Tempesta di spade

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Tempesta di spade
Titolo originale A Storm of Swords
Altri titoli I fiumi della guerra (2a parte), Il portale delle tenebre (3a parte), Il trono di spade 3
Autore George R. R. Martin
1ª ed. originale 2000
Genere romanzo
Sottogenere fantasy
Lingua originale inglese
Serie Cronache del ghiaccio e del fuoco
Preceduto da Lo scontro dei re
Seguito da Il banchetto dei corvi

Tempesta di spade (A Storm of Swords) è un romanzo fantasy del 2000 dello scrittore statunitense George R. R. Martin che costituisce il terzo capitolo della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco; preceduto da Lo scontro dei re, il suo seguito è Il banchetto dei corvi.

Fu inizialmente pubblicato in lingua italiana da Mondadori suddiviso in tre volumi, Tempesta di spade (2002), I fiumi della guerra (2002) e Il portale delle tenebre (2003); è stato riedito sulla collana Urania nel 2009 in due tomi, Tempesta di spade - Parte prima e Tempesta di spade - Parte seconda. Nel 2013, dopo la messa in onda della terza stagione della serie tv Il trono di spade, il romanzo è stato infine pubblicato come volume unico, intitolato Il trono di spade 3. Tempesta di spade, I fiumi della guerra, Il portale delle tenebre, sottotitolato Libro terzo delle cronache del ghiaccio e del fuoco.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Tempesta di Spade[modifica | modifica wikitesto]

Nei Sette Regni[modifica | modifica wikitesto]

Il Nord e la Barriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel prologo alcuni Guardiani della Notte che hanno preso parte alla spedizione oltre la Barriera ordiscono una rivolta per uccidere il lord comandante Jeor Mormont e gli altri ufficiali e mettersi così in salvo dalla minaccia dei bruti. La notte convenuta per l'agguato inizia a nevicare, condizione che impedisce la messa a segno del piano di ammutinamento. Quella stessa notte i confratelli in nero sono attaccati dai non-morti sul Pugno dei Primi Uomini. I superstiti della battaglia marciano nella notte verso est. Samwell Tarly, stremato, sembra sul punto di cedere, mentre ripercorre in un flashback l'attacco dei non-morti. Rimasto indietro insieme a Grenn e Piccolo Paul, viene attaccato da un Estraneo, che uccide grazie alla daga di ossidiana regalatagli da Jon Snow.

Jon Snow, infiltrato fra i bruti per conto dei Guardiani della Notte, conosce Mance Rayder, il famigerato Re-oltre-la-Barriera, il quale racconta al giovane bastardo di Grande Inverno la storia della propria diserzione. Jon marcia con loro verso la Barriera e giunti sul Pugno dei Primi Uomini trovano le tracce della battaglia combattuta dai corvi neri contro i non-morti. Lì Mance Ryder capisce che Jon aveva mentito riguardo alla spedizione dei Guardiani oltre la barriera, e da quel momento sarà messo alla prova per dimostrare la sua fedeltà ai bruti. Per questo motivo Jon cede alla tentazione e inizia una relazione sessuale con Ygritte, una dei bruti. Poi fa allontanare il suo meta-lupo Spettro ordinandogli di raggiungere il Castello Nero.

Bran Stark è in fuga da Grande Inverno insieme a Hodor, Meera e Jojen Reed e al suo meta-lupo Estate. Durante il viaggio apprendono che i Guardiani della Notte sono andati a compiere delle missioni oltre la Barriera, mentre uomini coi simboli della piovra e dell'uomo scuoiato sono alla ricerca di fuggiaschi. Da Meera Reed Bran apprende la storia del Cavaliere dell'albero che ride, misterioso partecipante al torneo di Harrenhal.

Le terre dei fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver giurato a lady Catelyn di non prendere mai più le armi contro i Tully e gli Stark e di riportarle le sue figlie sane e salve, Jaime Lannister viene liberato dalla prigionia di Delta delle Acque e inviato ad Approdo del Re insieme al cugino Cleos Frey, in qualità di ambasciatore con messaggi per Cersei, e Brienne di Tarth come scorta. Scoperta la liberazione dello Sterminatore di Re, a Delta delle Acque lady Catelyn è accusata di tradimento e confinata nelle stanze del padre lord Hoster in attesa del ritorno di re Robb.

