccidere tutti gli uomini a lui fedeli.

Cersei, grazie anche all'intercessione di sua figlia Sansa, offre a Eddard la possibilità di salvarsi dichiarandosi pubblicamente traditore e riconoscendo Joffrey come legittimo re; in cambio egli potrà entrare nella confraternita dei Guardiani della notte. Eddard, vedendo il suo destino ormai segnato, accetta, sperando di potersi almeno ricongiungere col figlio Jon. Eddard si dichiara pertanto colpevole di cospirazione in pubblica piazza e riconosce Joffrey come unico vero re. Joffrey, tuttavia, non dimostra clemenza e ne ordina l'immediata esecuzione. Ned viene decapitato seduta stante dal boia reale all'età di 35 anni.

Trasposizione televisiva[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il Trono di Spade (serie televisiva).

Il 16 gennaio 2007 il settimanale Variety annunciò l'acquisto da parte dell'emittente televisiva statunitense HBO dei diritti per un adattamento della saga Cronache del ghiaccio e del fuoco sul piccolo schermo.[7] Il 19 luglio vennero annunciati nuovi nomi del cast, tra cui quello dell'attore britannico Sean Bean nel ruolo di Eddard Stark.[8] Mentre nei romanzi il personaggio ha circa trentacinque anni, nella serie televisiva è dipinto come un uomo più maturo, sulla cinquantina.

Il personaggio fece la sua prima apparizione nell'episodio pilota L'inverno sta arrivando, andato in onda su HBO il 17 aprile 2011.

Sean Bean dichiarò di non essere stato riluttante all'idea di interpretare un personaggio destinato a un'uscita di scena precoce e definì anzi «audace» la scelta del network di rimanere fedele alla trama dei romanzi fino all'ultimo.[9]

La morte del personaggio, avvenuta nel penultimo episodio della prima stagione (La confessione), suscitò tuttavia scalpore tra i telespettatori: alcuni infatti criticarono la decisione di far uscire di scena colui che, fino a quel momento, si era creduto essere il protagonista della narrazione; altri rimasero sorpresi apprendendo che la serie televisiva non aveva preso una piega diversa dai romanzi.

Sue Naegle, presidentessa della programmazione del network HBO, commentò dicendo che la vera star di Thrones non è l'attore famoso o il personaggio preferito da seguire settimana dopo settimana, ma la vicenda che viene raccontata. Uno dei motivi per cui la saga venne scelta per la trasposizione televisiva, aggiunse, fu proprio la presenza di colpi di scena e vicende inaspettate di cui essa è piena.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Pronunciation Guide for 'Game of Thrones', Making Game of Thrones, 11 febbraio 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.
  2. ^ a b George R. R. Martin, Il Trono di Spade, traduzione di Sergio Altieri, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 1999, pp. 441, ISBN 88-04-46924-2.
  3. ^ a b George R. R. Martin, Il grande inverno, traduzione di Sergio Altieri, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 2000, pp. 46-47, ISBN 88-04-47802-0.
  4. ^ George R. R. Martin, Il grande inverno, traduzione di Sergio Altieri, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 2000, pp. 441, ISBN 88-04-47802-0.
  5. ^ a b Il libro è intitolato "Storia e Linee Dinastiche delle Grandi Case Nobili dei Sette Regni con Descrizioni di Molti Alti Lord delle loro Nobili Lady e dei loro Figli" - George R. R. Martin, Il grande inverno, traduzione di Sergio Altieri, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 2000, p. 105, ISBN 88-04-47802-0.
  6. ^ Sorella di ser Arthur Dayne, membro della Guardia Reale ed ucciso da Eddard Stark presso la torre della Gioia ubicata nel sud dei Sette Regni, tra le Montagne Rosse e Dorne
  7. ^ (EN) HBO turns 'Fire' into fantasy series, Variety. URL consultato il 12 ottobre 2010.
  8. ^ (EN) Sean Bean ascends to "Game of Thrones". URL consultato il 21 aprile 2011.
  9. ^ (EN) James Hibberd, Sean Bean talks 'Game of Thrones' Episode 9, Entertainment Weekly, 12 giugno 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.
  10. ^ (EN) James Hibberd, HBO defends 'Game of Thrones' shocker, Entertaiment Weekly, 13 giugno 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]