Sparganium

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Coltellaccio a fusto semplice
Sparganium emersum 11429.jpg
Sparganium emersum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Commelinidae
Ordine Typhales
Famiglia Sparganiaceae
Genere Sparganium
L., 1753
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperms
(clade) Monocotiledoni
(clade) Commelindi
Ordine Poales
Famiglia Typhaceae
Specie
(Vedi : Specie di Sparganium )

Sparganium L. 1753 è un genere di piante acquatiche Spermatofite Monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle Sparganiaceae.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Questo genere si compone di poche specie (20 – 30 al massimo); di queste mezza dozzina vivono spontaneamente in Italia. Le specie di questo genere sono diffuse in quasi tutto il mondo; questa distribuzione così ampia è tipica delle specie acquatiche in quanto facilmente trovano nell'acqua habitat molto simili e omogenei.
Distribuzione ampia non solo nello spazio ma anche nel tempo, infatti questo genere è molto antico e lo si può far risalire al periodo oligocenico in quanto una sua specie (Sparganium antiquum) è stata ritrovata tra la flora oligocenica dell'isola di Wight[1]. In altri fossili di altre specie sono stati trovati frutti con 7 loculi (normalmente il genere attualmente si presenta con frutti monospermi, raramente si trovano fiori di Sparganium con 3 loculi fertili)[2]
Anche per questo genere, come in altri casi, la sistemazione tassonomica è in via di definizione. Qui di seguito è indicata la classificazione scientifica di questo genere secondo il Sistema Cronquist (basata sugli studi delle Angiosperme del botanico americano Arthur Cronquist pubblicati tra il 1968 e 1988)[3]:

Ordine : Typhales, definito dal botanico, naturalista e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (Tournai, 3 aprile 1797 – 9 giugno 1878) in una pubblicazione dal titolo : “Analyse des familles des plantes, avec l'indication des principaux genres qui s'y rattachent (Tournay, 1829)”.
Famiglia : Sparganiaceae, definita dal fisiologo, zoologo e biologo svedese naturalizzato tedesco Israel Karl Asmund Rudolphi (Stoccolma, 14 luglio 1771 – Berlino, 29 novembre 1832) in una pubblicazione del 1830.
Sottofamiglia : Sparganioideae, definita dal medico, botanico e naturalista tedesco Johann Heinrich Friedrick Link (Hildesheim, 2 febbraio 1767 – Berlino, 1 gennaio 1851) nel 1829.
Tribù : Sparganieae, definita dal botanico, naturalista e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (Tournai, 3 aprile 1797 – 9 giugno 1878) in una pubblicazione dal titolo : “Analyse des familles des plantes, avec l'indication des principaux genres qui s'y rattachent (Tournay, 1829)”.
Genere : Sparganium, definito dal botanico svedese Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778) definita nella pubblicazione Species Plantarum stampata nel 1753.


Secondo le nuove direttive della classificazione APG II System (basate sulle ricerche filogenetiche) si ha un cambio di ordine e di famiglia (mentre i livelli inferiori rimangono invariati)[2]:

Ordine : Poales, definito dal botanico americano John Kunkel Small (January 31, 1869 - January 20, 1938) nell'opera dal titolo “Flora of the southeastern United States (1903, New York)”.
Famiglia : Typhaceae, definita dal botanico francese Antoine-Laurent de Jussieu (April 12, 1748 - September 17, 1836) nell'opera “Genera Plantarum, secundum ordines naturales disposita juxta methodum in Horto Regio Parisiensi exaratam” del 1789.


Nella classificazione in uso precedentemente a quella di Cronquist, Classificazione di Wettstein (sistema di classificazione delle piante proposto dal botanico Richard von Wettstein (1863-1931) nel suo “Handbuch der Systematischen Botanik”, ultimo aggiornamento del 1935), la famiglia delle Sparganiaceae faceva parte dell'ordine delle Pandanales (classe Monocotiledoni).
Anche se il genere non è molto corposo le sue varie specie si usa raggrupparle in sottogeneri (o sezioni); qui ne elenchiamo alcuni :

  • Sparganium
  • Xanthosparganium Holmb

Specie spontanee della flora italiana[modifica | modifica sorgente]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l’elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche[4]. Tutte le piante sono a ciclo biologico perenne e a forma biologica di tipo idrofita radicante (I rad), mentre l'habitat è più o meno acquatico (sponde dei fossi o stagni con acqua lenta).