Rientrato da alcune operazioni militari contro i Lannister al Mulino di Pietra, il fratello Edmure rimprovera Catelyn per l'azione commessa e l'avverte di aver inviato corvi messaggeri a lord Roose Bolton ad Harrenhal con l'ordine di intercettare e fermare Jaime Lannister, indicato come fuggiasco e non come ostaggio liberato in cambio delle due ragazze Stark. Questo getta Catelyn nella disperazione perché se Jaime dovesse cadere nelle mani di Bolton lo scambio di prigionieri non potrebbe avvenire e il suo piano andrebbe in fumo.

Al suo ritorno a Delta delle Acque dalle terre d'Occidente, Robb perdona la madre e le presenta Jeyne Westerling, la ragazza che ha sposato. Catelyn, sconvolta, lo mette in guardia sull'ira dei Frey, con i quali avevano accordi matrimoniali in cambio dell'alleanza. Robb, insieme a ser Brynden Tully, il Pesce Nero, rimprovera Edmure per non essersi attenuto all'ordine di presidiare Delta delle Acque ed essersi invece lanciato all'attacco di lord Tywin Lannister al Mulino di Pietra. Questo ritardo aveva permesso infatti a lord Tywin, che stava lasciando la zona, di essere raggiunto dalle staffette partite da Ponte Amaro per informarlo dell'imminente attacco di Stannis Baratheon ad Approdo del Re. Ripartito verso sud, il lord di Castel Granito aveva così potuto unirsi agli altri eserciti suoi alleati e piombare sul retro dello schieramento dell'esercito di Stannis, che stava attaccando la capitale dei Sette Regni. Esortato da Catelyn a marciare verso nord per riprendere Grande Inverno, Robb risolve che l'unico modo per rafforzare la sua posizione e non essere schiacciato è recuperare l'alleanza coi Frey.

Intanto lord Rickard Karstark, suo alfiere, fa uccidere Willem Lannister, figlio di ser Kevan, e Tion Frey, figlio di Genna, prigionieri a Delta delle Acque, per vendicare i suoi due figli caduti per mano di Jaime Lannister al Bosco dei Sussurri. Robb fa impiccare i suoi complici, poi esegue personalmente la condanna a morte del lord di Karhold.

Sulla strada verso Duskendale, Cleos Frey rimane ucciso in un agguato di un gruppo di arcieri che poi si danno alla fuga. Jaime ne approfitta e recupera la spada del cugino, ingaggiando un lungo combattimento con Brienne, la quale riesce a disarmarlo. I due vengono fatti prigionieri dai Guitti Sanguinari, che da fedeli ai Lannister erano passati dalla parte di lord Bolton. Il capo dei Guitti, Vargo Hoath, detto il Caprone, mostra disprezzo alla proposta di Jaime di ricevere oro in cambio della sua libertà, ed ordina ad un suo uomo, un grasso dothraki, di sfoderare il suo enorme arakh ricurvo.

Arya Stark, insieme a Gendry e Frittella, abbandona di notte Harrenhal puntando verso nord con l'intenzione di raggiungere lady Catelyn a Delta delle Acque. In questa circostanza le capita di fare i suoi primi "sogni di lupo", nei quali assale dei Guitti Sanguinari e li sbaraglia insieme ad un branco di lupi al suo comando. Nei pressi del Tridente i tre si uniscono al gruppo composto dal cantastorie Tom Settecorde, Lem Mantello di Limone e Anguy l'Arciere. Alla Locanda dell'Uomo in Ginocchio incontrano un gruppo di soldati straccioni tra i quali Arya riconosce Harwin, figlio del maestro dei cavalli di Grande Inverno, al quale rivela la propria identità. Il gruppo allargato riprende il cammino e quando Arya comprende che stanno per portarla da lord Beric Dondarrion, capo della famigerata Fratellanza Senza Vessilli, tenta di fuggire, ma viene ripresa da Harwin. Proseguono verso sud passando per Cuore Alto e Sala delle Ghiande, dove lady Smallwood racconta che Jaime Lannister sarebbe stato liberato da lady Catelyn Stark.

