Canis dirus

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Canis dirus
Stato di conservazione: Fossile
Dire Wolf.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. dirus
Nomenclatura binomiale
Canis dirus
Leidy, 1858

Il Canis dirus (Leidy, 1858) è una specie estinta di mammifero carnivoro vissuto durante il Pleistocene (fra i 200.000 ed i 10.000 anni fa).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Visse in una vasta area che andava dal Canada al Venezuela settentrionale: fu quindi assieme al coyote una delle due specie di Canidi che si evolsero autonomamente nel continente americano, e non una delle numerose specie giunte in America dall'Eurasia attraverso il ponte di terra della Beringia, come ad esempio l'affine lupo grigio[1], col quale si trovò a coesistere per oltre 100.000 anni.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Uno scheletro assai ben conservato.
Una bacheca contenente una parte degli innumerevoli crani ritrovati nelle pozze di catrame di Rancho la Brea, dove questi animali rimanevano impantanati nel tentativo di nutrirsi dei grossi animali a loro volta ivi impantanatisi.

Il primo fossile appartenente a questi animali fu ritrovato nel 1854 da Francis Linck lungo il tratto del fiume Ohio che scorre in Indiana, in corrispondenza della città di Evansville: tuttavia, la stragrande maggioranza dei reperti appartenenti al Canis dirus, fra cui sicuramente i meglio conservati, sono stati rinvenuti nelle pozze di catrame di Rancho la Brea, in California.

In vita, l'animale doveva essere piuttosto impressionante (il nome scientifico della specie, infatti, vuol dire "cane terrificante"): i resti fossili ci indicano che si trattava di animali molto simili morfologicamente ai lupi, rispetto ai quali tuttavia erano considerevolmente più grandi. La lunghezza media di un esemplare, infatti, è stimata attorno al metro e mezzo, per un peso in vita che poteva sfiorare gli 80 kg[2].
Le zampe del Canis dirus erano più corte e tozze rispetto a quelle degli attuali lupi grigi, inoltre la scatola cranica aveva dimensioni in proporzione assai più piccole[3].

I denti erano grossi ed appuntiti: alcuni studiosi, in virtù delle analisi della corona dentaria di questi animali, hanno ipotizzato che essi si nutrissero di carogne, delle quali frantumavano le ossa grazie alla forza delle loro mandibole ed alla durezza dei denti, tuttavia pare assai più plausibile che essi cacciassero attivamente le proprie prede e poi ne consumassero anche le ossa. In ogni caso, i denti di questi animali mancavano di alcuni adattamenti tipici dei mangiatori abituali di ossa, come le iene[4], e nei crani ritrovati la presenza di denti rotti o scheggiati è maggiore rispetto a quella riscontrabile nei crani di lupi vissuti nelle stesse zone durante lo stesso periodo[5]. I denti carnassiali, in particolare quelli superiori, erano allungati e molto affilati, a sottolineare una spiccata capacità di ridurre la carne a brandelli.

Evoluzione e scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

La specie pare essersi evoluta a partire da Canis ambrusteri, apparso in Nord America durante la metà Pleistocene e rapidamente diffusasi verso sud: altrettanto rapidamente la specie sparì dalla parte settentrionale del continente, ma vi sono buone probabilità che essa continuò a sopravvivere in America Meridionale, dove si evolse dando come risultato Canis dirus.

La specie si diffuse rapidamente verso nord, spadroneggiando a tutte le latitudini per centinaia di migliaia di anni e non soffrendo l'arrivo di nuove specie di predatori dall'Eurasia, in particolare del congenere ed affine comportamentalmente Canis lupus, col quale si trovò a convivere per oltre 100.000 anni.
Attorno ai 15.000 anni fa, in coincidenza con la fine dell'Era glaciale e l'arrivo dell'uomo sul continente americano, la specie cominciò a declinare numericamente, lentamente ma inesorabilmente: l'estinzione delle sue prede abituali, generalmente animali lenti e di grosse dimensioni che venivano cacciate in branco e sopraffatte con una serie di morsi, costrinse la specie a rivolgere la propria attenzione verso le nuove specie arrivate attraversando la Beringia, che tuttavia erano molto più agili e scattanti. Più lenta rispetto al lupo grigio ed al lupo rosso, la specie non riuscì ad adattarsi in tempo ai cambiamenti che interessarono il suo habitat e perciò andò incontro all'estinzione circa 10.000 anni fa (anche se alcuni fossili ritrovati sui monti Ozark dimostrerebbero che alcune popolazioni relitte di questa specie sarebbero sopravvissute fino a 4.000 anni fa).

Nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mondo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.

Il Canis dirus appare come animale non estinto nella serie di romanzi fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco. In lingua originale questo animale viene definito direwolf; in lingua italiana, mancando un nome non scientifico, viene coniato il termine meta-lupo; in lingua francese, il canide immaginario prende il nome di loup-garou ("licantropo"); in lingua spagnola viene chiamato lobo huargo (che significa "lupo worg").

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statement by Valerius Geist pertaining to the death of Kenton Carnegie (PDF), Wolf Crossing. URL consultato il 9 settembre 2008.
  2. ^ World of the Wolf - Canis dirus
  3. ^ http://www.museum.state.il.us/exhibits/larson/canis.html
  4. ^ Journal of Zoology Volume 269, Part 3, July 2006
  5. ^ Journal of Zoology Volume 267, Part 1, September 2005

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Clark Kimberling 1996, "David Dale Owen and Joseph Granville Norwood: Pioneer Geologists in Indiana and Illinois," Indiana Magazine of History 62 (March 1996), Indiana University, pagg. 2-25.

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