  • Gruppo 1A : le foglie, alla base, sono trigone; sono erette (come il fusto) ed emergono dall'acqua;
Sparganium erectum L. - Coltellaccio maggiore : l'infiorescenza è ramosa con molti capolini;le foglie sono larghe oltre 1 cm; le piante arrivano fino a 15 dm di altezza. Il tipo corologico è Eurasiatico; la diffusione è su tutto il territorio italiano ad una altitudine fino a 500 m s.l.m..
Sparganium emersum Rehm. - Coltellaccio a fusto semplice : generalmente l'infiorescenza è unica; le foglie sono poco larghe (3 – 6 mm); la pianta arriva fino 50 cm di altezza. Il tipo corologico è Eurasiatico; la diffusione sul territorio italiano è discontinua (è considerata rara) e arriva fino a 500 m s.l.m..
  • Gruppo 2A : la lamina delle foglie è piana; sono inoltre natanti (infatti le foglie sono molli come il fusto);
Sparganium angustifolium Michx. - Coltellaccio natante : il tessuto delle foglie è pluri-stratificato; l'infiorescenza si presenta con 2 -3 capolini maschili, mentre i frutti sono peduncolati; la pianta arriva fino a 50 cm di altezza. Il tipo corologico è Eurosiberiano; è una pianta rara (si trova solo al nord) e vegeta da 100 a 2300 m s.l.m..
Sparganium minimum Wallr. - Coltellaccio minore : il capolino maschile è unico; i frutti sono sessili con un breve becco; la pianta arriva a circa 80 cm di altezza. Il tipo corologico è Eurosiberiano; si trova solo nelle Alpi e vegeta da 500 a 1600 m s.l.m..
Sparganium hyperboreum Laestadius - Coltellaccio degli Eschimesi : il capolino maschile è unico; i frutti sono sessili e sono senza becco; la pianta arriva a circa 80 cm di altezza. Il tipo corologico è Circumboreale – Artico - Alpino; in Italia si trova solo nella provincia di Bolzano a 2300 m s.l.m. ed è molto rara.

Generi simili[modifica | modifica sorgente]

Il genere che più si avvicina a quello di questa scheda è il genere Typha L. (in italiano “Lisca”). Vive negli stessi habitat (acquatici), le foglie sono molto simili, ma comunque differisce notevolmente per l'infiorescenza che è cilindrica e molto caratteristica. Non per nulla attualmente (sempre secondo la classificazione APG II System[2]) sia il genere Sparganium che il genere Typha ora appartengono alla stessa famiglia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Specie di Sparganium.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome generico (Sparganium) deriva dal greco sparganon (= fascia; “sparganio” in italiano antico), e indica una pianta con foglie a forma di nastro o fettuccia. Questo nome per primo è stato usato da Dioscoride per alcune piante acquatiche[5]. Mentre l'inserimento definitivo nella nomenclatura tassonomica botanica è stata fatta per opera di Carl von Linné.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazione schematica dell'infiorescenza del genere Sparganium. I fiori colorati in verde sono quelli femminili; quelli colorai in giallo sono maschili. All'estrema sinistra è disegnata una infiorescenza tipica della specie Sparganium emersum, al centro un'infiorescenza tipica della specie Sparganium erectum (Descrizione dei fiori : a) brattee; b) stami; c) ovario; d) stilo)

Tutte le specie di questo genere sono perenni e rizomatose. La forma biologica comune a tutto il genere è idrofita radicante (I rad), ossia sono piante acquatiche perenni le cui gemme si trovano sommerse o natanti ed hanno un apparato radicale che le ancora al fondale.
In questo tipo di piante si nota una evidente riduzione delle parti vessillifere (fiori vistosi con petali policromi). Questo potrebbe indicare una forma più evoluta rispetto ad altre specie appartenenti ad altre famiglie dello stesso ordine[1].