Approdo del Re[modifica | modifica wikitesto]

Alla Fortezza Rossa Tyrion Lannister è in convalescenza dopo le ferite riportate durante la battaglia delle Acque Nere. Il nano sospetta che la sorella, la regina Cersei, abbia corrotto ser Mandon Moore della Guardia Reale affinché lo uccidesse approfittando della confusione dei combattimenti. Al padre, lord Tywin, Tyrion chiede di essere nominato erede di Castel Granito, ricevendo un rifiuto pieno di collera e indignazione.

Sansa Stark fa la conoscenza dei Tyrell, giunti alla Fortezza Rossa per il matrimonio tra re Joffrey e lady Margaery, vedova di Renly Baratheon. La nonna della sposa, lady Olenna detta la Regina di Spine, propone a Sansa di sposare il nipote Willas, erede di Alto Giardino, reso storpio alla gamba a causa di una ferita ricevuta da Oberyn Martell di Dorne durante un torneo. Sansa, sedotta dalla possibilità di liberarsi dal giogo dei Lannister e condurre una vita felice ad Alto Giardino, accetta la proposta. Dontos, il giullare ex cavaliere che si è offerto di aiutarla, la avverte che è tutto pronto per la sua fuga dalla Fortezza Rossa, che avrà luogo la notte delle nozze reali, ma Sansa preferisce mandare tutto all'aria ora che è stata fidanzata con Willas Tyrell. Dontos la mette in guardia anche dai Tyrell, dicendole che ciò che interessa loro realmente sono i suoi diritti di successione su Grande Inverno.

Cersei convoca il nuovo concilio ristretto, del quale entrano a far parte Mace Tyrell, lord di Alto Giardino e padre di Margaery, Paxter Redwyne e Mathis Rowan, oltre al gran maestro Pycelle, reintegrato da lord Tywin dopo la prigionia impostagli da Tyrion. Si apprende che un terzo dell'esercito del nord che marciava verso sud guidato da Robett Glover e Helman Tallhart è stato sbaragliato da Randyll Tarly sotto le mura di Duskendale mentre un nuovo esercito Lannister è in riorganizzazione alla Zanna Dorata sotto il comando di ser Daven per muovere all'assedio di Delta delle Acque quando Robb Stark ripartirà per il nord. Al concilio ristretto si discute anche dell'offerta di alleanza da parte di Balon Greyjoy, autoproclamatosi re delle Isole di Ferro e, per diritto di conquista, anche re del Nord.

Per guadagnare al Trono di Spade l'alleanza della Valle di Arryn, Petyr "Ditocorto" Baelish, nuovo lord di Harrenhal, si offre di raggiungere il Nido dell'Aquila e sposare Lysa Arryn, mentre il suo posto di maestro del conio all'interno del concilio ristretto viene assegnato a Tyrion. Appresi proprio da Ditocorto i piani dei Tyrell per sposare Sansa Stark a Willas, lord Tywin decide di giocare d'anticipo e stabilisce che sia Cersei a sposare Willas mentre Tyrion sposerà Sansa, in modo da assicurare ai Lannister i diritti ereditari su Grande Inverno.

Roccia del Drago[modifica | modifica wikitesto]

Davos Seaworth, caduto nel fiume delle Rapide Nere nell'infuriare della battaglia, si risveglia su uno scoglio nel mezzo della Baia delle Acque Nere e viene tratto in salvo da una delle navi di Sallador Saan, il pirata di Lys che ha messo le proprie imbarcazioni al servizio di Stannis Baratheon.

Riportato alla Roccia del Drago, Davos confida a Sallador Saan di voler uccidere Melisandre, la sacerdotessa rossa di Asshai delle Ombre, convinto che sia lei la causa della sconfitta di Stannis e di tutti i mali occorsi finora alla corte del re Baratheon. Appena mette piede nel castello della Roccia del Drago, viene arrestato da ser Axell Florent, zio della regina Selyse, con l'accusa di tramare contro Melisandre. In cella riceve la visita della sacerdotessa, che gli dice di aver visto nelle fiamme le sue intenzioni e gli parla della vera guerra che va profilandosi all'orizzonte, quella tra R'hllor, dio della luce, e il Dio Estraneo, signore delle tenebre.

Poco dopo, accusato di tradimento, viene condotto nella stessa cella lord Alester Florent, Primo Cavaliere di re Stannis, che ammette di aver inviato a lord Tywin una proposta di pace intercettata dagli uomini del re. Nella lettera si offriva la resa al Trono di Spade e si chiedeva il reintegro di Stannis come lord di Capo Tempesta e Roccia del Drago e il matrimonio tra Shireen e Tommen.

Oltre il Mare Stretto[modifica | modifica wikitesto]

Daenerys Targaryen, preso possesso delle tre navi inviatele a Qarth dal magistro Illyrio Mopatis per fare ritorno a Pentos, fa rotta verso occidente, ma su consiglio di ser Jorah Mormont, suo braccio destro, decide di fare scalo ad Astapor, nella Baia degli Schiavisti, per procurarsi un esercito di Immacolati, eunuchi guerrieri di altissimo valore militare. Giunta nella città avvia trattative col mercante Kraznys mo Nakloz, anche se rimane turbata dalle crudeli condizioni di vita a cui sono sottoposti gli eunuchi. Alla fine gli accordi prevedono che la regina Targaryen avrà ottomilaseicento Immacolati, più quelli ancora in addestramento, in cambio di tutte le merci pregiate contenute nelle navi di Illyrio Mopatis, le navi stesse e il drago nero, quello di nome Drogon.

L'indomani Daenerys si reca sulla piazza dell'arpia a concludere l'affare, ma al momento propizio pronuncia la parola "dracarys", con la quale dà al drago Drogon l'ordine di sputare fuoco. Il drago da alle fiamme i Buoni Padroni di Astapor presenti sulla piazza, mentre Daenerys ordina agli Immacolati di uccidere tutti gli schiavisti della città e liberare tutti gli schiavi.

I fiumi della guerra[modifica | modifica wikitesto]

Nei Sette Regni[modifica | modifica wikitesto]

Approdo del Re[modifica | modifica wikitesto]

Sansa è costretta al matrimonio con Tyrion Lannister. Il "folletto" si dimostra molto comprensivo, evitandole la cerimonia della "messa a letto" e non consumando il matrimonio. Ciò manda su tutte le furie Tywin Lannister, che, però, ha cose ben più importanti a cui pensare, in veste di Primo Cavaliere del Re.

Oltre la Barriera[modifica | modifica wikitesto]

Samwell Tarly è riuscito a seguire i suoi confratelli nella disastrosa ritirata verso la barriera. Stremati i corvi sono arrivati al castello di Craster chiedendo ospitalità. Proprio la notte prima della partenza, però, scoppia una violenta lite. Secondo alcuni confratelli, Craster nasconderebbe abbondanti provviste. Quando il comandante Mormont tenta di intervenire, viene ucciso dai suoi stessi soldati insieme a Craster. È il caos: alcuni cercano e trovano la dispensa segreta, mentre altri si danno a stupri e uccisioni. Sam fugge con Gilly, una delle mogli di Craster, che ha appena partorito un bambino. I due, dopo alcuni giorni di marcia, decidono di sostare in un villaggio abbandonato dai Bruti. La scelta, però, si rivela disastrosa quando un non-morto li assale nella notte. Sam trova in sé il coraggio che pensava di non avere e affronta il mostro, uccidendolo. Ma nel villaggio i non-morti sono ovunque. La fine sembra vicina, quando uno stormo di corvi si avventa sui non-morti. Un uomo misterioso, freddo come il ghiaccio e a cavallo di un alce, li salva appena in tempo.

Intanto Jon Snow sta ancora viaggiando coi Bruti, per conoscere i loro piani. Dopo una rischiosa scalata alla barriera, un contingente di un centinaio di uomini ha come obiettivo quello di attaccare da Sud il Castello Nero e aprire le porte alla invasione. Approfittando di un momento di confusione, Jon riesce a scappare e, seppur ferito, raggiunge i confratelli. Al Castello sono però rimasti in pochi: alcuni diversivi dei bruti al di là della Barriera hanno attirato la guarnigione altrove. Ma grazie al suo allarme viene organizzata una difesa che si dimostra vincente. I Guardiani della notte, seppur inferiori per numero e mezzi, riescono a respingere l'attacco giunto alle loro spalle. Ma è una vittoria che lascia l'amaro in bocca. I bruti tenteranno di nuovo e i guardiani sono soli a causa della guerra e dello scetticismo che generano le notizie sui non-morti e gli Estranei. Durante la lotta inoltre Ygritte rimane uccisa, lasciando Jon nell'angoscia.