Radici[modifica | modifica sorgente]

Radici secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

  • Parte ipogea: la parte ipogea consiste in un grosso rizoma stolonifero e strisciante poggiato sul fondale fangoso, da cui si erge la parte aerea del fusto.
  • Parte epigea: la parte emersa del fusto è cilindrica e fasciata da lunghe foglie dalla caratteristica forma a coltello; è eretto, robusto e ramoso.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono semplici (a lamina intera), lineari (nastriformi) e senza stipole; sono carenate nella parte basale; possono avere una consistenza rigida oppure sono morbide a seconda della specie; il portamento è eretto oppure liberamente fluttuante nell'acqua.

  • Foglie basali: quelle radicali sono lunghe e sono disposte a ventaglio.
  • Foglie cauline: quelle lungo il fusto sono disposte in modo alternato (l'ordine di distribuzione è distico); sono inoltre più brevi, senza picciolo e guainanti il fusto.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza è composta da una o più pannocchie ramose con almeno un capolino per ramo; questo normalmente è globulare e sessile, ma può essere anche pendulo. In queste piante i fiori dei due sessi sono distinti : quelli maschili (a caratteri staminali) sono di un tipo, quelli femminili (con caratteri carpellari) sono di un altro; quindi sono piante dicline e monoiche. Generalmente i fiori maschili stanno sopra a quelli femminili.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono unisessuali, monoici, attinomorfi, bi-ciclici (a due verticilli) e trimeri (ogni verticillo è composto almeno da tre elementi).

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto di queste piante è una drupa (o noce) monosperma acheniforme, dove l'esocarpo (l'epidermide superiore) è spugnoso, mentre l'endocarpo (l'epidermide inferiore) è legnoso. In molti casi questo frutto è adattato al galleggiamento. La disseminazione è “idrocora” (disseminazione nell'acqua).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Buona parte delle specie di questo genere sono originarie dell'America settentrionale (poche specie arrivano fino al Messico); le altre appartengono alla flora spontanea dei paesi eurasiatici a clima temperato-freddo. Qualche presenza in Australia e Nuova Zelanda
Tutte le specie spontanee della nostra flora vivono anche sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla diffusione delle specie a carattere alpino[6].

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
S. angustifolium 1 alpino
subalpino
montano
Ca-Si Si acido basso acquatico A1 tutto l'arco alpino
(escl. TO UD)
S. emersum 6 montano
collinare
Ca Ca-Si neutro alto acquatico A1 A2 VC NO CO TN BZ BL UD
S. erectum subsp. erectum 6 montano
collinare
Ca Ca-Si neutro alto acquatico A1 A2 CN TO CO SO BS TN BZ UD
S. erectum subsp. microcarpum 6 montano
collinare
Ca Si neutro alto acquatico A1 A2 UD
S. erectum subsp. neglectum 6 montano
collinare
Ca-Si Si neutro alto acquatico A1 A2 AO VC NO TN BZ BL
S. hyperboreum 1 alpino Ca-Si neutro basso acquatico A1 BZ
S. minimum 1 montano
collinare
Ca Si neutro medio acquatico A1 tutto l'arco alpino
(escl. CO VA)

Legenda e note alla tabella.
Per il “substrato” con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).

Comunità vegetali:
1 = comunità acquatiche natanti o sommerse
6 = comunità delle megaforbie acquatiche


Ambienti:
A1 = acque permanenti
A2 = acque correnti


Usi[modifica | modifica sorgente]

Queste piante sono di poco interesse sia per l'industria che per il giardinaggio. Si conosce l'utilizzo alimentare dei rizomi in qualche popolazione lontana dalla civiltà, ma nulla di più.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 741.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 632-633. ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 1016-1020.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
  2. ^ a b c Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 17-01-2009.
  3. ^ Crescent Bloom. URL consultato il 17-01-2009.
  4. ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 88-506-2449-2.
  5. ^ Flora of North America. URL consultato il 16-01-2009.
  6. ^ AA.VV., Flora Alpina. Volume primo, Bologna, Zanichelli, 2004.

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