Roccia del Drago[modifica | modifica wikitesto]

L'unico a capire cosa realmente stia succedendo è il Re Stannis Baratheon. Grazie alla sua maga rossa ha visto nelle fiamme cosa è accaduto sul Pugno dei Primi Uomini. Ma il suo discernimento è offuscato dalle oscure profezie di Melisandre. Per lei, infatti, Re Stannis è l'eletto, il portatore di luce, e lo spinge a fare sacrifici umani per poter risvegliare i draghi. Per fortuna, al suo fianco c'è anche Davos Seaworth, che viene elevato al rango di Primo Cavaliere del Re. L'ex contrabbandiere, grazie alla sua infinita devozione nei confronti del Re, riuscirà a trovare un altro modo per tentare la conquista di Sette Regni.

Terre dei Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Arya, intanto, vaga nei territori devastati dalla guerra come ostaggio degli uomini della Fratellanza Senza Vessilli. Il loro capo, Beric Dondarrion, vuole incassare il suo riscatto per poter armare i suoi uomini e aiutare le povere genti a prepararsi per l'inverno. Durante la sua prigionia, apprende come le leggende sull'immortalità di Dondarrion siano una realtà. A Sandor Clegane viene offerta la possibilità di guadagnare la libertà tramite un duello. Dondarrion cade sotto i colpi del Mastino, ma Il prete rosso Thoros di Myr lo riporta alla vita con una preghiera al suo dio. In seguito, Arya sfrutta un momento di distrazione, e tenta la fuga. Dopo poco viene bloccata da un uomo forte e potente: non uno degli uomini della Fratellanza Senza Vessilli, ma il Mastino che, guadagnata la sua libertà, cerca una vendetta.

Il matrimonio fra Edmure Tully e una delle tante figlie di Walder Frey si rivela una trappola. Il vecchio lord Walder aveva solo finto di non dispiacersi per la promessa di matrimonio infranta da Re Robb Stark. La sete di vendetta lo aveva spinto a complottare con i Lannister e lord Bolton di Forte Terrore. Così, gli uomini degli Stark vengono fatti ubriacare e poi letteralmente macellati durante il banchetto. Robb, colpito da alcuni dardi di balestra, viene finito con un colpo al cuore da Roose Bolton. La sua testa viene staccata dal corpo e sostituita da quella del suo meta-lupo. Lady Catelyn, invece, viene sgozzata e il suo corpo gettato nel fiume. Il Mastino, che punta al riscatto di Arya, arriva al castello dei Frey proprio mentre sta per scoppiare l'inferno. I due devono lottare per avere salva la vita.

Jaime Lannister viene catturato dai "Guitti Sanguinari". Il suo lignaggio e le sorti della guerra non riescono a salvarlo da un terribile destino: Vargo Hoat, il brutale capo dei Guitti, gli taglia la mano destra, proprio quella della spada. Jaime attraversa un momento di crisi dopo l'amputazione. Arriva al punto di confidarsi con Brienne sui motivi del tradimento che ha fatto di lui lo "Sterminatore di Re". In seguito, Roose Bolton torna al castello e non è affatto colpito dalle azioni compiute dai Camerati. Si trova d’accordo nel riportare Jaime a Approdo del Re, mentre consegna Brienne ai Bravi Camerati che intendono usarla come ostaggio in cambio degli zaffiri promessi o, in caso di insuccesso, di fare di lei ciò che più li aggrada. Bolton abbandona Harrenhal lasciando a Vargo Hoat il ruolo di Lord. Hoat getta Brienne nella fossa degli orsi, dalla quale viene salvata grazie all’intervento di Jaime, che torna ad Harrenhal giusto in tempo con l’aiuto degli uomini di Bolton. Insieme ripartono diretti ad Approdo del Re.

Oltre il Mare Stretto[modifica | modifica wikitesto]

Daenerys guida il suo esercito a Yunkai e richiede un colloquio con il suo sovrano, al quale richiede di liberare tutti gli schiavi presenti nella sua città e terminare definitivamente il loro commercio, accettando inoltre la propria resa in cambio della sua incolumità. Il sovrano, divertito e irritato dalla richiesta della khaleesi, rifiuta le sue condizioni e intima alla ragazza di lasciare le sue terre.

Daario Naharis, uno dei generali del sovrano di Yunkai, rimane molto colpito dalla khaleesi e sebbene gli viene affidato in principio il compito di assassinare Daenerys durante la notte, egli diserta e si presenta nottetempo al suo cospetto, portandogli le teste degli altri due generali del suo sovrano, e si offre in suo aiuto per la conquista di Yunkai. La città cade nelle mani della khaleesi facilmente, Daario ne assassina il sovrano e le relative milizie si uniscono a lei. Gli schiavi della città osannano la loro liberatrice e le attribuiscono l'epiteto di "Mhysa" che nella loro lingua significa "Madre".

Il portale delle tenebre[modifica | modifica wikitesto]

Nei Sette Regni[modifica | modifica wikitesto]

A nord della Barriera[modifica | modifica wikitesto]

Dall'altra parte del mondo Bran Stark ha finalmente raggiunto la Barriera, al Forte della Notte. Un sogno dall'oltre ha guidato Bran e i suoi amici verso un fantomatico passaggio attraverso la barriera. Non avendolo trovato durante una prima ricognizione, lui e i suoi compagni di viaggio decidono di trovare rifugio nel forte. A notte fonda vengono svegliati strani rumori, provenienti da un pozzo al centro della sala che ospita il loro improvvisato bivacco. Qualcuno o qualcosa sta cercando di uscire dagli abissi oscuri del pozzo. Il terrore sui loro volti scompare quando appare un guardiano della notte accompagnato da una donna bruta e un bambino. È Samwell Tarly, scampato ai pericoli della Foresta Stregata. Spiega loro che il pozzo è in realtà una via per superare la Barriera. Un antico passaggio protetto da magia chiamato Portale delle Tenebre. Racconta anche di Manifredde, l'essere che li ha salvati nel villaggio abbandonato. Egli aspetta Bran dall'altra parte della barriera, per portarlo dal corvo con tre occhi. Bran, più incuriosito che spaventato, si avvia verso questa nuova avventura.

Barriera[modifica | modifica wikitesto]

A pochi chilometri di distanza, la guarnigione del Castello Nero ridotta all'osso, si trova ad affrontare l'assalto frontale dei barbari. Mammut, giganti e arieti da una parte, frecce, olio bollente e catapulte dall'altra. Dopo un primo assalto, il capitano della guarnigione cade per difendere la porta nord. Jon Snow si ritrova così a capo dei difensori. Il giovane riesce a conquistare la fiducia e la stima dei suoi confratelli ed alla fine riescono a respingere i nemici. Quando torna il resto della guarnigione, però, Jon si ritrova nei guai. Janos Slint non si fida del giovane che viene accusato di tradimento a causa della sua missione fra i bruti. Non potendolo condannare a morte a causa dei suoi natali e del suo eroico comportamento, Janos non si arrende. Lo invia quindi da Mance Rider, con la scusa di parlamentare, ma con l'obiettivo di assassinarlo. Riluttante, Jon si avvia verso la tenda del Re Oltre la Barriera, dove scopre con sorpresa la presenza del Corno di Joramun. Un corno dai poteri magici capace con la sola forza del suono, di distruggere la Barriera. Mance non intende però utilizzarlo: sa bene che i veri nemici sono gli Estranei, non i Guardiani della notte. Una volta distrutta la Barriera, nessuno nei sette regni sarebbe al sicuro. Chiede solo di poter passare col popolo libero, senza dover fare atto di sottomissione ad alcun re. Jon è combattuto se uccidere a tradimento Mance o portare queste nuove notizie al Castello Nero. Proprio mentre riflette sulla decisione da prendere l'accampamento viene attaccato dai Cavalieri della Notte. Si tratta di un diversivo ben studiato per preparare la carica della cavalleria pesante di Re Stannis. Il re, infatti, ha lasciato l'Isola del Drago per respingere la minaccia dei bruti. Stannis vince facilmente la battaglia contro i bruti, decidendo di mettere a morte Mance Rayder, ma permettendo ai bruti di passare dalla barriera per creare un'alleanza tra i popoli liberi e quello dei sette regni. Per suggellare questo patto il re decide di nominare Jon nuovo lord di Grande Inverno rendendolo a tutti gli effetti uno Stark, e dandogli in sposa la sorella della moglie di Mance: Val. Jon decide di riflettere sulla proposta di Stannis. Il piano del re viene meno quando, a sorpresa di tutti, Jon Snow viene eletto 998° lord comandante dei Guardiani della Notte.

Approdo del Re[modifica | modifica wikitesto]

Sansa e Tyrion, intanto, quali novelli sposi partecipano alle nozze di re Joffrey. La festa sontuosa è scandita da battibecchi tra lo zio e il nipote. Tutto precipita quando il giovane re cade a terra, sconvolto dagli spasmi. Subito tutti gli sono vicino, ma è troppo tardi: Joffrey è morto soffocato. Colta dall'ira la regina Cersei ottiene che il Folletto sia incarcerato con l'accusa di omicidio. Jaime e Brienne raggiungono Approdo del Re e scoprono che il fratello minore di Joffrey, Tommen, erediterà il trono mentre gli alfieri Tyrell accusano Brienne per la morte di Renly Baratheon. Jaime si rifiuta di credere che Tyrion abbia ucciso Joffrey; respinge le avances di Cersei e rifiuta l'offerta del padre di ereditare Castel Granito, perciò Tywin lo disereda.

Per Tyrion la situazione è disperata. Viene allestito un processo, dove molti testimoni lo accusano, tra cui la sua amata Shae. Spuntano anche alcuni testimoni oculari che giurano il falso perché corrotti o troppo zelanti. Con un'ennesima, astuta mossa a sorpresa, il Folletto richiede un verdetto per singolar tenzone. Come campione della regina Cersei scende in campo Gregor Clegane mentre per Tyrion, tra lo stupore generale, si schiera il principe Oberyn, la celeberrima Vipera Rossa di Dorne. Quest'ultimo non ha alcun interesse nel salvare Tyrion, ma vuole approfittare dell'occasione per vendicare la morte di sua sorella, la principessa Elia e dei suoi figli, uccisi brutalmente proprio da Clegane durante il saccheggio di Approdo del Re negli ultimi giorni di Casa Targaryen. Tywin Lannister è furibondo per l'evolversi degli eventi ma non ha altra scelta che consentire il combattimento. Il duello arride inizialmente a Oberyn, con Clegane colpito più volte dalla lancia avvelenata dell'avversario. Quando tutto sembra deciso, con l'avversario a terra gravemente ferito, il Principe di Dorne commette un'ingenuità. Nel tentativo di far confessare all'altro i suoi orrendi crimini si distrae e viene ucciso. Tyrion viene riportato nelle segrete in attesa della esecuzione, ma suo fratello Jaime decide di liberarlo assieme all'aiuto del ragno tessitore Varys. Tyrion, durante la fuga attraverso tunnel segreti, riesce ad entrare nella camera da letto del padre, dove trova a letto la propria concubina e amata Shae, che uccide soffocandola con la collana di suo padre che lei porta al collo, dopodiché si reca nella latrina in cui si trova lord Tywin e, dopo un'ultima discussione, lo uccide piantandogli un dardo di balestra nelle viscere.

Avendo stretto un forte legame con Brienne, Jaime gli cede la propria spada di Valyria e le ordina di cercare Sansa Stark per mantenere la promessa fatta a Catelyn.

Terra dei fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Arya fa uno strano sogno nel quale è in realtà Nymeria, la metalupa che non vede più da molto tempo e che ora guida un grosso branco di lupi nelle Terre dei Fiumi. Sogna di trovare un cadavere che galleggia nella Forca Verde a sud delle Torri Gemelle e lo porta a riva, per poi fuggire quando un gruppo di uomini si avvicina. Arya e Sandor Clegane arrivano successivamente ad una locanda e s’imbattono in un gruppo di mercenari al servizio di Gregor, il gigantesco fratello di Sandor, che egli odia. Scoppia una lite: i mercenari vengono uccisi e Sandor rimane ferito. Arya lo abbandona morente sotto un albero e si dirige verso Padelle Salate, la vicina città portuale sul Tridente. Lì trova una nave della Città Libera di Braavos e quando si rifiutano di portarla a nord, Arya tira fuori la moneta che Jaqen H’ghar le aveva donato precedentemente e i membri dell’equipaggio diventano molto più collaborativi. Non la porteranno a nord, ma acconsentono di portarla con loro a Braavos, al di là del Mare Stretto; Arya accetta.

Valle di Arryn[modifica | modifica wikitesto]

Sansa, riesce a scappare da Approdo del Re con l'aiuto dell'ex cavaliere, ora giullare, Dontos. Grazie ad alcuni corridoi nascosti e ad un passaggio segreto riesce a raggiungere una nave dove appare il suo vero salvatore: lord Petyr Baelish. Ditocorto sembra non essere totalmente estraneo all'omicidio del giovane re e la porta in salvo nei suoi possedimenti di famiglia. Sansa sa di non doversi fidare di nessuno. Morto suo fratello Robb, lei è l'erede di diritto di Grande Inverno. Una posizione scomoda, che la rende vittima di intrighi e macchinazioni. Lord Petyr, però, sembra provare un affetto sincero nei suoi confronti. Dopo pochi giorni li raggiunge la sorella di sua madre, lady Lysa Arryn. Dopo il matrimonio dei due, viene deciso che Sansa si tingerà i capelli, spacciandosi per una figlia bastarda di Ditocorto, Alayne Stone. L'obiettivo è far passare il tempo necessario perché Robert Arryn raggiunga l'età per sposarsi. Con un matrimonio del genere, la vera identità di Sansa smetterebbe di essere un pericolo e si trasformerebbe in un vantaggio. I tre si trasferiscono al Nido d'Aquila, l'inespugnabile fortezza degli Arryn, ma Lady Lysa comincia a provare una pesante antipatia nei confronti della nipote. La sua folle gelosia la porta a cercare di lanciare Sansa, secondo lei colpevole di volerle "soffiare" il marito, dalla Porta della Luna, che dà su di uno strapiombo di seicento metri. Lord Petyr arriva giusto in tempo per impedirlo: con poche parole calma Lysa e la fa tornare in sé, ma solo dopo che questa aveva confessato la sua compartecipazione alla morte del marito Jon Arryn e di aver scritto la lettera nella quale, invece, accusava i Lannister di averlo ucciso; il tutto per amore di Ditocorto. Tutto sembra finito per il meglio, ma in quel momento Lord Petyr la lancia nel baratro, accusando il giullare di corte dell'omicidio.

Oltre il Mare Stretto[modifica | modifica wikitesto]

Daenerys continua la sua campagna di conquista delle città schiaviste. Dopo Astapor e Yunkai giunge a Meereen, città ben fortificata e difesa. Mentre sta decidendo sul da farsi, la Madre dei Draghi scopre due importanti verità. Aristan Barbabianca si rivela essere in realtà ser Barristan Selmy, ex Guardia Reale cacciata da Approdo del Re dagli intrighi di palazzo. Dopo la parentesi di re Robert Baratheon, si accorge di quanto siano poca cosa i suoi successori e vuole mettersi nuovamente al servizio dei Targaryen. Ser Jorah Mormont, invece, confessa di essere una spia del Trono di spade. Da molto non invia più notizie, conquistato dal carisma della sua regina, ma il suo tradimento è lampante. Per espiare le proprie colpe i due guidano una spedizione nelle fogne di Meereen, grazie alla quale la città cade dopo pochi giorni. Una volta stabilizzata la situazione ser Barristan viene infine perdonato dalla giovane regina mentre ser Jorah viene definitivamente allontanato dalla corte. Intanto dalle altre città schiaviste, precedentemente conquistate da Daenerys, arrivano cattive notizie. Subito dopo averle abbandonate, le città sono tornate nel caos e la situazione degli abitanti è quindi addirittura peggiorata. Conscia di dover imparare a regnare, Daenerys decide di fermarsi a Meereen e creare un regno stabile.

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Il libro termina con un epilogo in cui grazie alle vicende di Merret, figlio cadetto di lord Frey delle Torri Gemelle, scopriamo che lady Catelyn Stark è stata riportata in vita dal potere di Thoros di Myr, il prete rosso della banda di Beric Dondarrion, sebbene sfigurata e con una voce talmente rauca da non capire quasi quello che dice.

Personaggi POV[modifica | modifica wikitesto]

Ogni capitolo della saga narra in terza persona la storia vissuta dal punto di vista (Point Of View) di un personaggio.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]